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Calcio, Serie A: la Lega ufficializza il calendario in attesa del sì del Governo

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La Lega di Serie A ha ufficializzato con un comunicato le date e gli orari dei  recuperi della 25esima giornata:  ripartirà così il campionato dopo l’emergenza coronavirus. Il primo match sarà Torino-Parma,  sabato 20 giugno alle 19,30, poi si giocherà Verona-Cagliari, il giorno seguente sarà la volta di Atalanta-Sassuolo  e Inter-Sampdoria. Il Napoli ritornerà in campo il  23 giugno a Verona, la Juventus il 22 a Bologna, la Lazio i 24 a Bergamo con l’Atalanta. La Roma giocherà in contemporanea in casa con la Sampdoria. Sarà proprio quella la prima giornata integrale della ripartenza della Serie A dopo lo stop per il coronavirus,  l’ottava di ritorno. Poi si giocherà fino al 2 agosto quando è prevista l’ultima giornata del campionato, come reso noto oggi dalla Lega Serie A ma il documento, come si legge sul sito della Lega, è “subordinato all’intervento normativo del Governo che autorizzi la ripresa delle competizioni sportive”.

DATE E ORARI

 

Recuperi 25^ giornata (20-21 giugno)

 

Torino-Parma (sabato 20, ore 19.30 )

Verona-Cagliari (sabato 20, ore 21.45 )

Atalanta-Sassuolo (domenica 21, ore 19.30)

Inter-Sampdoria (domenica 21, ore 21.45)

 

27^ giornata (22-24 giugno)

 

Fiorentina-Brescia (lunedì 22, ore 19.30)

Lecce-Milan (lunedì 22, ore 19.30 )

Bologna-Juventus (lunedì 22, ore 21.45)

Spal-Cagliari (martedì 23, ore 19.30)

Verona-Napoli (martedì 23, ore 19.30)

Genoa-Parma (martedì 23, ore 21.45)

Torino-Udinese (martedì 23, ore 21.45 )

Inter-Sassuolo (mercoledì 24, ore 19.30)

Atalanta-Lazio (mercoledì 24, ore 21.45 )

Roma-Sampdoria (mercoledì 24, ore 21.45 )

 

28^ giornata (26-28 giugno)

 

Juventus-Lecce (venerdì 26 giugno, ore 21.45)

Brescia-Genoa (sabato 27 giugno, ore 17.15)

Cagliari-Torino (sabato 27 giugno, ore 19.30 )

Lazio-Fiorentina (sabato 27 giugno, ore 21.45)

Milan-Roma (domenica 28 giugno, ore 17.15)

Napoli-Spal (domenica 28 giugno, ore 19.30)

Sampdoria-Bologna (domenica 28 giugno, ore 19.30)

Sassuolo-Verona (domenica 28 giugno, ore 19.30)

Udinese-Atalanta (domenica 28 giugno, ore 19.30 )

Parma-Inter (domenica 28 giugno, ore 21.45 )

 

29^ giornata (30 giugno-2 luglio)

 

Torino-Lazio (martedì 30 giugno, ore 19.30 )

Genoa-Juventus (martedì 30 giugno, ore 21.45 )

Inter-Brescia (mercoledì 1 luglio, ore 19.30)

Bologna-Cagliari (mercoledì 1 luglio, ore 19.30)

Fiorentina-Sassuolo (mercoledì 1 luglio, ore 21.45 )

Lecce-Sampdoria (mercoledì 1 luglio, ore 21.45 )

Verona-Parma (mercoledì 1 luglio, ore 21.45)

Spal-Milan (mercoledì 1 luglio, ore 21.45)

Atalanta-Napoli (giovedì 2 luglio, ore 19.30)

Roma-Udinese (giovedì 2 luglio, ore 21.45)

 

30^ giornata (4-5 luglio)

 

Juventus-Torino (sabato 4 luglio, ore 17.15 )

Sassuolo-Lecce (sabato 4 luglio, ore 19.30 )

Lazio-Milan (sabato 4 luglio, ore 21.45 )

Inter-Bologna (domenica 5 luglio, ore 17.15 )

Brescia-Verona (domenica 5 luglio, ore 19.30)

Cagliari-Atalanta (domenica 5 luglio, ore 19.30)

Parma-Fiorentina (domenica 5 luglio, ore 19.30)

Sampdoria-Spal (domenica 5 luglio, ore 19.309)

Udinese-Genoa (domenica 5 luglio, ore 19.30)

Napoli-Roma (domenica 5 luglio, ore 21.45)

 

31^ giornata (7-9 luglio)

 

Lecce-Lazio (martedì 7 luglio, ore 19.30)

Milan-Juventus (martedì 7 luglio, ore 21.45 )

