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Napoli

Il ministro della Difesa Trenta alla Nato di Napoli: da qui combattiamo minacce che arrivano dal Mediterraneo

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Visita a Napoli del ministro della Difesa Elisabetta Trenta. È la prima volta di un ministro italiano alla struttura Nato di Napoli. Ed è toccata alla ministra Trenta che  su facebook ha postato una foto della sua visita insieme ad un gruppo di militari ed al sottosegretario Angelo Tofalo. Avviato formalmente nel settembre del 2017 l’hub Nato strategic direction south di Napoli è un forum che coordina alleati, partner ed esperti per meglio comprendere ed affrontare le sfide e le opportunità del fianco Sud della Nato: Medio Oriente, Nord Africa, Sahel e Africa subsahariana. “Continua il nostro lavoro a tutela degli interessi nazionali! Oggi all’hub per il Sud di Napoli, dopo il passo avanti compiuto all’ultima ministeriale Nato di Bruxelles che ha sancito, finalmente, l’avvio di una pianificazione dell’Alleanza per le nuove minacce che arrivano dal Mediterraneo”.

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Cultura

La Flagellazione di Cristo del Caravaggio esposta al Museo di Donnaregina di Napoli dal 28 febbraio al 31 maggio

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Caravaggio nel cuore di Napoli. E’ anche un messaggio alla città del neo direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte, Eike Schmidt, l’esposizione al Museo diocesano Donnaregina de ‘La Flagellazione di Cristo’, dal 28 febbraio al 31 maggio. Dipinto nel 1607 per la Chiesa di San Domenico Maggiore, il capolavoro di Caravaggio da oltre un cinquantennio è una delle opere iconiche di Capodimonte, molto in viaggio negli ultimi tempi: appena rientrato dal Louvre, si fermerà ora tre mesi nel centro storico di Napoli.

Per Schmidt, che è già da qualche anno presidente del Consiglio di amministrazione del Fondo Edifici di Culto, “l’esposizione della Flagellazione di Caravaggio al Museo diocesano di Donnaregina non offre solo la possibilità a tutti i napoletani di rivedere il capolavoro di Michelangelo Merisi dopo le lunghe assenze dalla città per mostre all’estero, ma consente anche un approfondimento teologico-pastorale e storico-artistico del quadro, e consolida i rapporti forti e reciproci tra le tre istituzioni coinvolte”. Iniziativa voluta fortemente dall’arcivescovo Domenico Battaglia in occasione della Pasqua, per il curatore Pierluigi Leone de Castris la mostra “costituisce un coraggioso tentativo di riavvicinare quest’opera così straordinaria al territorio e alla città” e di farlo attraverso il racconto delle grandi chiese costruite o ricostruite nel cosiddetto ‘secolo d’oro’ dell’arte napoletana.

Passeggiando con Caravaggio tra i suoi vicoli, un biglietto unico consentirà di ammirare insieme a “La Flagellazione” anche le “Sette Opere di Misericordia”, tesoro del vicinissimo Pio Monte. Il valore religioso ed etico dell’esposizione è sottolineato da mons. Adolfo Russo: “Nel periodo antecedente la Pasqua saranno moltiplicati gli incontri culturali per consentire a tutti di fissare, nella tela di Caravaggio, quella testa di Cristo reclinata, abbandonata sulla spalla sinistra, con i suoi occhi socchiusi e le labbra serrate. Là dove tutto preannuncia pittoricamente che il momento della crocifissione si sta avvicinando. Mentre la luce bianca che illumina il corpo di Cristo, per quanto ne sottolinei le sofferenze, ne preannuncia già la futura risurrezione.

Per la città – conclude Russo – tutta l’esposizione della Flagellazione sarà uno stimolo a non arrendersi alle difficoltà incontrate lungo il cammino del proprio riscatto sociale”. La mostra “Caravaggio a Donnaregina” è sotto l’egida dell’arcidiocesi di Napoli, del ministero dei Beni culturali e del ministero dell’Interno Fondo Edifici di Culto, proprietario dell’opera; curatore anche del catalogo è Pierluigi Leone de Castris, coordinamento di Elio de Rosa. “Obiettivo strategico del ministero dell’Interno è quello di adeguatamente tutelare le opere dello Stato, ricercando anche opportunità di consona valorizzazione – spiega il prefetto Angelo Tortorella, direttore del Fondo Edifici di Culto -. La mostra rappresenta una ulteriore opportunità per visitatori, appassionati e viaggiatori di conoscere ed approfondire le radici che caratterizzano la storia del nostro Paese”.

Si annuncia intanto un altro evento dedicato al grande pittore lombardo: dal 1 marzo a Palazzo Ricca – Fondazione Banco di Napoli arriva “La presa di Cristo” dalla Collezione Ruffo.

