Collegati con noi

Cronache

Monnezza, appalti e affari tra clan, politici e funzionari pubblici: indaga la procura di Napoli

Pubblicato

del

La Procura di Napoli indaga su “traffici organizzati di rifiuti, realizzati nel quadro di una vasta e ramificata attività di illecito condizionamento delle funzioni pubbliche deputate alla gestione del ciclo dei rifiuti in Campania e, in particolare, alla gestione degli appalti dei servizi di raccolta, trasporto e smaltimento affidata alle cure di amministrazioni comunali”. Con queste parole il procuratore di Napoli, Giovanni Melillo, persona assai schiva e riservata che scrive solo quando è davvero indispensabile avvisa che ci sono acquisizioni documentali in corso e una inchiesta molto delicata che segue personalmente.

“Le indagini – scrive in una nota il procuratore – sono volte anche a verificare la presenza, in alcuni settori della filiera produttiva e con riguardo a specifiche ipotesi di fraudolento condizionamento delle aggiudicazioni di appalti e delle scelte di pubblici amministratori e funzionari, di soggetti d’impresa e di interessi della criminalità organizzata”.
La Procura di Napoli sta facendo eseguire verifiche dai carabinieri per la Tutela Ambientale relativamente “ai comuni di Caserta, Aversa, Cardito, Casandrino, Sant’Arpino, Recale e Casalnuovo, tra il Napoletano e il Casertano. Le verifiche riguardano anche società in house della Regione Campania (Campania Ambiente e Servizi spa) e della Città Metropolitana di Napoli (Sapna spa)”. In questo specifico contesto investigativo, dunque, gli inquirenti non solo indagano sugli appalti e sul possibile condizionamento anche delle istituzioni, ma si fanno accertamenti anche su una serie di incendi di impianti per il trattamento dei rifiuti in Campania in questi mesi che hanno messo a dura prova la tenuta del sistema dei rifiuti che oggi è sull’orlo del collasso. Anzi basta poco perchè la situazione precipiti e si torni indietro di dieci anni, quando Napoli e la Campania erano esposte quotidianamente al ludibrio internazionale per la monnezza non raccolta che raggiungeva i piani alti delle case. Caos che consentiva e consente alla mafia della monnezza di fare affari nell’emergenza.

Advertisement

Cronache

Samantha Cristoforetti dallo spazio ai bimbi napoletani e milanesi: “imparate a coltivare un sogno”

Pubblicato

del

Mille domande dai bambini del rione Forcella di Napoli e  di Milano per Samantha Cristoforetti.  @AstroSamantha, comandante della Stazione spaziale internazionale,  ha risposto alle loro domande mentre ogni giorno fa 16 volte il giro della Terra a bordo proprio della Stazione.

“Imparate a coltivare un sogno”, ha detto l’astronauta italiana ai bimbi collegati con lei:  è il primo collegamento da quando l’astronauta dell’ESA  è diventata Comandante della Stazione Spaziale Internazionale, la prima donna europea a ricoprire questo incarico. “Siete una grande fonte di ispirazione e speranza. Il messaggio che vi voglio mandare, ha detto la Cristoforetti, è quello di mantenere viva la curiosità.

L’iniziativa è stata realizzata da Cielo itinerante, associazione che si propone di avvicinare i bambini in situazioni di disagio sociale ed economico allo studio delle materie scientifiche e tecnologiche, ed Enav, l’ente che gestisce il traffico aereo civile in Italia.

Con i bambini di Napoli c’era il sindaco Gaetano Manfredi, con quelli di Milano il primo cittadino Beppe Sala. Il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi ha sottolineato “il grande sostegno della città perchè sei un punto di riferimento non solo per le tue doti di leadership e per come rappresenti l’Italia – ha concluso -. Napoli ti vuole bene e ti sostiene”

“Voglio dirti grazie dalla comunità milanese e dirti che sei un modello di riferimento per tanti, ha detto Sala alla Cristoforetti,  Samantha è milanese,  ha spiegato il sindaco di Milano, pochi lo sanno che è nata a Milano, poi l’abbiamo persa in giro per il mondo e poi per lo spazio. È un esempio positivo di cui abbiamo bisogno”.

