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Cronache

Ecco tutti i nomi degli arrestati e le società coinvolte nell’inchiesta che ha portato in cella l’ex senatore Sergio De Gregorio

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Si chiama “Pianeta Italia” l’inchiesta della Squadra Mobile di Roma coordinata dalla DDA di Roma che ha portato alla luce un sistema di societa’ create per riciclare denaro ed estorsioni a locali del centro. Con l’esecuzione di 9 misure cautelari per estorsione, riciclaggio e autoriciclaggio, e il sequestro di 5 societa’ e oltre 470mila euro. E tra i provvedimenti eseguiti dalla Squadra Mobile della Questura capitolina c’e’ anche l’arresto e il trasferimento in carcere dell’ex senatore Sergio De Gregorio, 59 anni. Custodia cautelare in carcere anche per Antonio Fracella, di Nardo’ (Lecce), 41 anni, ex appartenente alla Marina militare; Vito Frascella, 40 anni, nativo di Taranto e anche lui ex appartenente alla Marina; Giuseppina De Iudicibus, 56 anni, di Napoli; Michela Miorelli, 43 anni, di Rovereto, pregiudicata per reati tributari, truffa e bancarotta fraudolenta; Schena Pietro, 43 anni, di Roma. Arresti domiciliari invece per Vito Meliota, 37 anni, di Conversano (Bari); obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria per Michelina Vitucci, 44 anni, di Bari. Irreperibile e attivamente ricercato e’ Corrado Di Stefano, 68 anni, di Roma, gia’ da tempo all’estero, destinatario della misura cautelare degli arresti domiciliari. Gli indagati sono ritenuti, a vario titolo e in concorso tra loro, responsabili di estorsione aggravata, autoriciclaggio e riciclaggio.  In particolare De Gregorio, Schena, Fracella, Di Stefano, Frascella accusati di estorsione aggravata nei confronti del titolare del bar “Enjoy” di Via Chiana; poi De Gregorio, Schena, Frascella e Di Stefano di autoriciclaggio, avendo, al fine di ostacolarne la riconducibilita’, impiegato il profitto derivante dall’estorsione investendolo nelle societa’ Apron srl e Italia Global Service srl; Meliota, insieme ad altri non identificati, di estorsione aggravata nei confronti del titolare del bar “Surma” di Via Flavia 66; Miorelli di autoriciclaggio, per aver impiegato parte dei proventi derivanti da attivita’ criminose nelle societa’ Pianeta Italia srl e Ittica Italiana srl; De Gregorio, Schena, Fracella, Vitucci, Frascella e De Iudicibus di riciclaggio dei proventi derivanti dalle condotte fraudolente della Miorelli all’interno delle societa’ Pianeta Italia srl, Italia GlobaL Service srl e APron srl; ancora De Gregorio, con Schena, Fracella, Vitucci, Frascella e De Iudicibus di riciclaggio dei proventi derivanti dalle condotte fraudolente della Miorelli, facendoli confluire nei conti della societa’ Italia Global Service srl; De Gregorio, Schena, Frascella e Vitucci di riciclaggio dei proventi derivanti dalle condotte fraudolente della Miorelli, facendoli confluire nei conti delle societa’ Pianeta Italia srl e Italia Comunicazione srL; De Gregorio, Schena, Frascella, De Iudicibus e Vitucci di riciclaggio dei proventi derivanti dalle condotte fraudolente della Miorelli, facendoli confluire nei conti della societa’ Pianeta italia srl; De Gregorio, Schena e De Iudicibus di riciclaggio dei proventi derivanti dalle condotte fraudolente della Miorelli, facendoli confluire nei conti della societa’ della societa’ Ittica Italiana srl. Le attivita’ di indagine, condotte dalla I Sezione Criminalita’ Organizzata della Squadra Mobile di Roma, coordinate dai magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia si sono protratte per circa due anni ed hanno consentito di delineare il coinvolgimento degli indagati – il cui punto di riferimento e’ proprio l’ex senatore De Gregorio attorno al quale ruotano le dinamiche criminali del gruppo – nelle vicende estorsive in danno di due bar della capitale e nel reimpiego di oltre 470mila euro all’interno di societa’ a loro facenti capo.

