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Politica

Italiaonline, il ministro Di Maio ferma i licenziamenti di 400 dipendenti

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Il ricatto del licenziamento per ora è stato sventato. L’accordo raggiunto in extremis per Italiaonline ferma le procedure che avrebbe buttato in mezzo ad una strada più di 400 lavoratori. Gli esuberi programmati dall’azienda saranno trasformati in cassa integrazione per consentire nei prossimi sei mesi la riorganizzazione di una società il cui costo del lavoro per i dipendenti in rapporto alla produttività è eccellente. La spesa più sostanziosa se ne va infatti per i cosiddetti manager italiani arrivati alla corte del magnate egiziano Naguib Sawiris. È il dominus di una azienda gestita da avvocati e altri funzionari italiani la cui fedeltà viene pagata con stipendi munifici, benefits incredibili e altre spesucce varie in viaggi, pranzi e cene aziendali. La Cassa Integrazione ferma per ora la procedura di licenziamento, apre una fase di tregua. A fermare i signori di Italiaonline che stavano facendo macelleria sociale tra i dipendenti è stato il ministro del Lavoro Luigi Di Maio, negli stessi giorni in cui si varava il Decreto Dignità. Il futuro però non sarà senza problemi. Entro il 30 ottobre del 2018, circa 250 dipendenti potranno decidere di utilizzare un meccanismo di incentivazione all’esodo volontario mentre altri 150 saranno ricollocati in varie funzioni. “Faremo controlli, perché lo Stato deve garantire su tutto l’accordo”, ha spiegato il vicepremier Luigi Di Maio. Nell’accordo sul futuro di Italiaonline (ex Seat Pagine Gialle, fusa da due anni nella Italiaonline del magnate egiziano Sawiris) raggiunto dai sindacati di categoria (Slc Cgil, Uilcom Uil e Fistel Cisl) e dall’azienda restano poi 92 trasferimenti dalla sede di Torino a quella di Milano. È previsto però che l’azienda, per il primo anno, paghi a questi dipendenti l’abbonamento ai trasporti.

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Politica

Renzi: tremo al pensiero che Emiliano torni in magistratura

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“Io tremo al pensiero di Emiliano che torna in magistratura visto che ormai è imminente la sua fine politica. Su questo tema è bene dirlo forte e chiaro: Emiliano su trivelle, buona scuola, su tutto ciò che noi abbiamo portato avanti ha sempre scelto di attaccarci in nome del grillismo. Rispetto a quelli come lui il tempo non è galantuomo. È un gentleman inglese. Su Emiliano avevamo ragione, gli altri avevano torto”. Lo ha detto il leader di Iv Matteo Renzi, parlando all’assemblea nazionale in corso a Firenze.

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Politica

Usigrai, controllo sull’informazione asfissiante, ci dissociamo

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“Il controllo dei vertici della Rai sull’informazione del servizio pubblico si fa ogni giorno più asfissiante. Dopo aver svuotato della loro identità due canali, ora i dirigenti nominati dal governo intervengono bloccando anche ospiti non graditi, come Antonio Scurati a cui era stato affidato un monologo sul 25 aprile, in una rete, Rai3, ormai stravolta nel palinsesto e irriconoscibile per i telespettatori”. È il testo del comunicato dell’Usigrai letto in onda oggi in tutti i tg e giornali radio della Rai e pubblicato sui siti di Rainews, TgR e Televideo.

“La stessa azienda – continua il comunicato – che ha speso 6 milioni di euro per il programma Avanti Popolo, ora avanza motivazioni di carattere economico per l’esclusione di Scurati. Motivazioni già smentite dai fatti. Siamo di fronte ad un sistema pervasivo di controllo che viola i principi del lavoro giornalistico. L’assemblea dei Comitati di redazione della Rai – si ricorda – mercoledì ha proclamato lo stato di agitazione e approvato 5 giorni di sciopero. Gentili telespettatrici e telespettatori, noi ci dissociamo dalle decisioni dell’azienda e lottiamo per un servizio pubblico indipendente, equilibrato e plurale”.

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Politica

Europee, Schlein si candida e forse ci sarà il suo nome nel simbolo

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Liste per le europee e nome di Elly Schlein nel simbolo per il voto dell’8 e 9 giugno. Sono i temi al centro della direzione del Pd. Sulle liste al momento non ci sarebbero stati interventi particolarmente polemici: “Ci sono maldipancia, ma fisiologici”, spiega un componente della direzione. Per adesso, – è stato riferito – il dibattito verte soprattutto sull’ipotesi di mettere il nome Schlein nel simbolo, con alcuni interventi critici. “Sono disponibile a dare una mano con spirito di servizio, mi candido a dare una spinta a questa meravigliosa squadra e a un progetto di cambiamento del Pd e del Paese”. Lo ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein, nella relazione alla direzione del partito, in corso al Nazareno a Roma.

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