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Gol di Fabian Ruiz e un autogol, il Napoli di Davide Ancelotti espugna la piscina di Marassi

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A Marassi Carlo Ancelotti deve vincere. Poi occorre sperare in una battuta di arresto della Juventus. Così si rende interessante un campionato che rischia di essere una corsa solitaria bianconera. Entra Milik, esce Mertens in attacco. Al centro del campo Zielinski prende il posto di Fabian Ruiz. Il Napoli imposta la solita partita d’attacco. Squadra cortissima, pressing in ogni zona del campo. Al minuto 11 primo brivido. Insigne da fuori area indovina un bel tiro di destro che si stampo sul palo alla sinistra del portiere del Genoa, Radu. Al 18 secondo pericolo per Radu. Su un tiro dai sedici metri di Zielisnki lo salvo un suo compagno di squadra che devia col corpo un gran tiro.

Stadio Marassi. Spettacolo sugli spalti. Accoglienza bella dei tifosi del Genoa ai napoletani

Sul rovesciamento di fronte il Genoa passa con Kouamè su un errore marchiano di Zielinski perde palla in attacco e per lo svarione difensivo di Hysaj. Al minuto 35 palla gol servita a Callejon a Milik al centro che però non riesce a mettere dentro. Radu riesce a deviare. Nel secondo tempo sempre il Napoli a fare la partita. Al minuto 58 minuto l’arbitro ferma la partita per un temporale e manda le squadre negli spogliatoi. Dopo 15 minuti si riprende. Il campo è davvero ai limiti.

Kalidou Koulibaly. È sempre mostruosa la prestazione del difensore senegalese del Napoli

Al 63 minuto Fabian Ruiz sulla lunetta dell’area di rigore riceve una palla che di sinistro mette dentro. Ancelotti non vorrebbe giocare, lo fa rilevare agli arbitri che però fanno proseguire. Al 68 è Insigne su punizione a sfiorare il gol.  Purtroppo non è una partita di calcio ma un continuo rinvio di palloni da un lato all’altro del campo.

Il secondo gol. L’autorete di Biraschi su punizione da destra di Mario Rui

Al minuto 85 su punizione di Mario Rui da destra, autogol del Genoa con Biraschi. Proteste dei genoani, il Var viene invocato, l’arbitro ferma la partita, guarda le immagini e concede il gol. Napoli avanti da pochi minuti dal termine.

Davide Ancelotti: “Bravi ad affrontare due difficoltà, questo Genoa e la pioggia” che rendeva il campo impossibile

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Inter travolge il Cagliari e vola verso lo scudetto: +12 sul Napoli, titolo a un passo

L’Inter batte il Cagliari 3-0 e vola a +12 sul Napoli. Gol di Thuram, Barella e Zielinski: scudetto sempre più vicino.

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L’Inter supera il Cagliari Calcio a San Siro e consolida la vetta della classifica con 78 punti. Il successo porta i nerazzurri a +12 sul Napoli, impegnato contro la Lazio, e avvicina in modo concreto lo scudetto.

Primo tempo bloccato, Cagliari ordinato

La prima frazione scorre senza particolari emozioni. Poche occasioni, ritmi contenuti e un Cagliari compatto e ben organizzato, capace di reggere l’urto contro la capolista. Le occasioni si contano sulle dita di una mano e si va all’intervallo sullo 0-0.

La squadra sarda, guidata da Pisacane, mostra personalità e non si limita a difendersi, mentre l’Inter fatica a trovare fluidità nel gioco.

Ripresa decisiva: Thuram e Barella firmano il sorpasso

Nella ripresa cambia tutto. L’Inter rientra in campo con maggiore intensità e alza il ritmo. Dopo pochi minuti arriva il vantaggio: azione costruita da Dimarco e finalizzata da Marcus Thuram.

Poco dopo è Nicolò Barella a raddoppiare con un tiro potente e preciso. Il centrocampista non esulta, ma viene sollevato dai compagni, segno di un gruppo compatto e concentrato sull’obiettivo.

Zielinski chiude i conti, San Siro sogna

Nel finale arriva anche il terzo gol firmato da Piotr Zieliński, che mette al sicuro il risultato e certifica la superiorità nerazzurra.

Sugli spalti, la Curva Nord accompagna la squadra con cori espliciti: “vinceremo il tricolor”. Un segnale chiaro di fiducia in un titolo ormai a portata di mano.

Marotta tra prudenza e ottimismo

Prima della gara, il presidente Giuseppe Marotta aveva invitato alla cautela: “Siamo all’ultimo chilometro con la maglia rosa, vediamo il traguardo ma non facciamo calcoli”.

Un messaggio che fotografa il momento dell’Inter: consapevolezza della forza, ma attenzione a non abbassare la guardia.

Prossimo impegno: Coppa Italia

L’Inter ora guarda anche alla Coppa Italia. Martedì a San Siro è in programma il ritorno della semifinale contro il Como, dopo lo 0-0 dell’andata. Un altro obiettivo per una squadra che non intende fermarsi.

