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Il Ppe preme sulla difesa comune, anche Berlino a favore

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L’invasione della Russia in Ucraina e la guerra in Medio Oriente hanno cambiato tutto. Al punto che “rinunciare” a una difesa comune e continuare a procrastinare non è più possibile. L’appello lanciato dal Partito popolare europeo, attraverso il vicepremier Antonio Tajani e il leader tedesco Manfred Weber in un intervento su La Stampa, si intreccia con la campagna elettorale in vista del voto di giugno, toccando uno dei tasti più sensibili per il futuro dell’Europa. La necessità di difendere i valori comuni anche senza l’aiuto di Washington è in cima alle priorità di Bruxelles. E il favore trasversale dei governi nazionali – Parigi e Berlino in testa – e dei gruppi al Parlamento europeo non manca. Anche se, è l’osservazione del capodelegazione del Pd all’Eurocamera, Brando Benifei, a complicare i piani ci sono le alleanze politiche della destra “con i nazionalisti” da sempre avversi a cedere più sovranità all’Ue. Il “crescente sostegno popolare” all’idea di una difesa comune, è il ragionamento di Tajani e Weber, “da solo non basta”.

E, fermo restando che la Nato resta “la stella polare” della sicurezza del Vecchio Continente, l’Unione deve muoversi “più in fretta”. Prima facendo leva sulla ‘Cooperazione strutturata permanente’ (Pesco), e poi puntando a forze integrate di terra, mare e aria. Una visione sposata anche dal ministro delle Finanze tedesco, Christian Lindner, che dal podio del Congresso europeo dei suoi liberali a Berlino ha portato l’asticella ancora più in alto: oltre a “migliorare le capacità militari e di difesa” dell’Ue, ha scandito, l’ambizione di dare vita a “un esercito europeo è ora più urgente che mai”. Tutte richieste che seguono l’esortazione “a osare” sugli eurobond lanciata dal presidente francese Emmanuel Macron e rivolta alle “grandi priorità strategiche” comuni dell’Ue.

A partire dalla difesa e dalle politiche sociali. Bruxelles dal canto suo non perde tempo. Il commissario per il Mercato interno, Thierry Breton, nell’ultima settimana è stato impegnato in una missione tra Lituania, Estonia, Polonia e Finlandia per mettere a punto una nuova strategia industriale per la difesa che sarà svelata tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo. Dopo la guerra in Ucraina, nelle parole della presidente Ursula von der Leyen, l’Ue è chiamata a “ripensare tutta la sua difesa non solo da un punto di vista militare ma anche dal punto di vista dell’interoperabilità” degli eserciti dei Ventisette. Il cambio di marcia potrebbe aprire la strada anche alla creazione di un nuovo commissario ad hoc per la difesa nella prossima legislatura Ue. Una posizione alla quale la Polonia, con il suo 3% del Pil già destinato al settore, punta con il suo ministro degli Esteri Radoslaw Sikorski.

E alla quale anche l’Italia potrebbe guardare con interesse. La nuova strategia disegnata dal commissario francese ambirà a rafforzare la capacità di produzione di armi e munizioni Ue incentivando la cooperazione transfrontaliera. E non è escluso che contenga un’apertura a nuovi programmi di emissione di debito comune, alla stregua del Next Generation Eu, dedicati agli armamenti. Un tema da sempre divisivo nei lunghi dibattiti tra frugali e mediterranei. Ma che, in virtù della priorità ormai “cambiate radicalmente” e con la minaccia sempre viva di Mosca su stessa ammissione di Lindner, potrebbe trovare il favore anche della Germania.

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Calcio, paura per il giallorosso N’Dicka: malore in campo, sospesa Udinese – Roma

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Una serata di calcio a Udine si è trasformata in un momento di paura e apprensione quando Evan N’Dicka, difensore della Roma, è improvvisamente collassato in campo durante il secondo tempo della partita contro l’Udinese. Il giocatore è stato soccorso immediatamente dai medici e portato fuori dal campo su una barella, mentre la partita è stata sospesa inizialmente per due minuti per verificare le sue condizioni. Successivamente l’incontro è stato definitivamente rinviato.

