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Economia

Superbonus, la corsa non si arresta: a maggio ‘prenotati’ altri 33 miliardi di lavori

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 Non si arresta la corsa del Superbonus. A fine maggio il totale degli investimenti ammessi alla detrazione al 110% ammontava a 30,6 miliardi di euro (dai 27,4 miliardi di aprile), con detrazioni a carico dello Stato previste a fine lavori per 33,7 miliardi di euro (con un aumento di circa il 10% rispetto ai 30 miliardi del mese precedente). E’ quanto si evince dalle tabelle aggiornate dell’Enea confrontandole con quelle del mese precedente. Il numero di asseverazioni raggiunto a maggio e’ 172.450, contro le 155.543 di aprile scorso. Con il 70% dei lavori realizzati, il totale degli investimenti per lavori conclusi ammessi a detrazione ammonta invece al 30 maggio a 21,5 miliardi di euro e le detrazioni maturate per i lavori conclusi sono pari a 23,6 miliardi. Nei condomini il numero di asseverazioni raggiunto e’ pari a 26.663 con investimenti complessivi che sfiorano i 15 miliardi di euro e un investimento medio di circa 562mila euro. Per gli edifici unifamiliari le asseverazioni sono invece 91.444, per oltre 10 miliardi di investimenti e con un investimento medio di 113mila euro. Infine, per le unita’ immobiliari funzionalmente indipendenti l’Enea conta 54.338 asseverazioni, investimenti complessivi per 5,3 miliardi e un investimento medio di quasi 98mila euro.

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Economia

Telemarketing: registro fa flop, partono denunce

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Doveva essere la soluzione alle ‘telefonate selvagge’ ma, stando alle denunce delle associazioni dei consumatori, il Registro Pubblico delle Opposizioni si e’ rivelato un flop, vanificando le speranze di 2,7 milioni di italiani che a partire dall’attivazione del servizio, lo scorso 27 luglio, si sono iscritti all’apposita piattaforma sognando di non sentirsi piu’ proporre al telefono contratti, offerte e forniture. A due mesi dalla partenza del nuovo Registro le chiamate commerciali sembrano proseguire indisturbate, al punto che ora fioccano le denunce a Garante per la privacy e Procure. In base ai dati raccolti dal Codacons, piu’ di un utente su 2 iscritto al Registro (il 55% circa) continua ad essere bersagliato da telefonate commerciali: nel 40% dei casi si tratta di proposte legate a contratti di forniture energetiche, nel 32% a offerte per la telefonia. Molte di queste chiamate provengono da call center stranieri, ai quali non si applica la normativa italiana in tema di telemarketing, e da sistemi automatizzati che usano numeri fittizi cosi’ da non essere rintracciati e non incorrere nelle sanzioni di legge che possono arrivare a 20 milioni di euro. Una situazione su cui ora dovranno fare luce le autorita’ preposte: il Codacons ha presentato infatti un esposto al Garante per la Privacy, Procura di Roma e Antitrust in cui si chiede di indagare sulle violazioni al nuovo Registro, anche per le possibili fattispecie di molestie e pratiche commerciali scorrette. Il presidente della Commissione di inchiesta sui diritti dei consumatori, Simone Baldelli, da’ voce al grido d’allarme degli utenti, avendo presentato anch’egli un reclamo al Garante in cui denuncia le chiamate illecite ricevute nell’ultimo mese e mezzo e chiedendo agli uffici dell’Autorita’ “di predisporre un modulo specifico per questo tipo di segnalazioni da parte dei cittadini, in cui sia possibile indicare i numeri da cui ricevono le chiamate indesiderate e tutte le altre informazioni utili a poter verificare le responsabilita’ delle violazioni a tutti i livelli e ad applicare le sanzioni previste”. Il flop del nuovo Registro Pubblico delle Opposizioni non sembra pero’ una sorpresa: in tempi non sospetti sia il Codacons, sia lo stesso Baldelli, avevano paventato il rischio che operatori illegali, call center stranieri e software sempre piu’ sofisticati potessero aggirare i divieti imposti dalla normativa. E questo, secondo il presidente Codacons Carlo Rienzi, “anche in considerazione degli interessi miliardari che ruotano attorno al settore del telemarketing e che impediscono di porre davvero fine all’odioso fenomeno delle telefonate selvagge”. Una beffa per quasi 3 milioni di italiani che speravano di non essere piu’ bersagliati dal telemarketing ma che ancora oggi, nonostante l’iscrizione al Registro, rispondendo al telefono si sentono dire “Pronto, le interessa cambiare fornitore del gas?”.

