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Napoli

De Magistris invita nave Aquarius a dirigere verso Napoli con i migranti. Salvini: pensi agli italiani

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La città diNapoli è disponibile ad accogliere la nave Aquarius. L’invito è del sindaco di Napoli, Luigi de Magistris che attacca dura il ministro dell’interno Matteo Salvini. “Mentre in queste ore il ministro dell’Interno mostra i muscoli da bullo istituzionale, coperto da un Governo che denota cinismo istituzionale sulla pelle dei più deboli, forse senza precedenti nella storia repubblicana, e mentre la magistratura ancora cerca i circa 50 milioni che la Lega avrebbe sottratto agli italiani – dichiara de Magistris – 141 migranti, tra cui molte donne e molti bambini, da giorni vagano in mezzo al mare perché i porti italiani per decisione del Governo sono ancora chiusi. Noi ribadiamo con forza la nostra disponibilità ad accoglierli, in questa settimana di Ferragosto, proprio quando molti governanti sono in vacanza, noi siamo pronti sempre e sarò in prima fila ad abbracciarli nel porto di Napoli”. De Magistris invita l’Aquarius “ad avvicinarsi verso il nostro porto perché, qualora non li facessero sbarcare, saremmo noi stessi ad andarli a prendere in mezzo al mare, come è giusto che sia dinanzi a persone che stanno rischiando di morire perche c’è chi vuole mostrarsi forte coi deboli, solamente per puro calcolo di opportunismo politico”. 
Non si è fatta attendere la risposta di Salvini che ha vietato all’Aquarius di attraccare nei porti italiani. “Il sindaco di Napoli vuole ospitare (e mantenere) altri immigrati in città. Paga lui? A Napoli non ci sono cittadini in difficoltà, senza casa e senza lavoro? Ah già, per certa sinistra è più importante pensare agli immigrati che agli italiani”. Così il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini risponde al sindaco di Napoli Luigi De Magistris che ha invitato l’Aquarius ad avvicinarsi al porto della città.

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Cronache

Napoli, dalla riscossione 304 milioni: il Patto riduce debito e disavanzo del Comune

Napoli Obiettivo Valore ha riscosso oltre 304 milioni di euro in tre anni lavorando quasi due milioni di posizioni tributarie. I risultati contribuiscono al risanamento previsto dal Patto per Napoli: il disavanzo comunale è sceso da 2,2 a 1,4 miliardi e il debito finanziario si è ridotto di circa 840 milioni.

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Oltre 304 milioni di euro riscossi, quasi due milioni di pratiche lavorate e una platea di contribuenti progressivamente più ampia. Il recupero delle entrate comunali diventa uno dei pilastri del risanamento finanziario di Napoli e del percorso avviato nel 2022 con il Patto per Napoli.

I dati sono stati presentati da Napoli Obiettivo Valore, la società di progetto interamente partecipata da Municipia che affianca Palazzo San Giacomo nella gestione degli accertamenti su Tari e Imu e nella riscossione coattiva delle entrate comunali.

Nel corso dell’evento “Italia Innovativa”, organizzato dall’Ansa nella Prefettura di Napoli, il presidente della società, Luca Bianchi, ha riferito che in circa tre anni sono stati recuperati più di 304 milioni di euro sulle imposte comunali.

Quasi due milioni di pratiche lavorate

Napoli Obiettivo Valore ha lavorato complessivamente oltre 1,96 milioni di posizioni, per un valore superiore a 1,74 miliardi di euro.

Gli incassi hanno superato quota 304 milioni, confermando una crescita rispetto ai 275 milioni registrati alla fine del primo trimestre del 2026. Ad aprile il Comune aveva comunicato che erano già state esaminate 1,8 milioni di pratiche, per un valore di 1,6 miliardi.

Il contratto con il concessionario, sottoscritto nel giugno del 2023, ha una durata decennale e punta a recuperare complessivamente oltre un miliardo di euro.

Se il ritmo attuale dovesse essere confermato, l’obiettivo potrebbe essere raggiunto prima della scadenza. Si tratta, tuttavia, di una proiezione che dipenderà dall’andamento futuro degli accertamenti, dai ricorsi e dalla capacità effettiva di recuperare le somme richieste.

Tari e Imu, il recupero dell’evasione

Una parte significativa dei risultati riguarda contribuenti e immobili che non risultavano correttamente inseriti nelle banche dati comunali.

Secondo il bilancio presentato dalla società, gli accertamenti hanno prodotto incassi vicini ai 127 milioni di euro. L’attività contro l’evasione Tari ha garantito oltre 43 milioni, con un tasso di riscossione superiore al 31 per cento, mentre dall’evasione Imu sono arrivati quasi 24 milioni.

Il recupero non rappresenta soltanto un’entrata immediata. L’inserimento dei soggetti individuati negli archivi tributari consente infatti di ampliare stabilmente la platea dei contribuenti anche per gli anni successivi.