Nell’aprile 2016, infatti, il gestore del bar “Enjoy” di Via Chiana denuncia una patita estorsione di 80.000 euro. I riscontri effettuati mediante le intercettazioni telefoniche ed ambientali, la visione delle telecamere di videosorveglianza e le dichiarazioni rese dalle parti, hanno consentito di ricostruire la dinamica dell’estorsione, posta in essere attraverso una serie di minacce, tra cui quella di far apporre i sigilli al locale. E’ lo Schena, ritenuto braccio destro dell’ex senatore, ad inviare presso il bar sia Frascella che Fracella, all’epoca militari in servizio nella Marina italiana, per esigere dal gestore la restituzione di 80.000 mila euro, asseritamente dovuti al Di Stefano da una terza persona. Sul posto e’ presente anche De Gregorio, che, preoccupato del possibile coinvolgimento nell’indagine per l’estorsione, mette a punto una strategia difensiva e consiglia a Di Stefano di sporgere querela nei confronti del gestore del bar di Via Chiana, per la sottrazione degli 80.000 euro. Pochi giorni dopo l’estorsione, peraltro, la medesima somma viene investita da Di Stefano nelle societa’ Italia Global Service s.r.l. e Apron S.R.L, gestite occultamente da De Gregorio, Schena e Frascella. L’estorsione e il successivo autoriciclaggio del profitto da essa derivante vengono mascherate, sempre su consiglio dell’ex senatore, attraverso il riconoscimento a Di Stefano di una quota societaria dell’Italia Global Service srl, all’interno della quale possiede una quota anche la Pianeta Italia srl (nella cui compagine societaria risultano Vitucci Michelina, moglie di Frascella e la figlia di Schena). Nelle intenzioni degli indagati, infatti, si cerca di far apparire l’estorsione come un semplice tentativo di aiutare il socio Di Stefano a recuperare un credito.

L’estorsione nei confronti del bar “Surma” di via Flavia, invece, ha inizio dalla cessione da parte di Vito Meliota della licenza dello stesso bar, con la contestuale sottoscrizione di una clausola risolutiva espressa che gli consente di recuperare tale licenza in caso di inadempimento dell’acquirente. Ed e’ a seguito del mancato versamento di alcune rate che Meliota, supportato da Schena che ha interesse a subentrare nell’affare anche per conto di De Gregorio, inizia a minacciare il gestore del “Surma” per riottenere la licenza. E’ lo stesso gestore, nelle dichiarazioni rese, a tratteggiare le minacce ricevute: “Vito e’ venuto da me e mi ha minacciato e in una circostanza addirittura mi ha aspettato sotto casa”(…) “per pochi giorni ho deciso di chiudere il locale e dopo una settimana sono tornato e ho trovato una catena chiusa con un lucchetto (…) ho consultato gli altri soci ma abbiamo capito che era meglio evitare altre ripercussioni ed andare via mollando tutto (…). In diverse occasioni, infatti, sia Vito che alcuni suoi amici mi avevano consigliato di lasciare il locale e andare via”. Nel gennaio 2017 e dopo aver sottoscritto, dietro minaccia di Meliota – accertano le indagini della Mobile – e a condizioni assolutamente svantaggiose, un mandato di mediazione per la vendita della licenza del bar, il gestore del “Surma” lascia definitivamente il locale. La licenza viene poi monetizzata da Meliota, attraverso la vendita alla neo costituita societa’ Pianeta Italia Food srl, riconducibile sia allo stesso Meliota che all’ex senatore, che anche in questo caso e’ a conoscenza di tutta la vicenda e si adopera per gestire le questioni pratiche legate alla costituzione della societa’ e alla intestazione delle quote. Le attivita’ di indagine e in particolare gli accertamenti bancari sulle varie societa’ facenti capo direttamente o indirettamente agli indagati, hanno consentito di risalire all’ingente flusso di denaro transitato sui conti correnti delle stesse e quindi ricostruire le contestate operazioni di autoriciclaggio e riciclaggio. Tra le societa’ coinvolte, vi e’ anche la Italia Comunicazione srl che gestisce il magazine online Pianeta Italia News, “periodico di attualita’, politica, cultura e sport” all’epoca dei fatti diretto da Maria Palma, moglie di De Gregorio.