Continua a leggere

Cronache

Diocesi sospende don Giulio, parroco pro famiglie arcobaleno

Pubblicato

del

 Sospensione dalla celebrazione pubblica dei sacramenti per don Giulio Mignani, il sacerdote di Bonassola che da tempo si batte a favore delle famiglie arcobaleno e che si esposto nel dibattito pubblico anche sull’eutanasia. Il decreto penale della Diocesi della Spezia e’ stato notificato oggi, 3 ottobre. Don Giulio “nel corso degli anni – si legge nella notifica – piu’ volte ha rilasciato esternazioni pubbliche, apparse anche su vari quotidiani e interviste televisive, nelle quali ha ripetutamente sostenuto posizioni non conformi all’insegnamento della Chiesa”. Nonostante il precetto penale con il quale era stato richiamato, don Giulio ha proseguito intervenendo su temi come matrimoni e adozioni per coppie omosessuali, eutanasia e aborto. La notizia si e’ diffusa rapidamente nel borgo spezzino, con alcuni parrocchiani vicini a don Giulio che vogliono mobilitarsi a difesa del sacerdote. “Le posizioni che ho assunto non hanno mai voluto essere offensive ne’ polemiche nei confronti della Chiesa – ha spiegato don Giulio -. Cio’ che mi ha sempre mosso e’ la preoccupazione che la Chiesa possa essere considerata sempre piu’ marginale e sempre meno credibile nella societa’ contemporanea. Per ovviare il pericolo che la Chiesa si chiuda in una sterile autoreferenzialita’ mi sembra che la via sia quella di permettere a tutti i suoi membri, clero compreso, di poter esprimere liberamente il proprio desiderio di cambiamento”.

Continua a leggere

Cronache

Cybergang rivendica attacco hacker, Ferrari smentisce

Pubblicato

del

Oltre 7 Gb di dati, tra cui documenti interni, datasheet, manuali di riparazione e molto altro ancora. Sarebbe questo il ‘bottino’ di un attacco hacker alla Ferrari. Rivendicato dalla cybergang RansomEXX, con un post sul suo data leak site, e’ stato reso noto da Red Hot Cyber, sito internet specializzato in sicurezza informatica, cybercrimine e hack news. Il Cavallino Rampante, reduce in Formula 1 dal secondo e terzo podio di Singapore, ha pero’ prontamente smentito. Per l’azienda, non c’e’ “alcuna evidenza di una violazione dei propri sistemi o di ransomware”, un tipo di attacco e di malware che viene inoculato all’interno di una struttura per cifrare i dati e rendere indisponibili i sistemi. “Consapevole del fatto che alcuni media hanno segnalato la possibile perdita di informazioni e la presenza di alcuni documenti online”, Ferrari precisa inoltre che “non c’e’ stata alcuna interruzione del proprio business e dell’operativita’”. E assicura che “sta lavorando per identificare la fonte dell’evento”, cosi’ da mettere “in atto tutte le azioni necessarie”. A questo genere di incursione informatica, di solito, segue una richiesta di riscatto, cosa che in questo caso non sarebbe avvenuta. Ne’ ci sarebbe stata una diffusione dei dati oggetto di hackeraggio. Non sarebbe la prima volta che Ferrari finisce nel mirino degli hacker. L’azienda italiana aveva gia’ subito un attacco simile a quello rivendicato, quando la cybergang Everest colpi’ la Speroni Spa, che fornisce componentistica per le macchine sportive. In quella circostanza, le pubblicazioni catturate riguardavano dati e progetti non soltanto della Ferrari, ma anche di Lamborghini e Maserati. Non era pero’ stato colpito l’asset informatico della scuderia di Maranello.

Continua a leggere

In rilievo

error: Contenuto Protetto