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Il covid uccide anche il fotografo Giovanni Gastel

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E’ morto il fotografo Giovanni Gastel. Aveva 65 anni era ricoverato in condizioni già gravissime alla Diera di Milano per Covid. La notizia del decesso dal suo ufficio stampa. Figlio di Giuseppe Gastel e Ida Visconti di Modrone, nipote di Luchino Visconti, Gastel si è affermato come fotografo di moda, per poi occuparsi anche di progetti con fini artistici e di ritratti. Fra le personalità che ha immortalato Barack Obama, Maradona e Fiorello, da Pino Daniele a Johnny Depp. Sue le immagini della campagna pubblicitaria di Chiara Boni con Malika Ayane a cui ha dedicato un post su Facebook la scorsa settimana.

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Gli artisti si mobilitano per TANA, la residenza d’arte colpita dalla frana

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Al termine del Gennaio 2021, su tutta la zona del Sannio-Beneventano,  in 2 giorni, si abbattè, con diverse bombe d’acqua,  la quantità di pioggia di un anno intero, anche nelle zone che furono colpite dall’alluvione del 2015. Danni ingenti, ma non solo nei tragici momenti o immediatamente dopo le precipitazioni, ma una calamità che oltre che lasciare i segni, ha aperto ferite profonde anche a distanza di settimane.  Nella notte tra il 10 e l’11 febbraio 2021, il versante est della collina sovrastante la residenza Tana, nella Frazione Terranova del comune di Arpaise, da cui prende il nome, è caduto, trascinando parte di un bosco secolare sull’officina/laboratorio e su parte della casa, sede della residenza d’arte e tutela ambientale, provocando danni ingenti ai tetti, al muro perimetrale e ai giardini terrazzati.

La residenza TANA, conosciuta nel mondo dell’arte, e non solo, come una delle più realtà più attive e stimolanti, nasce da un idea di Marco Papa e Tiziana De Tora , attivisti, ambientalisti, che dopo anni vissuti insieme all’estero, decidono di tornare alle proprie radici, nel paese di origine della famiglia di Marco, e fondano il TANA Terranova Arte Natura , oasi di tutela ed educazione ambientale attraverso le arti. Il TANA, come descritto da Marco è “Luogo – non luogo, dove l’ospite qualunque trova forza e sguardo lungo (che sia asparago o sia fungo, che sia volpe o sia poiana), pace e assetto creativo. Un polo dove fare, creare, partecipare. Un’isola responsabile, nella quale l’esistente è preesistente e persistente. L’uomo passa, annusa, sente, cerca e lascia la memoria del suo tempo. Nulla è sprecato! Un luogo di rispetto, dove il devo schiaccia il voglio, dove l’albero da spoglio rende alchemico lo spazio. Acqua, ossigeno, riserva. Accortezza e discrezione. Nel rifugio migrazione. Area di sosta, di ripresa, di ricarica. Residenza d’artista, officina, orto didattico, area socio-sperimentale. Ciò che avviene lascia memoria. Per chi ancora non è venuto”. TANA diventa con il passare del tempo e insieme all’ associazione Artstudio’93, fondata dall’artista Gianni De Tora e ripresa da Marco e Tiziana insieme a Maria Stefania Farina, un luogo dove si  svolgono laboratori di tutela ambientale e cura di giardini e parchi, progetti socio-culturali, e formazione dei giovani, essendo ideatori e curatori dell’evento internazionale Happy Earth Days , giunto alla sesta edizione, dedicato alla Giornata mondiale della Terra, inoltre, come ambasciatori Rebirth/Terzo Paradiso hanno fatto loro e intrecciato a livello associativo e soprattutto personale i principi del segno-simbolo di Michelangelo Pistoletto, con progetti partecipati, che hanno avuto luogo sia al TANA che in importanti Musei, come il Madre di Napoli e il Macro di Roma. Sono stati anche protagonisti di un’impresa sostenibile in bicicletta, “Pedalando per il Terzo Paradiso”, lungo la Ciclabile del Reno, per portare i 17 obiettivi dell’Agenda 2030 ONU. TANA, colpita dalla frana non si è fermata, e insieme ai delicati e onerosi lavori di riassetto geologico continua a stimolare il territorio e attivarsi per la bellezza e lo sviluppo dei progetti, ma sicuramente prioritario è tutto il lavoro che si sta attuando pewr la messa in sicurezza del sito. Con la consulenza di un geologo, è stato stimato complessivamente l’ammontare dei danni subìti e valutato i lavori più urgenti e necessari alla messa in sicurezza del pendio, del muro di cinta, della casa e dell’officina/laboratorio, che devono essere avviati al più presto. E’ iniziato già da tempo il lavoro urgente di rimozione dei primi detriti crollati dal pendio sulla casa e sull’officina/laboratorio. Ma, per scongiurare ulteriori crolli o danni strutturali è URGENTE proteggere le strutture e il muro di cinta, in previsione di ulteriori piogge, rimuovendo tutto il terreno, le grosse pietre, i tronchi e i detriti caduti. Cui si spera di far seguire la FASE 2, che prevede la messa in sicurezza del pendio franato, la regimazione delle acque superficiali e la palificazione dei terrazzamenti (costo previsto 30.000 euro), azioni necessarie per la messa in sicurezza del luogo. Infine si avvierebbe la FASE 3 (20.000euro) che prevede il necessario lavoro di consolidamento del muro perimetrale, che ha subìto dissesti, durante la frana, mediante la realizzazione di contrafforti di cemento armato, nonché l’impermeabilizzazione e copertura del tetto della casa, colpito dai tronchi crollati. Gli artisti, da ogni parte d’Italia si sono mobilitati, tutto Il mondo dell’arte, della cultura e dell’ambientalismo si sta mobilitando a sostegno del TANA. A breve partirà la campagna #IOSOSTENGOILTANA, che vedrà la partecipazione di artisti, musicisti, curatori, associazioni culturali e ambientaliste, che inviteranno tramite brevi video-appelli, ad aderire al crowdfounding (https://www.produzionidalbasso.com/project/sostieni-tana-terranova-arte-natura/) per aiutare il TANA a ricostruire quanto distrutto dalla frana e ripartire al più presto con i progetti di tutela ambientale in cantiere. Michelangelo Pistoletto è stato tra i primi a sostenere questa iniziativa che riporterà l’arte e la bellezza in un territorio offre sempre più spunti di fascino e interesse.

