Collegati con noi

Sport

F1: la Ferrari di Leclerc in pole nel Gp degli Usa a Austin

Pubblicato

del

La Ferrari di Charles Leclerc partirà in pole position nel Gran Premio degli Stati Uniti, 18/a prova del mondiale di Formula 1, in programma domenica sul circuito di Austin. Il pilota monegasco, che ha realizzato il tempo di 1.34.723, avrà al suo fianco in prima fila Lando Norris con la McLaren. Seconda fila della griglia per la Mercedes di Lewis Hamilton e l’altra Ferrari di Carlos Sainz, mentre in terza partiranno George Russell con la Mercedes e Max Verstappen con la Red Bull.

Leclerc era stato superato per soli 5 millesimi da Verstappen, ma il tempo che valeva l’undicesima pole della stagione per il tricampione del mondo è stata cancellata per mancato rispetto del track limit alla curva 19 del circuito. Il settimo tempo di giornata lo ha segnato Pierre Gasly con la Alpine, e insieme a lui in quarta fila della griglia il suo compagno di squadra Esteban Ocon. In quinta fila ci saranno Sergio Perez sulla Red Bull e Oscar Piastri con la McLaren. Nella Q1 era stato Hamilton a realizzare il miglior tempo (1:35.091) mentre sono state eliminate entrambe le Aston Martin di Alonso e Stroll, con lo spagnolo che in stagione non aveva mai mancato la Q3, le due Williams e anche la Haas di Huelkenberg. La bandierina nella Q2 l’ha piantata Leclerc, il più veloce in assoluto con 1:35.004, davanti a Verstappen ed Hamilton. Hanno invece mancato l’accesso alla qualifica per la pole position le Alfa Romeo di Zhou e Bottas, la Haas di Magnussen e le Alpha Tauri di Ricciardo e Tsunoda.

 

Advertisement

Sport

Quinta vittoria di fila, Bologna assalta il quarto posto

Pubblicato

del

Il momento magico del Bologna continua: la squadra di Thiago Motta si regala la quinta vittoria consecutiva e sale al quarto posto solitario in classifica, aspettando la sfida tra Milan e Atalanta in programma domenica sera. Dopo Sassuolo, Lecce, Fiorentina e Lazio, i rossoblù piegano anche l’Hellas Verona, confermando il ruolino di marcia da scudetto tra le mura di casa. E’ Fabbian a spianare la strada ai rossoblù, rompendo gli equilibri con una zampata sotto misura su tiro cross di Orsolini al minuto 27, mentre Freuler chiude i conti.

Il Verona ci mette del suo: sul corner di Ndoye, Cabal e Montipò si scontrano, lasciando la porta sguarnita in favore dei rossoblù, per l’entusiasmo del Dall’Ara, che crede sempre più nell’Europa e abbraccia Castro, attaccante argentino acquistato dal Velez e oggi ancora spettatore, sbarcato in Italia dopo il pre olimpico con la sua nazionale. Il match è bloccato in avvio e il ritmo è rotto subito dall’infortunio dell’arbitro Abisso dopo quattro minuti, che deve essere sostituito dal quarto uomo Camplone, provocando ben otto minuti di recupero nel solo primo tempo. Il Verona, reduce da due incoraggianti pareggi con il Monza e la Juventus, si arrocca pronto a ripartire, ma di spazi ne trova pochi, come il Bologna.

Almeno fino alla giocata che sblocca la contesa. Perché a seguire, Ferguson e Orsolini, ispirati da Zirkzee e Posch hanno le occasioni del raddoppio, come pure Ndoye in pieno recupero, ma Montipò si fa trovare attento. L’occasionissima arriva al minuto 8 del secondo tempo: altro corner, torre di Posch, ma Beukema sotto misura spedisce a pochi centimetri dal palo, a lato. La sliding door del match arriva poi tra il minuto 64 e 65: Skorupski regala palla a Suslov, che a porta vuota spedisce a lato il pallonetto, graziando i rossoblù e sul rovesciamento di fronte Fabbian offre a Freuler la palla del 2-0, che non sbaglia un rigore in movimento. Match chiuso, con Fabbian che sfiora anche la doppietta poco dopo.

Il Verona si arrende, i cambi non spostano gli equilibri, il Bologna fa un altro passo verso l’Europa, confermandosi in crescita. Dopo le sconfitte con Udinese e Cagliari e il pareggio con il Genoa, i rossoblù dimostrano di aver imparato a vincere una partita sporca contro un’avversaria chiusa. E alla fine sono cori per il Bologna, per patron Saputo e Thiago Motta, al grido di “Portaci in Europa”.

