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I risultati del voto nei Comuni più importanti della Campania: Avellino a Festa, Natale ancora sindaco a Casal di Principe, Josi della Ragione torna in sella a Bacoli

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Renato Franco Natale confermato sindaco a Casal di Principe, Josi Gerardo della Ragione (nella foto in evidenza tratta dal suo profilo Fb) torna a fare il sindaco della bellissima Bacoli, Luigi Petrella vince a Castel Volturno dopo l’esperienza fallimentare di Dimitri Russo, a Pagani vince Alberico Gambino, a Baronissi primo cittadino Gianfranco Valiante, a Capua vince Luca Branco, a Scafati è Cristofaro Salvati il sindaco, ad Aversa ha vinto Alfonso Golia sul suo rivale Gianluca Golia, Gaetano Minieri sarà il sindaco di Nola, Gaetano Di Bernardo vince a Grumo Nevano, Luigi Maglione vince a Casavatore, ad Avellino vince Gianluca Festa.

 

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Gli azzurri da Papa Francesco dopo la vittoria sulla Grecia e la qualificazione agli Europei

Marina Delfi

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“Anche con una palla di stracci si fanno dei miracoli” ha detto il Papa ai calciatori della Nazionale italiana ricevendoli in udienza dopo la vittoria sulla Grecia per 2 a 0, una vittoria dedicata ai bambini  dell’ospedale Bambin Gesù dove gli azzurri si erano recati prima della partita. Al papa la delegazione ha portato una maglia con i nuovi colori con il numero 10 sulle spagli e scritto ‘Bergoglio.

La delegazione dell’Italia era guidata dal presidente Federale Gravina, dal vicepresidente vicario Cosimo Sibilia, con il CT Roberto Mancini, tutto lo staff azzurro e i calciatori. “Essere ricevuti dal Papa è sempre un’emozione di quelle che non si cancellano. Qualche mese fa avevamo celebrato i 60 anni della lega Dilettanti e adesso con la Nazionale abbiamo avuto nuovamente l’onore di essere ricevuti in Vaticano da Papa Francesco. Grazie”

Nell’udienza Gravina ha sottolineato l’impegno del calcio italiano nel sociale, la volontà di dare una sorriso a chi è meno fortunato ed ha ricordato come poco prima di Italia Grecia gli azzurri abbiano fatto visita nell’ospedale Bambin Gesù, per andare a trovare i bambini ammalati di tumori. Ha anche annunciato Gravina la donazione di un’apparecchiatura per la quantificazione delle cellule tumorali nel sangue. Il presidente della Federcalcio ha ringraziato il Pontefice per l’attenzione riservata ed ha ricordato come “il bello di giocare al calcio è quello diptero fare con gli altri”.

 

 

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Calcio, Nazionale che rottura! Lussazioni, stiramenti e fratture: ecco il report degli infortuni

Marina Delfi

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La partita più sfigata in assoluto per le squadre italiane è stata Cile-Colombia, un’amichevole… Alexis Sanchez e Gary Medel da una parte, Duván Esteban Zapata Banguero dall’altra parte. Lo staff medico della squadra nazionale cilena informa che il giocatore Alexis Sánchez ha rimediato nel secondo tempo della partita con la Colombia la lussazione del tendine peroneo della caviglia sinistra dopo un fallo commesso su di lui da Cuadrado, per cui, d’accordo con lo staff medico del suo club, è stato lasciato libero dal ritiro della nazionale cilena per fare rientro a Milano, dove si sottoporrà a degli esami per capire quale terapia dovrà seguire. Non si sa quanto tempo dovrà star fuori ma la notizia certo non è delle migliori per Antonio Conte per la sua Inter.

Anche Gary Medel nel corso del test tra Cile e Colombia è stato costretto a lasciare il campo dolorante per un infortunio muscolare alla coscia nella gamba destra e, non potendo partecipare a Cile – Guinea, ha lasciato il ritiro con la Nazionale ed è tornato in Italia. Il Bologna dovrà fare a meno di lui sicuramente per la prossima partita.
Tempi di recupero da definire anche per Zapata, il forte attaccante colombiano in forza all’Atalanta ha avuto un problema muscolare, sembra uno stiramento all’adduttore ma soltanto gli esami ai quali verrà sottoposto potranno far capire l’entità dell’infortunio.