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Cronache

Ischia ritrova la sua giustizia: il Tribunale torna operativo con le udienze del giovedì

Il Tribunale di Ischia riapre le udienze del giovedì grazie al decreto del presidente vicario Scoppa. Una vittoria per avvocati, cittadini e istituzioni locali dopo mesi di proteste.

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Una notizia attesa con speranza dai più ottimisti e insperata da altri, ma che segna un passaggio decisivo nella lunga battaglia per la tutela del presidio giudiziario dell’isola verde. Il presidente vicario del Tribunale di Napoli, Gianpiero Scoppa, ha disposto il ripristino delle udienze a Ischia, restituendo piena funzionalità alla sezione distaccata locale.

Una decisione che accoglie le istanze dell’Associazione Forense dell’isola di Ischia e del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli, protagonisti di una mobilitazione decisa culminata nello sciopero del 5 aprile scorso e nel ricorso al TAR presentato con il sostegno dei sei Comuni isolani.

Il decreto del giudice Scoppa: ritorno alla normalità

Il provvedimento firmato da Scoppa prevede l’assegnazione provvisoria del giudice onorario Ciro Ravenna al settore civile della Sezione distaccata di Ischia, in qualità di Giudice dell’Esecuzione, con il compito di gestire le udienze precedentemente seguite dalla giudice Criscuolo.

Nel decreto si evidenzia che Ravenna, rientrato in servizio nel 2025 dopo un incarico all’Ufficio del Giudice di Pace, aveva espressamente chiesto di essere destinato a una sezione civile in virtù della propria formazione professionale. La sua collocazione a Ischia rappresenta dunque una soluzione funzionale per sopperire alle gravi carenze d’organico che affliggono il Tribunale isolano.

Il decreto ha effetto immediato, garantendo il ripristino delle udienze del giovedì e segnando una svolta dopo mesi di polemiche, disservizi e disagi per professionisti, cittadini, testimoni e imputati costretti agli spostamenti sulla terraferma.

La soddisfazione dell’Assoforense e dell’avvocatura

«Quello ottenuto è un risultato importante», ha commentato Alberto Morelli, presidente dell’Assoforense Ischia. «Scoppa aveva già dimostrato attenzione e sensibilità alla nostra situazione. Ora arriva un passo concreto che ridà dignità alla nostra professione e servizio alla cittadinanza».

Anche il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli esprime soddisfazione per l’esito di un lavoro di sinergia tra istituzioni e avvocati, premiato da un risultato tangibile dopo mesi di diplomazia e pressione istituzionale.

La battaglia continua: si attende la stabilizzazione definitiva

Sebbene l’assegnazione di Ravenna rappresenti una boccata d’ossigeno, resta ancora aperta la questione della stabilizzazione definitiva del Tribunale di Ischia, promessa più volte dal Governo centrale ma mai concretamente attuata.

Il clima ora è più disteso, ma solo un atto definitivo potrà chiudere quella che gli avvocati dell’isola definiscono «una lunga parentesi di giustizia precaria».

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Conclave 2025, i cardinali decidono: si comincia il 7 maggio

Il Conclave per eleggere il successore di Papa Francesco inizierà il 7 maggio. I cardinali si riuniranno nella Cappella Sistina: le regole, i tempi e il ruolo di Parolin.

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I cardinali hanno deciso: il Conclave che eleggerà il 266esimo successore di Pietro inizierà il 7 maggio, mercoledì prossimo, nel pomeriggio. L’annuncio è arrivato dopo l’assemblea dei porporati che ha scelto di prendersi qualche giorno in più per motivi principalmente logistici.

