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Mercato: Inter idea Mertens, e Ronaldo è sempre un rebus

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C’e’ chi va in Premier League, vedi SCAMACCA e forse BELOTTI, chi ci vorrebbe tornare, come Alexis SANCHEZ, e chi dall’Inghilterra torna, come Lukaku e Pogba. Il traffico sulla linea Italia-Gran Bretagna non ha pero’ coinvolto altri ‘pezzi’ pregiati della serie A trovatisi all’improvviso liberi, come Dybala e ora Dries MERTENS. Dopo l’addio definitivo al Napoli sancito dal presidente, Aurelio De Laurentiis, il belga e’ diventato un oggetto del desiderio per molte squadre, con la Lazio e ora anche l’Inter pronte a rinforzarsi con un attaccante di indubbia qualita’. Per la squadra di Simone Inzaghi, pero’, c’e’ prima da limare ancora qualche posizione nella rosa. Crescono intanto i dubbi sulla permanenza in Premier, dopo un ritorno non proprio brillante, per CRISTIANO RONALDO. Non potendo certo rifare vela verso la Serie A, ma scontento del suo presente al Manchester United, CR7 sta cercando una via d’uscita e dall’Inghilterra si insiste ancora sull’ipotesi che il portoghese possa tornare in Spagna, all’Atletico Madrid. Come tanti altri club, pero’, anche quello del Cholo Simeone prima di prendere deve cedere per rispettare l’equilibrio finanziario e nel caso del Colchoneros si tratterebbe di trovare un qualcuno interessato ad un big come GRIEZMANN, altra punta dall’ingaggio stratosferico. Il Wanda Metropolitano rischia intanto di non vedere all’opera neanche in questa stagione Alvaro MORATA, dato che la Juve continua a lavorare sul club madrileno per riavere a disposizione l’attaccante, da parte sua convinto del ritorno a Torino. Ogni milione di risparmio conta, di questi tempi, quindi le trattative sono sempre tirate e lunghe, anche quando i giocatori sono convinti al cambio di casacca. E’ il caso dell’olandese Georgino WIJNALDUM, che la Roma vorrebbe aggiungere al suo gia’ importante portafoglio di novita’ ma cercando di ottenere da parte del Paris Sg un sostegno per lo stipendio del giocatore, al momento molto superiore a quello garantito ai big giallorossi. Nei prossimi giorni, il giocatore potrebbe arrivare alla corte di Jose’ Mourinho, intanto in prestito. Esito a giorni, ma piu’ incerto nel suo risultato, anche per la trattativa che il Milan ha in piedi col Bruges per Charles DE KETELAERE. L’affare concluso in giornata riguarda il Lecce, che ha annunciato l’arrivo in prestito del croato Kristijan BISTROVIC dal Cska Mosca. A tre settimane dall’inizio del campionato di serie A, da domani si comincera’ a stringere le fila. (ANSA

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 De Laurentiis: Osimhen? Vedremo se parte, resta un figlio

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“Osimhen partirà? Chissà, vedremo. Napoliè un posto fantastico, ci sono alcuni giocatori che si sono innamorati e ci sono rimasti come Hamsik per 11 anni. O altri per otto anni. C’è invece chi è stato attratto dal Real Madrid, dal Psg, dall’Arsenal, dal Manchester City, dal Chelsea. Quindi non puoi fermarli, soprattutto quando hanno una clausola rescissoria con cui possono essere acquistati”. All’indomani della prima vittoria di Calzona sulla panchina Napoli e della tripletta di Osimhen, il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis nel corso della lunga intervista al ‘Business of Football Summit’, un evento a Londra, promosso dal Financial Times, torna a parlare del rischio concreto di addio del centravanti nigeriano. “La clausola – ha proseguito – è una cifra molto alta, vedremo se partirà, i soldi sono l’ultimo problema del Napoli. Abbiamo sempre fatto ottimi acquisti e lo faremo in futuro. Quando vedi un giocatore andare via è come un figlio. Sei felice anche se questo figlio ha un successo fantastico ovunque”.

