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Milano

Miracolo a Milano, la sinistra si scopre unita contro il nemico Salvini

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La canzone più gettonata è “Bella Ciao”. Lo slogan più usato è “la nuova Resistenza parte da qui”. Lo striscione più agitato, a parte quelli di insulti, è il vecchio “no pasaran”. E invece i nemici della sinistra scesa in piazza a Milano erano già passati. Anzi Matteo Salvini e Viktor Orbán erano in riunione in Prefettura. La manifestazione era in piazza San Babila. Molto affollata e colorata. Secondo gli organizzatori c’erano quindicimila in piazza, quasi diecimila secondo stime più realistiche, 3/4 mila a sentire fonti della questura. Poche bandiere rosse dei partiti della sinistra, pochissime quelle del Pd. In piazza si vedono i simboli dell’antagonismo milanese “I Sentinelli”, c’è anche la comunità di Sant’ Egidio, Arci, Acli, Anpi, la Cgil, la Uil. Sul palco si alternano le voci dei rappresentanti di questo mondo, dell’universo delle associazioni che lavorano nel campo dell’accoglienza e della solidarietà. Unico politico invitato a parlare è l’assessore milanese della Giunta Sala, delegato al Welfare, Pierfrancesco Majorino. FU lui due mesi fa a organizzare la tavolata al parco Sempione con migliaia di migranti.

In piazza arriva anche Laura Boldrini. Dice che “il sovranismo non può essere la soluzione”, che il centrosinistra deve “ripartire da qui” e che per le elezioni europee sarebbe saggio che il campo progressista si organizzasse in un’unica lista senza simboli di parito né candidati politici. Un po’ come accade qui in piazza San Babila. È applauditisisma.  Mettere insieme il Pd con le sigle della sinistra più radicale è in effetti un piccolo miracolo al contrario della coppia Salvini-Orbán. Dopo la «Bella ciao» di rito e la meno scontata «C’ è chi dice no» di Vasco Rossi, dopo il flash mob con centinaia di cartelli innalzati con la scritta «Europa senza Muri» e mentre la piazza si va lentamente svuotando, l’ ex presidente della Camera sale infine sul palco e arringa la folla rimasta al grido di «No pasarán». Pochi i politici nazionali in piazza. Oltre a Boldrini, si vedono il deputato pd Emanuele Fiano e Pippo Civati, fondatore di Possibile e uno dei papà dell’ iniziativa. Sotto il palco c’ è anche il sindaco di Ventimiglia, la città in prima linea sul fronte accoglienza e integrazione. L’intervento più applaudito è quello di un ragazzo della comunità senegalese che cita il sogno di Martin Luther King per immaginare un Paese che non discrimini le persone in base al colore della pelle.

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Cultura

Da Picasso a Tim Burton, a Milano una mostra a settimana

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Da Pablo Picasso a Dolce e Gabbana, da Edvard Munch a Mike Bongiorno, fino al regista Tim Burton con il suo straordinario universo creativo. Sono quasi cinquanta le mostre in programma nel 2024 a Milano, a Palazzo Reale e nelle altre sedi del Comune, in pratica una a settimana a conferma di un’offerta varia. Il 2023 del resto è stato un anno da numeri record con oltre 3 milioni di visitatori nelle mostre e nei musei del Comune, mentre nelle sedi espositive delle mostre temporanee sono arrivati 1.475.776 visitatori (oltre il 40% in più rispetto al 2022).

Sono “dati positivi che non sono un punto di arrivo, ma uno sprone per proseguire con la collaborazione tra arte, turismo e mostre”, ha osservato l’assessore alla Cultura del Comune Tommaso Sacchi. Mentre il sindaco Giuseppe Sala ha parlato di “numeri che ci danno fiducia e ci permettono di rilanciare in modo convinto sul 2024”, ha sottolineato. Il 2024 e il 2025 saranno all’insegna dell’arte moderna e soprattutto contemporanea, protagonista assoluta del programma espositivo, nel segno del rapporto tra l’Italia e la Francia, tra Milano e Parigi, che inizia con il grande ritorno di Pablo Picasso.

Sono ben due le esposizioni a lui dedicate: una a Palazzo Reale da settembre, in collaborazione con il Musée national Picasso-Paris, che seguirà il filo rosso del suo status di “eterno straniero” in Francia; e l’altra al Mudec, in collaborazione con i principali musei spagnoli e gli eredi di Picasso. In maggio, sempre a Palazzo Reale, l’artista Ercole Pignatelli reinterpreterà invece in chiave performativa Guernica, il capolavoro di Picasso, dipingendo nell’arco di sei giorni una tela della stessa dimensione, in occasione dei settant’anni dalla straordinaria esposizione di Guernica in Sala delle Cariatidi.

