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Economia

Turismo, Sangalli: Italia solo quinta potenza al mondo ma ha un enorme potenziale inespresso

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“L’Italia è uno dei paesi più amati al mondo, ma nella graduatoria degli arrivi mondiali è solo al quinto posto con 58,3 milioni dopo Francia, Spagna, Usa e Cina. Il Turismo va riportato in alto tra le politiche nazionali perchè è uno straordinario volano per il rilancio del sistema Paese con un forte potenziale di crescita” sostiene il presidente di Unioncamere Carlo Sangalli al convegno Imprese Turismo di Roma.

Tommaso Pellegrino. ll presidente del Parco del Cilento vuole svecchiare e rendere più appetibile il marketing territoriale di uno dei parchi più belli e più di ricchi di biodiversità che merita l’attenzione di un turismo che ama la natura e la bellezza dei giacimenti culturali del Cilento

“Le Camere di commercio negli ultimi due anni di lavoro – continua Sangalli – hanno investito 65 milioni di euro realizzando 220 azioni progettuali. Tra queste, l’avvio di un nuovo modello di osservazione economica sul Turismo che, a partire dal Registro delle imprese, si avvale dell’intelligenza artificiale per aiutare le imprese nei loro sentieri di sviluppo”. “Anche per questo – prosegue Sangalli – stiamo aiutando gli imprenditori a parlare sempre di più il linguaggio 4.0 attraverso i Punti impresa digitale che abbiamo creato per diffondere la conoscenza e l’adozione delle tecnologie avanzate. E stiamo lavorando per assistere le imprese anche sui temi della qualificazione e della commercializzazione dei prodotti turistici. Il marchio “Ospitalità italiana” attraverso il nuovo lancio di un rating di qualità è uno degli strumenti che mettiamo a disposizione per meglio qualificare l’offerta turistica”. “Si tratta di interventi – conclude – che fanno parte del piano strategico triennale che abbiamo messo a punto per dare concretezza alla nuova funzione in materia di promozione del Turismo e valorizzazione dei beni culturali che la riforma del 2016 ha affidato al sistema camerale”.

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Accordo di partnership siglato tra SytApp e Pmi/Confederazione nazionale piccole e medie imprese

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Le difficoltà delle piccole e medie imprese italiane ad intercettare la domanda dei consumatori di prodotti di buona qualità made in Italy al giusto prezzo. Le aggressive campagne pubblicitarie di Internet Company straniere che invitano all’acquisto online di prodotti non sempre utili, di qualità spesso scadente e talvolta spediti in Italia da paesi del mondo molto lontani dove i processi produttivi non hanno gli stessi standard qualitativi e gli stessi controlli cui sono soggette le aziende italiane. Di questo e di altro ancora si è discusso nel corso di un incontro tra Tommaso Cerciello, Presidente di PMI – Confederazione nazionale delle piccole e medie imprese italiane – e Roberto Galloro, socio fondatore di SYT APP, l’azienda napoletana che è impegnata in queste ore nel lancio del portale (https://www.sytapp.it). 

SytApp ha lanciato infatti una campagna di informazione sui contenuti dei suoi servizi (l’App su Smartphone si scarica sugli store Apple e Google Play)  con uno spot veicolato attraverso 50 canali della piattaforma Sky. La mission è quella di usare l’App e dunque il web non per allontanare i consumatori dai negozi, come sta avvenendo in questi anni, ma per riavvicinarli.  Syt App vuole spingere,  anche attraverso altre modalità di comunicazione e piattaforme che sono in via di elaborazione, i consumatori a fare acquisti consapevoli sul Web mettendo in relazione diretta, senza intermediari e senza costi aggiunti nascosti, consumatori e venditori. 

I componenti della delegazione di SytApp, guidata dal commercialista e socio fondatore Roberto Galloro, hanno risposto alle domande  e alle tante curiosità del presidente di Pmi Cerciello sul funzionamento della piattaforma e della App, sulla gratuità dei servizi offerti per i consumatori, sul costo abbordabile per i merchant che possono offrire i loro prodotti e/o servizi sulla piattaforma. Una discussione lunga, cordiale, esaustiva che ha portato alla firma di un protocollo di intesa tra Pmi – che riunisce in tutta Italia migliaia di esercenti – e SytApp. 

L’accordo consentirà agli iscritti di Pmi di poter accedere alla piattaforma Syt App ad un prezzo scontato oltre ad avere a disposizione consulenti fiscali e commerciali che potranno consigliare su come usare al meglio la tecnologia per rilanciare le loro imprese in un periodo di congiuntura economica difficile.  “Come cittadino e come imprenditore sono contento – ha dichiarato Roberto Galloro – che l’associazione PMI abbia creduto al progetto SytApp, perchè il tessuto economico dell’Italia è fatto da tante piccole e medie imprese e sono tutte guidate da grandi uomini che combattono ogni giorno senza alcun sostegno. SytApp – ha concluso Galloro- è per loro un supporto innovativo,  al passo con i tempi, darà loro grande visibilità nel mercato, crescita ed un motivo in più per non arrendersi, anzi andare avanti, far crescere le loro imprese”.

