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Teatro San Carlo, bilancio 2018 in pareggio ma il Lirico napoletano cade a pezzi nel silenzio dei contributori privati munifici a Milano e tirchi a Napoli

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Il Consiglio di Indirizzo del Teatro San Carlo di Napoli ha approvato all’unanimità il bilancio consuntivo 2018, che raggiunge il pareggio per l’undicesimo anno consecutivo e rileva un avanzo di esercizio pari a 351.275 euro destinato alla copertura delle perdite pregresse. Lo rende noto la Fondazione fornendo le cifre anche della crescita del patrimonio netto che dal 2007 passa da un valore di -2.990.764 a uno (calcolato al 31 dicembre 2018) pari a 16.822.742 euro. “Risultato questo molto importante – sottolinea la nota – che pone il San Carlo tra le Fondazioni italiane più virtuose, grazie a un’attenta gestione perseguita dalla sovrintendente Rosanna Purchia, condivisa e sostenuta dall’intero CdI e dalle Istituzioni quali il Mibac, la Regione Campania, il Comune di Napoli, la Città Metropolitana di Napoli e tutte le lavoratrici e i lavoratori del Massimo”.

L’elemosina pubblica e la carità dei privati per il Real Teatro San Carlo, ricchi doni e assegni munifici da banche, governo e imprenditori per il Teatro alla Scala

Alla riunione del Consiglio di Indirizzo erano presenti il sindaco Luigi de Magistris, presidente della Fondazione, la sovrintendente Rosanna Purchia, i consiglieri Mariano Bruno, Michele Lignola, Giuseppe Tesauro e Sergio de Felice, il Collegio dei Revisori dei Conti presieduto da Carlo Greco con Roberto Cappabianca e Pietro Voci. Sensibile, si fa notare “l’incremento del numero di spettacoli, dei titoli proposti, del numero di spettatori e di tutte quelle attivita’ che fanno del Teatro un importantissimo polo culturale ed economico a livello nazionale”. Parole di apprezzamento nei confronti dell’operato della sovrintendente e di tutto il management, dei complessi artistici e dei dipendenti sono state espresse nel corso della riunione. Il risultato economico buono della Fondazione non deve però far dimenticare alcune cose. La quasi totale assenza di contributori privati napoletani (Unione industriali, Camera di commercio), la assenza vergognosa o la presenza penosa di fondazioni bancarie tanto munifiche al Lirico di Milano (Teatro alla Scala) quanto avare a Napoli. Così come non va sottociuto che questo risultato economico che tanto piace alla brava sovrintendente è anche figlio di una quasi totale assenza di manutenzione della infrastruttura materiale (le pietre) e nessun investimento nella infrastruttura tecnologica che rappresenta il futuro del Massimo napoletano, tempio di cultura esportabile nel mondo.

San Carlo, il sindaco de Magistris accusa De Luca: un bugiardo che si atteggia a filantropo con i soldi pubblici

 

 

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A Punta Campanella di fronte a Capri, per la terza tappa di Paesaggi in movimento

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La terza tappa di paesaggi in movimento, dopo quelle di Rotondi e Sarno, ci porta in uno dei posti più incantevoli della Campania, a Punta Campanella, di fronte all’isola di Capri, dove questa lingua di terra si spinge nel mare a cercare l’isola blu, mostrandoci i due golfi, quelli di Napoli e Salerno e le sue meravigliose coste. Tra gli ulivi e i sentieri della tenuta Torre Fossa Lo Papa, Donatella Spaziani, ci accompagna alla Torre insieme alle voci di poeti nascoste in piccole sculture costruite sugli alberi come rifugi per gli uccelli. Da ogni altoparlante si ascolta la voce, registrata in presa diretta, e la poesia, scritta espressamente per l’opera dell’artista, di  poetI contemporanei campani o legati a questo territorio: Giovanna Marmo, Carmen Gallo, Vittorio Zollo, Camillo De Felice, Tommaso Ottonieri, Mariano Baino, Eugenio Lucrezi e Luigi Trucillo. Arrivati alla Torre ristrutturata con cura, dedizione passione  nel corso degli anni dal proprietario Alberto Del Genio, al primo piano si puo’ ammirare, sfogliandola, la preziosa opera fotografica in forma di libro di Cesare Accetta, opera con le foto realizzate a Maggio, nell’immediato inizio della Fase2, questo progetto fotografico specifico per la Torre Fossa, ha come titolo Memini, come un’idea di racconto per una storia reale o immaginaria, Accetta per le sue fotografie si è avvalso  della sua modella ispiratrice l’attrice Alessandra D’Elia che compare in forma sfuggevole ed eterea nelle sue creazioni fotografiche.  Spostandosi poi nel frantoio, cuore pulsante della tenuta, troviamo le fotografie dall’archivio di Fabio Donato che documentano l’azione che il maestro Shōzō Shimamoto, fondatore del movimento artistico Gutai, realizzò alla Torre nel 2008. Torre Fossa Lo Papa, scelta dalla curatrice Maria Savarese come naturale location delle esposizioni della terza tappa di Paesaggi in movimento è da sempre impegnata, con il suo proprietario allo sviluppo e alla diffusione dell’arte contemporanea, nazionale e internazionale, con le sue residenze d’artista che si sono susseguite nel corso degli anni.

