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Cronache

Rita Borsellino muore a 72 anni, era testimone della lotta alla mafia del fratello Paolo trucidato insieme alla scorta a Palermo

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È morta a 72 anni, Rita Borsellino. È morta in ospedale la sorella del giudice Paolo Borsellino, ucciso nella strage di via D’Amelio il 19 luglio 1992. Rita era malata da tempo e negli ultimi mesi le sue condizioni erano molto peggiorate. Si trovava in terapia intensiva al Civico di Palermo. Per il movimento antimafia è una perdita grave.

Salvatore e Rita Borsellino. Una vita spesa a testimoniare l’impegno contro la mafia di Paolo Borsellino

Rita Borsellino era diventata dopo la morte del fratello Paolo una potentissima testimonial nella lotta alla mafia. Dopo la strage di via D’Amelio, il 19 luglio 1992, aveva iniziato a girare per le scuole per parlare ai giovani dea figura del giudice ucciso da Cosa nostra. Farmacista, sposata, tre figli, Rita Borsellino divenne nel 1995 vicepresidente di Libera, l’associazione antimafia fondata da don Luigi Ciotti, di cui è stata nominata presidente onoraria nel 2005. Carica che ha ricoperto fino a quando, nell’inverno dello stesso anno, si era candidata alla presidenza della Regione Siciliana. Dal 1994 assieme all’ARCI Sicilia e in seguito con la collaborazione di Libera contribuisce all’ideazione e alla crescita dell’iniziativa “La Carovana Antimafie”, un’esperienza ormai di carattere internazionale che mira a “portare per tutte le strade” l’esperienza di un’antimafia propositiva che vuole incidere positivamente sulla realtà economica, sociale, amministrativa dei luoghi che attraversa stringendo intrecci solidali ed etici tra i cittadini, le istituzioni e le diverse realtà della società civile organizzata presenti sui territori. Rita Borsellino è stata anche parlamentare europea. A ricordare ogni giorno la lezione di Paolo Borsellino, la sua vita di servitore dello Stato fino alla sua uccisione ora resta Salvatore Borsellino. Memoria storica di un impegno contro la mafia che nessuno potrà mai fermare.

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Cronache

Autista del bus a fine turno parcheggia sotto casa invece che tornare al deposito Atac, sospeso dal lavoro

amministratore

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Nell’Italia degli stereotipi e dei luoghi comuni, vi offriamo una storia di malcostume che non arriva da Napoli ma da un’altra grande città. A fine turno, invece di tornare in deposito, un autista dell’Atac ha pensato bene di parcheggiare l’autobus sotto casa. L’episodio è stato reso noto dalla sindaca di Roma Virginia Raggi è l’autista dell’Atac è stato immediatamente sospeso. “I lavoratori delle nostre aziende che non rispettano le regole vengono individuati e sanzionati – scrive la prima cittadina su Facebook -. Un autista dell’Atac, dopo aver guidato il bus oltre i limiti di velocità, ha parcheggiato la vettura sotto la propria abitazione invece di lasciarla presso il deposito. Un gesto inaccettabile, che costituisce un’offesa e un affronto ai cittadini e ai tanti suoi colleghi che svolgono correttamente il loro lavoro”.

“Ormai tutti i nostri bus sono tracciati h24 con il Gps – sottolinea la Raggi -. L’azienda è così intervenuta immediatamente, sospendendo l’autista che ora dovrà rispondere delle proprie azioni davanti alla commissione disciplinare. Il sistema di monitoraggio permanente che abbiamo rafforzato e implementato consente di contrastare queste violazioni. Pochi lavoratori infedeli non devono e non possono nuocere alla maggioranza che ogni giorno si impegna con dedizione. Non possono e non devono rappresentare un problema per i cittadini. Per questo non abbassiamo la guardia: contemperare rigorosamente diritti e doveri è l’unica strada da percorrere per un servizio pubblico efficiente e di qualità”.