Anche Italia – Grecia conta le sue ‘vittime’: Federico Chiesa è stato costretto a lasciare il campo nel corso del primo tempo a causa di un problema muscolare: stava scendendo sulla fasci a destra quando ha avvertito un forte dolore alla coscia, si è fermato e Mancini lo ha sostituito. Anche in questo caso non sarà inciampo nel prossimo match della Fiorentina. Nella stessa partita problemi per Danilo D’Ambrosio, Inter, che alla fine è uscito dal campo con un forte dolore: “Temo di essermi fratturato il mignolo del piede sinistro”, ha detto all’uscita dagli spogliatori. I due giocatori tornano a casa, saranno i rispettivi club a valutare l’entità dei loro infortuni.

Altra amichevole di lusso, fra Brasile e Singapore, altro infortunio eccellente: i verdeoro hanno giocato senza Neymar per quasi 80 minuti. Il calciatore del PSG al 12′ è uscito dal campo toccandosi la coscia sinistra. L’entità dell’infortunio, anche in questo caso, la si potrà valutare soltanto dopo gli esami di rito. Certo per i francesi non è una bella notizia visto che già Cavani e Mbappé sono out per infortuni vari.

Neymar

Anche per l’Atletico Madrid brutte notizie: con ogni probabilità il 26 novembre prossimo per la partita contro la Juventus in Champions League dovrà rinunciare ad aver in campo Stefan Savic. Il difensore montenegrino ha infatti accusato un infortunio muscolare durante Montenegro-Bulgaria, gara disputata per lesiva, ex Fiorentina, ha lasciato il campo per un problema alla coscia sinistra.


È andata meglio a El Chucky: uno scontro fortuito tra Lozano e l’arbitro ha fatto preoccupare il Napoli e i napoletani. Lozano durante l partita con la nazionale delle Bermuda ha prima subito un fallo, è caduto e quando stava per rialzarsi, il direttore di gara lo ha colpito con il fischietto che aveva in mano al volto, una specie di dito nell’occhio per capirci… Si è trattato di un incidente fortuito ovviamente ma il povero Lozano è rimasto intontito per qualche attimo lasciando i tifosicon il fiato sospeso. Poi si è ripreso, ha segnato un gran gol e ha fatto pure un assist.

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Cultura

“MOLTI” Biasiucci, Magrelli e Paladino per una nuova pubblicazione il filodipartenope

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Ed è in questi momenti e con questa caparbietà nel realizzare  i propri desideri concretizzandoli con una professionalità senza pari al mondo, che ci si rende conto che questa città, Napoli, non sarà mai doma agli stereotipi che la vogliono ingabbiare in una riserva che può piacere solo a chi ha smesso di cercare il meglio per le comunità che la vivono.

In questa città succede che una piccola casa editrice artigiana ilfilodipartenope nata nel 2003 a Napoli dall’amore per il sapere di Lina Marigliano e Alberto D’Angelo, con l’obiettivo di dar vita ad un luogo di ideazione e progettualità editoriale nel quale il lavoro artigiano non fosse recepito soltanto come riabilitazione della manualità ma fosse compreso come coscienza di tutti i partecipanti al progetto complessivo.
Un progetto che dalla poesia cerca di trarre nutrimento stilistico lavorando sulla sottrazione, sull’assenza e sulla metafora.
Lina e Alberto editano libri in cui la fragilità e l’essenzialità minimalista sono valori da comunicare, ognuno con carte, cuciture, frammenti, scrittori, artisti, poeti, artigiani diversi, ma sempre libri da costruire con la condivisione di chi partecipa al progetto, così il libro da opera individuale diventa opera comune, luogo di incontri di perizie.

