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YouTube sotto indagine in Usa per i video per bambini

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YouTube finisce sotto indagine in Usa. Nel mirino della Federal Trade Commission ci sono i video indirizzati al pubblico dei minori, sia per quanto riguarda i contenuti sia per alcune pratiche commerciali. Secondo quanto riportano fonti vicine al dossier citate dai media americani, l’azione degli uomini dell’authority Usa rischia di culminare in una maxi multa per il social media che opera sotto il controllo di Google. Per questo i vertici di YouTube starebbero lavorando per mettere a punto alcune modifiche radicali nella gestione di questi video ed evitare il peggio. L’indagine della Federal Trade Commission e’ stata avviata dopo che sono state presentate numerose denunce da parte di alcuni gruppi di consumatori e di alcune associazioni per la difesa della privacy. Denunce nelle quali si accusano i vertici di YouTube di non proteggere a sufficienza i minori che accedono al servizio di video in streaming, raccogliendo tra l’altro in maniera impropria i loro dati personali. Tra le modifiche alla piattaforma che sarebbero allo studio – riportano l’agenzia Bloomberg e il Wall Street Journal – quella piu’ probabile appare il cambio degli algoritmi per evitare il piu’ possibile gli abusi. Piu’ difficile, invece, un altro piano comunque preso in considerazione, quello di spostare tutti i contenuti indirizzati ai bambini e ai minori su YouTube Kids, applicazione che opera in maniera autonoma e piu’ protetta. Un’operazione delicata che, secondo gli esperti, comporta molti rischi per il social media, visto che i video per bambini sono tra i piu’ popolari e rappresentano gran parte delle entrate in termini di pubblicita’. L’indagine, secondo i media americani sarebbe comunque alle battute finali. “Stiamo valutando diverse idee per migliorare YouTube. Alcune rimangono tali, altre vengono invece sviluppate”, ha commentato uno dei portavoce di Youtube Andrea Faville.

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Facebook lancia Pay e debutta nei pagamenti digitali

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Facebook entra ufficialmente nel mondo dei pagamenti digitali. La società annuncia Pay, destinato agli utenti che usano l’ecosistema di app della società guidata da Mark Zuckerberg, cioè Facebook, Messenger, Instagram e WhatsApp, e che “offrirà alle persone un’esperienza di pagamento comoda, sicura e coerente” tra tutte le applicazioni. Facebook Pay debuttera’ questa settimana negli Stati Uniti, per poi diffondersi in altri Paesi, potra’ essere utilizzato per fare acquisti, effettuare donazioni o trasferire denaro.

“Facebook Pay si basa su infrastrutture finanziarie e su partnership già esistenti ed è separato dal portafoglio Calibra che si appoggera’ al network Libra”, precisa la societa’. Il servizio supportera’ la maggior parte delle principali carte di credito e debito, anche PayPal. Per utilizzare Facebook Pay, sarà necessario aggiungere il metodo di pagamento dalle impostazioni dell’applicazione oppure sceglierlo quando si effettua un pagamento. “Gli utenti gia’ usano i pagamenti sulle nostre app per fare acquisti, fare donazioni per una causa oppure mandare denaro. Facebook Pay rendera’ piu’ semplici queste transazioni, mentre continuera’ a mantenere le informazioni di pagamento sicure e protette”, spiega in un post ufficiale Deborah Liu, Vice Presidente Marketplace and Commerce di Facebook, sottolineando che i numeri di carta e conto bancario verranno archiviati e crittografati in modo sicuro.

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Rivelazione del WSJ: Google “raccoglie” dati sanitari di pazienti per entrare nel business della Sanità

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Google sta raccogliendo segretamente milioni di dati sanitari di pazienti negli Stati Uniti per il cosiddetto “Project Nightingale”: lo scrive oggi il quotidiano “Wall Street Journal”. L’iniziativa, di cui ne’ i medici ne’ i pazienti sono stati messi al corrente, rappresenta la piu’ importante azione compiuta dai giganti della Silicon Valley per ottenere l’accesso ai dati sulla salute delle persone e stabilire una testa di ponte nel vasto settore della sanità. Secondo le informazioni raccolte, il programma include “risultati di laboratorio, diagnosi mediche e registri di ricovero, tra le altre categorie,che compongono una cartella clinica completa, con nomi dei pazienti e date di nascita”. Google ha collaborato con il sistema sanitario Ascension di St. Louis, che opera in 21 Stati e nel Distretto di Columbia, per ottenere i dati. Secondo il “Wsj”, Google sta usando i dati del sistema per progettare un software che personalizza l’assistenza ai singoli pazienti usando “intelligenza artificiale e l’apprendimento automatico”.

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Mercurio passa davanti al Sole e provoca una micro eclissi, accade 13 volte ogni secolo

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L’evento è rarissimo. Accade 13 o 14 volte in un secolo.  Mercurio scorre come un minuscolo neo contro il disco gigantesco del Sole. Un passaggio che provoca delle impercettibili eclissi. La prossima volta succederà solo il 13 novembre 2032. Per questo l’appuntamento alle 13:35 di lunedì 11 novembre è da non perdere e in tutto il mondo astronomi e astrofili si stanno organizzando per osservare la danza del pianeta contro il Sole. Non sarà possibile farlo a occhio nudo: serviranno un piccolo telescopio o almeno un binocolo, da utilizzare con tutte le cautele necessarie per evitare danni agli occhi. L’ultimo transito di Mercurio contro il Sole risale a tre anni fa, il 9 maggio 2016, e quello ancora precedente all’8 novembre 2006. Per gli astronomi è l’occasione per studiare gli strati più esterni dell’atmosfera del Sole, ossia la fotosfera e la cromosfera. Per tutti “vale assolutamente la pena vederlo dal vivo”, ha rilevato Giuseppe Cutispoto, dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) di Catania. Poichè Mercurio è più vicino al Sole rispetto a quanto lo sia la Terra, passa costantemente fra il nostro pianeta e il Sole, ma la sua orbita è inclinata rispetto a quella terrestre; è possibile osservarne il transito sul disco solare solo quando le due orbite si intersecano.Osservare il transito fino in fondo sarà possibile solo dall’America centrale e meridionale; in Italia sarà osservabile a partire dalle 13:35 di lunedì 11 novembre fino alle 18:04, quindi ancora per un po’ dopo il tramonto; il culmine sarà alle 15:20. Per l’occasione sono previsti eventi in tutta Italia, come quelli che l’Inaf organizza a Torino, Bologna, Firenze, Teramo, Roma, Palermo e Catania, con conferenze ed eventi nelle scuole. Se le nuvole dovessero rovinare lo spettacolo, niente paura: si potra’ osservare il transito online grazie alle dirette in streaming organizzate dal Telescopio Nazionale Galileo e dal Virtual Telescope.

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