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Nasce Juorno.it, l’Italia raccontata dal Sud senza pregiudizi e senza nascondere nulla

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Juorno.it è un portale d’informazione che nasce a Napoli, al Sud, ed ha, tra le tante ambizioni ed aspirazioni, un desiderio: coltivare un rapporto quotidiano serio, onesto e trasparente con chi vorrà leggerci, guardarci, vivisezionarci, criticarci per aiutarci a crescere con serietà. Senza lettori, senza di voi, senza la vostra approvazione, non c’è motivo di esistere. Sarete la fonte della nostra vita.

Saremo credibili e spendibili ai vostri occhi, nel vostro cuore, nella vostra testa, solo se vi forniremo una visione del Paese reale che ha poco a che vedere con quello che oggi ci viene propinato dai media tradizionali costretti ad inseguire logiche mercatiste persino nel cucinare e offrirci notizie.

Il nostro obiettivo, la nostra meta, il nostro principale interesse sarà maniacalmente quello di offrirvi un’informazione corretta, indipendente, sociale, locale, globale, antimafiosa, partecipata dove i protagonisti sono i cittadini e i fatti. Su Juorno.it sono banditi i pregiudizi, i luoghi comuni, gli stereotipi, le volgarità e le insulsaggini che troppo spesso finiscono nel frullatore mediatico italico per dipingere un Sud che nella narrazione di certa informazione distratta o interessata deve essere sempre presentato come assistito, mendicante, elemosiniere, arretrato, mafioso, cappio al collo o palla al piede del Paese. Il Sud dell’Italia, come molti sanno e troppi tacciono, è la più straordinaria risorsa dell’Italia se l’Italia vorrà finalmente smetterla di depredare e insultare quotidianamente quel meridione che è allo stremo.

Da tempo immemore in Italia si discute poco, non si parla affatto di questione meridionale ma di emergenza settentrionale. Nessuno ci spiega che cosa sono i nuovi leghismi che attecchiscono al Nord, con i loro carichi di egoismi e razzismi antimeridionali.

Non c’è dibattito su come e dove l’Italia spende risorse pubbliche importanti in infrastrutture materiali e immateriali, servizi pubblici essenziali come sanità, trasporto locale, acqua pubblica, istruzione, formazione, lavoro.

Da 15 anni in Italia hanno silenziato ogni dibattito sulla mafia, sugli affari di mafia, sui rapporti tra mafia e politica solo perchè hanno scoperto che la mafia non è un cancro che ha prodotto metastasi al Sud ma ha infettato tutto il Paese. Nel silenzio assordante della politica di questi anni, la mafia ha scelto la strategia della sommersione. Si è nascosta dentro lo Stato ed è diventata mercatista. È dentro l’economia legale, l’ha inquinata con i capitali immensi depredati al Sud e investiti al Nord. Anche la mafia, cancro delle società moderne, ha fatto quello che da quasi due secoli si fa in Italia. Togliere al Sud, portare al Nord. Così si sfascia l’Italia

Juorno.it vuole offrire a tutti quelli che vorranno onorarci della loro attenzione un punto di vista sul Sud e sull’Italia nuovo, diverso, critico rispetto a quello che ci somministrano quotidianamente con notizie psicofarmaci per intontirci ogni giorno allontanandoci dal Paese reale.

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Cronache

Penne pistola, Kalashnikov, munizioni e droga per fare la guerra sequestrati a Caivano

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Un fucile kalashnikov e 2 caricatori pieni sono stati rinvenuti e  sequestrati dai carabinieri della tenenza di Caivano in un terreno incolto alle spalle del rione Gescal, zona popolare del comune a Nord di Napoli.
Il tutto era in un sacchetto di plastica nero nascosto tra le sterpaglie. Nel vano stenditoio di una palazzina del Parco Verde, invece, i militari hanno sequestrato una pistola a penna con matricola abrasa, 70 cartucce, 6 grammi circa di kobret, 2 microcamere e un bilancino elettronico.

