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Tecnologia

Energica Bolide, la moto elettrica ad emissione zero che si accende e si guida con Galaxy Watch e altri device Samsung

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Nasce dalla sinergia di Energica e Samsung. Si chiama Energica Bolide. È una naked elettrica a zero emissioni ma ad altissimo tasso tecnologico ed emozionale. Bolide è la moto del futuro. Si può accendere con il Galaxy Watch (la chiave elettronica può essere condivisa). Il dispositivo che funge da interfaccia ha diverse schermate, come il livello di carica, l’autonomia, la potenza, i giri e i punti di ricarica in corrente continua che alternata.

Informazioni che possono essere non solo visualizzate, ma anche registrate. È possibile rivedere le performance (anche il battito cardiaco!) grazie ai sensori di bordo che li trasmetterà direttamente alla Smart TV. Le due camere (una anteriore e una posteriore) renderanno ogni uscita qualcosa di unico. Gli specchietti sono sostituiti da due Samsung display che ci avvisano della presenza di pedoni o veicoli nell’angolo cieco. Come se non bastasse, a ogni chiave virtuale può essere associata una potenza.

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Tecnologia

È in arrivo la cometa di Natale, è grande il doppio della Luna e si chiama 46P/Wirtanen

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Mancano più di40 giorni alle festività, ma la cometa di Natale è già in viaggio e presto potremo scorgerla nei nostri cieli. A regalarci quel pizzico di magia natalizia in più è la cometa 46P/Wirtanen che, sebbene non sia una stella, brillerà intensamente per tutto dicembre, raggiungendo il perielio (il punto più vicino al Sole), e quindi di massima luminosità, il giorno 12. Non dovrebbe essere difficile avvistare questa cometa di Natale: anche se misura poco più di un chilometro, infatti, con la sua chioma apparirà grande il doppio della Luna. Impazienti di conoscerla? Ecco allora un suo ritratto in anteprima, realizzato da Rolando Ligustri dell’Unione astrofili italiani grazie al telescopio Au-Sso nell’emisfero australe.

Non è la prima volta che 46P/Wirtanen passa a trovarci e non sarà nemmeno l’ultima. Quella che sarà la prossima cometa di Natale è stata immortalata per la prima volta più o meno in questo periodo nel 1948 dall’astronomo Carl A. Wirtanen e ogni 5 anni circa ripassa vicino al Sole, per stupirci ogni volta con la meraviglia della sua scia.

 

 

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Ambiente

Mobilità del futuro, la Cina corre come un treno mentre l’Italia è nelle retrovie per infrastrutture inadeguate e norme arretrate

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Sul fronte della mobilità del futuro l’Italia  è in netto ritardo. La rivoluzione è  in atto, il nostro Paese è penultimo nella classifica stilata da Roland Berger, società tedesca di consulenza strategica, nel quarto report “Automotive Disruption Radar” sulla mobilità condivisa e la guida autonoma.

Pesa sull’Italia  lo stato delle infrastrutture: insufficienti o arretrate. Parlando di mobilità elettrica, la peggiore rete pubblica d’Europa è italiana:  0,4 stazioni di ricarica ogni 100 km. Una ogni 200 km di strade. In Germania la media è di 4,5 stazioni ogni 100 km, in Francia è a quota 2,3. Altro deficit: il quadro normativo ancora non in linea con la rivoluzione tecnologica in atto, pur con un importante passo segnato dal decreto Smart Road varato nel corso del 2018 che consente l’effettuazione di test per la circolazione delle auto a guida autonoma.