 

 

 

 

 

 

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Cultura

Paolo La Motta, Genny, Diego e i ragazzi del rione Sanità a Capodimonte: e c’è anche un disegno di Maradona da giovane

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Arianna, Francesco, Antonia, Marco, Sasy, Marianna, Antonio, Mariano, Cocco, Ludovica, Giuseppe, Francesco, Anna, Michelangelo, Chiara, Alberto e insieme a loro ci sono Diego e Genny.        Loro sono i protagonisti della mostra “Capodimonte incontra la Sanità” dell’artista Paolo La Motta che si è inaugurata oggi al 3° piano del Museo del Real Bosco di Capodimonte. Quadri e Sculture, visi e sguardi, espressioni e occhi che da un quartiere, nella loro più stretta prossimità, osservano e giudicano come osservano e giudicano  il mondo che li circonda, un mondo che giorno dopo giorno esplorano e scopronocon la consapevolezza di esserne il futuro. Sono i ragazzi di Paolo La Motta, artista radicato nel popolare quartiere napoletano, che con lui danno vita a laboratori d’arte e di legalità. La mostra, a cura di Sylvain Bellenger e Maria Tamajo Contarini, promossa e organizzata dal Museo e Real Bosco di Capodimonte in collaborazione con l’associazione Amici di Capodimonte Ets e realizzata grazie al sostegno della Regione Campania, con fondi europei Poc-Programma operativo complementare 2014-2020, allestita dell’architetto Lucio Turchetta con il  coordinamento di Maria Flavia Lo Regio rimarrà aperta fino al19 Settembre 2021.

Paolo La Motta, artista fuori dal sistema dell’arte contemporanea, rappresenta un “movimento” molto personale: il suo.  La Motta ha una concezione ed una consapevolezza del mondo artistico che unisce una profonda e vasta conoscenza dell’arte – arte di tutti i tempi e di tutti i luoghi – a cui rende costantemente omaggio con passione, con uno sguardo attento e penetrante sulla realtà e che in questa mostra prepotentemente si può apprezzare attraverso il preciso rapportarsi a Gemito o al suo maestro Augusto Perez, ma anche al suo riferimento e fonte di ispirazione Giovanni Tizzano. Con questa mostra La Motta ha voluto sancire con forza la sua appartenenza e la sua dedizione ai progetti che anima nel cuore del suo quartiere di provenienza, un quartiere che con le sue forti pulsioni lo ha lanciato nel mondo dell’arte internazionale. Con la raffigurazione nelle sue opere dei ragazzi dei quartieri popolari Stella, Sanità e Vergini, ragazzi con cui organizza i laboratori di scultura all’Istituto Papa Giovanni XXIII, l’artista ha voluto raccontare le loro storie, che sono spesso vicende di disagio e di un’infanzia troppo presto abbandonata, ma anche storie di infanzia e adolescenza strappata, come nel caso di Genny, il ragazzo soggetto del polittico, che il direttore del Museo di Capodimonte, Sylvan Bellenger ha voluto nella collezione permanente di arte moderna del Museo. Genny è Genny Cesarano, la vittima innocente di una sparatoria che diversi anni fa gli strappò la giovane vita, facendo scattare nel quartiere, attraverso le parole delle associazioni sociali e del parroco della sua chiesa madre, il sentimento di legalità che accompagna oggi le tante realtà che operano sul territorio. Insieme a Genny, al polittico a lui dedicato dall’artista, Paolo La Motta ha voluto disegnare un giovane Diego Armando Maradona. La stella del calcio è ritratto da giovanissimo, nell’opera donata al Museo dall’associazione Premio Green Care, come un  coetaneo dei tanti ragazzi presenti nella mostra a rafforzare le origini del campione, cosi simili a quelle dei soggetti e allievi di Paolo, nella speranza che anche i ragazzi della Sanità, che oggi incontrano il museo di Capodimonte ripercorrano le la brillante carriera dell’asso argentino, non ripetendone, però gli errori.

 

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Morto l’architetto Cesare Leonardi, i suoi lavori al MoMA

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E’ morto a 85 anni l’architetto e designer Cesare Leonardi. La notizia e’ riportata dai giornali locali. “Un grande modenese, conosciuto in tutto il mondo per opere che hanno scritto pagine della storia dell’architettura”, lo ha ricordato il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli. Il nome e’ legato a quello della collega Franca Stagi, morta nel 2008. Tra le sue creazioni piu’ note, le poltrone nastro e il dondolo entrate a far parte di collezioni di musei come il MoMA di New York, il Centre Pompidou di Parigi, il Victoria and Albert Museum di Londra. Era malato da tempo. I funerali, domani pomeriggio al cimitero di San Cataldo.

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