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Torna Vasco Rossi e canta i suoi mille dubbi su “la verità” nell’era delle fake news e dei giornalisti …

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Coltivare la verità ma non sposarne solo una. La verità si nasconde sempre, o meglio, la nascondiamo sempre. La verità che “ti fa male” come diceva Caterina Caselli, secondo il comandante Vasco può solo fare del bene, anche quando sembra che ti faccia male. È sempre lui, la rockstar che nella sua lunga carriera ha sempre coltivato e seminato dubbi che fa centro con la sua ultima canzone. Tre minuti di Vasco, il solito Vasco che spacca.  Che ti costringe a ragionare, a pensare, con una canzone.
“La verità” di Vasco non è una certezza ma mille domande. Perché Vasco vede la sua “verità” che “si imbosca tra le nuvole, rimescola le regole, nessuno sa se viene o se va”. È un Vasco come sempre graffiante, mai guru, mai capopopolo, sempre più uno della truppa, ogni suo testo di canzone è un vissuto, è la storia di ognuno di noi. Una storia che solo lui sa raccontare. C’è qualcuno di voi che leggete che non  si è spesso chiesto, ossessivamente, come fa il Vasco,  “Dov’è? Come si veste? Quanto costa? Che cos’è? Che faccia ha?” la verità? Nei giorni dei “giornalisti sciacalli” e dei “giornalisti puttane”, nell’era delle fake news, il tema della verità non è solo una canzone, ma una ricerca. Porsi domande come fa Vasco significa coltivare dubbi, cercarla la “verità”, non averla sempre in tasca.  
Il brano è un mix di ballad alla Vasco con chitarra acustica e  atmosfera sospesa e sintetizzatori anni Ottant. La “verità” è scritta da Vasco con Roberto Casini, arrangiamento  affidato a Celso Valli. Tutta la campagna di lancio del nuovo singolo è stata accompagnata dagli annunci sui social ufficiali, mai chiarissimi, spesso sibillini di Vasco e da indiscrezioni. Alcune create ad arte. Come quel finto titolo “Tempi moderni” che nei giorni scorsi girava in Rete ma che è usato anche da Amazon per l’indirizzo della pagina da cui si può acquistare il 45 giri di “La verità”. Che Curreri fosse al lavoro per una nuova canzone, però, lo aveva detto Vasco stesso. Il che lascia immaginare che ci siano altri brani pronti, o addirittura un nuovo album in arrivo. Anche in vista dei concerti estivi già annunciati. Vasco suonerà l’1, 2, 6, 7, 11 e 12 giugno a Milano: sei date per un singolo artista, un record per San Siro, e 180 mila biglietti venduti in 2 ore.
Più avanti, probabilmente il 18 e il 19 giugno, a Cagliari. A luglio il Vasco sta organizzando, se c’è lo Stadio, a Napoli. Altrimenti si va a Roma. Ma tutto è in alto mare.

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Economia

Boom accessi per la precompilata, 7 milioni in 2 giorni

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E’ boom di accessi al canale per il modello precompilato della dichiarazione dei redditi. In due giorni sono stati oltre 7 milioni e “mezzo milione di cittadini l’ha già inviata, 100mila in più rispetto allo scorso anno”. E’ il direttore Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, ad annunciare i dati nel corso di un incontro nell’ambito del Festival dell’Economia di Trento. Tra coloro che hanno già inviato la dichiarazione, “due su tre cittadini hanno scelto la modalità semplificata”, sottolinea Ruffini. Il modello precompilato, che era già possibile visionare dal 30 aprile, può essere accettato, modificato o integrato rispetto alla versione messa a punto dall’amministrazione fiscale.

Ci sarà tempo per farlo fino al 30 settembre per il 730 o fino al 15 ottobre nel caso si utilizzi il ‘Redditi’. Da Quest’anno, poi, sono previste “una serie di novità”, ricorda il direttore dell’Agenzia delle Entrate. Da precompilata la dichiarazione diventa anche semplificata, più immediata e fruibile, senza più quadri, codici e righe, ma divisa in semplici sezioni, come ‘casa’ o ‘famiglia’. Notizie positive arrivano anche sul fronte dei rimborsi Iva dove i tempi “quest’anno si sono ridotti a 67 giorni dalla richiesta – ha aggiunto Ruffini – rispetto a due anni fa quando erano 75 giorni. Sessantasette giorni sono un tempo ragionevolmente breve”. Dall’inizio dell’anno, inoltre, sono stati erogati più di mezzo milione di rimborsi Iva per un valore di 6,6 miliardi euro. Anche questo è un “modo per venire incontro all’economia ed alle imprese”, prosegue.