 

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Stretta sul salvataggio di Carige, domani si riunisce il consiglio del Fondo interbancario per decidere

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Stretta sul salvataggio Carige. Domani si riunisce a Roma un consiglio del Fondo interbancario. Questo è quanto si apprende da fonti vicine al dossier, a conferma di anticipazioni di stampa con l’ipotesi che il consorzio di banche sia al lavoro su un piano alternativo a quello proposto dal fondo Apollo. L’appuntamento del Fitd dovrebbe comunque tornare sulla bozza di offerta di Apollo, in cui l’investitore si immaginava un intervento nell’ordine dei 120 milioni di euro nell’ambito di una ricapitalizzazione da 450-500 milioni di Carige, con la conversione in capitale dell’obbligazione per 318 milioni (convertibile per poco piu’ di 313 milioni) sottoscritta dallo Schema volontario del Fitd. Dai vertici del Fitd si raccoglie un ‘no comment’. Da altre fonti finanziarie si apprende intanto che il fondo Apollo è comunque al lavoro – e così i commissari Carige – per rimodulare l’offerta già fatta pervenire a Kpmg, advisor del Fitd. Se in queste ore ci fossero sviluppi nella trattativa tra l’Interbancario e Apollo, il consiglio del consorzio di banche potrebbe valutare la proposta già domani.

Su tutto domina una scadenza importante della supervisione bancaria con una riunione del Supervisory Board della Bce attesa in settimana (forse già mercoledì) a cui si guarda per capire se la vigilanza darà ancora tempo per un salvataggio privato di Carige o si vada piuttosto a scenari più estremi. L’idea che il Fondo Interbancario possa intervenire in una soluzione complessa per Carige – un ‘piano B’ rispetto al salvataggio targato Apollo – era stata di fatto anticipata dal presidente Salvatore Maccarone. In settimana, a margine del consiglio ordinario del fondo, aveva per la prima volta aperto a un passaggio del bond dal cappello dello Schema volontario, che ha sottoscritto l’obbligazione, direttamente alla parte obbligatoria del fondo, come ormai ipotizzabile a valle della sentenza che ha stabilito come non ci siano stati ‘aiuti di Stato’ nel salvataggio di Tercas da parte del Fitd. Se l’operazione su Carige fosse “piu’ complessa” rispetto alla sola conversione del bond “potrebbe essere opportuno” cambiare, aveva detto, indicandola come “una cosa concettualmente ipotizzabile” e di cui cominciare a parlare. Tale operazione “complessa” potrebbe far forza su fondi del Fitd nell’ordine degli 1,5 miliardi. Da capire la posizione del primo azionista Malacalza (con il 27,7%) che in settimana ha tuonato contro l’invito alla sobrieta’ giunto dai commissari, attaccando una possibile intesa tra Carige e Apollo, rispetto alla vendita delle compagnie assicurative Amissima.

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Convegno di studio dei commercialisti, Moretta: siamo le sentinelle delle piccole e medie imprese, spina dorsale e vera risorsa economica del Paese

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“Il Paese ha necessità di un concreto rilancio economico, il commercialista può e deve svolgere un ruolo sempre più determinante nell’ambito delle riforme relative al processo tributario, crisi d’impresa, sistema di controlli e semplificazione fiscale anche attraverso le specializzazioni. Perché i commercialisti rappresentano il termometro dell’economia del Paese e, soprattutto, sono le sentinelle delle piccole e medie imprese, vera risorsa della nostra Italia”.

Vincenzo Moretta. Presidente dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli

 

Quello che avete letto è solo uno dei passaggi più significativi dell’intervento di Vincenzo Moretta, presidente dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli, al termine della due giorni di studio a Lacco Ameno, nella sala congressi dell’Albergo della Regina Isabella, sull’isola d’Ischia. Con questa due giorni si rinnova la tradizionale  collaborazione tra l’Odcec di Napoli, il Consiglio di Presidenza della Giustizia tributaria e il Consiglio nazionale dei Commercialisti. “Per quanto concerne la riforma della Giustizia tributaria, i commercialisti da tempo chiedono una maggiore specializzazione nella selezione dei futuri Giudici tributari, preferendo coloro che abbiano conseguito titoli di studio e di servizio nella specifica materia tributaria e preservando con un’adeguata fase transitoria le professionalità oggi operanti nelle Commissione tributarie. Sulla riforma fiscale – ha aggiunto Moretta -, oltre alle necessarie politiche di riduzione della pressione fiscale, va anche perseguita con maggiore incisività la strada della semplificazione. Quanto al primo versante, la flat tax è un primo passo, ma un giudizio più compiuto potrà essere fornito soltanto quando si avranno maggiori dettagli sulle proposte di riforma allo studio del Governo nazionale”.

“Sulla semplificazione, invece – ha sottolineato Moretta – , siamo purtroppo ancora troppo lontani dal realizzarla, come testimoniato recentemente dagli inaccettabili ritardi relativi ai nuovi ISA e alle notevoli difficoltà cui i professionisti hanno dovuto far fronte con la fattura elettronica obbligatoria e, in questi giorni, con i corrispettivi telematici. Su questi aspetti occorre un deciso e repentino cambio di passa che si auspica possa arrivare al più presto.

