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Torna Saranno Famosi, un successo il debutto a Torino

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La scommessa con il pubblico del Teatro Alfieri di Torino, dove ieri sera è andata in scena la prima nazionale, è vinta. Riproporre “Saranno famosi – Fame” è infatti sempre una sfida contro il film cult del 1980, idea e produzione di David De Silva, con un mostro della regia come Alan Parker, lo stesso di Fuga di Mezzanotte o di Pink Floyd – The Wall, per citarne solo un paio. Un successo tale da ispirare prima la serie televisiva omonima, con più generazioni a sognare coi ragazzi della High School of Performing Arts, la scuola di Manhattan capace di trasformare quel sogno di fama in realtà, poi un musical a fine Anni Ottanta.

A Torino è stata mantenuta la promessa di Fabrizio Di Fiore della Fdf Entertainment, produttore romano alla guida dei teatri Alfieri e Gioiello, partito con lo spettacolo dal capoluogo subalpino, come aveva annunciato, con repliche fino al 28 gennaio, per spostarsi poi in altre città e chiudere a Roma a maggio. Il cast conta su nomi che possono attrarre il pubblico televisivo. Nel ruolo del giovane insegnante di teatro alle prime esperienze, Mr Myers, c’è Garrison Rochelle, di cui alcuni non conoscono la carriera da ballerino e coreografo texano, che ha alle spalle musical come Dancin’ di Bob Fosse, ma ricordano i recenti programmi tv. Per la televisione è un volto noto anche chi interpreta l’appassionata insegnante di ballo, Miss Greta Bell.

È Lorenza Mario, ballerina e conduttrice, premio Vignale Danza nel 1986, prima donna del Bagaglino di Pingitore, entrata nelle case con Buona Domenica, Domenica In e con programmi recenti, con un curriculum in cui i musical contano molto. Una caratteristica, quest’ultima, che la accomuna a Barbara Cola, che sul palco diventa Miss Sherman, l’intransigente insegnante di letteratura, così come Stefano Bontempi, che interpreta Mr. Sheinkopf, il tradizionalista insegnante di musica. Cola è stata, tra l’altro, vocalist in studio per Gloria Gaynor e in tour per Gianni Morandi, con cui è andata anche a Sanremo. Bontempi, ballerino classico dall’Accademia nazionale di danza classica di Roma, tra le collaborazioni vanta Gigi Proietti, Johnny Dorelli, Rita Pavone e da dieci anni quella con Loretta Goggi. Nel suo passato tra i musical c’è già Fame.

Con loro quattro, i ragazzi della Roma City Musical hanno dato vita al riadattamento ai giorni nostri costruito da Luciano Cannito, che firma pure regia e coreografie, affiancato da Fabrizio Prolli. La band è dal vivo, sui lati del palco, in un allestimento tecnologico per le scene di Italo Grassi, e percorre le canzoni rimaste nella memoria e brani nuovi, sotto la direzione musicale di Giovanni Maria Lori. I costumi di Veronica Iozzi mettono di fronte al pubblico giovani di oggi: non sanno chi fosse Leroy Johnson, ma hanno paure e aspettative non molto differenti.

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È morta l’attrice Paola Gassman

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E’ scomparsa all’età di 78 anni l’attrice Paola Gassman. Figlia di Vittorio e protagonista insieme al marito Ugo Pagliai della scena teatrale italiana, era malata da qualche tempo. A dare la triste notizia il compagno di una vita, l’attore Ugo Pagliai, insieme ai figli Simona e Tommaso e a tutta la famiglia.

Figlia d’arte: suo padre era Vittorio Gassman, sua madre l’attrice di prosa Nora Ricci. Era inoltre sorella di Vittoria Gassman, Alessandro Gassmann e Jacopo Gassman. Si diplomò nel 1968 all’Accademia d’arte drammatica ‘Silvio D’Amico’ e da allora si dedicò quasi esclusivamente al teatro, ad eccezione di alcune significative apparizioni televisive, che l’hanno vista presente in commedie e sceneggiati di successo. Numerosi gli spettacoli teatrali a cui prese parte. A partire da ‘Un debito pagato’ di John Osborne, che rappresentò il suo debutto, per passare poi nei tre anni trascorsi nella compagnia Teatro Libero, diretta da Luca Ronconi, che produsse il celebre ‘Orlando furioso’, con il quale fu presente in moltissime nazioni europee approdando anche negli Stati Uniti, culminando poi in un’importante trasposizione televisiva a puntate.

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Ghini è Doris, banchiere che credeva nell’etica

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Una storia “di cui c’è bisogno, quella di un grande sogno realizzato. Oggi vediamo raggiungere il successo spesso a spese degli altri, qui invece c’è una grande idea etica che viene da questa persona straordinaria”. Così Giacomo Campiotti spiega perché ha detto sì alla regia di Ennio Doris – C’è anche domani il film sul finanziere scomparso nel 2021, fondatore di Banca Mediolanum, qui interpretato da Massimo Ghini. È un ritratto fra biopic e racconto motivazionale (alla base c’è l’autobiografia del banchiere, intitolata proprio C’è anche domani, edita da Sperling & Kupfer), in arrivo con un’uscita evento dal 15 al 17 aprile in 150 sale distribuito da Medusa. È già prevista la possibilità che il film, prodotto da Movie Magic International, resti in programmazione anche oltre e in autunno debutterà in prima serata su Canale 5.

