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Salute

Tecnologi cibo bocciano proposta Ue su shelf life

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E’ bene tornare a parlare di politiche antispreco, commenta il fondatore di Spreco Zero Andrea Segre’, ma la proposta della Commissione Ue di affiancare su tutti i prodotti la dicitura ‘Spesso buono oltre’ a ‘da consumarsi preferibilmente entro’ non convince o è quanto meno considerata superflua dagli addetti al settore, oltre a preoccuapare l’industria alimentare perché non è semplice ed è costoso introdurre modifiche ogni etichetta. La discussione a Bruxelles riprenderà il 20 marzo, ma per il tecnologo alimentare del Consiglio della Lombardia e Liguria Giorgio Donegani l’iniziativa sembra “peggiorativa. Meglio piuttosto lo status quo o come usano nel Regno Unito l’indicazione “Best Before”.

La nuova dicitura, prosegue l’esperto, “non è un aggettivo qualificativo del prodotto perché non garantisce e lascia al consumatore la responsabilità di valutare l’idoneità al consumo di un prodotto”. Per Donegami “la differenza tra data perentoria di scadenza e termine consigliato per i prodotti meno deperibili è sostanziale, ma più della metà dei consumatori sembra considerarle equivalenti generando alto spreco alimentare. E’ positivo che si ragioni su questo, ma già esistono diversi Tmc (termine minimo di conservazione) per i prodotti meno deperibili per i quali è più garantita la sicurezza. Per lo scatolame ad esempio – spiega il tecnologo alimentare – la scadenza può essere prolungata di un anno e più se la confezione è integra e non sottoposta a sbalzi di temperature e luce. Anche i prodotti secchi come i biscotti possono essere consumati dopo la scadenza se si presentano bene, e non hanno quindi muffe o filamenti da parassiti o farfalline. Magari post scadenza non saranno croccanti, ma non presentano insidie. Diverso è invece il discorso per le uova. che hanno già un Tmc più breve, a 28 giorni e prudentemente vengono ritirati dalla distribuzione organizzata già al 21/mo giorno”.

La proposta, osserva Segrè, “può incidere sullo spreco domestico, ma ci sono ancora tanti prodotti con quelli ortofrutticoli freschi, il vino, le bevande analcoliche, il sale, lo zucchero e le caramelle che non hanno indicazioni del termine di scadenza. E l’app gratuita Sprecometro aiuta i consumatori a orientarsi tra etichette ingannevoli”. E’ già certo che per la mozzarella di bufala Dop nulla cambierà: “la freschezza è un punto di forza e il Consorzio punta a incentivare il consumo della Bufala Dop subito dopo l’acquisto, per non perdere non solo il gusto di un’eccellenza, ma anche le sue proprietà nutrizionali”, sottolinea il direttore del Consorzio di Tutela Mozzarella di Bufala Campana Dop, Pier Maria Saccani.

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Quarant’anni ma non li dimostra: Neuromed celebra il suo anniversario con un concerto dell’Opera di Milano

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Neuromed

L’Istituto Neuromed di Pozzilli, nel celebrare i suoi quarant’anni dal riconoscimento ministeriale, si presenta come un’istituzione eternamente giovane, un faro di innovazione nel campo della medicina grazie alla dedizione dei suoi ricercatori e alla costante ricerca di metodiche all’avanguardia.

Fu nel dicembre del 1983 che l’Istituto Neuromed ottenne il suo primo riconoscimento come Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS). Questo anniversario segna un importante traguardo per l’attività scientifica dell’Istituto, che intende celebrare con una serie di eventi significativi.

Il primo di questi eventi è un concerto del Quintetto di ottoni e percussioni dell’Opera di Milano, insieme ai Maestri dell’Orchestra del Teatro alla Scala e al Soprano Barbara Costa. L’evento si terrà lunedì 26 febbraio, a partire dalle ore 16:00, presso l’Auditorium Marc Verstraete del Parco Tecnologico di Pozzilli, in via dell’Elettronica.

