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I risultati dei ballottaggi: a Campobasso vince il M5S, la Lega prende Potenza e sfonda in Emilia, Avellino fa Festa e il Pd…

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Livorno torna a sinistra, il Pd conferma Prato, Reggio Emilia e Cremona ma perde Ferrara che dopo 69 anni passa ad un sindaco sostenuto da Lega e centrodestra, e Forli’. A Campobasso invece, unico comune in cui correvano a questi ballottaggi, i Cinque Stelle, stando ai primissimi dati, con Roberto Gravina sconfiggono l’alleato di governo Domenica Maria D’Alessandro sostenuta dalla Lega, Fi e Fdi. Questi i primi risultati, ancora parziali, dei ballottaggi di oggi che hanno visto un forte calo dell’affluenza rispetto al primo turno, -16 punti circa. Straordinarie vittorie della Lega ai ballottaggi, abbiamo eletto sindaci dove governava la sinistra da settant’anni”, esulta il ministro dell’Interno, Matteo Salvini. La bella giornata di sole e caldo, dopo un maggio molto piovoso, ha spinto fuori citta’ molti elettori. Ed e’ possibile che molti elettori M5S – il Movimento e’ andato al ballottaggio solo a Campobasso – sebbene ago della bilancia in molte competizioni, abbiano rinunciato ad andare a votare. Il risultato e’ stato appunto un calo vistoso dell’affluenza alle urne, ovunque consistente, da nord a sud. Dai primissimi dati emerge che a LIVORNO si profila netta la vittoria del candidato di centrosinistra con il giornalista Luca Salvetti, che cosi’ riconquista la citta’ che aveva perso cinque anni fa, quando fu espugnata dai Cinque Stelle con il sindaco Filippo Nogarin (che non si e’ ricandidato ma a corso alle europee e non e’ stato eletto).

Nell’altra sfida decisiva, a FERRARA, per la prima volta dal dopoguerra il centrosinistra perde la citta’: il leghista Alan Fabbri e’ il nuovo sindaco dopo aver superato al ballottaggio il candidato del Pd, Aldo Modonesi. A PRATO, stando alle prime sezioni scrutinate, il sindaco uscente Matteo Biffoni del Pd, riconferma la poltrona che gli veniva insediata da Daniele Spada del centrodestra. Al contrario a BIELLA, stando sempre alle prime sezioni scrutinate, il candidato di Lega e centrodestra Claudio Corradino ha la meglio, per pochi punti percentuali, su Donato Gentile, sostenuto da alcune liste civiche. Testa a testa anche a ROVIGO dove, secondo quanto si evince dalle primissime sezioni scrutinate, e’ in testa il candidato del centrosinistra, Edoardo Gaffeo, subito tallonato da Monica Gambardella, sostenuta da Lega e centrodestra. Anche a CREMONA, quando sono ancora la meta’ le sezioni scrutinate, e’ in testa il candidato del centrosinistra, Gianluca Galimberti che batte il candidato sostenuto da Lega FI e FdI, Carlo Salvatore Malvezzi. Al contrario il centrodestra unito strappa VERCELLI al centrosinistra: Andrea Corsaro, gia’ sindaco dal 2004 al 2014, ha ottenuto il 54% dei consensi contro il 45% della sindaca uscente di centrosinistra, Maura Forte. Ad AVELLINO, dove la sfida era tutta interna al centrosinistra, ha vinto Gianluca Festa, sostenuto da alcune liste civiche di centrosinistra, seguito da Luca Cipriano sostenuto da Pd e liste civiche.

