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Calcio: Juve guarda all’Europa, stangata per Kean

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Dopo la stangata della Juventus, ecco quella del Giudice Sportivo: Moise Kean dovrà stare fuori per due giornate. La notizia era già nell’aria domenica sera, subito dopo la ‘follia’ dell’attaccante che dopo appena 40 secondi dal suo ingresso in campo si è fatto espellere tirando un calcione al giallorosso Gianluca Mancini. Ora è arrivata anche l’ufficialità: oltre allo stop ci sarà pure un’ammenda da diecimila euro per il calciatore. Il tutto si aggiunge alla multa della società, come aveva già annunciato Massimiliano Allegri: il classe 2000, adesso, dovrà rispondere sul campo e voltare pagina, anche perché le sensazioni erano ben diverse. “Si è presentato con sei chili in più e sta migliorando, lo vedo anche più maturo” diceva l’allenatore soltanto due mesi fa, ad inizio gennaio, con la punta che segnò tre gol in due gare tra Verona e Lazio. Adesso un altro momento buio, con Kean che proverà a dare risposte positive già nella gara di giovedì contro il Friburgo, nell’andata degli ottavi di Europa League. Dovrà darle a partita in corso, sempre che Allegri decida di lanciarlo, anche perché la coppia titolare è già scritta: il tandem sarà ancora una volta formato da Di Maria-Vlahovic, entrambi hanno bisogno di segnare.

Il Fideo si è fermato alla tripletta di Nantes, al serbo va pure peggio con l’ultimo gol datato 7 febbraio. Il tecnico cerca il meglio dall’ex viola, il quale quest’anno tra Champions League ed Europa League ha messo a referto appena due reti in sette apparizioni. Numeri in picchiata rispetto al passato, ma per giovedì Vlahovic potrà contare anche sugli assist di un altro compagno. Chiesa, infatti, sta meglio e punta a far parte del tridente che può far tremare la difesa del Friburgo. I 32 gol subiti dai tedeschi in 23 partite non sono pochi, anche se in Bundesliga rappresentano la sesta miglior difesa del torneo: la Juve proverà ad ipotecare il passaggio del turno già nella gara d’andata di giovedì allo Stadium, anche per non partire per la Germania con timori simili alla trasferta di Nantes. Bisognerà però risolvere il problema del gol, dal momento che tra le prime sette della serie A, soltanto la Roma ha segnato meno dei bianconeri. Lo Stadium, da questo punto di vista, rappresenta un fattore non indifferente: in campionato sono arrivate 29 reti in 13 partite, una media che supera le due a gara, e soltanto il Napoli ha un dato migliore. Da qui si riparte per l’Europa e per la prima sfida con il Friburgo, sempre con lo stesso obiettivo di arrivare in fondo alla competizione per garantirsi l’accesso alla Champions League.

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Ancelotti, tra Real Madrid, Brasile e Arabia: il futuro è ancora un rebus, ma una cosa è certa: non ha fretta

Il futuro di Carlo Ancelotti resta in bilico tra Real Madrid, Brasile e offerte arabe. Ma il tecnico non ha fretta: vuole chiudere con eleganza la sua avventura a Madrid.

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Chiamatelo fattore “tempo”. Perché quando si parla del futuro di Carlo Ancelotti, signore della Champions League e tecnico più vincente d’Europa, è proprio il tempo a scandire ogni passo. Ancelotti ha costruito la sua leggenda senza mai cedere alla fretta, e anche oggi – stretto tra Real Madrid, Brasile e offerte saudite – non ha intenzione di affrettare decisioni.

La stagione del Real tra infortuni, ego e delusioni

La stagione 2024-2025 del Real Madrid è stata un percorso a ostacoli, nonostante il clamoroso arrivo di Kylian Mbappé. Gli infortuni pesanti a Carvajal e Militao, il vuoto lasciato da Kroos, l’inserimento complicato di Mbappé e una squadra iper-offensiva e senza equilibrio hanno lasciato segni profondi. I Blancos sono usciti ai quarti di Champions, hanno perso la Copa del Rey in finale, la Supercoppa, e in Liga inseguono il Barcellona a -4. Solo l’11 maggio, nel Clásico che sa di sentenza, si capirà se la corsa è ancora viva.