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Cronache

Napoli sotto attacco: vandalizzati 10 autobus dell’ANM

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Nella notte appena trascorsa, la città di Napoli è stata teatro di un gravissimo episodio di vandalismo, che ha visto come bersaglio i mezzi pubblici dell’Azienda Napoletana Mobilità (ANM). Dieci autobus sono stati deliberatamente incendiati in diverse parti della città, generando sgomento e indignazione tra la popolazione.

A dare la notizia è stato il consigliere comunale di Napoli, Nino Simeone, presidente della Commissione Trasporti. Simeone ha annunciato che sarà sporta denuncia alle autorità competenti per questo atto criminale che ha colpito uno dei servizi essenziali per la mobilità cittadina.

La presidente del Consiglio comunale, Enza Amato, ha condannato fermamente l’accaduto, definendolo un episodio senza precedenti e un grave attacco alla città di Napoli e alle sue istituzioni. Amato ha sottolineato che questi attacchi non solo minacciano la sicurezza della comunità, ma danneggiano gravemente il servizio pubblico offerto dall’ANM a migliaia di cittadini napoletani.

Il Consiglio Comunale di Napoli, riunito in seduta straordinaria, ha espresso la sua più ferma condanna nei confronti di questa azione criminale, riconoscendo la gravità dell’incidente. Enza Amato ha dichiarato: “Gli attacchi contro i mezzi pubblici non solo mettono a rischio la sicurezza degli operatori, ma danneggiano anche la fiducia della comunità nel sistema di trasporto pubblico.”

La solidarietà è stata estesa ai lavoratori dell’ANM, i quali, secondo la presidente del Consiglio Comunale, svolgono un ruolo cruciale ogni giorno nel garantire la mobilità all’interno della città. La preoccupazione è rivolta non solo alla sicurezza degli operatori ma anche al danno provocato alla fiducia della comunità nel sistema di trasporto pubblico.

Il Consiglio Comunale ha lanciato un appello alle autorità competenti affinché indaghino tempestivamente su questi gravi episodi e perseguano con fermezza coloro che sono responsabili di questo attacco criminale. La necessità di garantire che chiunque si renda colpevole di simili atti risponda di fronte alla legge è stata sottolineata come fondamentale per ripristinare la sicurezza e la fiducia nella città di Napoli

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Cronache

Addio a Giuseppe Rosati, è stato tra i fondatori del Gran Caffè Gambrinus assieme ai fratelli Sergio

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Napoli si tinge di nero in segno di lutto per la scomparsa di Giuseppe Rosati, uno dei fondatori del celebre Gran Caffè Gambrinus. Il noto locale, simbolo di eleganza e tradizione partenopea, ha abbassato le saracinesche in segno di rispetto e tristezza, fermando la consueta frenesia delle sue affollate sale affrescate e delle iconiche macchine per l’espresso. Giuseppe Rosati, imprenditore stimato, avrebbe compiuto 83 anni il prossimo 14 febbraio, ma la sua vita è stata spezzata, lasciando un vuoto nel cuore della Napoli dell’arte e della cultura.

I funerali dell’imprenditore si terranno stamattina alle 11 nella Basilica di San Francesco di Paola, nella piazza del Plebiscito, luogo che ha giocato un ruolo significativo nella vita di Rosati.

La storia del Gran Caffè Gambrinus è intrisa di fascino e tradizione. Fondato nel 1860 in un periodo di fervente belle epoque, il locale divenne il palcoscenico naturale per l’alta borghesia napoletana, artisti e intellettuali. Benedetto Croce, Salvatore Di Giacomo, Eduardo Scarpetta, Gabriele D’Annunzio e molti altri si sono ritrovati tra le storiche sale del Gambrinus, contribuendo a creare un’atmosfera vibrante di arte e cultura.

Tuttavia, nel 1938, su segnalazione del prefetto di Napoli, il Gambrinus fu chiuso, accusato di essere un covo di antifascisti. La Bella epoque lasciò il posto a una parentesi di silenzio, interrotta solo nel 1974 quando la famiglia Sergio, con l’apporto determinante di Giuseppe Rosati, decise di riaprire il locale dopo oltre 35 anni di chiusura.

Il sogno di riportare il Gambrinus ai fasti di un tempo si è realizzato, grazie alla determinazione e alla visione della famiglia Sergio e di Giuseppe Rosati. Il bar è rinato, diventando un luogo di incontro per artisti, scrittori, politici e turisti. La sua rinascita è stata accolta con entusiasmo, trasformandolo in un’icona indiscussa della tradizione napoletana.

Giuseppe Rosati lascia dietro di sé un’eredità di arte, eleganza e impegno imprenditoriale. Il Gran Caffè Gambrinus, oggi frequentato da personalità di spicco come Giorgio Napolitano e Sergio Mattarella, continuerà a essere un simbolo di Napoli, grazie al lavoro di cesello e alla passione di chi ha visto nel futuro del Gambrinus molto prima che questo accadesse. La città piange la perdita di un uomo che ha contribuito a scrivere una pagina importante della sua storia, e il suo ricordo resterà vivo tra le pareti di questo luogo intramontabile.

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