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Nuovo strappo nei 5 stelle, ma i pontieri non si arrendono

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Si avvita in un prevedibile nuovo guazzabuglio giuridico lo scontro tra Beppe Grillo e Giuseppe Conte per prendersi l’eredita’ del Movimento 5 Stelle. Dopo l’affondo di Crimi che ha autorizzato il voto per il nuovo direttorio, come richiesto dal Garante, lasciando fuori dalla partita Davide Casaleggio, oggi il reggente ha fatto una nuova mossa. Ha formalizzato l’avvio del processo per l’elezione della nuova governance collegiale sul nuovo sito del Movimento (Movimento5Stelle.eu), lasciando fuori anche il blog delle Stelle. E’ un percorso logico, che segue la volonta’ di affidare le operazioni per la votazione alla nuova societa’ incaricata dal M5s (Sky Vote), ma che sara’ foriera di nuovi scontri giudiziari (e politici). “Gli associati che si sono iscritti (tutti) attraverso un altro sito, come fanno a sapere che movimento5stelle.eu, e’ il ‘sito del movimento’, su cui – a norma di statuto – deve essere pubblicato l’avviso di convocazione delle consultazioni? Ah, saperlo” ironizza l’avvocato Lorenzo Borre’ che gia’ aveva preannunciato una raffica di ricorsi contro le decisioni del reggente: “Mi sembra evidente che Crimi e il Comitato di Garanzia non abbiano il potere di stabilire di far svolgere le consultazioni su una piattaforma diversa da Rousseau. Cosi’ facendo si espongono ad una gragnuola di ricorsi”. Insomma la “minaccia” di Grillo di portare in tribunale e chiedere un risarcimento a chi si oppone alla sua volonta’, pare aver trovato le gambe su cui camminare. Intanto mentre i contendenti Grillo e Conte tacciono – le 72 ore di rito di un cessate il fuoco sembrano trovarli silenziosamente d’accordo -, i pontieri continuano a lavorare. Lo stesso Luigi Di Maio non ha abbandonato la speranza di poter raggiungere un’intesa tra i due litiganti. Nel mezzo si fanno sentire anche i parlamentari che nelle assemblee dei gruppi avevano dato mandato ai loro presidenti di farsi portavoce per tentare anche loro una ricomposizione. La truppa degli eletti che auspica un ritorno al dialogo si vuole far sentire: non ci sta ad essere spettatore passivo di uno scontro su uno Statuto che neppure hanno letto. E non ci stanno ad andare alla conta, alla cieca. Anche al Senato, che era dato in gran parte orientato a propendere verso la “causa” dell’ex premier, un gruppo di 19 senatori ha preso carta e penna per sottoscrivere un appello all’unita’. E’ un gruppo che mette insieme di diversa estrazione, non tutti classificabili tra gli ortodossi puri. Chiedono di andare “oltre le difficolta’ attuali, nella consapevolezza che il Movimento ha necessita’ di innovarsi e ristrutturarsi, nella speranza che le posizioni di Grillo e di Conte si riconcilino” e chiedendo ad entrambi un incontro, a breve. Tra le loro firme c’e’ anche quella dell’ortodosso Danilo Toninelli che oggi dice: “La fiducia nei confronti di Conte da parte di Grillo sembra essere venuta meno. Ma questo non vuol dire che il Movimento e’ morto”. Anche alla Camera si susseguono appelli per cercare una via d’uscita. Lo chiede Giuseppe Brescia, deputato molto vicino alle posizioni di Roberto Fico, l’altro mediatore insieme a Di Maio. Lo chiede Carlo Sibilia, sottosegretario e componente del primo direttorio che esprime il suo “massimo supporto” al percorso di mediazione dei capigruppo: “Servono meno tifoserie, piu’ equilibrio e studio dei regolamenti” dice. Lo chiede Luigi Gallo, deputato della “sinistra” pentastellata che invoca Conte e Grillo a fare “mezzo passo indietro” nella convinzione che “il miracolo sia possibile”. E lo chiede Sergio Battelli: “mediare e’ l’arte della politica e dobbiamo continuare a farlo fino all’ultimo secondo”. E lui, da sempre considerato un dimaiano, mette in guardia: “la riconoscenza e’ un valore che, nella vita come nella politica non deve mancare mai”. E’ una confessione che esplicita i dubbi di molti parlamentari che pur condividendo la necessita’ di rinnovare il M5s come stava facendo Conte, di dare il benservito a Grillo non se la sentono proprio. Conte, dal canto suo, la sua disponibilita’ ad incontrare i parlamentari per condividere le sue proposte per il nuovo Statuto l’ha gia’ data. E Grillo pure. Chissa’ che la partita non si riapra proprio grazie alla pressione degli eletti.