Francesco Fimmanò. Vicepresidente del Consiglio di Presidenza della Corte dei Conti

“La Corte dei Conti ha elaborato una risoluzione, accogliendo una mia proposta, che prevede il mantenimento delle Commissioni Tributarie con un ruolo ad esaurimento”, ha ricordato Francesco Fimmanò, vicepresidente del Consiglio di Presidenza della Corte dei Conti. “L’obiettivo – ha spiegato il professor Fimmanò – è quello di affidare la giustizia tributaria ai magistrati della Corte dei Conti, con esplicito concorso e che andrebbero in un ruolo speciale. Ciò consentirebbe alla Corte di Cassazione di mantenere il terzo grado giudizio e risolverebbe anche le problematiche di una magistratura non professionalizzata”.

Catello Maresca. Magistrato inquirente che ha destrutturato militarmente il clan dei Casalesi era tra i relatori al convegno di studio

Catello Maresca, sostituto procuratore della repubblica presso il Tribunale di Napoli, auspica che per la “giustizia tributaria venga effettuata una riforma nel più breve tempo possibile all’insegna di terzietà e imparzialità degli organi giudicanti, valorizzando la professionalità dei giudici, prevedendo il sistema monocratico che consente una rapidità di giudizio e riportando il settore sotto l’alveo della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Poi, occorre ricordare che la piattaforma di conflittualità della giustizia tributaria è stimata intorno ai 30 miliardi di euro, da qui, purtroppo, la deriva verso le ipotesi corruttive che periodicamente si registrano”. E questa è la fase patologica sottolineata da  Maresca, il magistrato che ha sconfitto militarmente il clan dei Casalesi con alcune delle più importanti inchieste di questi anni e l’arresto dei capi mafiosi. Secondo Massimo Miani, numero uno dei commercialisti italiani, “le imprese italiane per il 95% sono medio-piccole e grazie al nostro lavoro quotidiano lo Stato incassa tra i 134 e i 178 miliardi di euro di imposte. Siamo sicuramente un elemento di collegamento tra il Paese e il mondo imprenditoriale. Le riforme sono assolutamente necessarie in momento di difficolta nella ripresa e noi stiamo cercando di dare un contributo nelle tematiche di nostra competenza”. “Il ruolo dei commercialisti con la riforma della crisi di impresa è stato valorizzato – ha rimarcato Maurizio Masini, presidente dell’Odcec di Pisa -, evidenziando il supporto da dare alle aziende anche nei processi di pianificazione e di organizzazione per cercare di percepire tempestivamente quelli che sono gli indicatori di anomalia che potrebbero portare alla crisi e per intervenire per tempo e risolvere la crisi”.

Le multinazionali “tendono a comprimere l’attività delle piccole imprese che si trovano a subire una concorrenza molto forte con lo schiacciamento dei loro ricavi. E’ necessario che lo Stato intervenga – ha spiegato Stefano Coppola, presidente dell’Odcec di Ancona – non in senso punitivo, ma è importante la tassa sul web per restituire dignità al lavoro delle micro strutture”. I commercialisti “sono utili e necessari nel percorso di sostegno all’economia del Paese – ha puntualizzato Alessandro Bonazzi, presidente dell’Odcec di Bologna – accompagnando gli imprenditori nelle difficoltà dell’economia e nei continui e improvvisi cambiamenti. I nostri valori deontologici e la nostra preparazione possono esser d’aiuto al cliente nella comprensione degli obiettivi”.

 

All’incontro sono intervenuti anche Nicola Graziano (Giudice della Commissione Tributaria di Napoli), Giuliano Caputo (Associazione Nazionale Magistrati), Stanislao De Matteis (consigliere di presidenza della Giustizia Tributaria), Livia De Gennaro (magistrato sezione Fallimentare Tribunale di Napoli), Angelo Contrino (professore Ordinario Diritto tributario Università Bocconi), Achille Coppola (segretario nazionale dei commercialisti), Roberto Cunsolo, consigliere tesoriere del Cndcec), Stefano Coppola (presidente Odcec di Ancona), Alessandro Bonazzi (presidente dell’Odcec di Bologna), Simona Bonomelli (presidente Odcec di Bergamo), Massimo Conigliaro (presidente Odcec di Siracusa), Dante Carolo (presidente Odcec di Padova), Giuseppe Crescitelli (presidente Odcec di Torre Annunziata), Giovanni D’Antonio (presidente Odcec Nocera Inferiore), Luigi Fabozzi (presidente Odcec di Caserta), Maurizio Masini (presidente Odcec di Pisa), Domenico Ranieri (presidente Odcec di Nola), Fabrizio Russo (presidente Odcec di Benevento), Francesco Tedesco (presidente Odcec dì Avellino), Giuseppe Venneri (presidente Odcec di Lecce), Mauro Nicola (presidente Odcec di Novara), Gilberto Gelosa e Massimo Scotton (consiglieri nazionali dei commercialisti).

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