A REGGIO EMILIA il sindaco uscente, Luca Vecchi, che per un soffio non era riuscito a riconfermare la poltrona al primo turno, lo fa oggi con una maggioranza schiacciante. A FORLI’ invece, quando sono la meta’ le sezioni scrutinate, il centrodestra strappa la citta’ al centrosinistra con Gian Luca Zavattini che sembra battere Gioirgio Calderoni, appoggiato da Pd e liste civiche. A FOGGIA invece – quando sono meta’ le sezioni scrutinate – è avanti il candidato di centrodestra Franco Landella. A POTENZA – solo 23 sezioni scrutinate su 77 – e’ testa a testa tra Valerio Tramutoli, sostenuto da liste civiche e il candidato del centrodestra unito Mario Guarente. A VERBANIA (solo 16 sezioni scrutinate su 30) Silvia Marchionini del centrosinistra batterebbe per un soffio il rivale Giandomenico Albertella candidato dal centrodestra.

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Storica elezione ad Avellino, Laura Nargi è la prima donna sindaco

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Per la prima volta nella sua storia, Avellino elegge una donna come sindaco: Laura Nargi, 40 anni, vicesindaco uscente e candidata civica, ha ottenuto la maggioranza dei voti. Nonostante sia coinvolta in un’inchiesta giudiziaria, Nargi ha battuto il suo avversario, Antonio Gengaro, con il 51,84% dei voti contro il 48,16%.

L’elezione è avvenuta in un contesto teso, segnato dall’arresto dell’ex sindaco Gianluca Festa, accusato di aver truccato concorsi e pilotato appalti. Festa, agli arresti domiciliari, ha salutato i suoi sostenitori dalla finestra di casa mentre celebravano la vittoria di Nargi con fuochi d’artificio.

Nargi ha ottenuto 12.501 voti contro gli 11.612 di Gengaro. La partecipazione al voto è stata del 53,72%, con quasi metà dell’elettorato che è rimasta a casa. La vittoria di Nargi è stata determinata da poco più di 900 voti, soprattutto nelle periferie della città, recuperando lo svantaggio del primo turno.

Nargi ha dichiarato: «Ma ora basta veleni e illazioni, sarò il sindaco di tutti». Gengaro, sconfitto, ha riconosciuto la forza dei centri di potere contro di lui e ha auspicato che la nuova amministrazione rispetti la legge. Ha inoltre promesso un’opposizione leale ma rigorosa.

La rimonta di Nargi è stata possibile grazie a un patto elettorale con le civiche di centrodestra, ispirate dal consigliere regionale Livio Petitto e dal deputato Gianfranco Rotondi. Questo accordo ha suscitato critiche da parte di Gengaro, che ha accusato Rotondi di aver fatto un accordo sotto banco. Rotondi ha respinto le accuse, affermando che la scelta di sostenere Nargi era dovuta alla presenza di avversari politici del centrosinistra.

Laura Nargi ha promesso di ricostruire una comunità orgogliosa di Avellino e di avviare immediatamente iniziative come l’apertura del centro per l’autismo e una serie di eventi estivi. Nonostante l’inchiesta in corso, che vede Nargi accusata di associazione per delinquere per turbativa d’asta, la neo sindaca nega che un posto nella nuova giunta sarà riservato all’ex sindaco Festa.

Per il Partito Democratico, la sconfitta ad Avellino rappresenta la terza delusione consecutiva, dopo quelle del 2018 e del 2019. Antonio Gengaro ha commentato che le sconfitte possono essere l’inizio di una nuova vittoria, invitando i suoi sostenitori a vedere il lato positivo della situazione.

Laura Nargi entra nella storia di Avellino come la prima donna sindaco, con la promessa di un’amministrazione inclusiva e progetti concreti per il futuro della città. Nonostante le controversie e le sfide politiche, la sua elezione segna un cambiamento significativo per la comunità avellinese.

