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Tumori, l’oncologia di precisione raddoppia sopravvivenza dei pazienti nella fase delle metastasi

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L’oncologia  di precisione è in grado di migliorare le percentuali di sopravvivenza nella fase metastatica (quella peggiore) della malattia, fino a raddoppiarle. Notevoli anche i risparmi, grazie all’utilizzo delle terapie mirate solo nei pazienti che ne possono beneficiare, evitando inutili tossicità e i ricoveri in ospedale. Lo dimostra uno studio pubblicato sulla rivista Oncotarget nel 2018, condotto da ricercatori dell’Università di Stanford. La sopravvivenza mediana dei pazienti trattati con l’oncologia di precisione è stata di 51,7 settimane rispetto a 25,8 settimane dei pazienti che hanno seguito la chemioterapia standard (o la migliore terapia di supporto). Netta anche la differenza nei costi. Ogni settimana di trattamento con l’oncologia di precisione ha comportato un esborso di 2.720 dollari, rispetto a 3.453 con le cure tradizionali. L’approccio che sta rivoluzionando il trattamento del cancro è al centro del XX Congresso Nazionale AIOM (Associazione Italiana di oncologia Medica) in corso a Roma. “Devono essere istituiti quanto prima i Molecular Tumor Board, cioe’ team multidisciplinari che possano garantire l’integrazione e il confronto tra le diverse figure professionali coinvolte (oncologo, biologo molecolare, genetista, anatomo-patologo e farmacologo) che, grazie alla loro esperienza, permettano una corretta interpretazione dei dati genetici e molecolari e la scelta della strategia terapeutica adeguata – spiega Stefania Gori, Presidente nazionale AIOM e Direttore dipartimento oncologico, IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria-Negrar.

L’istituzione di un Molecular Tumor Board e’ il primo passo per garantire al paziente questa multidisciplinarieta’ e l’accesso ai trattamenti personalizzati. Il concetto di oncologia di precisione prevede che specifiche alterazioni di una sequenza genica diventino l’obiettivo di un trattamento individualizzato. Alla base della precisa selezione del paziente in relazione alle caratteristiche molecolari della neoplasia, vi e’ il potenziale beneficio clinico maggiore e per un tempo piu’ lungo, rispetto al trattamento con la classica chemioterapia.

Nello studio pubblicato su Oncotarget, è stata realizzata anche un’analisi separata dei costi relativi a 1.814 pazienti in fase terminale per verificarne l’andamento negli ultimi 3 mesi di vita. A ulteriore conferma dei risparmi ottenibili con le terapie mirate, nelle 93 persone trattate con queste armi si e’ osservata una spesa inferiore del 6,9% rispetto alla chemioterapia. In questo lavoro, i pazienti sono stati selezionati effettuando una profilazione dei geni grazie a una nuova tecnologia, la next generation sequencing (NGS). “I progressi nel campo della genomica sono resi possibili dal recente sviluppo di nuove piattaforme che consentono di effettuare il sequenziamento di un più ampio numero di geni rispetto ai metodi precedenti, con tempi ridotti per l’analisi e un aumento della sensibilità, con lo scopo di identificare le mutazioni corrispondenti a specifici bersagli molecolari su cui scegliere i farmaci mirati – afferma Antonio Marchetti, ordinario di anatomia patologica e Direttore del Centro di Medicina Molecolare Predittiva dell’Università di Chieti -. Le potenzialita’ di queste piattaforme nella pratica clinica sono legate all’analisi di cellule su tessuto tumorale e di alcune componenti tumorali (cellule tumorali circolanti e DNA tumorale circolante), che possono essere isolate dal sangue periferico e dai fluidi biologici”. E’ la cosiddetta biopsia liquida. “La biopsia su tessuto presenta alcuni limiti perchè è un’immagine istantanea, limitata nel tempo e nello spazio – sottolinea Antonio Russo, membro del Direttivo Nazionale AIOM e Ordinario di Oncologia Medica presso l’Università degli Studi di Palermo -. In realtà, il tumore si evolve, acquisendo nuove mutazioni che lo rendono ancora più aggressivo. E’ quindi fondamentale sviluppare nuove tecniche minimamente invasive, che possano consentire un migliore follow-up dei pazienti. In questo contesto, la biopsia liquida rappresenta una valida opzione. Il suo principale campo di applicazione oggi e’ rappresentato dall’identificazione di biomarcatori molecolari nei pazienti con tumori in stadio avanzato e l’unica applicazione clinica, al momento disponibile, riguarda la ricerca di mutazioni sensibilizzanti e di resistenza del gene Epidermal Growth Factor Receptor (EGFR) nel carcinoma polmonare non a piccole cellule. In futuro le possibilita’ di utilizzo della biopsia liquida si estenderanno a altre neoplasie”.