 

Nonostante l’automobile privata resti a livello mondo la scelta preferita dai consumatori, con gli Stati Uniti campioni di auto di proprietà (85% sul totale popolazione), la mobilità condivisa non è più invece un fenomeno di nicchia. In India un quarto degli intervistati ricorre abitualmente a soluzioni di car sharing e/o ride hailing. Va peggio in Europa occidentale attualmente ferma al 5%, al pari di Giappone e Corea del Sud. In totale sono 13mila i consumatori in 14 Paesi presi in esame dagli analisti di Roland Berger, su un totale di 26 indicatori industriali suddivisi in 5 maxi-categorie: interesse del consumatore, regolamentazione, infrastruttura, tecnologia e attività industriale. Il tutto in un quadro di grande incertezza per il mondo dell’auto alle prese con uno scenario che cambia per la necessità di adeguarsi alla norme anti-inquinamento imposte soprattutto in Europa e alla mostruosa necessità di investimenti richiesti ai costruttori per adeguarsi.
Anche in materia di guida autonoma, la Cina ha dimostrato un grande interesse verso i veicoli self-driving e ha stilato linee guida standardizzate per la sperimentazione. Il quadro normativo è più aperto e duttile rispetto a quello degli altri Paesi e ha permesso ad aziende come Daimler e Bmw di attivare sperimentazioni su veicoli autonomi a Pechino e Shanghai. La Cina, nonostante il maggior numero di punti ricarica già presenti sulle proprie strade rispetto a quelli attivi in tutti gli altri Paesi del mondo con 272 stazioni ogni 100 km, continuerà a sviluppare le proprie infrastrutture, dalle colonnine di ricarica fino alle autovie per i veicoli autonomi, diventando sempre più l’ esempio da seguire per tutti i mercati avanzati dell’auto”.

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Tecnologia

Scienziata italiana inventa l’algoritmo dell’arte: Non basta avere talento, servono contatti e fortuna per diventarte un grande

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“Per scoprire cose nuove bisogna pensare in modo diverso” dice sorridendo Roberta Sinatra, 35 anni,  stella emergente della scienza delle reti. Un suo studio che analizza le dinamiche del successo nel mondo dell’arte è appena stato pubblicato su “Science”, la bibbia della scienza. È lo studio che studia come si quantifica la reputazione di un artista. La Sinatra ha raccolto e processato miriadi di dati, analizzato le carriere professionali di quasi mezzo milione di artisti ed ha appurato  che il talento da solo non basta per diventare un grande. Un altro fattore prevale su tutti: l’accesso precoce a istituzioni prestigiose, geograficamente concentrate e strettamente interconnesse.

La Gioconda. Nessuno poteva mai immaginare che sarebbe diventato il quadro più importante del mondo

Chiamatelo effetto MoMA, o effetto Guggenheim, se vi pare. “È scioccante, ma i luoghi in cui un artista espone le prime cinque opere ne decidono la carriera per i successivi 20 anni”, afferma la ricercatrice. Poi, a parità di condizioni, ci mette lo zampino il caso. “Per esempio non era scontato che la Gioconda diventasse il quadro più famoso del mondo”. La qualità non coincide con il valore percepito, e in un universo parallelo i visitatori del Louvre si farebbero i selfie davanti alla “Vergine delle rocce”, se nel 1911 il furto del secolo avesse mirato a quel quadro anziché a Monna Lisa.

Roberta Sinatra. Ha pubblicato lo studio su Science

Sinatra si è laureata in fisica a Catania, ha lavorato a Boston e Budapest con il guru della complessità Albert-László Barabási, con cui firma questo studio. Fa ricerca a Vienna e Torino, e a breve si trasferirà a Copenhagen. “Il posto in cui si lavora è importante per fare scienza, ma conta molto più nell’arte”, spiega.
Macinando i numeri relativi a 16.000 gallerie, 7.500 musei e 1.200 case d’ aste, spaziando fra 143 Paesi e 36 anni di dati, emerge che le quotazioni di un artista dipendono dal network di curatori e direttori che lo promuovono.
La morte precoce di un artista, un evento clamoroso, una contesa internazionale possono funzionare da moltiplicatore. Per gli outsider, comunque, è quasi impossibile farcela. Il cuore della rete analizzata su Science batte nel Nord America e in Europa. Debuttare in una galleria affermata garantisce il doppio delle esposizioni rispetto a chi parte in periferia. I suoi lavori sono venduti all’asta 5 volte più spesso, con quotazioni massime 5 volte più alte. Basta allontanarsi dal centro e addio sogni di gloria.

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