Nella storia Lucrezia Lante della Rovere si cala nei panni di Lina Tombolato, moglie, confidente e compagna di una vita di Doris, mentre Eugenio Franceschini e Giulia Vecchio interpretano i due figli del finanziere, Massimo, che ha ereditato dal padre la guida di Banca Mediolanum, e Sara, presidente di Fondazione Mediolanum. Alessandro Bertolucci, invece, è Silvio Berlusconi che nel 1982 dà vita con Doris a Programma Italia (prima forma di quella che diventerà Banca Mediolanum, ndr) con alla base un concetto di consulenza globale sul risparmio e banca integrata costruita intorno alla persona. “L’incontro con Berlusconi è stata la svolta della vita – spiega in conferenza stampa Lina Tombolato, che partecipa in serata con la famiglia alla premiere romana, dove sono attesi anche Marina e Paolo Berlusconi -: si sono incontrati due giganti che hanno creato qualcosa di grande ed hanno vissuto una fratellanza: si stimavano e amavano”.

Il film mescola tre fasi cruciali della vita di Doris: l’infanzia nella campagna veneta (era nato a Tombolo nel 1940), in una famiglia con pochi mezzi (il padre era mediatore di bestiame) che insegna al già brillante e sensibile Ennio il valore delle cose e il rispetto delle persone. L’età adulta con al centro l’incontro con l’amore della sua vita, Lina, che lo appoggia anche nelle sue scelte più coraggiose come abbandonare il tranquillo lavoro in banca per realizzare il suo sogno e dare forma concreta a una finanza con un’anima etica; il 2008, quando dopo il crollo della Lehman Brothers Doris decide, in accordo anche con Berlusconi, di rimborsare, prelevando i fondi dai propri conti privati, gli 11.000 clienti che avevano investito in titoli che comprendevano obbligazioni del colosso americano.

“Il bello di questa storia è che ha dello straordinario ma è tutto vero, ed è bello poter raccontare che in Italia succedono anche queste cose – spiega Ghini -. Io non sapevo quasi nulla prima di Ennio Doris e della sua famiglia e credo che molti italiani avranno modo di scoprirlo proprio attraverso il film”. Nella sua storia “ho trovato degli elementi in comune con un altro personaggio che ho interpretato Enrico Mattei,che diceva di non voler essere ricco in un Paese di poveri. Erano due uomini che costruivano”. Il più grande insegnamento “che ho avuto da mio padre è stata la coerenza – osserva Sara Doris -. Ci sono tanti imprenditori brillanti, ma lui sapeva mettere genialità, amore e grande cuore in tutti i campi della sua vita. Le persone continuano a raccontarmi aneddoti sulla sua generosità ed empatia”. Per Lucrezia Lante della Rovere “questo è un film sulla memoria del nostro Paese, su un certo tipo di Italia che non c’è più. Oggi c’è una generazione molto individualista e cinica”. Ma quanta etica si può trovare nel mondo della finanza? “Fa sempre molto più notizia il comportamento brutto rispetto a quello buono – risponde Massimo Doris -. Non è che il sistema finanziario sia marcio. Anche in altri istituti c’è chi lavora bene e nel rispetto di certi valori, e c’è anche chi lavora male. Da papà ho preso soprattutto l’ottimismo, il che non vuole dire pensare che vada sempre tutto bene, ma che c’è una soluzione per ogni cosa… ed è già tanto”.

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Spettacoli

Sara Tommasi torna in tv ‘dopo l’inferno’, sarà sopite di Monica Setta a Rai2

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Sara Tommasi torna in tv dopo l’inferno tra porno, violenze, ricoveri coatti e un anno in clinica psichiatrica. Classe 1981, umbra, laureata alla Bocconi, Sara Tommasi è stata letterina e soubrette di Quelli che il calcio, ma ha fatto anche cinema e teatro. “Nel 2012 al culmine del mio successo scopro di essere malata e di avere un grave disturbo bipolare”, racconta a Monica Setta nella puntata di Storie di donne al bivio in onda mercoledì 17 aprile su Rai2.

“Mia madre che ho perso recentemente durante il Covid – racconta – mi pregava di smettere e curarmi. Ma io non volevo rinunciare ai soldi e alla popolarità. Per andare avanti prendevo cocaina unita anche ai super alcolici dei party mondani a cui presenziavo. Dopo un anno non era più io. Ormai totalmente divorata dalla malattia sono finita in un giro di delinquenti che mi hanno drogata per farmi girare un film pornografico. Ricordo le violenze di quel set dove mi avevano dato la droga dello stupro. Fu mia madre a capire e a farmi ricoverare coattivamente in clinica psichiatrica dove sono rimasta un anno senza cellulare né altro, distaccata dal mondo solo dedita alle cure farmacologiche e a lunghe sedute di psicoterapia”.

“Pensavo di non farcela – prosegue -. Hanno temuto che potessi togliermi la vita e invece mi sono tirata fuori e tre anni fa mi sono innamorata di Antonio Orso che ho sposato in pieno Covid con una cerimonia molto intima. Antonio è la mia rinascita. Avrei voluto avere subito un figlio da lui, ma nell’ottobre scorso sono stata operata all’utero e non posso diventare mamma. Stiamo pensando all’adozione. Ho denunciato tutti e in parte quel materiale porno è stato rimosso, in altri casi esiste ancora. Ma oggi sono una donna diversa: vivo tra l’Italia e Sharm el sheik sul Mar Rosso, dove con Antonio lavoriamo a nuovi videoclip e progetti”.

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