Più tempo per sistemare gli elettori

La decisione di posticipare l’inizio del Conclave rispetto alla conclusione dei novendiali di suffragio per Papa Francesco, che termineranno domenica, è dovuta alla necessità di organizzare adeguatamente l’accoglienza dei 135 cardinali elettori – il numero più alto mai registrato – presso la Casa Santa Marta. Due porporati, infatti, hanno già annunciato la rinuncia per motivi di salute.

La guida del Conclave

A presiedere il Conclave sarà il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato Vaticano, poiché il Decano Giovanni Battista Re e il Vice Decano Leonardo Sandri, avendo superato gli ottant’anni, non parteciperanno alle votazioni. Toccherà a Parolin, quindi, interrogare il nuovo eletto circa l’accettazione del pontificato e il nome che vorrà assumere.

Prima dell’inizio delle votazioni, la mattina del 7 maggio, il cardinale Re celebrerà la Missa pro eligendo Romano Pontifice nella Basilica di San Pietro. Nel pomeriggio, i cardinali si raccoglieranno nella Cappella Paolina per poi entrare in processione nella Cappella Sistina intonando il “Veni Creator Spiritus”, invocando l’assistenza dello Spirito Santo.

Le regole del Conclave

Come stabilito dalla Costituzione Universi Dominici Gregis di San Giovanni Paolo II, i cardinali hanno giurato di rispettare rigorosamente le norme che regolano l’elezione. Sono vietate influenze esterne, pressioni, favoritismi o avversioni personali. L’unico criterio dev’essere il bene della Chiesa e la gloria di Dio.

Il nuovo Papa dovrà essere eletto con una maggioranza qualificata di due terzi. Dopo il comando “Extra omnes” (“Fuori tutti”), inizieranno le votazioni: il primo scrutinio sarà effettuato il 7 maggio. Dal giorno successivo, se necessario, si procederà con quattro votazioni quotidiane, due al mattino e due al pomeriggio.

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Genova, sindacalista inventa un’aggressione fascista: indagato per simulazione di reato

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featured, Stupro di gruppo, 6 anni ,calciatore, Portanova

Un grave episodio di simulazione scuote il clima politico e sindacale a Genova. Fabiano Mura, segretario genovese della Fillea-Cgil (categoria degli edili), è stato iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di simulazione di reato, dopo aver inventato una presunta aggressione subita alla vigilia del 25 aprile.

Mura aveva denunciato pubblicamente e in Procura di essere stato aggredito da due persone che gli avrebbero urlato insulti fascisti, fatto il saluto romano, sputato addosso e colpito con pugni e spintoni. Un racconto drammatico che aveva suscitato un’immediata ondata di solidarietà, culminata in una manifestazione antifascista a cui avevano preso parte esponenti politici e sindacali, tra cui Anpi Genova, la candidata sindaca del centrosinistra Silvia Salis, l’ex ministro Andrea Orlando e l’ex leader Cgil Sergio Cofferati.

La verità emerge: nessuna aggressione

Le indagini della Digos hanno rapidamente sollevato dubbi sulla versione dei fatti fornita da Mura. I riscontri video delle telecamere di sorveglianza e le incongruenze sugli orari hanno smontato il suo racconto. Messo alle strette dagli investigatori, il sindacalista ha infine ammesso davanti al magistrato di essersi inventato tutto e ha ritirato la denuncia.

La Cgil, dopo aver appreso l’esito delle indagini, ha annunciato la sospensione di Mura, prendendo ufficialmente le distanze dal suo comportamento.

Le reazioni politiche

Il caso ha suscitato reazioni forti nel panorama politico. Matteo Salvini, leader della Lega, ha commentato: «Che tristezza. Per tre giorni è stato lanciato l’allarme sulla violenza fascista a Genova, e poi si è scoperto che gli unici fascisti immaginari stanno a sinistra».
Anche Fratelli d’Italia ha denunciato l’episodio, sottolineando che «le falsità fomentano l’odio».

Dal centrosinistra, Silvia Salis ha preso le distanze: «È un atto gravissimo. Noi siamo parte lesa e ci dissociamo completamente da questa azione irresponsabile».

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