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Verso l’aumento delle spese militari nel Def ma Conte insiste: il M5s dirà no

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Maggioranza sempre in tensione sulle spese militari: mentre si cerca di trovare un’intesa per evitare incidenti in Senato, dove a inizio settimana ci sara’ il voto sul decreto Ucraina, Matteo Salvini continua a ripetere che “si parla troppo di armi e persino di nucleare”, senza pero’ mettere in discussione apertamente le scelte del governo. Mentre Giuseppe Conte, in piena campagna per mantenere la presidenza M5S, alza il tiro e promette un “no” all’aumento dei fondi per la difesa. A Palazzo Madama si aspetta di capire cosa fara’ il governo: lunedi’ sera una call tra il ministro per i rapporti con il Parlamento Federico D’Inca’ e i gruppi nelle due commissioni impegnate sul decreto – Esteri e Difesa – cerchera’ di raggiungere un’intesa che tenga insieme la maggioranza e non sconfessi il voto della Camera che impegna l’esecutivo a portare la spesa al 2% del Pil, come prevede peraltro l’intesa Nato cui, come ha ricordato piu’ volte il premier Mario Draghi, nessun governo e’ mai venuto meno finora, nemmeno i due a guida Conte. Il premier, di rientro dalla due giorni di Bruxelles, prepara il terreno diplomatico per attivare il contatto con Vladimir Putin, come annunciato alla fine del Consiglio europeo. E da lunedi’ si concentrera’ insieme al ministro dell’Economia sul Def, che, nelle intenzioni, dovrebbe essere varato entro la fine di marzo, la prossima settimana. Nel documento di economia e finanza, che dovra’ registrare la battuta di arresto della ripresa a causa della guerra in Ucraina (il Pil si dovrebbe attestare attorno al 3%), dovrebbe anche essere delineato il percorso per aumentare fino al 2% – circa mezzo punto dal livello attuale, quindi di 9-10 miliardi – i fondi a disposizione della Difesa. Negli ultimi anni il budget del ministero ha continuato a salire e cosi’ dovrebbe continuare a fare anche nei prossimi anni. Ma sempre in modo “graduale”, e’ il tam tam che circola nelle file del governo, non certo in modo “massiccio” e tutto subito come lascia intendere Conte. L’ex premier anche oggi si e’ detto pronto ad andare “contro tutti” se questo “basta a fare gli interessi dell’Italia e dei cittadini”.Ed ha schierato i 5S sul “no” all’aumento delle spese militari e sul si’, invece, a “un investimento shock sulla transizione energetica verso le rinnovabili, si’ a un impegno dello Stato senza precedenti sulle reti di sostegno per famiglie, imprese in crisi, lavoratori che devono scegliere se pagare la bolletta o fare la spesa o il pieno di carburante”. Conte, domani alla prova del voto per la riconferma della sua leadership, deve fare i conti con le divisioni interne al Movimento, che a Montecitorio ha votato compatto l’ordine del giorno sul 2%. “Gli impegni sono presi”, dice peraltro la viceministra all’Economia Laura Castelli, sottolineando che ora e’ il momento di fare “senza scontri quello che serve all’Europa”, continuando a rispondere uniti all’invasione di Putin. I partiti aspettano comunque di vedere le mosse del governo. La cosa certa e’ che il governo “non cadra’ mercoledi’”, dicono al Senato, mentre si esplorano le opzioni, sostanzialmente tre, per sminare il passaggio del decreto sulle armi all’Ucraina. Mettere la fiducia, come si aspettano i senatori, non sarebbe molto “elegante”, anche perche’ alla Camera non era stata posta. Oppure dare parere favorevole all’odg che ha presentato Fratelli d’Italia, facendolo passare liscio (e in questo caso senza voto, come da regolamenti, a meno che qualcuno non lo chieda esplicitamente) . O ancora elaborare, operazione pero’ complessa, un ordine del giorno di maggioranza. In attesa della partita vera, quella che si giochera’ sul Def.