È il principio del “pagare tutti per pagare meno”. L’eventuale riduzione delle tariffe, però, dipenderà dalle scelte di bilancio del Comune e dalla continuità degli incassi, non essendo un effetto automatico del recupero dell’evasione.

Dalla riscossione coattiva 177 milioni

Il contributo maggiore arriva dalla riscossione coattiva, cioè dalle procedure attivate nei confronti di chi non ha pagato dopo gli avvisi e le scadenze previste.

Sono state lavorate oltre 1,21 milioni di posizioni, per un valore complessivo vicino agli 890 milioni di euro. Gli incassi ottenuti attraverso questo canale hanno superato i 177 milioni.

I dati mostrano un’adesione rilevante da parte dei cittadini che hanno ricevuto gli atti e hanno successivamente pagato o chiesto una rateizzazione. Già nel 2024, nei primi mesi di attività, erano stati riscossi o rateizzati quasi 35 milioni tra Tari, Imu e sanzioni del Codice della strada.

La riscossione resta comunque un terreno delicato, soprattutto quando coinvolge famiglie o imprese in difficoltà. L’efficacia del sistema dipende anche dalla capacità di offrire informazioni chiare, correggere rapidamente eventuali errori e consentire piani di pagamento sostenibili.

Il Patto per Napoli da 1,2 miliardi

La maggiore capacità di riscossione è uno degli impegni centrali del Patto per Napoli, sottoscritto nell’aprile del 2022 dal sindaco Gaetano Manfredi e dall’allora presidente del Consiglio Mario Draghi.

L’accordo prevede trasferimenti statali per circa 1,2 miliardi di euro, subordinati al rispetto di obiettivi annuali di risanamento, incremento delle entrate e contenimento della spesa.

Palazzo San Giacomo ha già ricevuto più di 600 milioni. Il meccanismo incentiva il Comune a migliorare la riscossione, perché le maggiori entrate contribuiscono a rispettare gli obiettivi del piano e permettono di destinare più risorse ai servizi e agli investimenti sul territorio.

Disavanzo ridotto di 808 milioni

Gli effetti del piano emergono dai dati del bilancio comunale. Alla fine del 2021 il disavanzo era pari a circa 2,2 miliardi di euro. Il dato previsto per la chiusura del 2025 è sceso a 1,4 miliardi, con un recupero di circa 808 milioni.

Nello stesso periodo il debito finanziario si è ridotto di circa 840 milioni. Complessivamente, tra disavanzo e indebitamento, il Comune indica un miglioramento di circa 1,65 miliardi di euro.

Napoli resta comunque sottoposta al piano di riequilibrio fino al 2032. Il risanamento, quindi, non è concluso e richiede il mantenimento degli impegni assunti per diversi anni.

Più risorse per gli investimenti

Secondo l’amministrazione, una parte delle risorse liberate grazie al Patto e al miglioramento dei conti è stata utilizzata per aumentare gli investimenti sulla città.

Il Comune sostiene di avere triplicato la spesa destinata agli interventi strutturali, sfruttando sia i trasferimenti statali sia la maggiore capacità di sostenere finanziariamente i progetti.

La riscossione, in questa prospettiva, non è soltanto uno strumento contabile. Serve a ridurre il peso delle manovre correttive e a garantire risorse per manutenzioni, trasporti, servizi e infrastrutture.

I costi sostenuti dai contribuenti

Il Patto ha comportato anche misure più onerose. Tra queste, l’aumento dell’addizionale comunale Irpef dallo 0,8 all’1 per cento, entrato in vigore nel 2024, accompagnato dall’estensione dell’esenzione ai redditi fino a 12mila euro.

È stata inoltre aumentata l’addizionale comunale sui diritti di imbarco aeroportuale, una voce che ricade direttamente sui biglietti dei passeggeri e non esclusivamente sui residenti.

Secondo i dati richiamati dall’amministrazione, l’incremento non avrebbe frenato il traffico dell’aeroporto di Napoli, cresciuto tra il 2023 e il 2025. Anche in questo caso, però, l’andamento dei passeggeri può dipendere da diversi fattori e non consente, da solo, di misurare l’impatto della maggiore tassazione.

La sfida dei prossimi anni sarà trasformare gli attuali risultati in un equilibrio stabile: recuperare quanto dovuto, tutelare chi si trova in condizioni di difficoltà e dimostrare ai cittadini che le maggiori entrate si traducono concretamente in servizi migliori.

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In Evidenza

America’s Cup, Team New Zealand vola nel golfo di Napoli: prove sul campo di regata del 2027

Emirates Team New Zealand si allena nel golfo di Napoli con gli AC40 in vista delle pre-regate del 2026 e dell’America’s Cup 2027. Grant Dalton elogia il campo di gara e la futura base di Bagnoli.