La platea del Festival dell’Economia di Trento è stata l’occasione anche per un appello a governo e legislatore sul tema del personale. Al termine della campagna assunzioni e concorsi, anche con 11mila nuovi assunti, “saremo sotto – sottolinea Ruffini – di 8-9mila risorse, che non sono poche, e influiscono sulla possibilità di rispondere in tempi rapidi e risolvere il contraddittorio”. L’agenzia delle Entrate è una “opera pubblica, una infrastruttura che ha bisogno di risorse e investimenti per restituire alla collettività quello che si aspetta da noi”. Ed infine un appello ai “giovani a venire a lavorare con noi. Servire l’amministrazione pubblica all’interno dell’agenzia delle entrate è un’ottima esperienza con la possibilità di fare carriera al suo interno”.

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Economia

Sindacati taxi, verso nuovo fermo nazionale

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“In assenza di una formale convocazione che ad oggi non è ancora arrivata, sarà inevitabile proclamare un nuovo fermo nazionale del servizio”. E’ quanto dichiarano Ugl taxi, Federtaxi Cisal, Satam, Tam, Claai, Unione Artigiani, Unione Tassisti d’Italia, Uritaxi, Fast Confal taxi, Unica taxi Cgil, Orsa taxi, Usb taxi, Unimpresa, Sitan/Atn. “In seguito allo sciopero dello scorso 21 maggio, avevamo ottenuto un impegno per un possibile incontro per il prossimo lunedì; nessun segnale in tal senso risulta arrivato”, affermano.

– Il fine dell’incontro è “riallacciare un dialogo a livello istituzionale che dopo l’arrivo in Italia del Vice capo mondiale di Uber si è purtroppo interrotto – aggiungono – e inevitabilmente, con tutte le annesse complicazioni e i certi disagi che ne deriveranno a chi è costretto a vivere in città sempre più congestionate e con un sistema di trasporto pubblico collettivo al collasso, saremo costretti, nel rispetto delle regole, a proclamare un nuovo fermo.

In questo contesto non si può continuare ad ignorare i problemi di un comparto vitale per la mobilità, come quello delle auto bianche che svolgono un servizio a prezzo calmierato a prescindere dalle condizioni del mercato, sempre più schiacciato dall’abusivismo e dall’uso improprio di vetture di noleggio, amplificato ulteriormente dalle piattaforme digitali che grazie ad algoritmi e moltiplicatori tariffari, aggrediscono gli utenti nei momenti di bisogno e conducono una gigantesca azione di dumping verso i lavoratori del settore. Noi non possiamo più tacere – concludono le sigle – e dopo cinque lunghi anni, chiediamo che finalmente si riapra un confronto che porti ad un quadro di regole chiare per tutti”.

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Ambiente

Ressa per filmare orsi in amore, stop ai curiosi

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Gli orsi vittime dei curiosi, non più liberi di vivere in tranquillità la loro stagione degli amori. Accade nel Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise dove l’ente che gestisce una delle più importanti aree verdi tutelate ha dovuto chiudere il sentiero che porta decine di escursionisti a filmare gli orsi in amore. Il Parco, con un’apposita ordinanza, ha disposto la chiusura del sentiero F10 che sale in vetta al Monte Marsicano, quota 2.245 metri, dopo aver riscontrato che gruppi di persone si appostano ogni giorno, spesso accompagnate da guide, per poi pubblicare sui social, dopo poche ore, video di orsi che si incontrano nel periodo degli amori. L’ente ha anche raccolto testimonianze di chat, tra frequentatori della zona, dove vengono condivise informazioni puntuali degli orari e delle località in cui vedere gli orsi in accoppiamento. Molte persone, accompagnate e non, sono salite in quota anche prima dell’alba, contravvenendo al regolamento sulla fruizione turistica delle aree.

“Crediamo che vedere tanti video di orsi, come quelli postati in questi giorni, sia sicuramente molto emozionante – recita una nota del Parco – Non comprendiamo però come nessuno si preoccupi del fastidio, delle interferenze e del disturbo che viene arrecato a questi splendidi e unici animali selvatici”. La chiusura del sentiero F10 resterà in vigore fino al 9 giugno, salvo esigenze di proroga per la migliore tutela degli orsi. Situazione completamente diversa e più tragica è quella che ha scosso una località del Trentino, dove è stato trovato morto un cucciolo di orso albino in una foresta sopra l’abitato di Garniga, sul Monte Bondone.

A trovare il cucciolo è stato il Corpo forestale della Provincia di Trento dopo la segnalazione di alcuni escursionisti in merito a un esemplare in difficoltà. “Abbiamo ricevuto la segnalazione e ci siamo portati sul posto. L’animale non stava bene – ha spiegato a T quotidiano il dirigente del Servizio foreste, Giovanni Giovannini – ma la nostra indicazione è quella di stare lontani per non provocare le madri. Il protocollo prevede di favorire il ricongiungimento familiare, quindi almeno come primo intervento è giusto spostarlo dalla zona trafficata e lasciare che sia la madre a recuperarlo”.

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