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Cronache

Tifoso morto Belardinelli, l’11 marzo rito abbreviato per sei ultras

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Il gup di Milano Carlo Ottone De Marchi ha fissato per il prossimo 11 marzo (ore 9,30), l’udienza di giudizio del processo con rito abbreviato per sei ultrà arrestati con l’accusa principale di rissa aggravata nell’inchiesta sugli scontri del 26 dicembre prima della partita Inter-Napoli, nei quali è morto, dopo essere stato investito, l’ultras Daniele Belardinelli. Uno dei sei tifosi, Luca Da Ros, ha chiesto di patteggiare la pena. L’istanza accolta dal gup è stata presentata lo scorso 5 febbraio dai pm di Milano Rosaria Stagnaro e Michela Bordieri, coordinati dall’aggiunto Letizia Mannella. I tifosi chiamati a comparire sono Simone Tira, Luca Da Ros (che ha chiesto di patteggiare un anno e dieci mesi, ndr), Francesco Baj, Marco Piovella, Alessandro Martinoli e Nino Ciccarelli. Tra le parti offese in questo procedimento, oltre alla moglie e ai genitori di Belardinelli, figurano anche tre tifosi del Napoli che durante i violenti scontri di via Novara, a Milano, vennero accoltellati.

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Tragedia per il maltempo nel Centrosud: due morti nel Frusinate, alberi abbattuti a Roma, pesanti disagi a Napoli, nave mercantile arenata a Bari

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Ad Alvito, nel Frusinate, in via Colle Mattarino, due persone sono morte ed altre due sono rimaste ferite nel crollo di un muro di circa due metri e parte di un capannone agricolo.  I morti sono Guido Albassi e Carlo Diana. I due feriti, tra cui il fratello di quest’ultimo, non sono gravi. Per fortuna sono anche stati soccorsi immediatamente. Sono tutti pensionati. Uno dei feriti è stato trasportato in eliambulanza a Roma in codice rosso, ma starebbe già meglio. Restando nel Lazio, a Roma, nella capitale, il vento forte ha causato la caduta di alberi e rami in strada o su auto. Decine gli interventi della polizia locale in diverse zone della città per le criticità legate al vento forte.

Molti gli alberi abbattuti sia nella zona del Circo Massimo, ma anche a Monteverde, da San Giovanni al Nomentano, dalla Flaminia a Montemario, Salario e Cassia. In Campania neve a bassa quota nell’entroterra. Imbiancati Sannio e Irpinia. Una  neve leggera che soprattutto nella zona collinare di Napoli, ha creato pochi problemi perché non  si è depositata a terra, ai Camaldoli e al Vomero.  Spruzzatina di neve anche sui Monti Lattari e nell’area nord di Napoli. Il problema principale è stato però il vento. Raffiche di vento gelido. Così si è svegliata la città con le scuole chiuse proprio in previsione del forte maltempo. Il vento ha creato problemi in tutta la Campania. Sospesi gli aliscafi per le isole del golfo.

Il vento forte che si è abbattuto sulla provincia di Caserta con raffiche intorno ai 100 km orari sta facendo molti danni. A Caserta è stato chiuso il Parco della Reggia di Caserta. A Santa Maria Capua Vetere il vento forte ha sradicato la canna fumaria del ristorante ubicato all’interno dell’Anfiteatro, oltre a far cadere alberi e cartelloni pubblicitari. Sempre nel Casertano, sulla strada statale Casilina un albero si è abbattuto su un veicolo in corsa. Solo un miracolo ha permesso ai passeggeri di uscire incolumi. Sono intervenuti in soccorso dei passeggeri dell’autovettura gli uomini del nucleo radiomobile dei carabinieri di Sessa Aurunca con l’ausilio dei vigili del fuoco per la rimozione dell’albero dal veicolo. 

Problemi in tutto il Sud. Una nave mercantile turca si è arenata sul litorale sud di Bari, all’altezza della spiaggia “Pane e Pomodoro”, a causa delle raffiche di vento e della mareggiata. Un rimorchiatore ha tentato inutilmente di avvicinarsi alla nave per agganciarla e trainarla al largo. Le condizioni del mare non hanno sinora consentito di portare a termine l’operazione. L’imbarcazione si è incagliata sul basso fondale sabbioso e sbatte contro i frangiflutti.

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