Il professor Giovanni de Gaetano, Presidente di Neuromed, sottolinea l’importanza di questo anniversario: “Celebrando i nostri primi quarant’anni come IRCCS, l’Istituto Neurologico Mediterraneo Neuromed si pone oggi, ancor di più, all’incrocio tra innovazione medica e progresso scientifico. In questi quattro decenni, ogni membro del nostro team ha contribuito a una missione che va oltre la semplice cura dei pazienti”.

Giovanni de Gaetano, Presidente di Neuromed

Il professor de Gaetano aggiunge: “Presso l’IRCCS Neuromed, il nostro impegno è quello di portare la scienza dalla teoria alla pratica, con il potenziale di salvare o migliorare vite umane. Guardiamo al futuro con responsabilità, fiducia e speranza.”

Il professor Luigi Frati, Direttore scientifico di Neuromed, evidenzia il percorso di successo dell’istituzione: “Il cammino che ha portato Neuromed a diventare un IRCCS è stato caratterizzato da una visione lungimirante. La nostra storia è quella di un’istituzione che ha saputo integrare con successo la ricerca di punta con l’alta specializzazione clinica.”

professor Luigi Frati

Il professor Frati aggiunge: “Neuromed è sede di formazione universitaria in convenzione con le Università romane della Sapienza e di Tor Vergata, il che testimonia il legame stretto con l’ambito accademico e la condivisione di progetti scientifici.”

L’IRCCS Neuromed è stato oggetto di valutazione annuale da parte del Ministero della Salute, ottenendo risultati eccellenti. “Nella recente valutazione del 2023, Neuromed è risultato primo tra gli IRCCS del Mezzogiorno e quarto su scala nazionale per produzione scientifica e grant competitivi. Ne siamo orgogliosi, per Neuromed e per il Molise”, dichiara il professor Frati.

L’Istituto Neuromed di Pozzilli, con il suo impegno costante nella ricerca e nell’assistenza medica, continua a essere un punto di riferimento nel panorama scientifico nazionale e internazionale.

 

L’IRCCS Neuromed
L’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) Neuromed di Pozzilli (IS) rappresenta un punto di riferimento a livello italiano ed internazionale per la ricerca e la terapia nel campo delle malattie che colpiscono il sistema nervoso. Un centro in cui i medici, i ricercatori, il personale e gli stessi pazienti formano una alleanza rivolta a garantire il miglior livello di assistenza possibile e cure all’avanguardia, guidate dagli sviluppi scientifici più avanzati.

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Dengue, al collasso tutte le strutture sanitarie di Brasilia

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Le strutture sanitarie pubbliche e private di Brasilia sono al collasso a causa dell’epidemia di dengue. Lo ha riferito il governatore del Distretto federale Ibaneis Rocha in una conferenza stampa. “Stiamo vivendo una crisi molto grande. Tanto che abbiamo pubblicato un decreto che amplia i servizi delle unità sanitarie di base e prevede l’allestimento di nuove tende per l’idratazione dei pazienti.

Il momento è serio, secondo il nostro segretario alla Sanità non abbiamo ancora raggiunto il picco dei contagi, quindi dobbiamo monitorare la situazione con molta attenzione”, ha detto Rocha, annunciato l’assunzione temporanea di 651 operatori sanitari medici, infermieri, operatori sanitari e agenti sanitari di comunità. Con 83.284 casi confermati il Distretto federale è il terzo stato del Paese per numero di contagi dopo Minas Gerais (258.194) e San Paolo (124.597), tuttavia il territorio della capitale federale è quello con il più alto tasso di incidenza, con 2.956 casi per 100mila abitanti.

A livello nazionale, in base agli ultimi dati del ministero della Salute, il numero di contagi ha raggiunto quota 740.942, cifra quasi sei volte superiore a totale dei casi registrati lo scorso anno, 165.839. Nelle prime sette settimane del 2024 sono state registrate inoltre 151 morti per patologie riconducibili al contagio da febbre dengue nel Paese. La dengue è causata da un arbovirus trasmesso attraverso la puntura della femmina di zanzara Aedes aegypti. I sintomi principali sono febbre alta, dolori muscolari e articolari, eruzioni cutanee. Nelle forme più gravi, la dengue può causare emorragie interne e portare alla morte.