Paesaggi in movimento è un modello di rilettura dei luoghi che si terrà fino al 26 luglio. La seconda edizione della rassegna diretta da Ciro Delfino con la collaborazione curatoriale di Mario Laporta e Maria Savarese vede coinvolti i comuni di Rotondi (AV), Sarno (SA), Massa Lubrense (NA) e Buonalbergo (BN).

Finanziato dalla Regione Campania con il supporto di Scabec Spa, e con il Matronato della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee, il programma organizzato dal project manager Alessandra Magnacca punta alla riscoperta e a una nuova cartografia di luoghi considerati periferici o marginali da una Storia e da una nomenclatura centrate spesso solo sulle metropoli e sul patrimonio costiero.

 

 

 

 

 

 

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Cultura

L’Opera Roma torna in scena al Circo Massimo

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Un Rigoletto on the road, raccontato come una storia noir di crimini e passioni, come un film dove i linguaggi del teatro e del cinema si fondono, con soluzioni studiate per superare i limiti imposti dal Covid 19 e un uso determinante della tecnologia che apre il campo a strade nuove. L’ Opera di Roma torna il 16 luglio con il capolavoro verdiano diretto da Daniele Gatti e la regia di Damiano Michieletto a proporre dal vivo spettacoli in forma scenica nel magico set del Circo Massimo, trasformato per la prima volta in tempio del melodramma. La straordinarieta’ dell’ evento e’ testimoniata dal parterre de rois annunciato per la prima, dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ai presidenti di Senato e Camera Maria Elisabetta Casellati e Roberto Fico, al ministro di Beni Culturali e Turismo Dario Franceschini, agli ambasciatori di Usa, Francia, Germania, Inghilterra e Spagna, che saranno accolti dalla sindaca della Capitale Virginia Raggi, presidente del Teatro dell’ Opera. Il sovrintendente Carlo Fuortes ha sottolineato con soddisfazione che Rigoletto e’ una vera e propria produzione realizzata in un mese. ”Per farlo – ha detto – abbiamo costruito un vero teatro nel Circo Massimo con un palcoscenico di 1500 metri quadri per consentire il distanziamento tra i cantanti, i musicisti e il coro. Credo che sia l’ unico grande teatro europeo che riesce a ripartire con una nuova grande produzione totalmente pensata per le norme antiCoronavirus”. Gli spettatori che potranno prendere posto saranno 1400 utilizzando quattro ingressi. Le misure sanitarie hanno spinto a immaginare uno spettacolo totalmente nuovo e particolare: i cantanti non potranno toccarsi, quando si scambieranno oggetti avranno i guanti ma sempre a distanza. Ma la novita’ sara’ la presenza delle immagini – grazie alla collaborazione di Indigo Film-, da quelle prese in diretta da tre operatori steadycam che si muoveranno sul palcoscenico e le rilanceranno sul maxischermo, ai 20 video che racconteranno sogni, ricordi, fatti ed emozioni aggiungendo elementi e suggestioni alla vicenda per avvicinare gli artisti al pubblico. Il dramma verdiano di passione, tradimento e vendetta che ha per protagonista il gobbo buffone di corte, nella visione di Michieletto e’ ambientato in un immaginario mondo criminale anni Ottanta, raccontato con ritmo cinematografico in una commistione di realismo e visione onirica. “E’ una produzione nate due mesi fa in pieno lockdown – dice – il Circo Massimo e’ un luogo per la citta’. In questo Rigoletto on the road, all’ aperto ci sono automobili, una carovana, una giostra… Il pubblico non si accorgera’ del distanziamento dei cantanti”. Per Daniele Gatti Rigoletto e’ uno dei grandi capolavori di Verdi, la sua opera piu’ moderna che sembra scritta di getto ma che il compositore medito’ a lungo. Il maestro evita di parlare di questo impegno come una sfida: ”La cosa fondamentale -dice – e’ dire che oggi l’ Opera di Roma e’ qui, noi siamo qui, tra i primi a tornare a incontrare il pubblico con un’ opera in forma scenica e non in forma di concerto. Il distanziamento puo’ stimolare la fantasia di un regista e di un direttore d’orchestra senza costringerli a modificare l’ impianto originale. Sara’ una sorpresa per me e per il pubblico vedere come potra’ funzionare questo nuovo Rigoletto”. Il ruolo del protagonista e’ affidato a Roberto Frontali. Accanto a lui Ivan Ayon Rivas (Duca di Mantova), Rosa Feola (Gilda), Riccardo Zanellato (Sparafucile), Martina Belli (Maddalena), Gabriele Sagona (Conte di Monterone). Dopo la prima di giovedi’ 16 luglio che sara’ trasmessa in diretta su Rai 5, lo spettacolo sara’ replicato sabato 18 e lunedi’ 20.

