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Conte, Di Maio e Salvini: basta remare contro l’Italia, banche e imprese non saltano per i giudizi delle agenzie di rating

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Il giudizio non negativo di Standard&Poor’s (il rating resta fermo a una tripla B, ma l’ outlook retrocede da stabile negativo) fa tirare un sospiro di sollievo ai due azionisti della maggioranza. “È un film già visto. Le agenzie di rating non si sono accorte della crisi mondiale” commenta il leader leghista Matteo Salvini. Per Luigi Di Maio “le agenzie di rating non misurano il benessere dei cittadini di un Paese, ma chi aspettava Standard&Poor’s per continuare a remare contro il governo oggi ha avuto una brutta sorpresa. Il rating dell’Italia è stato confermato. Andiamo avanti! Il cambiamento sta arrivando”. Per il premier Giuseppe Conte quello dell’agenzia di rating è “un giudizio corretto alla luce della solidità economica del Paese”. Sull’outlook negativo e le critiche alla manovra “siamo fiduciosi che mercati e istituzioni internazionali comprenderanno la bontà delle nostre misure. L’Italia è saldamente collocata all’interno dell’Unione europea e non c’è alcuna possibilità di uscita dall’Ue o dall’Eurozona». Le opposizioni  attaccano duro. “Il problema non sono le agenzie di rating, ma gli effetti di una politica scellerata e incomprensibile», dice Mara Carfagna (Fi).  Emanuele Fiano, parla di “giudizio severo che fa aumentare le preoccupazioni”. Detto di Standard&Poor’s, l’altro fronte di giornata è l’Europa. Con Di Maio che tuona contro il presidente della Bce, Mario Draghi: “Siamo in un momento in cui bisogna rifare l’Italia e mi meraviglia che un italiano, che è stato anche un punto di riferimento per anni a capo della Bce, si metta ad avvelenare il clima ulteriormente”. Di Maio, infatti, non manda giù la richiesta di “toni bassi” e “buon senso” nel dialogo Italia-Ue avanzata da Draghi che sull’esito del confronto si è detto “fiducioso”.
“Stiamo provando – insiste il capo politico dei Cinque stelle – a fare qualcosa che non era mai stata fatta prima: togliamo alle banche e alle assicurazioni, che hanno avuto tanto negli ultimi anni, per dare finalmente ai cittadini che non hanno avuto mai nulla”. Poi Di Maio spiega che Draghi “può dire quello che vuole”, ma aggiunge che “è singolare che in questo momento vedo da alcuni ministri di altri Paesi, come quelli tedeschi, molto più rispetto per quello che stiamo facendo che dal capo della Bce che viene a dire che il clima di tensione in Italia è un problema”.

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Todde prima governatrice da 75 anni, ora al lavoro

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Sorridente, emozionata, certamente stanca. La prima cosa che fa Alessandra Todde mentre prende il suo posto nella grande sala di un hotel cagliaritano per la sua prima conferenza stampa da presidente della Regione Sardegna, è ringraziare i giornalisti, “che ieri per sedici ore hanno atteso i risultati” nella sede elettorale. Un’emozione palpabile, come altrettanto la soddisfazione: “Sono orgogliosa di essere la prima donna presidente della Regione in Sardegna”, ribadisce a distanza di nove ore dalla prima frase pronunciata da eletta, non ancora ufficiale, quando nel comitato elettorale era passata da poco l’una di notte. “Dopo 75 anni di autonomia siamo riusciti a rompere questo tetto di cristallo”, ribadisce. La notte è stata lunga e si vede dai volti di tutto lo staff, che lei ringrazia per il grande lavoro.