Secondo le prime informazioni, N’Dicka avrebbe avvertito un forte dolore al petto prima di crollare. Tuttavia, il giocatore ha fatto il segno dell’ok verso la panchina mentre veniva trasportato via, indicando che era cosciente. Nonostante ciò, la partita è stata momentaneamente interrotta in attesa che i medici potessero valutare la situazione in modo più approfondito.

Il tecnico della Roma, Daniele De Rossi, insieme al capitano Gianluca Mancini, si è recato negli spogliatoi per monitorare la situazione e dopo qualche minuto sono tornati in campo per comunicare che N’Dicka stava bene. Tuttavia, la gara è rimasta sospesa in attesa di ulteriori aggiornamenti sulla condizione del giocatore.

Fonti del club giallorosso hanno confermato che N’Dicka è rimasto cosciente dopo il malore e che è stato trasferito in ospedale per ulteriori accertamenti.

Daniele De Rossi ha riunito la squadra in cerchio per decidere il da farsi e ha successivamente comunicato all’arbitro e al tecnico dell’Udinese che la Roma non si sentiva in grado di continuare la partita. L’Udinese ha accettato la decisione e la partita è stata ufficialmente sospesa, mentre il capitano Lorenzo Pellegrini si è rivolto ai tifosi per spiegare l’accaduto.

Questa tragica serie di eventi ha messo in evidenza l’importanza della salute e del benessere dei giocatori, oltre alla solidarietà e alla compassione nel mondo del calcio. Mentre tutti sperano in una pronta guarigione per Evan N’Dicka, questo episodio servirà da richiamo per l’importanza di prestare sempre attenzione alla salute di coloro che partecipano al mondo dello sport.

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Spalletti al ‘Maradona’, applausi e lacrime di gioia: era la prima volta dopo scudetto

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Il commissario tecnico della nazionale Luciano Spalletti torna al ‘Maradona’ per la prima volta dopo la straordinaria stagione alla guida del Napoli culminata con lo scudetto conquistato al termine dello scorso campionato. Spalletti è oggi ospite nella tribuna dell’impianto di Fuorigrotta dove assiste alla partita Napoli-Frosinone. Dopo vittoria dello scudetto il ct azzurro non era mai più tornato a Napoli per assistere a una gara della sua ex squadra.

Momenti di commozione per Spalletti allo stadio Maradona. Il ct della nazionale per la prima volta dal ‘divorzio’ e’ tornato a seguire da spettatore interessato la sua ex squadra, ha ricevuto un caldissimo saluto da parte di tutto il pubblico. L’allenatore ha salutato per ringraziare i tifosi, ma poi non è riuscito a trattenere le lacrime prima di lasciarsi andare ad un grandissimo sorriso.

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I tifosi del Napoli contestano duramente gli azzurri e De Laurentiis

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Finisce con una durissima contestazione ai giocatori del Napoli la partita pareggiata con il Frosinone. Al termine della gara, nonostante che già al fischio finale dell’arbitro Fabbri e prima ancora sul finire della gara bordate di fischi si fossero levate verso gli azzurri, i calciatori sono andati verso una delle curve per salutare il pubblico.

A questo punto i fischi si sono fatti ancora più intensi e sono partiti i cori di disapprovazione da parte dei tifosi. “Andate a lavorare” e “Meritiamo di più” sono soltanto alcuni degli slogan utilizzati in coro del pubblico.

Durissima anche la contestazione nei confronti della società e in particolare del presidente De Laurentiis, preso di mira durante buona parte del secondo tempo. Sugli spalti del ‘Maradona’ erano presenti 50 mila spettatori che avevano sperato di sostenere la squadra e di assistere a una vittoria che rilanciasse il Napoli nella corsa verso la qualificazione a uno dei tornei d’Europa della prossima stagione.

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