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Urso, tre collegati a manovra, dallo spazio a blue economy e AI

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“Realizzeremo nei prossimi giorni tre collegati alla manovra economica già previsti perché questo governo ha una ben chiara politica produttiva industriale condivisa da tutto il governo per accelerare la capacità di investire sull’innovazione”. Lo ha annunciato il ministro delle Imprese e del made in Italy Adolfo Urso, all’inaugurazione di Vinitaly 2024 a Veronafiere. Il primo collegato, ha precisato il ministro Urso, “è sulle tecnologie abilitanti, cioè sull’intelligenza artificiale e metaverso, la realtà virtuale, la meccanica quantistica. Perché noi dobbiamo trasferire presto queste tecnologie alle nostre imprese. Il secondo collegato è sullo ‘space control’ perché è uno dei comparti di sviluppo. Nel menu del futuro c’è proprio l’economia dello spazio su cui noi siamo un grande attore globale. Mentre il terzo collegato è sulla Blue Economy perché la colonizzazione dello spazio e degli oceani e dei beni sottomarini è il futuro del made in Italy. E domani celebriamo tutto questo, con Vinitaly a far da anteprima per evidenziare che l’alimentazione è stato il veicolo principale per portare nel mondo le specificità italiane”.

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Salvini, avevo invitato Bossi, suoi insulti aiutano a migliorare

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“Io sono in Lega da 30 anni e sono abituato alle telefonate notturne e diurne di insulto e di polemica di Umberto Bossi, quindi mi servono per capire e migliorare. Ringrazio Maroni per il tanto che mi ha insegnato. Per quello che mi riguarda per la Lega e per l’Italia il bello deve ancora venire”. Così il leader della Lega Matteo Salvini parlando a margine della festa del Carroccio a Varese. “Bossi lo avevo invitato oggi – ha aggiunto replicando a chi chiedeva se lo aveva sentito – ha fatto altre scelte, ma va bene così. Bossi può dire quello che vuole, per me sono sempre consigli utili”. Stesso discorso per le parole del Senatur su Giancarlo Giorgetti: “A Bossi, visto che ha costruito tutto, tutto è permesso”. E a chi chiedeva perché ieri non è andato a Gemonio, ha risposto che “ero al G7 dei Trasporti. Faccio con orgoglio il segretario della Lega, ma faccio anche il vicepremier e il ministro dei Trasporti”.

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Meloni convoca il G7 per discutere dell’attacco dell’Iran

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A seguito dell’attacco iraniano contro Israele, il Presidente del consiglio Giorgia Meloni, a quanto si apprende, ha annullato alcuni impegni previsti in agenda, compresa la visita al Vinitaly di Verona di domani lunedì 15 aprile.

La Presidenza italiana del G7 ha convocato per il primo pomeriggio di oggi una videoconferenza a livello leader, per discutere dell’attacco iraniano contro Israele. Lo si apprende da fonti di Palazzo Chigi.

Come ufficializzato da una nota di Palazzo Chigi, “la Presidenza italiana del G7 ha convocato, per il primo pomeriggio di oggi, una conferenza in collegamento a livello leader per discutere dell’attacco iraniano contro Israele”.

“La presidente del consiglio Giorgia Meloni ha convocato la conferenza dei leader del G7 che si svolgerà questo pomeriggio per prendere iniseme una posizione al fine di frenare la escalation e di individuare a giungere a una soluzione diplomatica e quindi politica di questo conflitto che dobbiamo assolutamente arginare”. Così, dopo l’attacco iraniano a Israele di stanotte, il ministro delle Imprese e del made in Italy Adolfo Urso, all’ingresso di Vinitaly 2024 che si apre oggi a Veronafiere, spiega anche l’assenza della Meloni. “L’Italia è in campo – ha precisato Urso – sia a livello bilaterale con intervento che abbiamo fatto nei giorni scorsi con tutti gli attori e sia come paese guida a presidenza del G7, appunto convocando il vertice per questo pomeriggio”.

 

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