Il campionato, però, resta la priorità. E lo scudetto, a questo punto, è davvero a un passo.

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Oscar Schmidt, la leggenda che rese grande Caserta: addio alla “Mano Santa” del basket mondiale

Addio a Oscar Schmidt, icona del basket mondiale e simbolo della Juvecaserta. Record, carriera e legame con Caserta.

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È morto a 68 anni Oscar Schmidt, uno dei più grandi realizzatori nella storia della pallacanestro. Si è spento in ospedale a Santana de Parnaíba, nello stato di San Paolo, dopo una lunga convivenza con un tumore al cervello.

Prima di lui nessun giocatore straniero aveva inciso così profondamente sul basket italiano. E dopo di lui, nessuno è riuscito a lasciare un segno paragonabile.

Gli anni italiani e l’epopea a Caserta

Gli anni Ottanta della Serie A furono il palcoscenico delle sue imprese. Arrivato in Italia con il soprannome di “Mão Santa”, divenne protagonista assoluto con la Juvecaserta Basket, sotto la guida di Bogdan Tanjević.

A Caserta non fu solo un campione, ma un simbolo. Segnava senza sosta, trasformando ogni partita in uno spettacolo. Chiuse la sua esperienza italiana con 13.957 punti, primato assoluto per anni e ancora oggi record tra i giocatori stranieri.

Finali sfiorate e crescita di una squadra

Con la Juvecaserta sfiorò più volte traguardi storici: due finali scudetto, una finale di Coppa Korac e quella, memorabile, di Coppa delle Coppe contro il Real Madrid di Dražen Petrović.

I tifosi celebrarono una Coppa Italia durante la sua permanenza. Lo scudetto arrivò l’anno dopo la sua partenza, ma fu anche grazie alla sua spinta se il club riuscì a diventare una delle grandi realtà del basket italiano. La sua maglia numero 18 è stata ritirata, segno di un’eredità indelebile.

I record con il Brasile e le Olimpiadi

Con la nazionale brasiliana, Schmidt ha scritto pagine di storia: tre titoli sudamericani, un oro ai Giochi Panamericani e il bronzo mondiale del 1978.

Ha partecipato a cinque Olimpiadi, stabilendo un record ancora imbattuto: miglior realizzatore nella storia dei Giochi con 1.093 punti complessivi e autore di prestazioni leggendarie, come i 55 punti segnati a Seul.

Un’eredità oltre i numeri

Inserito nella Hall of Fame della FIBA e della NBA, pur non avendo mai giocato negli Stati Uniti, Schmidt resta una figura unica nel panorama sportivo mondiale.

Il suo legame con Caserta va oltre il campo: cittadino onorario, bandiera sportiva, riferimento emotivo per una città che lo ha adottato e mai dimenticato.

Il ricordo della Juvecaserta

Nel suo messaggio di cordoglio, la Juvecaserta lo ha definito “emozione pura, passione travolgente, talento infinito”, sottolineando come non fosse solo un atleta ma un simbolo.

Un pezzo di storia che continuerà a vivere nei ricordi dei tifosi e negli archivi del basket mondiale. Caserta, come il Brasile, perde una leggenda. Ma la sua “mano santa” resta nella memoria di chi ama questo sport.

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Juvecaserta in lutto per Oscar Schmidt: “Leggenda eterna, Caserta non ti dimenticherà mai”

La Juvecaserta ricorda Oscar Schmidt con un messaggio commosso: “Leggenda eterna”. Il campione ha segnato la storia del basket casertano.

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La Juvecaserta Basket ha espresso il proprio cordoglio per la scomparsa di Oscar Schmidt, figura simbolo della storia del club e del basket internazionale.

“Oscar non è stato soltanto un campione straordinario: è stato emozione pura, passione travolgente, talento infinito”, si legge nel comunicato diffuso dalla società campana.

Il legame profondo con Caserta

Il ricordo del club mette in evidenza il rapporto speciale tra Schmidt e la città. A Caserta il campione brasiliano ha vissuto anni intensi della sua carriera, diventando un punto di riferimento per tifosi e appassionati.

“Chi ha avuto la fortuna di vederlo indossare i nostri colori sa che non era semplicemente un atleta, ma un simbolo, un’ispirazione, un pezzo di cuore bianconero”, prosegue il messaggio.

Un’eredità sportiva indelebile

Con il suo talento e i suoi tiri iconici, Schmidt ha lasciato un segno profondo nella storia della pallacanestro. Il suo passaggio a Caserta resta uno dei momenti più significativi per il club e per il movimento cestistico italiano.

Il saluto alla famiglia e al mondo del basket

La Juvecaserta ha rivolto un pensiero alla famiglia del campione, alla moglie Cristina e ai figli Felipe e Stephanie, estendendo la vicinanza a tutto il mondo del basket.

“Ciao Oscar, leggenda eterna. Caserta non ti dimenticherà mai”, conclude il comunicato, sintetizzando il sentimento di una città che lo ha amato e che continua a considerarlo parte della propria identità sportiva.

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