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Cultura

#IoLavoroConLaFotografia, la campagna contro le appropriazioni indebite delle foto dei professionisti in rete

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Una C in un cerchio, simbolo del Copyright, rotta e spaccata,  sulla foto di destra, un autoritratto con in mano una locandina con il proproio nome e l’hastag #iolavoroconlafotografia.

Foto cerimonialisti, pubblicitari, fotogiornalisti, specialisti in food o architettura, fotografi di concerti e di scena cinematografica e teatrale, ma anche fotografi che operano nel campo delle riproduzioni d’arte, nelle sovraintendenze, fotografi industriali e fotografi artisti, ambientalisti, paesaggisti, naturalisti, subacquei, reporter di guerra e della dolce vita e poi i videomaker, video operatori, documentaristi, televisivi, giornalistici, di cortometraggi e di serie a 13 puntate per 12 stagioni. Insomma tutti i professionisti dell’immagine riuniti e solidali in una battaglia che riporti rispetto per la categoria e sensibilizzi tutti coloro, che, inconsapevoli o volutamente e quindi, questi ultimi, moralmente colpevoli, si approprino di fotografie, senza richiedere il permesso all’autore,  attingendole dalla rete internet e pubblicandole per i propri scopi, siano essi solo esplicativi a corredo di post ed opinioni o in maniera colpevolmente arbitraria quando accompagnano servizi giornalistici, opinioni di blogger o addirittura comunicazioni di esercizi commerciali.

L’appropriazione delle foto e la loro pubblicazione arbitraria, senza il consenso dell’autore è una pratica oramai e purtroppo consolidata, che si basa prima di tutto sulla mancanza di rispetto che si ha per una professione, quale quella del fotografo o del videomaker, che fonda sulla convinzione che tutti possano produrre fotografie, senza pensare e minimamente soffermarsi sul concetto che una foto ha in se dei contenuti, i quali, nella miliardata di immagini che quotidianamente si producono, via smartphone, macchine digitali, tablet e via elencando, difficilmente si trovano e si riescono ad inserire, se non con attenta educazione all’immagine visiva e volontà di comunicazione. L’insana abitudine della appropriazione senza consenso, trova poi una anacronistica sponda legale, ma interpretativa, nella Legge sul diritto d’autore, Legge che questa mobilitazione dei fotografi tutti vuole cambiare, per attualizzarla e portarla al passo con i tempi della rete e delle nuove tecnologie.

Con la campagna Adesso Basta, i fotografi trovano il loro comune denominatore per sensibilizzare tutti gli utenti della rete, ma anche per redarguire chi ancora colpevolmente attingerà a mani basse in essa. Di seguito, riportiamo il manifesto che i fotografi stanno facendo girare sui social e sulle redazioni dei giornali nazionali e tre gallerie fotografiche con i volti di alcuni dei protagonisti.

 

 

𝗔𝗱𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗕𝗔𝗦𝗧𝗔.

𝗟𝗲 𝗳𝗼𝘁𝗼𝗴𝗿𝗮𝗳𝗶𝗲 𝗵𝗮𝗻𝗻𝗼 𝘂𝗻 𝘃𝗮𝗹𝗼𝗿𝗲!

Il linguaggio scritto e parlato è usato da chiunque, per comunicare con gli altri.Esistono tuttavia professionisti della parola – scrittori, saggisti, poeti, giornalisti, narratori, eccetera – che dedicano al linguaggio tutta la loro vita e la loro competenza.

𝗟𝗮 𝗳𝗼𝘁𝗼𝗴𝗿𝗮𝗳𝗶𝗮 𝗲𝗱 𝗶𝗹 𝘃𝗶𝗱𝗲𝗼 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗻𝘂𝘁𝗲 𝗺𝗲𝘇𝘇𝗶 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶𝗰𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗶𝗺𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮𝗻𝘁𝗶𝘀𝘀𝗶𝗺𝗶 per tutti noi, diffusi tanto quanto lo è il linguaggio scritto e parlato.

Allo stesso modo, esiste un manipolo di professionisti dell’immagine – fotografi, reporter, videomaker, postproduttori, eccetera – che vivono del loro lavoro con le immagini – fisse o in movimento.