Insieme ai leader del Pd e M5s, Elly Schlein e Giuseppe Conte, si concede un momento di festa e commozione, nel tratto di strada chiuso dalla polizia locale, tra brindisi e canti a tenore. Conclusi i festeggiamenti, Todde si mette subito al lavoro elencando nel corso della conferenza stampa e successivamente, nel giro di interviste in diretta nei talk televisivi nazionali, le priorità del suo programma. Sulla premessa, la neo governatrice non ha dubbi “l’alleanza tra Pd e M5s è l’unica strada percorribile”, dice convinta. Da qui passa ad illustrare i primi atti del suo governo: “Innanzitutto la prima cosa da fare è mettere mano all’organizzazione della Regione, visto anche l’esempio terrificante che abbiamo dato ieri, di un’amministrazione che non riesce nemmeno a gestire le proprie elezioni”, sottolinea. Quanto agli assessorati, Todde ripete quanto detto in campagna elettorale: “Abbiamo una legge vecchia del 1977 che blinda il sistema in 12 assessorati-silos, a compartimenti stagni, va cambiata prima ancora della nascita della giunta”, precisa.

Le altre due priorità sono la sanità, con la rete di cura territoriale da far funzionare, e l’energia. In particolare l’urgenza di “una moratoria che sostenga la transizione energetica e permetta di lavorare sulla mappa delle aree idonee per le rinnovabili”. C’è ancora tempo però per commentare la vittoria: “È stata come una scalata di un ottomila, un’impresa difficile, ma come tutte le imprese difficili anche entusiasmante”. E poi “quello che ha vinto è il progetto, costruito da una squadra che ha deciso di riunirsi di fronte ai temi che interessano i sardi”. Lo ripete microfono dopo microfono. In bella vista un monile in filigrana della tradizione sarda che la presidente indossa da diversi giorni a prescindere dal colore dell’outfit, ieri lilla, oggi blu. “Sono felice di aver avuto una squadra e una coalizione che ha lavorato con determinazione, come la mia, di donna nuorese”, ripete la governatrice della Sardegna, che ora con i colori della sua terra dovrà tingersi una ciocca di capelli, come promesso.

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Revocata la detenzione domiciliare per Denis Verdini: torna in carcere

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Il tribunale di sorveglianza di Firenze ha deciso di revocare la detenzione domiciliare per Denis Verdini, ex senatore di Ala. La decisione è giunta in seguito alla contestazione di aver violato le prescrizioni del tribunale partecipando a tre cene in ristoranti della capitale, anziché scontare la condanna definitiva a 6 anni per il crac del Credito Cooperativo Fiorentino nella villa di Pian dei Giullari.

La revoca della detenzione domiciliare rappresenta un passo significativo nella vicenda legale di Verdini, il quale aveva sostenuto di non aver compiuto alcuna violazione delle restrizioni imposte dal tribunale di sorveglianza. Tuttavia, le autorità hanno ritenuto che la partecipazione alle cene fosse incompatibile con le condizioni della detenzione domiciliare, poiché Verdini avrebbe dovuto restare confinato nella sua residenza durante il periodo stabilito dalla sentenza. L’ex senatore di Ala  torna così in carcere, a Sollicciano.

 

 

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Politica

Zelensky alla Cnn: senza aiuti Usa la Russia può vincere

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“Senza gli aiuti americani la Russia potrebbe vincere e milioni di ucraina moriranno” lo ha detto Volodymr Zelensky in una intervista alla Cnn. Il presidente ucraino ha detto di aver parlato con Mike Johnson e che lo speaker della Camera gli ha detto “fara’ di tutto per sostenere l’Ucraina”. “Devo fidarmi di lui”, ha aggiunto. “I soldi americani finiscono in gran parte nella produzione militare Usa, non nel nostro bilancio”, ha proseguito, promettendo comunque riforme per la trasparenza e la lotta alla corruzione.

“Le minacce alla Nato sono solo parole, non credo che le attuerà”: lo ha detto Volodymr Zelensky in una intervista alla Cnn, commentando la promessa di Donald Trump di non difendere i Paesi dell’Alleanza che non pagano la giusta quota.

“Non riesco a capire come Trump possa essere dalla parte di Putin, non capisce che Putin non si fermerà mai… se lo sosterrà sarà contro gli americani e gli interessi Usa”: lo ha detto Volodymyr Zelensky in una intervista alla Cnn.

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