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Economia

Campania top Ue famiglie nelle quali si lavora poco e dove percepiscono di più il reddito di cittadinanza

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Tre abitanti under 60 della Campania su 10 vivono in famiglie “a bassa intensità di lavoro” ovvero in nuclei con adulti (esclusi gli studenti e i pensionati) che lavorano meno del 20% dell’orario potenziale. Secondo le piu’ recenti le tabelle Eurostat sulla poverta’ la Campania con il 29,6% di abitanti che nel 2021 vive in nuclei nel quale si lavora poco e’ al top tra le regioni europee. Registra inoltre un forte aumento rispetto al 25,6% segnato nel 2020 e al 18,6% del 2019 raggiungendo una percentuale che e’ molto oltre due volte la media italiana pari all’11,7%. La Campania e’ anche la regione con il numero maggiore di famiglie che percepiscono il Rdc con 236.973 famiglie con l’assegno a luglio che salgono a 256.986 se si aggiungono quelle con la pensione di cittadinanza. Non sono disponibili i dati sulla bassa intensita’ di lavoro delle regioni d’oltremare francese che in genere hanno i tassi di occupazione tra i peggiori in Europa insieme alle regioni italiane del Sud. Il dato della Campania, ancora provvisorio, e’ il piu’ alto dall’inizio delle serie storiche nel 2003 e potrebbe essere legato anche in parte alla possibilita’ di percepire il reddito di cittadinanza, misura introdotta dal Governo gialloverde nel 2019. Se in Campania con 5,6 milioni di abitanti ci sono 256mila famiglie con il reddito a luglio per 628mila persone interessate (i dati di agosto arriveranno martedi’) in Lombardia con quasi 10 milioni di abitanti i nuclei con il reddito sono meno di un terzo (83mila) e le persone interessate poco piu’ di un quarto (160mila). In Sicilia il tasso delle persone che vivono in famiglie nelle quali si lavora meno del 20% del potenziale e’ al 22,9% ma in calo dal 23,2% del 2020. Il dato e’ in forte aumento anche in Calabria (dall’8,8% all’11,8%) mentre in Italia nel complesso e’ salito dall’11% all’11,7%. La Campania e’ seguita in Ue dalla spagnola Ciudad de Melilla in Nord Africa con il 26,5% ma in miglioramento sul 2020. In Emilia Romagna solo il 3,9% delle persone under 60 vive in famiglie nelle quali si lavora meno del 20% del potenziale. Se si allarga lo sguardo sulle persone a rischio di poverta’ (definizione che comprende coloro che hanno un reddito disponibile inferiore al 60% della media nazionale dopo i trasferimenti sociali) e’ la Sicilia che sale al top in Ue con il 38,1% (in calo rispetto al 38,2% del 2020) seguita dalla Campania con il 37,6%, in calo rispetto al 2020 (39,7%) e soprattutto rispetto al 2019. Guardando invece alla deprivazione materiale, ovvero la difficolta’ ad affrontare alcune spese come il riscaldamento adeguato della casa, il possesso della macchina o un pasto proteico tre volte a settimana la Campania e’ al 14% ma i dati si fermano al 2020 (era al 16,6% nel 2019). Le regioni del Sud sono anche quelle con il tasso di occupazione piu’ basso in Europa con quattro territori sui peggiori cinque. La Sicilia nel 2021 registra un tasso di occupazione al 41,1% e la Campania al 41,3% tra i 15 e i 64 anni a fronte di una media europea al 68,4% e una media italiana al 58,2%.