De Laurentiis ha confermato il suo pessimo rapporto con i procuratori dei calciatori e con gli arbitri: “Gli agenti – ha detto – sono un cancro del calcio. La classe arbitrale? Dovrebbe dipendere dai club, con cui dovrebbe dialogare perché non sia una casta ma dei collaboratori. E non esiste che un arbitro espella un allenatore. Il calcio sembra una barzelletta su questi aspetti”. E sui procuratori, il presidente azzurro ha ricordato quando scoprì Haaland, non ancora famoso: “Per me era un grandissimo giocatore mentre i miei nel club erano preoccupati perché non lo conoscevano. Era al Salisburgo, lo volevo comprare per 50 milioni. Allora Mino Raiola mi portò in un salotto e mi disse: ‘Senti di là non le dire queste cose, noi siamo amici. Per Haaland ho già provveduto io, non ti preoccupare, non ti mettere in mezzo’. Io lo fermai e lì si interruppe la trattativa. Lui aveva già organizzato tutto e percorso i suoi benefit. Raiola era professionalmente ineccepibile ma perseguiva i suoi interessi, non quelli dei club”.

De Laurentiis ha parlato anche della Superlega: “Dieci anni fa – ha detto – già proposi un campionato europeo. Il modello Champions coi sorteggi non mi piace, io voglio giocare contro tutti e quindi voglio fare un campionato vero, ma europeo e non nazionale, per quelli che hanno raggiunto determinati risultati. Quindi le squadre possono cambiare. Poi è venuta fuori la Superlega a cui sarò favorevole se sarà in grado di essere democraticamente sul mercato e assolverà dunque al problema del merito per potervi partecipare, hanno detto che partono dal 2025, si vedrà”. Discorso diverso per il prossimo Mondiale per club Fifa: “Se dovessimo battere il Barcellona e poi fare una vittoria o un pareggio, di diritto dovremmo andare noi al Mondiale per club e non la Juventus. Ma penso che il Napoli dovrebbe andarci comunque, perché se la Juve è fuori dalle coppe europee non dovrebbe essere ammessa a quella competizione Fifa”.

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De Laurentiis al Business of Football Summit del Financial Times: Juve fuori dalle coppe e…

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Con l’avvicinarsi dell’attesissima sfida tra Napoli e Juventus, l’aria si surriscalda e le polemiche non mancano. La partita, da sempre considerata la madre di tutte le battaglie, promette scintille già prima del fischio d’inizio, con accuse, dispetti e proclami che alimentano la tensione tra le due squadre.

Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, ha innescato una nuova polemica durante il Business of Football Summit del Financial Times a Londra. In un’affermazione che ha fatto discutere, De Laurentiis ha sollevato dubbi sulla partecipazione della Juventus al Mondiale per club del 2025, sostenendo che l’esclusione della Juventus dalle coppe europee per violazioni del fair play finanziario dovrebbe comportare l’esclusione automatica dalla competizione mondiale.

Le dichiarazioni di De Laurentiis hanno acceso il dibattito sulla legittimità della partecipazione della Juventus al torneo mondiale, sollevando interrogativi sul sistema di punteggio UEFA e sulle conseguenze delle sanzioni per le violazioni finanziarie.

Ma le polemiche del presidente del Napoli non si fermano qui. De Laurentiis ha anche rivelato retroscena sul mercato dei trasferimenti, affermando di aver cercato di portare Erling Haaland a Napoli offrendo un’ingente somma al Salisburgo, ma che l’agente del giocatore, Mino Raiola, aveva altri piani per il suo assistito.

Oltre alle questioni legate al calcio giocato, De Laurentiis ha espresso opinioni sul futuro del calcio come business, suggerendo che per attrarre un pubblico più vasto è necessario trasmettere le partite gratuitamente in TV e migliorare l’esperienza dello stadio. Ha anche criticato il sistema delle coppe europee, sottolineando i debiti delle squadre e la mancanza di competitività finanziaria nei campionati nazionali.

