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Cronache

Trappola d’amore su facebook. La sposa è un fake e ruba 10mila euro al fidanzato virtuale

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Truffa ed estorsione a mezzo internet. Questi i reati contestati a due donne ed un uomo di Maddaloni (Caserta) dalla Procura della Repubblica Isernia. Le indagini della Polizia Postale hanno permesso di accertare che le tre persone fermate hanno estorto alla vittima, in meno di un mese, una somma superiore a 10mila euro, attraverso delle ricariche Postepay.

Gli indagati, secondo quanto accertato dagli inquirenti,  attraverso dei falsi profili facebook, almeno tre, intestati a presunte ragazze attraenti e di particolare bellezza, hanno corteggiato la vittima ( presumibilmente non l’unica caduta nella loro rete) e finto di intrattenere con la stessa una relazione sentimentale. Nel frattempo al presunto fidanzato sarebbero stati chiesti soldi per regali arrivando persino a pianificare l’organizzazione di un matrimonio. Proprio  per organizzare il giorno del fatidico sì, peraltro, nella conversazione telematica interveniva il presunto padre della ragazza che, con reiterate minacce anche gravi, chiedeva alla vittima di effettuare i versamenti per contribuire alle spese della cerimonia.

L’indagine è partita da una segnalazione del personale dell’Ufficio Postale dove il ragazzo si recava per effettuare le ricariche delle carte Postepay. Notata l’assiduità delle ricariche e le somme che il ragazzo inviava, gli impiegati delle Poste hanno segnato l’episodio alla Polizia Postale di Isernia la quale in poco tempo è riuscita ad individuare gli intestatari delle carte ricaricate dalla vittima, intestate ai tre indagati.

Successivamente, per confermare l’effettiva identità dei beneficiari, sono state acquisite le immagini di videosorveglianza dei Postamat dove i tre beneficiari prelevavano i soldi dalle carte Postepay. Nel contempo la Polizia Postale ha anche acquisito, da Facebook, i file di Log relativi all’attivazione ed utilizzo dei profili dai quali partiva il ricatto. Gli indirizzi ip, poi, hanno confermato che il traffico web partiva da utenze telefoniche intestate o in uso ai tre indagati.

I tre indagati adesso sono agli arresti domiciliari con divieto di comunicare in qualsiasi modo con soggetti diversi dai propri familiari conviventi. Per loro è scattato anche il sequestro dei cellulari e computer per di accertare se altre ignare vittime sono cadute nella trappola ordita dai tre indagati.

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Carabinieri scovano arsenale da guerra sui tetti nel Napoletano

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Armi da guerra sulla tettoia di un box, in un borsone sportivo. In provincia di Napoli, attorno i palazzi del rione Moscarella di Castellammare di Stabia, quelli popolari del lotto 4, al centro di un triangolo ai cui lati corrono due strade statali e viale della Repubblica. La scoperta è dei carabinieri della sezione operativa stabiese. Coperto da erbacce, edera e da rami secchi, un borsone di tela blu poggiava sulla lamiera barcollante di un piccolo box abusivo. All’interno, erose dalle intemperie e dalle piogge ma perfettamente funzionanti, 8 armi da fuoco pesanti. Un fucile d’assalto Ak47 (Kalashnikov), un fucile a pompa SPAS cal 12, di quelli capaci di sfondare una porta. E poi due fucili d’assalto Steyr AUG di produzione austriaca, con una cadenza di tiro pari a 650 colpi al minuto, quasi 11 al secondo. Ancora un fucile a pompa M870s Maverick Eagle Pass con matricola abrasa, due doppietta a canne mozzze, un fucile da caccia. Le armi sono state sequestrate a carico di ignoti e saranno sottoposte ad accertamenti balistici per verificare se siano state utilizzate in azioni criminose.

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Cronache

Vannacci sospeso dall’incarico per 11 mesi dopo libro

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Il generale dell’Esercito, Roberto Vannacci, è stato sospeso dall’impiego per 11 mesi . E’ quanto si apprende da fonti legali in riferimento al procedimento disciplinare avviato nei mesi scorsi dal ministero della Difesa dopo la pubblicazione del libro “Il mondo al contrario”.

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Scoperto un arsenale sui tetti di Castellammare di Stabia

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I Carabinieri hanno sequestrato un arsenale da guerra sulla tettoia di un box a Castellammare di Stabia, nella zona dei palazzi del rione Moscarella  del lotto 4, al centro di un triangolo scaleno ai cui lati corrono due strade statali e viale della Repubblica.
La scoperta è dei carabinieri della sezione operativa stabiese. Coperto da erbacce, edera e da rami secchi, un borsone di tela blu poggiava sulla lamiera barcollante di un piccolo box abusivo.

All’interno, erosi dalle intemperie e dalle piogge ma perfettamente funzionanti, 8 armi da fuoco pesanti.
Un fucile d’assalto Ak47 (Kalashnikov), un fucile a pompa SPAS cal 12, di quelli capaci di sfondare una porta.
E poi due fucili d’assalto Steyr AUG di produzione austriaca, con una cadenza di tiro pari a 650 colpi al minuto, quasi 11 al secondo. Ancora un fucile a pompa M870s Maverick Eagle Pass con matricola abrasa, due doppietta a canne mozzze, un fucile da caccia.
Le armi sono state sequestrate a carico di ignoti e saranno sottoposte ad accertamenti balistici per verificare se siano state utilizzate in azioni criminose.

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