Economia
Fisco, 37% partite Iva dichiara sotto i 15 mila euro l’anno
Quasi il 37% dei lavoratori autonomi, ditte, e professionisti sottoposti alla pagella fiscale dichiara meno di 1.250 euro al mese. Le partite Iva sotto i 15 mila euro di reddito annui sono infatti un milione. E’ quanto emerge dall’audizione dell’amministratore delegato di Sogei, Cristiano Cannarsa, intervenuto alla Commissione bicamerale Anagrafe tributaria sulle pagelle fiscali, come riportato dal Sole 24 Ore.
Non solo: in 330 mila dichiarano redditi negativi. Il 45% delle partite Iva interessate alle pagelle fiscali invece hanno un voto da 8 in su che consentirà loro di accedere ai vantaggi del regime premiale, mentre il reddito medio per chi riporta un voto pari a tre, e quindi non affidabile è di circa 28.500 euro. Secondo le prime simulazioni il miglioramento da un voto da 3 a 10 comporterebbe un aumento di reddito di circa 25 mila euro da spalmare però, spiega ancora il Sole 24 Ore, sul biennio del concordato. “Sotto il 6 – dice Cannarsa al quotidiano – ci sono circa 650mila soggetti, tra il 6 e l’8 altri 650mila, tra l’8 e il 10 ci sono 894mila contribuenti.Se guardiamo ai redditi medi, invece, sotto il 3 in pagella l’importo dichiarato è di 28.500 euro, tra 6 e 8 si dichiarano 48mila euro, mentre chi ha il massimo con il voto 10 in pagella denuncia 88mila euro”. Le partite Iva sotto i 15 mila euro sono un po’ nella pagelle fiscali di tutti i settori: “Ci sono – spiega l’ad di Sogei – studi legali e notarili, di architettura, ingegneria e altre attività tecniche, attività professionale di consulenza, attività professionali sanitarie, commercio al dettaglio, commercio ambulante e intermediari del commercio».
Mentre “quelli con valori più negativi sono tutti quelli che hanno attività di fabbricazione o di produzione, come carta, articoli in gomma, macchine, mezzi di trasporto, prodotti chimici”.
Economia
Crisi nel Golfo, l’Aie libera 400 milioni di barili di petrolio per calmare i mercati
L’Agenzia Internazionale per l’Energia libera 400 milioni di barili di petrolio dalle scorte strategiche per contenere le tensioni sui mercati dopo l’escalation nel Golfo.
Economia
Borse in calo con la guerra in Medio Oriente: petrolio sopra i 90 dollari e tensioni sui titoli di Stato
Seduta negativa sui mercati finanziari con petrolio e gas in forte rialzo per le tensioni in Medio Oriente. Scendono le Borse europee, salgono i rendimenti dei titoli di Stato.
Economia
Tim torna in utile dopo cinque anni: nel 2025 utile netto di 519 milioni
Tim chiude il 2025 con un utile di 519 milioni dopo cinque anni di perdite. Migliorano ricavi, Ebitda e debito mentre prosegue la riorganizzazione dopo la vendita della rete.
Dopo cinque anni di risultati negativi, Tim torna a chiudere un bilancio annuale in utile. Il gruppo ha registrato nel 2025 un risultato netto di 519 milioni di euro, in netto miglioramento rispetto alla perdita di 364 milioni dell’anno precedente.
Il dato beneficia anche di elementi straordinari, tra cui il rimborso di un miliardo di euro relativo a un canone ritenuto non dovuto e pagato oltre ventisette anni fa, oltre a proventi non ricorrenti pari a 157 milioni.
L’amministratore delegato Pietro Labriola ha definito il 2025 un nuovo passo nel percorso di trasformazione della società verso un modello più disciplinato sul piano operativo, coerente dal punto di vista strategico e più prevedibile sul piano finanziario.
Migliorano ricavi, Ebitda e debito
I risultati preliminari diffusi nei mesi scorsi sono stati confermati. I ricavi del gruppo si attestano a 13,7 miliardi di euro, in crescita del 2,7% rispetto all’anno precedente.
L’Ebitda after lease raggiunge i 3,7 miliardi di euro, con un aumento del 6,5%, mentre il debito netto after lease scende in modo significativo a 6,9 miliardi di euro.
Il risultato netto attribuibile al gruppo, al netto della quota di utile di 222 milioni spettante alle minoranze di Tim Brasil, è pari a 297 milioni di euro. Un miglioramento rispetto alla perdita di 610 milioni registrata nel 2024.
Ancora rosso nella capogruppo, ma in netto miglioramento
La società Tim Spa resta in perdita per 155 milioni di euro, ma il dato rappresenta comunque un miglioramento significativo rispetto al rosso di 1,2 miliardi registrato nel 2024.
Il risultato si inserisce nel processo di riorganizzazione avviato dal gruppo negli ultimi anni, tra cui la vendita della rete e il ridimensionamento del debito.
Progressi anche sul fronte della sostenibilità
Il gruppo segnala risultati superiori agli obiettivi anche sul fronte della sostenibilità.
Tra i principali traguardi raggiunti vi sono il miglioramento dell’efficienza energetica delle infrastrutture, una maggiore presenza femminile nelle assunzioni e lo sviluppo di servizi digitali a supporto della transizione ambientale della Pubblica amministrazione.
In Italia è stato inoltre raggiunto l’approvvigionamento elettrico al 100% da fonti rinnovabili certificate, un obiettivo già conseguito dalla controllata brasiliana nel 2021.
Assemblea il 15 aprile e piano industriale dopo l’estate
L’assemblea degli azionisti per l’approvazione del bilancio è stata convocata per il 15 aprile e si svolgerà attraverso il rappresentante designato dalla società, modalità contestata da alcune associazioni di piccoli azionisti.
Tra i punti all’ordine del giorno figurano anche il programma di buyback fino a 400 milioni di euro destinato alla remunerazione degli azionisti e il raggruppamento azionario nel rapporto di una azione ogni dieci. L’operazione porterà il numero complessivo dei titoli a poco più di 2,1 miliardi.
Per conoscere il nuovo piano industriale bisognerà attendere ancora. Il Capital Markets Day sarà organizzato nel secondo semestre dell’anno e servirà a illustrare al mercato le strategie future del gruppo, anche alla luce della conversione delle azioni di risparmio e delle possibili sinergie con Poste Italiane.