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Riparte l’influenza, attesi 4-6 milioni di casi

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Dopo esser scomparsa l’anno passato, grazie a un ‘galateo sociale’ anti-Covid che ha frenato anche la circolazione anche di altri virus respiratori, l’influenza potrebbe ritornare a colpire il prossimo inverno, approfittando della ripresa della di movimenti e attivita’. La prossima stagione influenzale, secondo il virologo dell’Universita’ degli Studi di Milano Fabrizio Pregliasco, “potrebbe essere di media intensita’, con un numero compreso tra 4 e 6 milioni di casi”. Insomma, “probabilmente non sara’ una stagione pesantissima, come le ultime che precedettero il disastro del Covid, ma questo dipendera’ anche da quanti si vaccineranno per l’influenza”. E proprio per scongiurare il rischio di twin epidemics, o di una doppia epidemia, l’immunologo della Casa Bianca Anthony Fauci, invita alla somministrazione simultanea della vaccinazione contro l’influenza e di quella anti Covid-19. Con gli sbalzi termici e la maggior permanenza in luoghi chiusi che caratterizzano l’arrivo dell’inverno, spiega Pregliasco, direttore sanitario dell’Istituto Galeazzi di Milano, “dobbiamo attenderci, oltre alla crescita di casi di Covid, anche un nuovo rialzo della circolazione di infezioni respiratorie, inclusa da virus influenzale”. Lo scorso anno l’influenza non si e’ vista in Italia e anche l’estate passata, nell’emisfero australe, non c’e’ quasi stata circolazione. Questo, precisa l’esperto, “grazie all’utilizzo del nuovo ‘Galateo sociale’ che il Covid ci ha insegnato: distanziamento sociale, mascherine, lavaggio mani, areazione degli ambienti”. Tuttavia, queste attenzioni, che sono stati nei mesi passati molto stringenti, “potrebbero diminuire nel tempo, causando cosi’ anche una maggior circolazione di diversi virus”. La conferma arriva dai medici di famiglia. “Se e’ vero che lo scorso anno il virus dell’influenza non ha circolato, quest’anno puo’ ricominciare a camminare sulle gambe delle persone che hanno ripreso a spostarsi e a viaggiare”, spiega Claudio Cricelli, presidente della Societa’ Italiana di Medicina Generale (Simg), che lancia un appello: “i 19 milioni di vaccini antinfluenzali che le regioni hanno prenotato, vanno somministrati”. E questo, precisa Anthony Fauci, si puo’ fare senza rischio anche insieme alla terza dose contro il Sars-Cov-2. “Cio’ che conta e’ solo fare entrambe le immunizzazioni appena possibile – ha dichiarato il celebre immunologo alla Cnn – e se cio’ significa farsi fare un’iniezione in un braccio e l’altra, allo stesso momento nell’altro, non c’e’ nulla di male”. Anzi “e’ probabilmente l’opzione piu’ conveniente”. Dai medici di famiglia arrivano anche le indicazioni su come approcciarsi alle cure dell’influenza, malattia generalmente benigna, ma che nelle persone piu’ fragili e anziane puo’ portare complicanze. Al manifestarsi dei primi sintomi, si consiglia di segnalare il caso al proprio medico il quale, gia’ a un primo colloquio telefonico, potra’ fornire consigli. In questa fase, precisa Cricelli, “e’ raccomandato evitare spostamenti e limitare il piu’ possibile i contatti con le altre persone, in forma preventiva”. Se si riscontra una sintomatologia riconducibile sia al Covid-19 che all’influenza, Cricelli suggerisce l’utilizzo di “tamponi combo, che danno risposta in tempo reale e hanno un doppio reagente per Covid e virus antinfluenzali”. Una volta escluso il sospetto di coronavirus, si raccomanda la cosiddetta “automedicazione responsabile, in accordo con il proprio medico, che monitorera’ la situazione”. I farmaci senza obbligo di ricetta, se utilizzati in modo corretto, possono essere alleati preziosi: no quindi agli antibiotici se non su indicazione medica, si’ invece agli antipiretici. Anche questi ultimi, pero’, “non vanno assunti sempre e a prescindere”, ma devono “attenuare i sintomi influenzali senza ‘coprirli’, cosi’ da poter monitorare l’evoluzione della malattia”. La pandemia ha avuto, pero’, ricadute positive sull’attenzione che le persone dedicano alla prevenzione, secondo una ricerca di Assosalute. Il 35% degli italiani dichiara di volersi vaccinare quest’anno contro l’influenza e 8 su 10 danno piu’ importanza ora al loro stato di salute e alla prevenzione di quanto non facessero in ‘epoca pre-Covid’.

