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Mercato: Juve punta Adeyemi, su Zirkzee anche lo United

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Gli Europei catalizzano l’attenzione degli appassionati, ma il mercato non si ferma e gli addetti ai lavori provano a mettere a segno i primi colpi. Particolamente attiva è la Juventus, che però non riesce a chiudere per DOUGLAS LUIZ, perché MCKENNIE, che dovrebbe andare all’Aston Villa come contropartita tecnica, non trova l’intesa economica con gli inglesi. La Juve attende poi l’uscita di SZCZESNY, verso l’Al-Nassr, per annunciare l’ingaggio di DI GREGORIO dal Monza. L’intesa è stata trovata da tempo per 20 milioni di euro: quatro per il prestito oneroso, gli altri 16 per l’obbligo di riscatto che si materializzerà nel 2025. Intanto Giuntoli ha sondato il terreno per SAELEMAKERS, che Thiago Motta vorrebbe ritrovare con sé dopo la positiva esperienza nel Bologna. Possibile anche una trattativa con il Borussia Dortmund per ADEYEMI, ma i tedeschi vogliono in cambio HUIJSEN e SOULE’.

Il Milan sta cercando di risolvere i rebus di ZIRKZEE in entrata (ma ora su di lui c’è anche il Manchester United) e THEO HERNANDEZ come possibile uscita. Se davvero qualcuno arrivasse a offrire 90 milioni per il francese il club lo cederebbe, ma per ora l’interessamento di Real Madrid e Bayern non si è tradotto in cifre o fatti concreti. Si prova a stringere per EMERSON ROYAL, ma la priorità rimane il centravanti. In sede dell’Inter c’è stato invece un vertice societario a cui ha preso parte anche l’agente Fifa e intermediario Giacomo Petralito, in cui sui sarebbe parlato anche doi DYBALA e di possibili affari con club della Bundesliga. Intanto come ‘dodicesimo’ è in arrivo MARTINEZ dal Genoa, mentre per GUDMUNDSSON per ora il Girofne rossoblù non cede. Movimenti anche sulle panchine, perché si vanno delineando gli arrivi di NICOLA a Cagliari e D’AVERSA a Empoli. In B VIVARINI è in pole per il Frosinone, mentre a Salerno il favorito è SOTTIL (ma rimane anche la pista AQUILANI).

Tornando ai calciatori, la Fiorentina, chew spera sempre di riportare ZANIOLO in Italia, ha trovato l’accordo con VRANCKX, ma ora bisogna convincere il Wolfsburg a cedere il belga: la richiesta è di 10 milioni. Trenta sono invece quelli che vuole il Genoa per far partire RETEGUI (piace anche alla Roma, se parte Abraham) in direzione di Firenze, da dove è in partenza NZOLA con destinazione Cagliari, dove dovrebbe andare anche Francesco Pio ESPOSITO. Nel giro degli attaccanti ci sono anche DIA, vicino alla Lazio, e BELOTTI, rientrato alla Roma ma vicino all’accordo con il Como. La Roma ha ricevuto richieste di informazioni su BOVE dall’Everton, club che entrerà a far parte della galassia Friedkin, e Bournemouth e ad entrambi ha risposto chiedendo 20 milioni di euro, cifra che verrebbe immediatamente reinvestita sul mercato.

E’ sempre vivo l’interesse per HUMMELS, per il quale però è sempre calda la posta verso il Maiorca. Il ds Ghisolfi cerca acquirenti in Arabia Saudita per SMALLING, ma bisogna anche convincere l’inglese ad andarci. MORATA, il cui nome era stato accostato ai giallorossi, ha fato sapere di voler rimanere all’Atletico Madrid: “Voglio vincere un titolo qui”, le parole dello spagnolo. Per un altro attaccante, PAVLIDIS dell’Az Alkmaar, è corsa a tre fra Fiorentina, Bologna e Benfica.