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Economia

Caro-energia: consumatori si preparano alla protesta

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Le associazioni dei consumatori si preparano ad iniziative di protesta in tutta Italia contro il caro-energia e l’emergenza prezzi, coinvolgendo anche i sindacati e il mondo dell’agricoltura, dell’industria, dell’artigianato e del commercio. Per il prossimo 18 ottobre le organizzazioni degli utenti hanno indetto una grande assemblea pubblica aperta a tutte le forze sociali dove condivideranno le ragioni e le modalita’ delle iniziative da attuare sul territorio e un pacchetto di misure da presentare al nuovo Governo. “Nei prossimi mesi milioni di famiglie dovranno fare i conti con gli aumenti delle bollette di luce e gas e con i prezzi dei generi alimentari in continua ascesa, rincarati in media del 10,5%, mentre moltissime piccole e medie imprese si trovano schiacciate da costi per l’approvvigionamento di materie prime e di energia divenuti insostenibili – scrivono Adiconsum, Adoc, Adusbef, Assoutenti, Casa del consumatore, Cittadinanzattiva, Codacons, Codici, Confconsumatori, Ctcu, Federconsumatori, Lega consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Movimento Consumatori , Udicon, Associazione Utenti Radiotelevisivi – Tutto cio’ produce effetti a cascata molto negativi sull’economia e la societa’ con la chiusura di migliaia di attivita’ e licenziamenti per centinaia di migliaia di lavoratori, mentre l’Istat richiama l’attenzione sull’incombente rischio di poverta’ relativa per quasi un quarto della popolazione italiana”. “Le misure finora adottate si sono rivelate purtroppo insufficienti a fronteggiare una situazione che appare in peggioramento, e alcune evidenziano problemi di attuazione da correggere urgentemente, come la tassazione dei superprofitti delle imprese produttrici e fornitrici di beni energetici, mentre resta sullo sfondo il piano di emergenza energetica per il prossimo inverno, con ipotesi di razionamento del gas malgrado le direttive sul risparmio dei consumi”. Una situazione delicatissima che porta oggi le associazioni dei consumatori ad annunciare per i mesi di ottobre e novembre iniziative di mobilitazione e protesta che saranno attivate in ambito nazionale e che coinvolgeranno anche lavoratori e attivita’ produttive.

Lo scopo delle associazioni dei consumatori e’ di “spingere il nuovo Governo ad adottare misure efficaci di contrasto all’inflazione e alle speculazioni che ne influenzano pesantemente il corso, per affrontare questa emergenza e per realizzare riforme strutturali in tema di tutele dei cittadini, lavoratori e consumatori e di controllo dei prezzi nel mercato energetico e dei generi di consumo”. “Crediamo che consumatori, artigiani, esercenti, agricoltori e tutte le altre categorie danneggiate dall’attuale emergenza debbano unirsi per creare un fronte comune contro il caro-vita – spiega il presidente di Assoutenti, Furio Truzzi – Piu’ che scioperi delle bollette e falo’ in piazza delle fatture energetiche, serve dare un segnale forte e coeso attraverso azioni di protesta che creino un vero “choc” della domanda, a partire da scioperi della spesa e autoriduzione dei consumi, in modo da contrastare le speculazioni che si registrano sui prezzi al dettaglio e sulle tariffe dell’energia”. Nel corso dell’incontro nazionale i consumatori presenteranno una piattaforma di proposte in tema di energia e prezzi da sottoporre all’attenzione del nuovo Governo, che prevede la sospensione dei distacchi di energia elettrica e gas, con un ampliamento dei bonus sociali e una normativa piu’ chiara e rigorosa sul divieto alle modifiche unilaterali dei contratti di fornitura; il disallineamento dei prezzi di elettricita’ e gas fissando valori di riferimento per i regimi tutelati e una soglia massima di oscillazione dei prezzi sul mercato libero, unitamente ad una riforma complessiva degli oneri generali di sistema che gravano in bolletta e all’innalzamento fino al 100% della tassazione sui superprofitti delle aziende fornitrici di energia. Sul fronte dei prezzi al consumo, i consumatori ritengono essenziale abolire l’IVA sulle accise sui carburanti e contingentare il carico fiscale di benzina e gasolio alla media europea, prorogando almeno fino a fine anno il taglio delle accise; rimodulare le aliquote Iva sui generi alimentari e di largo consumo, riducendone sensibilmente il carico fino al suo azzeramento su alcuni prodotti essenziali; prevedere la deducibilita’ integrale dei titoli di viaggio per lavoratori e studenti pendolari e agevolazioni fino alla gratuita’ per alcuni servizi e forniture come mense e libri di testo scolastici.

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