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De Laurentiis a tutto campo, battagliero su tutti i fronti: Ancelotti resta, il Napoli non è in vendita

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“Giorni fa mi si è avvicinato un signore con fare amichevole ma anche circospetto. Sai, Aurelio, ho la possibilità di presentarti un acquirente che avrebbe intenzione di offrire novecento milioni di euro. Ho sorriso e gli ho ribadito quello che ho detto ripetutamente: il Napoli non è in vendita”. Intervistato dal “Corriere dello Sport”, nel giorno in cui Aurelio De Laurentiis compie 70 anni assicura di non voler cedere la societa’ perche’ “non ho nessuna intenzione che si possa correre il rischio di ricreare quelle situazioni che hanno poi portato al declino. Qui c’e’ soltanto bisogno di un uomo con la capacità di tenere la rotta giusta”. Il manager, il produttore cinematografico va per la sua strada, sognando uno scudetto appena sfiorato un anno fa (“moralmente lo abbiamo vinto noi pero’ so anche che nel calcio esistono agenti esterni – non i calciatori, non gli allenatori – che finiscono per essere condizionanti”) e con Carlo Ancelotti al timone. “Col suo arrivo abbiamo avviato, in anticipo, la costruzione di questo nuovo ciclo”, assicura De Laurentiis, spazzando via anche le voci sul futuro della panchina dei partenopei. “Ancelotti è l’allenatore del Napoli, con un triennale, per ora. C’è chi ha pensato di sparare nel mucchio, aprendo a chissà quale irrealizzabile prospettiva. Io sono contentissimo di lui e lui è felice di stare qua”.

De Laurentiis apre ancora al ritorno di Quagliarella (“credo che meriterebbe questa occasione. Io penso che non sia una questione economica nè per noi e neanche per lui, ma una soluzione romantica”) mentre sulle voci relative a Ilicic, Lozano e Castagne replica: “Ci sono calciatori in organico di qualità e anche giovani, penso a Ounas, a Verdi, a Diawara, e ce ne sono altri in giro, e penso a Inglese e a Rog ma non solo a loro, da valutare. Bisogna innanzitutto verificare certe situazioni. Ma siamo consapevoli di dover intervenire, ad esempio, in difesa, sulle fasce. A centrocampo non sarà semplice, ma aspettiamo, e in attacco, onestamente, abbiamo l’ira di Dio”. Insigne compreso: “Ha vissuto un periodo di appannamento, che ha inciso nella sua psicologia. Quando ritroverà la condizione, si sentirà più libero nelle sue giocate. E dopo quell’appuntamento a casa di Ancelotti, presente Raiola, il caso non è più esistito”.

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Cronache

Traffico di sigarette, fermati cinque ucraini nello scalo di Capodichino

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I finanzieri della compagnia di Capodichino, congiuntamente a funzionari dell’Ufficio delle Dogane – S.O.T. Aeroporto Capodichino – hanno individuato all’interno dello scalo 5 cittadini di origine ucraina che trasportavano nei rispettivi bagagli personali complessivi chilogrammi 161,18 di sigarette di contrabbando di varie marche. In particolare, i finanzieri, a seguito di attenta analisi di rischio effettuata sui nominativi delle liste passeggeri provenienti non solo da località sensibili, ma anche da aeroscali nazionali collocati in modo nevralgico per raggiungere mete internazionali, tra i numerosi passeggeri in transito presso lo scalo aeroportuale campano, hanno posto attenzione a questi 5 cittadini ucraini appena giunti dalla capitale ucraina, Kiev.

Quest’ultimi, dopo il ritiro dei bagagli, si apprestavano frettolosamente all’uscita ma venivano fermati dai militari per dei controlli. Non fornendo convinte spiegazioni circa le motivazioni del transito e manifestando anomalo nervosismo nella circostanza, venivano sottoposti a controllo più approfondito, riscontrando così la presenza, all’interno dei rispettivi bagagli, di complessivikg 161,18 di sigarette di contrabbando.

I 5 responsabili sono stati denunciati con l’accusa di contrabbando di tabacchi lavorati esteri. Il materiale sequestrato e avviato alla distruzione.

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