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Pepe Reina, torna in Italia: al Como dell’amico Fabregas

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Ha già compiuto 41 anni ma è pronto a ritornare in Italia: stiamo parlando di Pepe Reina, portiere del Villareal appena ingaggiato dal Como dei miracoli di Fabregas.
Dopo il Liverpool, la doppia parentesi di Napoli, il Milan, la Lazio, Reina era tornato nella sua Spagna ma il richiamo dell’amico Fabregas è stato potente: il portierone è la persona giusta per dare un ‘anima ad una squadra che è appena arrivata in serie A, un collante per lo spogliatoio dove ci saranno anche molti big ma che non hanno mai giocato insieme. E Pepe Reina è capace di guidare davvero una difesa ed è  pure una garanzia per i rapporti umani. A dispetto dei suoi 41 anni e del fatto che arriverà probabilmente anche un super portiere come Pau Lopez.

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Conte: mercato ok, abbiamo preso i giocatori giusti

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“Sul mercato stiamo dando dimostrazione di avere una visione chiara sulle cose da fare. Per un club come il Napoli è giusto operare per il presente e per il futuro. Rafa Marin ha buone prospettive, un giovane, lo stesso vale per Buongiorno, anche lui giovane, prospetti che per anni possono essere delle colonne. C’è stata una grande occasione con Spinazzola e l’abbiamo colta. Stiamo facendo mercato in modo giusto, quello che deve fare il Napoli”.

Lo ha detto il tecnico azzurro Antonio Conte nella conferenza stampa da Dimaro. Conte ha parlato anche di Osimhen, con il Napoli che aspetta l’offerta giusta, e l’attaccante che nel frattempo lavora in ritiro: “Su Victor – ha detto Conte – parliamo di un professionista, un eccellente giocatore, un top player, io ci ho parlato e sa benissimo che non è cambiato assolutamente niente. E’ del Napoli, sa che ora deve lavorare ed avere il giusto atteggiamento anche se c’è questo tipo di accordo che ancora oggi non sappiamo come andrà a finire. L’ho trovato col sorriso, conta il presente”.

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Djokovic-Alcaraz, finale da record a Wimbledon

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Non sarà solo una rivincita quella che domani andrà in scena nella finale maschile a Wimbledon tra Novak Djokovic e Carlos Alcaraz. A 37 anni, reduce dall’operazione al ginocchio destro, il serbo ha mostrato nel suo percorso verso la finale, vedi il successo di ieri su Lorenzo Musetti, di potersi riprendere lo scettro ceduto un anno fa allo spagnolo e di aggiornare il suo quasi inimitabile libro dei record.

Il n.3 al mondo, già strepitoso a 21 anni, sogna una domenica trionfale per sè a Londra e per la Spagna a Berlino, come ha inavvertitamente auspicato dopo la vittoria in semifinale su Daniil Medvedev facendosi travolgere dai ‘buu’ del pubblico inglese. La fiducia in se stesso non manca certo all’iberico, che si sente pronto per affrontare la finale e portare a casa il quarto slam in carriera, per ritirarlo di nuovo dalle mani della principessa Kate, annunciata domani al Royal Box.

“Mi sento molto bene, ho un livello di tennis davvero alto, mi muovo bene – ha detto ieri lo spagnolo -. So cosa aspettarmi, so che dovrò dare il massimo. Non mi vedo come favorito – ha sottolineato – ma cercare di vincere è nella mia natura”. Il torneo ha regalato a Djokovic un piccolo vantaggio: lo spagnolo ha giocato 23 set per raggiungere la finale e ha trascorso quattro ore in campo in più rispetto al serbo che ha giocato 17 set e ha approfittato del ritiro di De Minaur nei quarti di finale. Ma come dice Alcaraz, qualunque siano le circostanze, “ogni partita è una guerra”.

Djokovic punta al suo 25/o slam e all’ottavo titolo a Wimbledon, dove domani giocherà la sua decima finale, un traguardo che molti ritenevano impossibile dato che solo il 5 giugno il serbo è stato operato al menisco destro e fino all’ultimo non era certo di giocare a Londra.

“Non volevo dimostrare niente a nessuno, volevo solo fare di tutto per poter giocare a Wimbledon e ce l’ho fatta. Ora gioco in tutta libertà e come posso”, ha detto dopo la vittoria in tre set su Musetti. Anche lui sa che dovrà alzare il suo livello di gioco per venire a capo del problema Alcaraz ma questo è il suo avvertimento al rivale: “Wimbledon tira fuori sempre il meglio da me, mi motiva ad essere il più forte possibile”.

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