Eccoci: #𝗜𝗼𝗟𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼𝗖𝗼𝗻𝗟𝗮𝗙𝗼𝘁𝗼𝗴𝗿𝗮𝗳𝗶𝗮

𝗤𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗰𝗮𝗺𝗽𝗮𝗴𝗻𝗮 𝗲̀ 𝗽𝗲𝗿 𝗺𝗲𝘁𝘁𝗲𝗿𝗲 𝗶𝗻 𝗹𝘂𝗰𝗲 𝘁𝗿𝗲 𝗽𝘂𝗻𝘁𝗶 𝗳𝗼𝗻𝗱𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗹𝗶.

[ 𝗔 ] 𝗟𝗲 𝗶𝗺𝗺𝗮𝗴𝗶𝗻𝗶 𝘁𝗿𝗼𝘃𝗮𝘁𝗲 𝘀𝘂𝗹 𝘄𝗲𝗯 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶:

hanno un autore a cui fare riferimento per l’utilizzo.

Le immagini che si trovano in forma “anonima” sul web sono state rese tali da qualcuno che le ha private della corrispondenza con l’autore. Per rispettare le immagini ed i loro creatori, vanno utilizzate solo immagini volontariamente concesse in uso, con licenza Creative Commons o simili.

[𝗕] 𝗟𝗮 𝗰𝗮𝘁𝗲𝗴𝗼𝗿𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 “𝘀𝗲𝗺𝗽𝗹𝗶𝗰𝗶 𝗳𝗼𝘁𝗼𝗴𝗿𝗮𝗳𝗶𝗲” 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗲 “𝗼𝗽𝗲𝗿𝗲 𝗳𝗼𝘁𝗼𝗴𝗿𝗮𝗳𝗶𝗰𝗵𝗲” 𝗲̀ 𝗮𝗻𝗮𝗰𝗿𝗼𝗻𝗶𝘀𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗲 𝗾𝘂𝗶𝗻𝗱𝗶 𝗱𝗮 𝗲𝗹𝗶𝗺𝗶𝗻𝗮𝗿𝗲.

La stesura attuale della Legge sul diritto d’autore prevede ancora, per la fotografia, una categoria di “semplici fotografie”, separata dalle immagini creative.

Questo genera infinite sterili diatribe. Chiediamo che la fotografia sia giudicata sempre con pari dignità: così come la musica è sempre protetta, non c’è il “semplice motivetto”; la letteratura è sempre protetta, non c’e’ il “brano insignificante”.

𝗖𝗵𝗶𝗲𝗱𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗹𝗮 𝗱𝗶𝘀𝗰𝗿𝗶𝗺𝗶𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗹𝗲𝗴𝗴𝗲 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗲 𝗳𝗼𝘁𝗼𝗴𝗿𝗮𝗳𝗶𝗲 𝘃𝗲𝗻𝗴𝗮 𝗲𝗹𝗶𝗺𝗶𝗻𝗮𝘁𝗮.

[𝗖] 𝗟𝗮 𝗳𝗼𝘁𝗼𝗴𝗿𝗮𝗳𝗶𝗮 𝗲̀ 𝘂𝗻𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗳𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 e il lavoro di chi produce immagini (fisse o in movimento) deve essere riconosciuto. 𝗟𝗮 𝘃𝗶𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀ 𝗺𝗲𝗿𝗰𝗲 𝗱𝗶 𝘀𝗰𝗮𝗺𝗯𝗶𝗼.

I professionisti della fotografia vivono del loro lavoro, che va equamente compensato, come tutti i lavori.

La promessa di “visibilità” non può essere utilizzata come merce di scambio, giacché rimanda all’infinito il momento del compenso reale.

 

 

 

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Chi siamo

Il Coordinamento delle Associazioni di Fotografi Professionisti, che raggruppano oltre diecimila fotografi professionisti in tutta Italia, è composto dalle seguenti associazioni

(In ordine alfabetico):

Airf – Associazione Italiana Reporters Fotografi;

Aifb – Associazione Italiana Fotografi di Bambini;

Afip international – Associazione Fotografi Professionisti;

Anfm – Associazione Nazionale Fotografi Matrimonialisti;

FPA – Fotoreporter Professionisti Associati;

TAU Visual – Associazione Nazionale Fotografi Professionisti.

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Se sei un fotografo/videomaker professionista unisciti alla campagna social #𝗜𝗼𝗟𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼𝗖𝗼𝗻𝗟𝗮𝗙𝗼𝘁𝗼𝗴𝗿𝗮𝗳𝗶𝗮

Altre info: https://www.flash-mob.org/manifesto.php

Soci TAU Visual Associazione Nazionale Fotografi Professionisti TAU Visual AFIP International Associazione Fotografi Professionisti Afip Fotografi Professionisti

 

 

 

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