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La Cassazione manda i finanzieri nelle sedi della Lega per sequestrare 49 milioni di euro truffati dall’ex leader Umberto Bossi

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La Lega deve allo Stato italiano 49 milioni di euro. Sono risorse pubbliche sottratte illegalmente dal movimento politico ai tempi della leadership familista di Umberto Bossi. Su questo versante ora c’è anche la pronuncia della Suprema Corte di Cassazione. I giudici sono stati chiari: «Si possono sequestrare i beni della Lega ovunque vengano rinvenuti soldi – conti bancari, libretti, depositi – fino a raggiungere la cifra di 49 milioni». Ovvero i soldi che secondo il tribunale la Lega Nord ha sottratto allo Stato. Qualcuno obietterà, come è gusto che sia, che la responsabilità penale è personale e non si può condannare un movimento politico. Infatti è così. Quei soldi sono stati truffati allo stato da Umberto Bossi, all’epoca dei fatti leader e padrone della Lega, oggi parlamentare condannato a due anni e tre mesi di carcere. Nello stesso processo sono stati condannati anche il figlio di Bossi, Renzo (il Trota, giovanissimo già con vitalizio della Regione Lombardia) a un anno e sei mesi, mentre Francesco Belsito, ex-tesoriere della Lega, si è visto infliggere una condanna a quattro anni e dieci mesi di reclusione.

La sentenza. I giudici di Cassazione chiedono alla Lega di Salvini 49 milioni truffati da Umberto Bossi e soci. Nella foto l’ex leader leghista e il tesoriere Belsito

Adesso la Cassazione autorizza il sequestro «a tappeto» dei beni del Carroccio per recuperare quei 49 milioni (48 milioni 969 mila 617 euro per l’ esattezza) ritenuti provento di illeciti. I giudici di Genova lo avevano già disposto il sequestro, con un decreto emesso il 4 settembre del 2017, ma il Riesame lo aveva bloccato. E ora gli ermellini scrivono che la Guardia di finanza può procedere al blocco dei conti della Lega in forza del decreto di sequestro senza la necessità di un nuovo provvedimento per eventuali somme trovate su conti in momenti successivi al decreto. Dove troveranno i finanzieri questi soldi? Nelle prossime settimane vedremo. Certo è che un sequestro a «tappeto» e senza confini, significa che i finanzieri possono andare anche nelle sedi di questa Lega, quella a guida Matteo Salvini. Si possono rintracciare e sequestrare investimenti e risparmi fatti dalla Lega in questi anni sotto qualsiasi forma.Che cosa dice Matteo Salvini, neo ministro dell’Interno di questa pronuncia dei giudici di ultima istanza. «È una sentenza politica. Vogliono metterci fuori causa per via giudiziaria, quei soldi non ci sono, posso fare una colletta».

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Renzi: tremo al pensiero che Emiliano torni in magistratura

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“Io tremo al pensiero di Emiliano che torna in magistratura visto che ormai è imminente la sua fine politica. Su questo tema è bene dirlo forte e chiaro: Emiliano su trivelle, buona scuola, su tutto ciò che noi abbiamo portato avanti ha sempre scelto di attaccarci in nome del grillismo. Rispetto a quelli come lui il tempo non è galantuomo. È un gentleman inglese. Su Emiliano avevamo ragione, gli altri avevano torto”. Lo ha detto il leader di Iv Matteo Renzi, parlando all’assemblea nazionale in corso a Firenze.

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Usigrai, controllo sull’informazione asfissiante, ci dissociamo

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“Il controllo dei vertici della Rai sull’informazione del servizio pubblico si fa ogni giorno più asfissiante. Dopo aver svuotato della loro identità due canali, ora i dirigenti nominati dal governo intervengono bloccando anche ospiti non graditi, come Antonio Scurati a cui era stato affidato un monologo sul 25 aprile, in una rete, Rai3, ormai stravolta nel palinsesto e irriconoscibile per i telespettatori”. È il testo del comunicato dell’Usigrai letto in onda oggi in tutti i tg e giornali radio della Rai e pubblicato sui siti di Rainews, TgR e Televideo.

“La stessa azienda – continua il comunicato – che ha speso 6 milioni di euro per il programma Avanti Popolo, ora avanza motivazioni di carattere economico per l’esclusione di Scurati. Motivazioni già smentite dai fatti. Siamo di fronte ad un sistema pervasivo di controllo che viola i principi del lavoro giornalistico. L’assemblea dei Comitati di redazione della Rai – si ricorda – mercoledì ha proclamato lo stato di agitazione e approvato 5 giorni di sciopero. Gentili telespettatrici e telespettatori, noi ci dissociamo dalle decisioni dell’azienda e lottiamo per un servizio pubblico indipendente, equilibrato e plurale”.

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Europee, Schlein si candida e forse ci sarà il suo nome nel simbolo

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Liste per le europee e nome di Elly Schlein nel simbolo per il voto dell’8 e 9 giugno. Sono i temi al centro della direzione del Pd. Sulle liste al momento non ci sarebbero stati interventi particolarmente polemici: “Ci sono maldipancia, ma fisiologici”, spiega un componente della direzione. Per adesso, – è stato riferito – il dibattito verte soprattutto sull’ipotesi di mettere il nome Schlein nel simbolo, con alcuni interventi critici. “Sono disponibile a dare una mano con spirito di servizio, mi candido a dare una spinta a questa meravigliosa squadra e a un progetto di cambiamento del Pd e del Paese”. Lo ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein, nella relazione alla direzione del partito, in corso al Nazareno a Roma.

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