Fiorentina-Cagliari (mercoledì 8 luglio, ore 19.30 )

Genoa-Napoli (mercoledì 8 luglio, ore 19.30)

Atalanta-Sampdoria (mercoledì 8 luglio, ore 21.45)

Bologna-Sassuolo (mercoledì 8 luglio, ore 21.45)

Roma-Parma (mercoledì 8 luglio, ore 21.45)

Torino-Brescia (mercoledì 8 luglio, ore 21.45)

Spal-Udinese (giovedì 9 luglio, ore 19.30)

Verona-Inter (giovedì 9 luglio, ore 21.45 )

 

32^ giornata (11-13 luglio)

 

Lazio-Sassuolo (sabato 11 luglio, ore 17.15 )

Brescia-Roma (sabato 11 luglio, ore 19.30)

Juventus-Atalanta (sabato 11 luglio, ore 21.45)

Genoa-Spal (domenica 12 luglio, ore 17.15 )

Cagliari-Lecce (domenica 12 luglio, ore 19.30)

Fiorentina-Verona (domenica 12 luglio, ore 19.30 )

Parma-Bologna (domenica 12 luglio, ore 19.30)

Udinese-Sampdoria (domenica 12 luglio, ore 19.30 )

Napoli-Milan (domenica 12 luglio, ore 21.45)

Inter-Torino (lunedì 13 luglio, ore 21.45 )

 

33^ giornata (14-16 luglio)

 

Atalanta-Brescia (martedì 14 luglio, ore 21.45 )

Bologna-Napoli (mercoledì 15 luglio, ore 19.30)

Milan-Parma (mercoledì 15 luglio, ore 19.30 )

Sampdoria-Cagliari (mercoledì 15 luglio, ore 19.30)

Lecce-Fiorentina (mercoledì 15 luglio, ore 21.45)

Roma-Verona (mercoledì 15 luglio, ore 21.45)

Sassuolo-Juventus (mercoledì 15 luglio, ore 21.45 )

Udinese-Lazio (mercoledì 15 luglio, ore 21.45)

Torino-Genoa (giovedì 16 luglio, ore 19.30)

Spal-Inter (giovedì 16 luglio, ore 21.45 )

 

34^ giornata (18-20 luglio)

 

Verona-Atalanta (sabato 18 luglio, ore 17.15)

Cagliari-Sassuolo (sabato 18 luglio, ore 19.30 )

Milan-Bologna (sabato 18 luglio, ore 21.45 )

Parma-Sampdoria (domenica 19 luglio, ore 17.15)

Brescia-Spal (domenica 19 luglio, ore 19.30)

Fiorentina-Torino (domenica 19 luglio, ore 19.30 )

Genoa-Lecce (domenica 19 luglio, ore 19.30 )

Napoli-Udinese (domenica 19 luglio, ore 19.30)

Roma-Inter (domenica 19 luglio, ore 21.45 )

Juventus-Lazio (lunedì 20 luglio, ore 21.45)

 

35^ giornata (21-23 luglio)

 

Atalanta-Bologna (martedì 21 luglio, ore 19.30)

Sassuolo-Milan (martedì 21 luglio, ore 21.45)

Parma-Napoli (mercoledì 22 luglio, ore 19.30)

Inter-Fiorentina (mercoledì 22 luglio, ore 21.45 )

Lecce-Brescia (mercoledì 22 luglio, ore 21.45 )

Sampdoria-Genoa (mercoledì 22 luglio, ore 21.45)

Spal-Roma (mercoledì 22 luglio, ore 21.45 )

Torino-Verona (mercoledì 22 luglio, ore 21.45 )

Udinese-Juventus (giovedì 23 luglio, ore 19.30)

Lazio-Cagliari (giovedì 23 luglio, ore 21.45 )

 

Date e orari delle giornate dalla 36^ alla 38^ verranno definite e comunicate dalla Lega Serie A nelle prossime settimane. Di seguito il programma delle ultime tre giornate di campionato

 

36^ giornata

 

Bologna-Lecce

Brescia-Parma

Cagliari-Udinese

Genoa-Inter

Juventus-Sampdoria

Milan-Atalanta

Napoli-Sassuolo

Roma-Fiorentina

Spal-Torino

Verona-Lazio

 

37^ giornata

 

Cagliari-Juventus

Fiorentina-Bologna

Inter-Napoli

Lazio-Brescia

Parma-Atalanta

Sampdoria-Milan

Sassuolo-Genoa

Torino-Roma

Udinese-Lecce

Verona-Spal

 

38^ giornata

 