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Champions, Milan beffato: l’Atletico passa su rigore al 97′

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L’impresa del Milan dura fino al 97′, l’Atletico Madrid strappa la vittoria grazie al penalty di Suarez che realizza il 2-1 su rigore nel recupero. Il Milan non riesce a cancellare lo zero dalla classifica del gruppo B di Champions, come chiesto da Pioli alla vigilia. Ci va vicino giocando una partita di grande sacrificio e abnegazione, affrontando in inferiorita’ numerica per un’ora di gara campioni come Suarez, Griezmann, Joao Felix. A condannare il Milan e’ sostanzialmente Kessie’, espulso al 29′ per doppia ammonizione. Fino a quel momento, infatti, il Milan aveva disputato una grande gara, giocando con aggressivita’, ritmo, velocita’, caricati dal ritorno in Champions a San Siro dopo sette anni.

Il gol al 20′ di Leao regala il meritato vantaggio ai rossoneri: azione insistita, poi l’attaccante raccoglie palla dal limite e trova l’angolino basso alla destra di Oblak. Tifosi in visibilio, una festa che dura’ pero’ meno di dieci minuti. A cambiare il volto di una partita fino a quel momento perfetta del Milan, e’ una clamorosa ingenuita’ di Kessie’. L’ivoriano gia’ ammonito per un’inutile trattenuta tattica su Llorente a meta’ campo dopo un quarto d’ora di gioco, entra in ritardo sempre su Llorente. L’arbitro, fiscale e forse un po’ troppo severo, non ha dubbi ed estrae il secondo giallo. Il Milan protesta, Rebic viene ammonito, e dopo appena mezz’ora cambiano gli equilibri per un Milan costretto ad una partita di solo sacrificio contro i campioni di Liga. Pioli ridisegna la squadra, richiama Rebic e inserisce Tonali per dare sostanza al centrocampo. Il Milan affronta a testa alta l’inferiorita’ numerica, da’ anima e corpo su ogni pallone, si compatta ordinato e non rinuncia anche a far male.

E’ clamorosa la traversa di Leao su lancio lungo precisissimo di Maignan che manda in porta il compagno di squadra. Leao viene segnalato in fuorigioco, dubbio. Il brivido piu’ grande arriva allo scadere con il tentativo di Suarez che si spegne di poco a lato. Il secondo tempo e’ una strenua difesa del gol di Leao. Quarantacinque minuti d’assedio dell’Atletico che cala il carico e inserisce Joao Felix e Griezmann. Pioli richiama Diaz – acciaccato – e Leao per Giroud. Il francese avrebbe dovuto aiutare la squadra in una prova complicatissima ma gioca senza l’abnegazione dei compagni, in ritardo su tutti i contrasti non da’ il contributo che ci si aspettava. Anzi, il Milan sembra giocare in nove. Non si risparmiano invece Tonali, Calabria, Saelemaekers, Theo Hernandez. Imperioso Bennacer. La difesa interviene con i tempi giusti, neutralizzando l’attacco stellare dell’Atletico. E dove non arrivano Tomori e Romagnoli, ci mette il guantone Maignan. Ma in un tempo intero giocato stringendo i denti, ogni sbavatura si paga e a cinque minuti dalla fine, il gol che gela il pubblico: Griezmann tira al volo e trova la prima rete dal ritorno all’Atletico. Poi la beffa piu’ amara, al sesto minuto di recupero l’arbitro concede il rigore per un fallo di mano di Kalulu, il Var controlla e convalida, Suarez segna. E’ un ritorno amaro per il risultato, ma non per la prestazione. Perche’ il Milan ha giocato ad armi pari, fino a quando in campo ci sono stati 22 giocatori.