Ad inaugurare le mostre del 2024 sarà, il 24 febbraio, ‘Giuseppe De Nittis artista europeo’, la più completa monografica sul pittore che conquistò Parigi, con in esposizione ben 90 opere. Da febbraio sempre a Palazzo Reale è in programma una mostra dedicata a Brassaï, il fotografo ungherese di nascita e francese d’adozione con immagini iconiche dal 1930 al 1958. Grazie alla collaborazione con la Francia dal 19 marzo aprirà sempre nella stessa sede ‘Cézanne e Renoir. dalle collezioni del musée d’Orsay e dell’Orangerie’. E nasce da una collaborazione con il musée d’Orsay e con il Getty Museum di Los Angeles la monografica di Paolo Troubetzkoy in programma nel 2026 alla GAM-Galleria d’arte moderna. Dall’arte alla moda con la mostra ‘Dal cuore alle mani. Dolce e Gabbana’ che animerà Palazzo Reale ad aprile, mentre nel 2025 sarà la volta di Dalì e il suo legame con la moda. In concomitanza con i 70 anni della Rai a settembre spazio, a Palazzo Reale, all’esposizione che ripercorre la vicenda personale e professionale di uno dei suoi principali protagonisti, Mike Bongiorno, di cui quest’anno ricorre il centenario della nascita. Mostra del centenario anche per Enrico Baj, mentre l’anno di Palazzo Reale si chiuderà con Edvard Munch con opere provenienti dal Munch Museet di Oslo e una dedicata alla fotografia di Ugo Mulas.

Alla Fabbrica del Vapore nel 2024 arriverà il genio di Tim Burton con la mostra “Labirynth”, un viaggio nell’universo creativo del regista di Beetlejuice, Batman, Edward mani di forbice, Nightmare Before Christmas. Anche i musei civici contribuiscono alla proposta espositiva temporanea. Al Museo del Risorgimento, ad esempio, in occasione dei 100 anni dell’anniversario dell’omicidio di Giacomo Matteotti, la Fondazione Anna Kuliscioff realizzerà in autunno, in collaborazione con le Civiche Raccolte Storiche, una mostra storico-documentaria per indagare a fondo la figura di Matteotti e la sua relazione con la città di Milano. Già in programma, invece, nel 2025 alla Gam-Galleria d’Arte Moderna di Milano la mostra dedicata a Giuseppe Pellizza da Volpedo, che dialogherà con il Quarto Stato, capolavoro protagonista della collezione permanente del Museo.

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Milano

A Milano Sala il più ricco in giunta, grazie alla pensione

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 Il sindaco di Milano Giuseppe Sala è di gran lunga il più ricco fra i membri della sua giunta con un reddito imponibile che supera il mezzo milione (esattamente 511.437 euro). I redditi sono appena stati pubblicati sul sito di Palazzo Marino e mostrano come in un anno quello del primo cittadino sia aumentato di oltre il 450% rispetto all’anno precedente, quando era di 111.741 euro. Il motivo è che il sindaco, a lungo manager di spicco di grandi società, fra l’altro direttore generale di Telecom e ad di Pneumatici Pirelli, è andato in pensione. Al secondo posto dietro Sala nella classifica dei redditi è l’assessore al Bilancio Emmanuel Conte con 364.100 euro (in aumento rispetto ai 270.029 dello scorso anno).

Terza l’assessore allo Sviluppo economico Alessia Cappello con 110.424 euro, seguita dalla vicesindaco Anna Scavuzzo con 101.055 euro. L’assessore alla Rigenerazione urbana Giancarlo Tancredi è l’unico ad avere avuto una diminuzione del reddito pur minima: è infatti passato da 103.150 euro del 2022 a 98.015. Tommaso Sacchi alla Cultura ha un reddito di 94.134 euro, Piefrancesco Maran alla Casa 89.331, l’assessora ai Trasporto Arianna Censi 88.103 euro. Tutti intorno agli 87mila euro i redditi degli altri assessori: quello alla Sicurezza Marco Granelli (87.920), quella all’Ambiente Elena Grandi e allo Sport Martina Riva (entrambe 87.581) e, ultima Gaia Romani con 87.091 euro, comunque in netto aumento rispetto ai 18.649 dell’anno precedente. Gli aumenti dei redditi sono in parte l’effett

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Cronache

Milano, scontro fra bici e moto, grave una ragazza

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Ancora un incidente che vede coinvolta una bici a Milano: è accaduto in via Solari intorno alle 15. C’è stato un violento scontro fra una bici e una moto e la ragazza sulla bicicletta, una ventenne, è stata è stata sbalzata per diversi metri. Subito soccorsa è stata  trasportata dal 118 in codice rosso all’Ospedale San Carlo, per trauma cranico e ferita a una gamba. Il motociclista,  34 anni, è stato invece portato al Policlinico in codice giallo: anche lui ha sofferto di un trauma cranico e di lievi ferite a un braccio.

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