Atalanta-Inter

Bologna-Torino

Brescia-Sampdoria

Genoa-Verona

Juventus-Roma

Lecce-Parma

Milan-Cagliari

Napoli-Lazio

Sassuolo-Udinese

Spal-Fiorentina












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Tensione all’Olimpico, Lazio-Milan 0-1, 11 ammoniti e tre espulsi: l’ira di Lotito

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Quando una partita finisce con 11 ammonizioni e 3 espulsioni, non si può certo parlare di uno spettacolo di alto livello e soprattutto di sicuro all’arbitro la partita è scappata di mano. È quanto accaduto nell’incontro tra Lazio e Milan, una partita che ha lasciato l’amaro in bocca ai tifosi e agli addetti ai lavori, sia per l’andamento sul campo che per le polemiche successive. Ha vinto il Milan ma dell’arbitraggio del signor Di Bello si parlerà a lungo.

La partita si preannunciava importante per entrambe le squadre, con la Lazio che doveva recuperare terreno dopo una serie di risultati deludenti e il Milan che puntava a consolidare la propria posizione in classifica. Tuttavia, ciò che si è visto sul terreno di gioco è stato ben lontano dalle aspettative.

Arbitro Di Bello: la foto è tratta dal profilo X della Lazio

Il primo tempo è stato contraddistinto da un gioco poco spettacolare e da numerosi errori da entrambe le parti. Le occasioni da gol sono state poche e il livello generale della partita è stato ben al di sotto delle attese del pubblico presente sugli spalti.

Le cose sono peggiorate nel secondo tempo, con un episodio chiave che ha cambiato l’inerzia della partita: l’espulsione di Pellegrini per un fallo su Pulisic. Da quel momento in poi, la partita è stata segnata da una serie di incidenti e tensioni, culminati con le espulsioni di Marusic e Guendouzi e una serie di ammonizioni per entrambe le squadre.

Il gol del Milan, segnato da Okafor a pochi minuti dal termine, ha definitivamente chiuso la partita, lasciando la LAZIO a bocca asciutta e con un senso di rabbia e frustrazione diffuso tra i giocatori e i tifosi.

Le polemiche successive alla partita non si sono fatte attendere, con il presidente della Lazio, Claudio Lotito, che ha espresso il proprio dissenso nei confronti dell’arbitraggio e ha annunciato la volontà di intraprendere azioni concrete per tutelare la sua squadra.“Non c’è contentezza all’interno della Lega Serie A, avete mai visto un sistema dove mettete i soldi e gli altri decidono per voi? Il sistema si legge solo sulla Lega Serie A. Vogliamo rendere trasparente il sistema con le riforme, per farle servono i numeri, ma se tu non hai i numeri per fare le riforme, che ci stai a fare nel sistema? Come puoi cambiare le cose? Allora esci dal sistema, mica te l’ha detto il medico”.

Claudio Lotito

Anche da parte rossonera non sono mancate le polemiche: Pioli ha lasciato la conferenza stampa per le domande sul comportamento di alcuni suoi calciatori.

Nonostante la delusione per la sconfitta e le polemiche successive, la Lazio dovrà ora concentrarsi sul prossimo impegno contro il Bayern Monaco in Champions League, cercando di lasciarsi alle spalle questa brutta sconfitta e di concentrarsi sulle sfide future. Il suo allenatore Maurizio Sarri saleerà il prossimo incontro di serie A: era diffidato, è stato ammonito e quindi è fuori.

In conclusione, Lazio-Milan è stata una partita da dimenticare, segnata da tensioni, errori e polemiche. È evidente che ci sono molte cose da migliorare sia sul campo che fuori, e solo attraverso un impegno concreto da parte di tutti gli attori coinvolti si potrà sperare in un futuro migliore per il calcio italiano.

 

 

 

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Economia

Pil oltre le attese ma il deficit vola con il Superbonus

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L’eredità del Superbonus pesa ben più del previsto sui conti pubblici italiani. Il governo non ha mai fatto mistero degli squilibri creati dal 110%, motivando la sua avversione per la maxiagevolazione proprio con il suo peso spropositato sulle casse dello Stato. Ma i calcoli sull’impatto dei bonus edilizi sembrano aver superato, in peggio, le stime già non ottimiste. Ad ammetterlo è anche il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti.

“L’emorragia dell’irresponsabile stagione del Superbonus ha avuto un effetto pesante sul 2023, andando purtroppo oltre le già pessimistiche prospettive”, spiega, assicurando però di aver ormai voltato pagina optando per “un sentiero di ragionevole sostenibilità”. Al Mef però avrebbero preferito avere, dall’interno, contezza di questo scenario con margini temporali più ampi. Il fatto è che nel 2023 il deficit italiano si è fermato al 7,2%: è diminuito di quasi un punto e mezzo rispetto al 2022 ma la discesa è ben lontana dal 5,3% stimato dal governo nella Nadef. A poco è valsa la crescita del Pil, stavolta leggermente superiore alle attese.

