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Whirlpool tratta dopo la mobilitazione, ora dice che non è prevista alcuna chiusura a Napoli

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Sulla vertenza Whirlpool si pesano bene le parole e si va avanti a piccoli passi. L’azienda conferma a ministro e sindacati di non aver intenzione di chiudere il sito di Napoli e tantomeno di volersi disimpegnare dal futuro dello stabilimento e dei suoi 420 dipendenti, mostrandosi quindi disponibile a ragionare sul proseguimento dell’attivita’. Dal canto suo, il vicepremier e ministro, Luigi Di Maio, si mostra soddisfatto, apprezza che i pilastri su cui ha aperto la discussione odierna siano stati condivisi dall’azienda e dà per scontato che da lunedì (l’azienda ha chiesto, infatti, altri quattro giorni prima di illustrare una proposta) la discussione si possa riaprire partendo da questi presupposti. Intanto c’è sul tavolo la pistola del ministro ovvero la revoca di tutti gli aiuti concesso alla azienda americana se dovesse decidere di andarsene da Napoli. Prima di farlo deve sborsare 50 milioni di incentivi. I sindacati  restano in allerta.

Luigi Di Maio. Il icepremieri

Al termine di un incontro durato praticamente mezz’ora, si mostrano cautamente ottimisti – parlando di “primo passo” e di “spiraglio” – ma dell’azienda continuano a fidarsi poco. Nessuno, infatti, al tavolo istituzionale ha ancora chiaramente scongiurato quello che dall’inizio di questa storia e’ il vero spauracchio dei lavoratori, ossia la cessione del sito da parte di Whirlpool a un soggetto terzo. “Non disimpegno non vuole ancora dire tutto”, ha fatto notare la segretaria nazionale della Fiom Cgil, Barbara Tibaldi, concedendo alla’azienda per il prossimo incontro un’ultima occasione di mostrarsi affidabile. Della stessa opinione si e’ mostrato il segretario nazionale della Uilm, Gianluca Ficco, segnalando che “non sara’ facile passare da una dichiarazione aziendale generica di disponibilita’ alla risoluzione effettiva della vertenza”. La pensa cosi’ anche la segretaria nazionale della Fim Cisl, Alessandra Damiani, “ci sono aperture ma e’ tutto da verificare”.

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Il M5s sfida la Lega sulla Rai: riduzione drastica e poi aboliamo canone dal 2021

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Un contropiede su un terreno molto popolare. Il Movimento 5 Stelle spiazza la Lega e prende l’iniziativa sul canone Rai. “Presenteremo una proposta per ridurlo drasticamente”, annuncia Luigi Di Maio. E i leghisti provano a fare buon viso: “Si allineano a una battaglia storica della Lega”, dichiara Massimiliano Capitanio. Ma tra gli alleati c’e’ la sensazione che il M5s tenti di rilanciare la propria popolarita’ proprio approfittando del momento di apparente difficolta’ di Matteo Salvini per il caso Russia. La proposta pentastellata prevede il taglio del canone Rai dal 2021 attraverso un aumento della pubblicita’ sul modello La7 che sostituirebbe il gettito del canone. Il testo, a prima firma di Laura Paixa, e’ stato depositato alla Camera e si affianca alla proposta di legge Liuzzi per la revisione della governance e per togliere la politica dalla Rai. “Abbiamo trovato una soluzione che ci consente di ridurre il canone Rai senza danneggiare la qualita’ del servizio pubblico, che comunque deve migliorare”, gongola il leader M5s Di Maio. I dettagli della proposta, che sara’ a breve illustrata ufficialmente, non vengono svelati neanche alla Lega. E l’uscita del Movimento coglie del tutto di sorpresa gli alleati. La proposta non dovrebbe cozzare con la flat tax, con il rischio di contendersi le coperture, perche’ partirebbe dal 2021. Si basa sulla pubblicita’, spiegano i Cinque stelle. Ma prima ancora che si entri nel merito il punto e’ politico: intestarsi una misura molto popolare, come l’abolizione del canone, puo’ avere effetti sul consenso. Ecco perche’ la Lega reagisce subito allo “scippo”: “Bene l’allineamento del M5s alla nostra battaglia storica. Lavoreremo insieme – dice Capitanio – per la sua sostenibilita’ economica. L’operazione segue alla nostra risoluzione per il taglio dei compensi e per la razionalizzazione dei dirigenti”.