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Le barche di Emirates Team New Zealand volano davanti al lungomare di Napoli. Il defender dell’America’s Cup è sceso in acqua con gli AC40 per testare vento, correnti e condizioni del campo di regata che ospiterà le pre-regate del 2026 e la Louis Vuitton 38th America’s Cup nel luglio 2027. Napoli si prepara così a entrare nel vivo della competizione velica più prestigiosa al mondo, che per la prima volta si disputerà in Italia.

Dalton nel golfo con Manfredi

In acqua, insieme agli equipaggi, anche Grant Dalton, ceo di Emirates Team New Zealand, e il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi. Dopo Luna Rossa, anche il team neozelandese ha iniziato a prendere confidenza con il golfo, in attesa dell’arrivo degli altri equipaggi nelle prossime settimane.

Dalton ha confermato le buone sensazioni: il campo di regata e le condizioni meteo sono in linea con le attese. Il golfo di Napoli, già definito “perfetto” dal ceo dei Kiwi, viene considerato uno degli scenari più adatti per le barche foiling della nuova generazione.

Verso luglio 2027

Il percorso verso la Coppa sarà scandito dalle regate preliminari del 2026 e poi dalla fase decisiva del 2027. Il match dell’America’s Cup vedrà Team New Zealand, detentore del trofeo, affrontare il vincitore della Louis Vuitton Cup, la selezione tra gli sfidanti. Le regate preliminari si svolgeranno sugli AC40, mentre la sfida principale sarà disputata con gli AC75.

Team New Zealand arriverà a Napoli da defender dopo tre vittorie consecutive nella competizione. L’obiettivo sarà confermare un dominio ormai storico e centrare un nuovo successo nella coppa velica più antica e prestigiosa.

Bagnoli, la base e il progetto

Prima di salire a bordo, Dalton ha ringraziato il Governo italiano e Sport e Salute per il lavoro sulla base di Bagnoli, definita una location ideale per la squadra e per l’organizzazione dell’evento. L’area occidentale di Napoli è uno dei pilastri del progetto America’s Cup e viene indicata come occasione di rilancio urbano, sportivo ed economico.

Il sindaco Manfredi ha accompagnato la visita e ha consegnato a Dalton un cornetto rosso portafortuna, gesto simbolico tutto napoletano per inaugurare la presenza dei neozelandesi nel golfo.

Napoli entra nel vivo della Coppa

Gli allenamenti di luglio sono solo il primo assaggio. Nei prossimi mesi il golfo vedrà aumentare la presenza dei team, mentre la città inizierà a misurarsi con l’impatto organizzativo, turistico e sportivo dell’evento.

Dalton non chiude neppure alla possibilità di un futuro oltre il 2027: solo dopo l’estate della Coppa si capirà se Napoli potrà diventare ancora una volta casa dell’America’s Cup.

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Cronache

Canadair fermo in pista, Capodichino chiuso per oltre due ore: voli cancellati e dirottati

Disagi all’aeroporto di Napoli Capodichino per un Canadair rimasto fermo in pista a causa della rottura del carrello. Nove voli in partenza cancellati e undici arrivi dirottati.

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Un guasto a un Canadair ha mandato in tilt per oltre due ore l’operatività dell’aeroporto di Napoli Capodichino. Il velivolo, rimasto fermo sulla pista per la rottura del carrello, ha costretto alla chiusura dello scalo dalle 17.30 fino a pochi minuti dopo le 20, quando le operazioni di rimozione si sono concluse e il traffico aereo è potuto riprendere.

Nove partenze cancellate e undici arrivi dirottati

Secondo quanto reso noto da Gesac, società di gestione dello scalo partenopeo, il bilancio dei disagi è stato rilevante: nove voli in partenza cancellati e undici voli in arrivo dirottati sugli aeroporti di Fiumicino, Bari e Salerno.

La chiusura della pista ha provocato inevitabili ripercussioni sull’intera programmazione serale, con ritardi, cancellazioni e passeggeri costretti ad attendere aggiornamenti dalle compagnie aeree.

La rimozione del velivolo e la ripresa del traffico

Le operazioni di messa in sicurezza e rimozione del Canadair si sono concluse poco dopo le 20. Solo a quel punto lo scalo ha potuto riprendere progressivamente l’attività, dopo le verifiche necessarie sulla pista.

L’episodio ha confermato ancora una volta la fragilità operativa di uno scalo con una sola pista: basta un mezzo bloccato per fermare decolli e atterraggi, con conseguenze immediate su centinaia di passeggeri.

Disagi anche in una giornata segnata dagli scioperi

La giornata era già complicata per il trasporto aereo a causa degli scioperi nazionali del comparto, che potevano provocare ritardi e cancellazioni anche a Capodichino. Il guasto del Canadair ha aggravato ulteriormente la situazione, concentrando i disagi nella fascia del tardo pomeriggio e della serata.

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