Continua a leggere

Sport

Inter sempre più lontana, il clou è Milan-Atalanta

Pubblicato

del

Sette qualificate su sette agli ottavi delle coppe (meglio di Premier, Liga, Bundesliga e Ligue1), il mattoncino di una quinta squadra in Champions che si consolida. La serie A per una volta tanto fa fronte comune, in Europa ‘tifa’ per le acerrime nemiche del campionato e si prepara col sorriso sulle labbra al programma del fine settimana che vede ampliarsi le sfide dirette per qualificarsi alle coppe. Il quadro generale è chiaro: Inter in fuga scudetto anche per gli inciampi di Juve e Milan, che cominciano a sorvegliare con attenzione alle proprie spalle la corsa di Atalanta, Bologna e di altre cinque squadre che non mollano.

In questa chiave il campo principale del fine settimana è San Siro (che continuerà ad essere la casa delle due milanesi, con un piano di ristrutturazione promesso dal sindaco Sala). Il Milan, che ha scoperto una pericolosa fragilità difensiva (sette gol subiti in due gare), riceve la solida Atalanta, che non ha risentito della lunga assenza in Coppa d’Africa del suo goleador Lookman. Ci sarà l’atteso ritorno dell’oggetto misterioso De Ketelaere che Gasperini ha fatto sbocciare e che si appresta a diventare il nuovo investimento felice del club. Il tecnico potrebbe nuovamente utilizzare uno schema offensivo senza punti di riferimento, con il belga che giostrerà con Miranchuck e Koopmeiners.

Il Milan, che continua a fare i conti con le assenze di Tomori e Kalulu, dovrà arginare gli avversari con attenzione a centrocampo per poi sfruttare gli spunti di Leao e Pulisic, e l’esperienza di Giroud. Pioli non può permettersi un altro passo falso dopo il ko col Monza. Curiosamente poi l’Atalanta tornerà a San Siro mercoledì per il recupero con l’Inter che intanto sta tenendo un ritmo formidabile: nove vittorie nel nuovo anno, un bottino superiore a tutti, anche Manchester City e Real Madrid. La decima, domenica a Lecce, sembra una formalità, ma Simone Inzaghi sa che i suoi non commetteranno l’errore di snobbare gli avversari. E’ quasi un derby la sfida che attende la Juve che sta incespicando con avversari grandi e piccoli, e non vince da cinque giornate.

A guidare in campo il Frosinone di Di Francesco saranno infatti tre talenti prestati ai ciociari per maturare: Soulè, Kaio Jorge e Barrenechea. Allegri, che capisce la delicatezza del momento e recupera Bremer, dovrebbe cominciare con Yildiz a fianco di Vlahovic. Le altre due sfide piu’ interessanti del turno si disputeranno lunedì. Col successo nel recupero di Torino la Lazio si è portata a un punto dalla Roma e ha scavalcato la Fiorentina che la ospiterà al Franchi. Sarri ha capitalizzato le poche occasioni create ma, in vista del ritorno Champions a Monaco, vuole continuare l’avvicinamento al quarto posto sfruttando anche l’inserimento dei nuovi Isaksen e Guendouzi. I viola continuano ad avere alti e bassi poco consoni al valore della rosa.

Da gennaio hanno vinto una partita su sette pur con un calendario favorevole e, tra le varie vicissitudini, Kouame è tornato dalla Coppa d’Africa con la malaria. L’ennesimo ribaltone in panchina del Napoli, con l’approdo di Calzona, ha prodotto un promettente pareggio col Barcellona, ma soprattutto il ritorno in campo e al gol di Osimhen. L’ingombrante presenza di Zielinski a fine contratto e il gesto di stizza di Kvara per la sostituzione fotografano però il difficile momento dei campani che, per tornare competitivi, devono fare sei punti tra Cagliari e il recupero col Sassuolo.

Domenica il primo impegno contro il gruppo che si stringe intorno a Ranieri e ha preso un solo punto nelle ultime cinque gare. Le tre gare di domani infine riguardano la corsa salvezza con la delicata sfida diretta tra un Sassuolo che continua a perdere terreno e un Empoli che, da quando Nicola ha assunto la guida della squadra, ha invertito la rotta con due vittorie e tre pareggi. Per Dionisi è forse l’ultima spiaggia. Anche l’Udinese è in ripresa e ora testerà i suoi progressi in casa del Genoa che Gilardino sta pilotando in una tranquilla posizione di centroclassifica. Decisamente positivo anche il bilancio del Monza di Paladino che, dopo avere strapazzato il Milan, gioca in casa della Salernitana ultima e staccata. Liverani prova a scuotere la squadra con la giovane coppia offensiva Vignato-Weissman e l’esperto duo difensivo, ex Roma, Manolas-Fazio.