Il Brasile aspetta, ma Ancelotti temporeggia

Le voci sull’approdo di Ancelotti sulla panchina della Seleção circolano da mesi. Sembravano spente, ma i problemi del Brasile nelle qualificazioni mondiali le hanno riaccese. Qualche giorno fa, a Londra, c’è stato un incontro ufficiale tra Ancelotti e i vertici della Federazione brasiliana. Ma è arrivata fumata nera: il Brasile lo vuole subito, Carlo vuole chiudere con stile la sua avventura madridista, eventualmente fino al Mondiale per club.

L’offerta araba e il silenzio di Ancelotti

Sul tavolo è spuntata anche una proposta monstre dall’Arabia Saudita, si parla di 50 milioni a stagione, forse dall’Al-Ahli. Ma Ancelotti non si è mosso. Rimane a Madrid, prepara la sfida contro il Celta Vigo, e spera che il Barcellona inciampi. Nel frattempo, la stampa spagnola inizia a ipotizzare che possa restare anche per il Mondiale per club.

Il commiato perfetto? Con la Liga in mano

Con 15 trofei vinti alla guida dei Blancos, don Carlo merita un’uscita di scena all’altezza della sua storia. E anche il club lo sa. Il finale di stagione sarà determinante: Liga o no, l’addio sarà comunque elegante.

Il resto? Arabia, Brasile, Italia (si vocifera Milan o Roma), o una pensione serena. Ancelotti, unico tecnico a vincere nei cinque principali campionati europei, non ha fretta, e questa è – per ora – l’unica certezza.

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Europa League: vincono Tottenham e United, verso finale inglese

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Vittorie per Tottenham e Manchester United, si va verso una finale di Europa League tutta inglese. La squadra londinese ha fatto un grande passo battendo 3-1 il Bodo Glimt nella semifinale di andata giocata a Londra. Vantaggio lampo per il Tottenham che al 1′ va a segno con Brennan Johnson, il raddoppio al 34′ con James Maddison: al 16′ della ripresa Dominic Solanke su rigore segna il tris. Saltnes ha accorciato le distanze al 38′ in una delle rare azioni offensive dei norvegesi, chiamati ora alla missione quasi impossibile tra sette giorni in casa. Nell’altra semifinale, grazie anche alla superiorità numerica dal 35′, lo United, a cui resta solo l’Europa per salvare la stagione, ha travolto l’Athletic Bilbao 3-0. I Red Devils, solo quattordicesimi in Premier League, hanno sconfitto i baschi che vedono sfumare il sogno di una finale casalinga il 21 maggio: a segno per gli inglesi Casemiro (30′) e poi doppietta del capitano portoghese Bruno Fernandes (37′ su rigore e 49′).

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Conference: Fiorentina ko a Siviglia, al Franchi per la rimonta

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La Fiorentina cade a Siviglia e ora deve sperare nella rimonta tra sette giorni al Franchi. Il Betis si aggiudica il primo round della semifinale di Conference League, battendo 2-1 i viola grazie ai gol di Ezzalzouli e Antony, ma Ranieri a segno per la squadra di Palladino ha riacceso la speranza. Minuto di raccoglimento per ricordare Papa Francesco, e poi in campo è subito Betis che infatti passa in vantaggio dopo appena sei minuti grazie alla rete di Ezzalzouli. Azione nata dal duello vinto da Bakambu con Comuzzo, arriva sul fondo e crossa: l’attaccante marocchino non sbaglia a due passi da De Gea. La rete passa sotto la lente del Var per verificare eventuali irregolarità, ma l’arbitro Oliver convalida il gol del vantaggio degli andalusi. La Fiorentina reagisce e al 21′ sfiora il pari con Mandragora, che di testa manda fuori di un soffio.

A ridosso della mezzora Palladino è costretto a un cambio; problema muscolare per Cataldi che chiede di uscire, al suo posto Adli. Nel recupero il Betis va vicino al raddoppio con Bartra che calcia il pallone sopra la traversa. Nella ripresa Palladino gioca la carta Kean, rientrato da poco in gruppo e partito dalla panchina. Ma proprio nel momento migliore die viola arriva il raddoppio della squadra andalusa con Antony (19′). Al 27′ però la riapre Ranieri che batte Vieites e fa tornare a sperare la Fiorentina, che qualche minuto dopo va vicina anche al pari con Gosens. La Viola ha reagito e tiene viva la speranza di volare in finale: tra sette giorni il ritorno in casa.

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