Lo scorso anno l’economia italiana ha messo a segno un +0,9% migliore del +0,8% fissato come obiettivo macroeconomico nella Nota al Def. La crescita è riuscita a incidere sul debito, molto migliore delle aspettative, calato a sorpresa al 137,3% anticipando di due anni il target di discesa sotto il 140%. Ma sul deficit ha potuto poco. Così come nel 2022. L’Istat ha rivisto la crescita dell’anno in deciso rialzo (dal 3,7% al 4%), ma il deficit è andato in controtendenza peggiorando dall’8% all’8,6%. La spiegazione è proprio nei crediti di imposta e nella loro contabilizzazione. Come da istruzioni arrivate da Eurostat lo scorso anno, i bonus edilizi ma anche Transizione 4.0 (le agevolazioni concesse alle imprese sugli investimenti) sono stati considerati ‘payble’ e registrati quindi come spesa per l’intero ammontare nell’anno di attivazione. Con la corsa a chiudere i cantieri prima dello stop al 110%, l’importo nel 2023 è stato superiore alle attese e il risultato è stato un’impennata dell’indebitamento.

Non a caso non più di 48 ore fa la premier, Giorgia Meloni, è tornata a lanciare l’allarme parlando di un costo di ben 160 miliardi di euro. Di fatto aggiornando le stime fatte nei mesi passati dalla Ragioneria. La partita potrebbe però riaprirsi ancora, visto che l’interlocuzione tra Istat e Eurostat sta andando ancora avanti con una possibile conclusione attesa ad aprile. L’eventuale distribuzione del carico negli anni alleggerirebbe i conti di 2022 e 2023 ma aprirebbe nuove incertezze per il futuro. Già nel 2024 i conti andranno comunque in qualche modo aggiornati nel Def: anche se quest’anno il Superbonus non dovrebbe incidere quanto in passato, passare dal 7,2% dello scorso anno al 4,3% attualmente stimato nella Nadef non sarebbe poca cosa. Nessuno ne parla ufficialmente, ma nel tam tam parlamentare il convitato di pietra è in questo caso una manovrina estiva, finora respinta come ipotesi di fantasia.

Non è esclusa però nemmeno una revisione al rialzo degli obiettivi, scommettendo da una parte sul benestare della Commissione europea alle prese con il cambio della guardia e con il passaggio al nuovo patto di stabilità e dall’altra su una crescita economica forse un po’ più robusta delle attese. Nonostante l’instabilità geopolitica l’economia italiana ha infatti retto e l’inflazione sta dando segnali di stabilizzazione. La Bce ha già ripetuto più e più volte che il taglio dei tassi è ora prematuro, sopratutto perché in Europa il calo dei prezzi è inferiore alle attese, ma in prospettiva una riduzione del costo del denaro nel corso dell’anno, come ribadito anche da Giorgetti al G20, potrebbe dare una spinta generalizzata all’economia. Intanto però il clima politico segnato dalle regionali si scalda anche sui numeri. A reagire sono innanzitutto i Cinquestelle, ‘padri’ del Superbonus. Quando il 110% era operativo, spiega Emiliano Fenu, “il nostro debito pubblico è diminuito del 17 punti. Giorgetti pensi piuttosto al buco di 10 miliardi che tra poco l’Ue ci chiederà di coprire, non per il Superbonus, ma per la mancata crescita e la conseguente variazione dei parametri di bilancio”.

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Vannacci, candidatura con Lega? Ho avuto anche altre offerte

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“La ritengo un’accusa totalmente infondata. Il mio libro è un’ode alle diversità. Ma l’elogio della diversità è ben diverso dalla discriminazione”. A dirlo, in un’intervista al Corriere della Sera, il generale Roberto Vannacci riguardo al fatto di essere indagato per istigazione all’odio razziale. “La diversità consiste nel riconoscere caratteristiche diverse in ognuno di noi: cultura, origini, etnia, religione, credo politico – prosegue – La discriminazione riguarda i diritti e la dignità; e nei miei libri non vi è traccia di questa esecrabile posizione ideologica”.

Quanto a una sua candidatura con la Lega dice: “Mi piacciono le sfide. Ma devo capire se posso essere utile, e non una bandiera da sventolare. Non ho ancora deciso. Ho ricevuto anche altre offerte”. Sull’ipotesi di una sua lista afferma: “”Posso pensare a una candidatura indipendente. A una federazione. Ma una mia lista significherebbe fare un partito: impossibile per le Europee”. E alla domanda cosa pensa di Meloni? risponde: “Non posso giudicare le istituzioni. Come persona, la trovo carismatica”.

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