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Bertolaso, dentiere gratis agli anziani operati

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Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ‘blinda’ per tutto il mandato il suo assessore alla Sanità, Guido Bertolaso, al centro del fuoco amico per la decisione di chiudere il pronto soccorso di Menaggio, nel comasco. Lo stesso Bertolaso, intanto, annuncia una nuova delibera da 750mila euro per garantire dentiere gratis a chi ha avuto un tumore o a tutti quelli che hanno subito interventi pesanti, che hanno compromesso il cavo orale. L’idea è stata presentata dell’assessore durante l’evento ‘Salute Direzione Nord’ al Belvedere Silvio Berlusconi di Palazzo Lombardia, sede della giunta. Ed è proprio al Cavaliere, che “aveva il pallino di far sorridere gli anziani”, che Bertolaso ‘dedica’ la delibera. Berlusconi, da presidente del Consiglio, aveva infatti promosso un progetto simile, parlando di un buono per l’acquisto di una protesi dentaria a tutti gli anziani over 65 indigenti.

La delibera lombarda prevede invece un periodo sperimentale – dal primo luglio e per sei mesi con possibilità di proroga – in cui saranno erogati i dispositivi odontoiatrici implantari e protesici a due categorie di pazienti residenti: quelli oncologici sottoposti a demolizioni funzionali per patologie oncologiche del cavo orale e quelli vittima di trauma del massiccio facciale e sottoposti a intervento maxillo-facciali di ricostruzione ossea mascellare e mandibolare. L’accertamento dei criteri per usufruire della dentiera gratuita sarà a carico del medico specialista che lavora nella struttura pubblica dove si svolge il trattamento odontoiatrico e riabilitativo. Intanto, però, non si fermano le polemiche attorno a Bertolaso soprattutto tra le fila della sua stessa maggioranza. Gli esponenti di centrodestra comaschi, guidati dall’assessore Alessandro Fermi, non hanno gradito l’annuncio con il quale ha confermato la scorsa settimana la chiusura del pronto soccorso di Menaggio.

Un malessere che alcuni consiglieri di maggioranza del territorio avevano messo nero su bianco in una nota. Così come aveva fatto, d’altronde, anche lo stesso Fermi, con un messaggio infuocato inviato nella chat degli assessori – e trapelato alla stampa – a cui Bertolaso aveva replicato dicendosi pronto a passare il testimone. Concetto ribadito anche oggi: “Sono nelle mani del presidente Fontana. Se c’è qualche situazione che può creare problemi mi può ritirare la delega” tuona l’ex capo della Protezione civile, assicurando, però, che “ci sono ancora cose che vorrei fare prima di lasciare questo territorio”. Come lasciare un segno concreto nella lotta alle liste d’attesa. Fontana, però, non vuole sentir parlare di addio di Bertolaso, l’assessore che ha scelto personalmente resistendo al pressing dei partiti, specie di FdI, che ambivano alla delega più importante della Lombardia: “Bertolaso via? Fra quattro anni ne riparliamo” replica lapidario il governatore, che allontana così l’ipotesi che l’assessore venga sostituito, dopo che già nelle scorse settimane aveva assicurato di volerlo al suo fianco per tutto il resto del mandato.

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De Luca si diverte a sfottere Schmidt: a Capodimonte neanche la sedia troverà, ha offeso Napoli

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“Noi siamo molto affezionati a Schmidt, vogliamo tenerlo a Napoli, a Capodimonte”. Chiuse le votazioni ed in attesa dei risultati per le Comunali di Firenze, queste le parole del presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca a margine dell’inaugurazione della rinnovata stazione di Porta Nolana a Napoli. All’ipotesi che Eike Schmidt possa decidere di rimanere in consiglio comunale di Firenze anche in caso di sconfitta nel ballottaggio a sindaco e restare anche alla guida del Museo di Capodimonte, De Luca spiega: “Non so se è compatibile, dovrebbe verificare un po’ il ministro della Cultura, mi pare un po’ complicato. Ho considerato anche un po’ offensivo per Napoli che qualcuno si facesse nominare direttore di Capodimonte, poi se ne andasse a fare la campagna elettorale, mettendosi in aspettativa, e poi, se non venisse eletto, ritornasse a Capodimonte. Napoli è una grande capitale del mondo, non si può offendere la dignità di Napoli in questo modo del vado e vengo. Ha lasciato il cappello sulla sedia a Capodimonte, non gli faremo trovare neanche la sedia”.

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