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Politica

Urso, tre collegati a manovra, dallo spazio a blue economy e AI

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“Realizzeremo nei prossimi giorni tre collegati alla manovra economica già previsti perché questo governo ha una ben chiara politica produttiva industriale condivisa da tutto il governo per accelerare la capacità di investire sull’innovazione”. Lo ha annunciato il ministro delle Imprese e del made in Italy Adolfo Urso, all’inaugurazione di Vinitaly 2024 a Veronafiere. Il primo collegato, ha precisato il ministro Urso, “è sulle tecnologie abilitanti, cioè sull’intelligenza artificiale e metaverso, la realtà virtuale, la meccanica quantistica. Perché noi dobbiamo trasferire presto queste tecnologie alle nostre imprese. Il secondo collegato è sullo ‘space control’ perché è uno dei comparti di sviluppo. Nel menu del futuro c’è proprio l’economia dello spazio su cui noi siamo un grande attore globale. Mentre il terzo collegato è sulla Blue Economy perché la colonizzazione dello spazio e degli oceani e dei beni sottomarini è il futuro del made in Italy. E domani celebriamo tutto questo, con Vinitaly a far da anteprima per evidenziare che l’alimentazione è stato il veicolo principale per portare nel mondo le specificità italiane”.

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Salvini, avevo invitato Bossi, suoi insulti aiutano a migliorare

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“Io sono in Lega da 30 anni e sono abituato alle telefonate notturne e diurne di insulto e di polemica di Umberto Bossi, quindi mi servono per capire e migliorare. Ringrazio Maroni per il tanto che mi ha insegnato. Per quello che mi riguarda per la Lega e per l’Italia il bello deve ancora venire”. Così il leader della Lega Matteo Salvini parlando a margine della festa del Carroccio a Varese. “Bossi lo avevo invitato oggi – ha aggiunto replicando a chi chiedeva se lo aveva sentito – ha fatto altre scelte, ma va bene così. Bossi può dire quello che vuole, per me sono sempre consigli utili”. Stesso discorso per le parole del Senatur su Giancarlo Giorgetti: “A Bossi, visto che ha costruito tutto, tutto è permesso”. E a chi chiedeva perché ieri non è andato a Gemonio, ha risposto che “ero al G7 dei Trasporti. Faccio con orgoglio il segretario della Lega, ma faccio anche il vicepremier e il ministro dei Trasporti”.

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Meloni convoca il G7 per discutere dell’attacco dell’Iran

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A seguito dell’attacco iraniano contro Israele, il Presidente del consiglio Giorgia Meloni, a quanto si apprende, ha annullato alcuni impegni previsti in agenda, compresa la visita al Vinitaly di Verona di domani lunedì 15 aprile.

La Presidenza italiana del G7 ha convocato per il primo pomeriggio di oggi una videoconferenza a livello leader, per discutere dell’attacco iraniano contro Israele. Lo si apprende da fonti di Palazzo Chigi.

Come ufficializzato da una nota di Palazzo Chigi, “la Presidenza italiana del G7 ha convocato, per il primo pomeriggio di oggi, una conferenza in collegamento a livello leader per discutere dell’attacco iraniano contro Israele”.

“La presidente del consiglio Giorgia Meloni ha convocato la conferenza dei leader del G7 che si svolgerà questo pomeriggio per prendere iniseme una posizione al fine di frenare la escalation e di individuare a giungere a una soluzione diplomatica e quindi politica di questo conflitto che dobbiamo assolutamente arginare”. Così, dopo l’attacco iraniano a Israele di stanotte, il ministro delle Imprese e del made in Italy Adolfo Urso, all’ingresso di Vinitaly 2024 che si apre oggi a Veronafiere, spiega anche l’assenza della Meloni. “L’Italia è in campo – ha precisato Urso – sia a livello bilaterale con intervento che abbiamo fatto nei giorni scorsi con tutti gli attori e sia come paese guida a presidenza del G7, appunto convocando il vertice per questo pomeriggio”.

 

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