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Tensione Salvini-Giorgetti, governatori all’attacco

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Matteo Salvini rimarca la linea della Lega e replica a tono al suo vice Giancarlo Giorgetti, tra scintille e distinguo. Cosi’ smonta l’endorsement a Carlo Calenda – il candidato sindaco che potrebbe vincere a Roma se intercettasse i voti della destra in uscita, secondo i pronostici del ministro leghista dello Sviluppo economico – e ricorda che e’ Enrico Michetti il nome scelto dalla coalizione per il Campidoglio. Lui “ha la competenza per ripartire dalle periferie, e non dai salotti di Calenda”, dice caustico Salvini in tv. Tensione alta pure con i governatori del nord, che sposano la linea prudente del governo sulle nuove aperture e capienze per sport e spettacolo. Piu’ impaziente il segretario, che invoca: “Apriamo tutto” perche’ “se il green pass ti rende sicuro e puoi andare allo stadio e al teatro, puoi farlo a piena capienza”, e’ il suo ragionamento. Sotto pressione e accerchiato da piu’ fronti, il ‘capitano’ prova a tenere insieme un partito sempre piu’ in subbuglio, che oscilla tra incredulita’ e irritazione. A fare da detonatore e’ stata ieri l’intervista alla Stampa di Giorgetti, ribattezzato da qualche leghista “Giancarlo Fini” per le sue uscite inaspettate. Del resto non ha mai smentito in modo netto quelle parole. Il ‘capitano’ invece le liquida cosi’: “Non ho molto tempo per leggere le interviste”. E chiude anche all’ipotesi di Mario Draghi al Quirinale che Giorgetti ha ‘candidato’ di fatto, e che porterebbe dritti a elezioni anticipate. “Che prima o poi si vada al voto, e io mi sto preparando per essere all’altezza del governo del Paese, lo dice la democrazia”, e’ la sua premessa. Poi, l’affondo: “A differenza di altri, io non tiro per la giacchetta ne’ Draghi ne’ Mattarella. E’ una mancanza di rispetto nei loro confronti”. La conclusione e’ che “a febbraio ne riparleremo”, insiste Salvini. Intanto Giorgia Meloni con Salvini condivide il sostegno a Michetti in chiave anti Giorgetti: “Se sapesse qualcosa di Roma, saprebbe che Calenda non arrivera’ mai al ballottaggio, per cui non capisco il senso”, punzecchia dal salotto di Vespa. Tornando al partito di via Bellerio si consumano ormai prove tecniche di scontro, in attesa della resa dei conti. Potrebbe arrivare con il test delle amministrative di domenica e lunedi’, anche se il match maturera’ fra due settimane con i ballottaggi. In piu’ c’e’ da gestire la ‘grana’ di Luca Morisi, l’ex guru della campagna social della Lega indagato per detenzione e cessione di droga. Salvini difende ancora l’amico che “ha sbagliato” e distingue tra chi si droga e chi spaccia. “Per me chi vende droga, vende morte”. Ma rimarca: “Tenere in ballo un discorso politico che non c’entra nulla con la vita di una persona, e’ un attacco gratuito alla Lega a 5 giorni dal voto”. Intanto il segretario continua a girare come una trottola da nord a sud per il rush finale della campagna elettorale. Ultima tappa sara’ venerdi’ a Catanzaro, per le regionali in Calabria. E nel frattempo prova a parare i colpi che vengono dai vertici delle regioni guidate dal Carroccio. Succede ad esempio con il governatore friulano Massimiliano Fedriga che condivide la decisione del Comitato tecnico scientifico sulle aperture e la definisce “equilibrata”. E sottolinea: “La proposta delle Regioni e’ stata recepita perfettamente dal Cts anche nelle percentuali che avevamo, con ragionevolezza, suggerito”. Ma Salvini non cede, convinto della necessita’ di un ritorno alla vita e alla normalita’ al 100%.

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