Infine, De Laurentiis ha toccato il delicato argomento della Superlega europea, definendo i procuratori come “il cancro del calcio” e suggerendo che il progetto della Superlega potrebbe avere delle implicazioni positive se fosse in grado di garantire una distribuzione equa dei fondi e un merito sportivo.

Con la tensione che cresce prima della partita, non resta che attendere di vedere come si svilupperanno gli eventi sul campo e oltre. Con Napoli e Juventus che si preparano ad affrontarsi in quello che promette di essere un incontro carico di emozioni e significati.

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Cardinale: valutiamo cambiamenti nel Milan, Zlatan è la mia voce

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“Non siamo soddisfatti, dei cambiamenti potrebbero avvenire”, sono le parole che scuotono la serata del Milan a poche ore dalla partita contro la Lazio e arrivano proprio dalla voce del numero uno del club rossonero Gerry Cardinale. Il proprietario di Red Bird, intervenuto al Business of Football Summit organizzato dal Financial Times, seduto al fianco di Zlatan Ibrahimovic – non nasconde il suo malcontento per i risultati che la squadra è riuscita ad ottenere. Cardinale vuole vincere e il cambiamento, l’evoluzione non lo spaventa, anzi è necessaria.

“Penso che valuteremo i cambiamenti. Se possiamo migliorare, metteremo intorno a me persone migliori. Mi sono affidato a Zlatan – spiega Cardinale – per raccogliere le opinioni, le prospettive e i consigli sulla possibilità di un cambiamento. Direi che tutto ciò che riguarda il Milan deve cambiare. Ma forse evolvere è una parola migliore. Quindi esamineremo i metodi e il personale. Ci sono molti infortuni. Non sono soddisfatto. Zlatan non è soddisfatto del fatto che non siamo al primo posto in Serie A”.

Ancora una volta, come già accaduto nella lettera di Natale ai tifosi, pubblicata anche in quel caso qualche ora prima del match contro la Salernitana, ammette l’insoddisfazione per il rendimento della squadra. “Il Milan è una squadra molto giovane e piena di novità – ammette Cardinale – in realtà non stanno andando male. Ma questo non ci basta. Abbiamo ancora del lavoro da fare. Dei cambiamenti potrebbero avvenire”.

Centrale resta il tema degli infortuni, una situazione che Cardinale definisce “assolutamente penalizzante” perché “cerchiamo di essere attenti al modo in cui strutturiamo il monte ingaggi dei giocatori facciamo tutto questo lavoro e poi ci presentiamo senza far giocare tutti i giocatori, che senso ha?”. Fondamentale nel disegnare il futuro del Milan sarà Zlatan Ibrahimovic che, seduto al suo fianco nell’evento del Financial Times, viene definito da Cardinale il suo “delegato”.

“Io e Ibrahimovic Ci sentiamo più volte al giorno. E ha l’autorità di essere la mia voce con i giocatori, con lo staff, con tutti a Casa Milan. Questo è molto importante. E ciò che è davvero importante è che ha una grande credibilità. Il modo in cui si comporta, il modo in cui riesce a parlare ai giocatori con la voce della proprietà, è incredibilmente unico. E io voglio questo. Non voglio entrare nello spogliatoio e fare così. Voglio che sia Zlatan a farlo”. Ibra parla a nome della proprietà e ha ìquindi un ruolo cruciale all’interno del Milan. E Ibra non ha saputo dire di no “ad un’offerta che non potevo rifiutare”. “Sono eccitato, ho tanta ambizione. È tutto nuovo, parto da zero. Ho tanto da imparare, tanto da migliorare, ma tanta voglia di fare. Abbiamo grande ambizione: c’è la visione di Cardinale e la visione italiana”.

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