In questa loro ricerca della coralità degli autori, della perfezione qualitativa e della armonia dei fattori che costituiscono una grande pubblicazione, nasce “MOLTI” di Antonio Biasiucci, Valerio Magrelli e Mimmo Paladino.

Il progetto-libro prende spunto dall’esperienza fatta da Antonio Biasiucci nell’isola di Chios, nella primavera nel 2016, allorquando si reca nell’isola greca per documentare, con l’occhio del fotografo-artista, la condizione dei migranti nel campo profughi di Souda. Esperienza narrata dallo stesso fotografo nel suo scritto-diario.
Dialoga con il fotografo-artista lo scrittore-poeta Valerio Magrelli, che gli dedica due poesie dalla sua antologia ed uno scritto, che evidenzia come l’esperienza fatta da Biasiucci nel campo profughi con il suo interprete Rouaf, sia una perfetta parabola dell’insegnamento.
Abbraccia il lavoro di ambedue una coperta che avvolge il libro, disegnata da Mimmo Paladino, riprodotta in serigrafia.

Antonio Biasiucci parte per l’isola di Chios con un progetto internazionale sulle migrazioni con le idee ben definite su come interpretare la condizione di chi è protagonista  dell’evento epocale animato da immense speranze e che troppe volte si scontra con l’avidità dell’uomo e la morte senza mai incontrare quella inclusività di cui è alla ricerca.

La realizzazione di un grande polittico di mani e piedi dei migranti, mani e piedi , le prime cose che vengono chieste di mostrare ai would be immigrants per controllare se  siano portatori di scabbia appena sbarcano in terraferma. Le cose non vanno cosi, anzi, nel campo e sull’isola, dopo la prima calda accoglienza, Biasucci si scontra con l’ostilità di chi non solo non vuole partecipare al progetto, ma addirittura lo avversa e lo sabota.

La sensibilità, la forza e l’onestà del fotografo fanno si che si trovi al suo fianco un alleato, conscio della potenza e dell’importanza del progetto che Biasiucci vuole realizzare, cosi affascinato e consapevole dal messaggio di cui sarebbero state portatrici le foto realizzate che Rouaf, questo il nome del profugo curdo che diverrà occhi di Antonio, si propone di realizzare egli stesso le immagini che Biasiucci oggettivamente e per causa di forza maggiore oramai non puo’ più realizzare. Toccante è la testimonianza che il fotografo scrive nell’introduzione del libro, il racconto di una  relazione intensa basata sulla sensibilità, sulla condivisione e sul rispetto reciproco tra due grosse personalità coadiuvate da una non meno importante presenza quale è quella di Luca, assistente di Antonio in questo viaggio. Rouaf, dopo essere stato per quattro giorni allievo privilegiato delle lezioni di Antonio e Luca, entra nel campo di Vial e realizza le foto come Antonio gli aveva insegnato e come Rouaf aveva voluto che gli fossero insegnate e dopo averle realizzate non le guarda nemmeno, ma le fa scegliere al fotografo, ritenendosi solo un tramite, un secondo medium insieme alla camera che è sempre il primo  tra Antonio e i soggetti fotografati, non più mani e piedi, ma volti, volti con gli occhi chiusi come voleva il progetto che nel frattempo l’artista fotografo aveva modificato. Rouaf, come scrive Valerio Magrelli nella sua presentazione è un nuovo fotografo nato  dagli insegnamenti del Maestro che non si è avvalso di tecnologie cui siamo tanto affezionati, cimici, droni, microcamere, ma è un uomo, che ha compreso la sua missione e dalla quale ne esce accresciuto e cosciente di essere stato parte di un processo che ha ripreso tradizione rinascimentale italiana ovvero il passaggio dei saperi che si consumava all’interno delle antiche botteghe.

Questa preziosa pubblicazione in tiratura limitata a 330 copie è un miracolo della professionalità e dell’artigianato, le fotografie del libro sono rigorosamente stampate su carta fotografica da  FineArtLab di Luigi Fedullo, come le stampe delle serigrafie dell’opera di Mimmo Palladino sono realizzate dal Laboratorio di Nola di Vittorio Avella.

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