Continua a leggere

Sport

Europa League: Svilar eroe ai rigori, la Roma va agli ottavi

Pubblicato

del

La Roma scaccia i fantasmi dal dischetto della finalissima di Budapest contro il Siviglia e si qualifica agli ottavi di finale di Europa League battendo ancora una volta il Feyenoord – avversario oramai annuale per i giallorossi – ma stavolta solo grazie ai calci di rigore. Il tutto grazie ad un super Svilar eroe della serata ed al penalty decisivo segnato da Zalewski. Nei primi 90′ la partita era terminata sull’1-1, come all’andata: punteggio maturato nel primo quarto d’ora del match con l’eurogol di un super Pellegrini andato a pareggiare la rocambolesca rete di spalla di Gimenez a cinque minuti dal fischio di avvio. Nei tempi supplementari vince la paura con entrambe le squadre che ci provano (occasionissima di Lukaku al 120′) senza forzare troppo e senza risultato.

Nell’undici scelto da De Rossi nessuna sorpresa con la conferma di Svilar in porta e Spinazzola come terzino sinistro. In avanti, sarà El Shaarawy a completare il tridente con Lukaku e Dybala. Rispetto alla sfida di andata Slot recupera Geertruda, Timber e dal primo minuto Giménez, il Feyenoord gioca quasi in formazione tipo, ad eccezione del portiere Wellenreuther, che sostituisce l’indisponibile Bijlow. In un Olimpico da quasi 70.000 mila spettatori, avvio in salita per la Roma, al primo affondo gli olandesi vanno in vantaggio grazie a un buco di Karsdorp e ad una azione rocambolesca: Cristante scivola e perde palla a metà campo facendo ripartire l’azione sulla sinistra degli olandesi, con Hartman che crossa basso in area, Nieuwkoop sbaglia completamente il tiro colpendo però sulla spalla Giménez con la palla che si infila beffardamente in rete.

Andata sotto la Roma si riversa nell’area del Feyenoord ma rischia in contropiede di subire subito lo 0-2 e solo un grande intervento di Svilar salva la squadra di De Rossi. Pochi minuti ed un sempre più ritrovato capitan Pellegrini riporta in parità i suoi con un eurogol: El Shaarawy se ne va sulla destra e scarica al limite dell’area per il capitano giallorosso, stop e destro a giro sul secondo palo che si infila proprio sotto al sette alla sinistra di Wellenreuther. Sull’1-1 la partita diventa piu’ intensa con capovolgimenti di fronte continui e la Roma ad un passo dal vantaggio di testa di Cristante, servito da un cross capolavoro di Pellegrini. Da qui in poi i giallorossi sono sempre più padroni del campo andando più vicini al 2-1 spinti dalla serata di grazie del loro capitano. I giallorossi ci provano fino alla fine del primo tempo ma il risultato resta in parità. Parte il secondo tempo e si vede un Dybala più ispirato e subito vicino al gol con una bella girata dal limite.

Passano i minuti e la paura di sbagliare prende il sopravvento con la Roma sempre più viva rispetto a Feyenoord soprattutto grazie alle azioni di El Shaarawy. Quando mancano poco più di venti minuti al termine dei ’90 arriva il primo cambio per i giallorossi: sulla fascia destra dentro Celik al posto di uno esausto Karsdorp. Poco dopo chiede il cambio Pellegrini sostituito da Aouar, poi si fa male Llorente, portato via in barella dopo una brutta botta alla testa, e torna in campo N’Dicka fresco vincitore della Coppa d’Africa. Nel finale buona occasione per Lukaku che si scontra sul ‘muro’ Wellenreuther. Sono sei i minuti di recupero, ma il match non si sblocca e si va ai supplementari. Nell’overtime la partita resta in equilibrio: De Rossi prima lancia Zalewski per El Shaarawy e poi si gioca la carta Baldanzi al posto di Dybala e Angelino per Spinazzola. Super occasione finale per Lukaku, ma niente il risultato non si sblocca e si va ai calci di rigore. Dagli undici metri segna Paredes, sbaglia Lukaku, poi rimedia Svilar su Hancko e Jahanbakhsh. Infine Aour e Hartman segnano e il rigore di Zalewski porta la Roma agli ottavi di finale per la festa di un Olimpico ancora una volta strapieno.

Continua a leggere

In rilievo

error: Contenuto Protetto