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Politica

Al ministero si studia l’Aifa del post Palù, primi nomi

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Dopo l’addio di Giorgio Palù alla presidenza dell’Agenzia italiana del Farmaco (Aifa), con una lettera di dimissioni in aperta polemica con il ministro della Salute Orazio Schillaci a meno di 2 settimana dalla nomina, al dicastero si studia la nuova governance dell’agenzia e già circolano i primi nomi per il post Palù, mentre l’opposizione ribadisce la preoccupazione per questa situazione di stallo e l’ex direttore generale dell’Aifa, Nicola Magini, critica aspramente la riforma dell’ente.

Si apre dunque una fase di transizione per la nuova Aifa nata dalla riforma fortemente sostenuta dallo stesso Palù, le cui dimissioni hanno dato il via ad un totonomi per il candidato che lo sostituirà al vertice dell’ente. Secondo il nuovo Regolamento, entrato in vigore il 30 gennaio, “in caso di assenza o di legittimo impedimento del presidente – recita l’articolo 6 – le sue funzioni sono temporaneamente svolte dal Consigliere di amministrazione designato dal ministro della Salute”.

Le redini, in attesa di un nuovo presidente, potrebbero dunque passare al membro del Cda di nomina del ministro che, attualmente, non è però ancora stato designato. Sempre il Regolamento prevede anche che, su proposta del ministro della Salute, possa essere nominato un Commissario straordinario che deve assicurare la gestione ordinaria e assume temporaneamente e per un periodo massimo di tre mesi i poteri del presidente del Consiglio di amministrazione, che è anche presidente dell’Aifa. Il presidente è nominato tramite un decreto del ministro della Salute, in accordo con la Conferenza Stato-Regioni, e con il consenso del ministro dell’Economia.

Già vari sono i nomi circolanti e sui quali si fanno delle ipotesi. In pole position sembrerebbe essere Guido Rasi, già direttore dell’Agenzia europea per i medicinali (Ema) e già direttore generale dell’Aifa dal 2008 al 2011 e membro del consiglio di amministrazione dal 2004 al 2008. E’ professore di Microbiologia e Microbiologia Clinica all’Università degli Studi di Roma Tor Vergata e da gennaio 2023 è consulente del ministro della Salute, con incarico di esperto nel settore dei farmaci. Ma, oltre a Rasi, si fanno anche i nomi di rappresentati dell’Ema come Marco Cavaleri, responsabile della strategia per le minacce sanitarie e i vaccini. In campo, secondo alcuni, potrebbe esserci infine anche l’ipotesi di una soluzione interna all’agenzia o quella di puntare su una figura femminile. Un appello a fare presto chiarezza arriva da Italia viva.

La situazione di “incertezza in cui versa l’Aifa desta profonda preoccupazione”, afferma la senatrice Iv Daniela Sbrollini, vicepresidente della commissione Affari sociali. Critico anche Magrini, oggi direttore dell’unità operativa ‘Qualità e Governo Clinico’ Azienda dell’Usl Romagna. Magrini ha rivestito il ruolo di direttore generale dell’agenzia dal marzo 2020 fino allo scorso febbraio, quando il suo ruolo non è stato confermato dal Governo. “La vicenda delle dimissioni del presidente Aifa – afferma – rappresenta la conclusione spiacevole di un percorso di riforma andato male. Queste dimissioni pongono dubbi su una riforma fatta in fretta e male, senza una discussione pubblica e con un colpo di mano, dato che è un emendamento in conversione in legge di un provvedimento che non riguardava neanche la sanità”. Riforma, che per Magrini è “pericolosa”. Infatti, “rende l’Aifa più debole e rischia di far aumentare in maniera insostenibile la spesa farmaceutica compromettendo così – conclude – la tenuta economica del servizio sanitario”.

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