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l’ex giudice Bellomo 9 ore davanti al Gip si difende: i racconti delle vittime sono falsi

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Ha documentato con mail e sms che i racconti di alcune sue presunte vittime “non rispondevano alla realta’ dei fatti”. Francesco Bellomo, l’ex giudice barese del Consiglio di Stato agli arresti domiciliari dal 9 luglio per presunti maltrattamenti su quattro donne, tre ex borsiste e una ricercatrice della sua Scuola di Formazione per la preparazione al concorso in magistratura, ed estorsione ad un’altra ex corsista, ha risposto per piu’ di nove ore alle domande del gip del Tribunale di Bari, Antonella Cafagna, durante l’interrogatorio di garanzia. “Ha dato tutti i suoi chiarimenti, contrastato in modo molto rigoroso e documentato tutte le accuse che gli vengono rivolte” ha detto lasciando il palazzo di Giustizia di Bari l’avvocato Beniamino Migliucci, difensore di Bellomo con Gianluca D’Oria. Le prove della sua innocenza, sms e mail, sono contenute in una memoria difensiva che e’ stata depositata al termine dell’interrogatorio, insieme alla richiesta di revoca della misura cautelare. I legali hanno ribadito che “non sussiste alcun reato” e, di conseguenza, “non vi sono esigenze cautelari in questo momento, tanto piu’ che le indagini, per quel che abbiamo appreso dal fascicolo, sarebbero terminate nell’aprile del 2018, la richiesta della misura cautelare e’ del marzo 2019, sono passati tanti mesi e quindi secondo noi diventa anche un po’ un’anomalia che abbiamo segnalato”. Stando alle indagini della Procura di Bari, coordinate dall’aggiunto Roberto Rossi e dal sostituto Daniela Chimienti, Bellomo, destituito nel gennaio 2018, avrebbe vessato alcune corsiste della sua Scuola a partire almeno dal 2011. Alle donne, con le quali aveva anche relazioni intime, avrebbe imposto rigidi codici di comportamento e ‘dress code’, fino a controllarne profili social e frequentazioni. Oltre ad aver negato di aver commesso maltrattamenti, ne’ l’estorsione a una corsista costringendola a lasciare il lavoro di conduttrice in una tv, Bellomo ha respinto le accuse di calunnia e minacce all’attuale premier Giuseppe Conte, che nel 2017 era presidente della commissione disciplinare chiamata a giudicare Bellomo. I legali hanno eccepito anche la “improcedibilita’ e di conseguenza la inutilizzabilita’” dei documenti informatici sequestrati nei giorni scorsi in computer e telefoni “perche’ trattasi a nostro avviso – hanno spiegato – di un sequestro che non si sarebbe dovuto eseguire perche’ abbondantemente fuori dal termine di indagine”.

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Calciomercato: la Roma prende Mancini e Veretout, la Juve porta a casa il miglior difensore al mondo De Ligt

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Roma e Juventus grandi protagoniste delle ultime ore di mercato. Se i giallorossi assestano il doppio colpo MANCINI-VERETOUT, i campioni d’Italia accolgono a Torino Matthijs DE LIGT. Il forte difensore dell’Ajax, atteso in serata, fara’ domani mattina le visite mediche con il club bianconero, mentre la presentazione di giovedi’ non e’ ancora ufficiale ma sembra l’ipotesi piu’ naturale, considerato che venerdi’ mattina la squadra agli ordini di Sarri partira’ per la tourne’e in Cina. Dopo aver chiuso per il difensore centrale dell’Atalanta Gianluca MANCINI, la Roma ha vinto il match di mercato con il Milan aggiudicandosi le prestazioni del centrocampista della Fiorentina Jordan VERETOUT. L’offerta della Roma per il calciatore sarebbe di 2,3 milioni piu’ 300mila euro di bonus. L’entourage del giocatore e la dirigenza giallorossa stanno lavorando su un bonus da un milione legato alla qualificazione in Champions League, promesso a VERETOUT nel summit di giugno. Alla Viola andranno, invece, 17 milioni piu’ due di bonus. Da casa Napoli, intanto, si allontana ulteriormente JAMES RODRIGUEZ: il Real Madrid cedera’ il calciatore soltanto a titolo definitivo e il presidente del club azzurro Aurelio De Laurentiis ha ribadito la sua volonta’ di non voler investire la cifra che richiedono i blancos: “Quello che non capisco e’ perche’, al Bayern Monaco, che fattura il triplo rispetto a noi, lo si deve dare in prestito, e a noi si chiedono 42 milioni”. Si muove ancora l’Atalanta che ha ufficializzato l’acquisto dal Racing Genk del centrocampista Ruslan MALINOVSKYI. Il nazionale ucraino classe 1993, e’ gia’ a disposizione dell’ allenatore Gian Piero Gasperini presso il centro sportivo di Clusone. Malinovskyi ha rinviato il temporaneo ritorno in Ucraina per definire le pratiche relative al visto. Dal canto suo la Sampdoria lancia l’offensiva per l’attaccante del Napoli Simone VERDI e avrebbe preparato 20 milioni per acquistare il giocatore che piace moltissimo al neo tecnico Eusebio Di Francesco. Una cifra importante per il 27enne che e’ in cima alla lista dei dirigenti doriani per rinforzare la linea offensiva. Il club doriano continua a monitorare anche l’ argentino Emiliano RIGONI: la Sampdoria attende la risposta dello Zenit San Pietroburgo per il 26enne esterno offensivo dopo la proposta di 1 milioni per il prestito oneroso piu’ il diritto di riscatto per 11 milioni al raggiungimento di precisi obiettivi. Intanto in uscita c’e’ sempre il centrocampista belga Dennis PRAET che piace al Leicester, ma dalla Francia parlano di un sondaggio del Paris Saint Germain per il 25enne belga.

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