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Rifugiato tenta suicidio a Poggioreale, agente l’ha salvato 

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“L’abbiamo fermato giusto in tempo, nel momento in cui si stava lanciando l’abbiamo bloccato e salvato la vita. E’ una gioia grande avere salvato la vita di un ragazzo di 18 anni, siamo felicissimi, è la nostra più grande soddisfazione”. Così uno degli agenti della Penitenziaria che la scorsa notte a Napoli hanno preso, praticamente al volo, un rifugiato 18enne del Pakistan che stava per lanciarsi nel vuoto dal sovrapassaggio che si trova di fronte all’aula bunker del carcere di Poggioreale, a Napoli. Per Luigi Castaldo, segretario regionale dell’Asppe Campania, organizzazoone confederata Consipe, “una volta la Polizia Penitenziaria mette in salvo una vita umana con sprezzo del pericolo, come avvenuto anche nella giornata dell’altro ieri, al carcere di Benevento dove un detenuto extracomunitario ristretto all’isolamento ha incendiato la camera di pernottamento costringendo il personale ad evacuare tutti i detenuti del reparto, ma fortunatamente riuscendo nel salvataggio del detenuto”. Quanto accaduto la scorsa notte dimostra, conclude Castaldo, “l’umanità della Polizia Penitenziaria che in tante occasioni ha dimostrato il proprio valore”.

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L’urlo choc all’autista donna, ‘stupro, stupro’

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Un bus di linea guidato da un’autista donna, un gruppo di ragazzini minorenni che sale sul mezzo di ritorno da scuola, e ad un certo punto un coro agghiacciante che parte dal fondo della corriera: “stupro, stupro…”. E’ l’episodio scioccante subito da una giovane dipendente della Mom, la società di trasporto pubblico di Treviso, che da tempo è costretta a convivere con bande di bulli e violenti che salgono sui pullman come entrassero in un saloon. Il fatto è avvenuto alla fine del 2023, sulla tratta Conegliano-Pieve di Soligo, la zona dei vigneti del prosecco.

A bordo quella sera c’era per fortuna anche una pattuglia della polizia municipale, che ‘soccombendo’ numericamente rispetto al gruppo di violenti, una trentina di studenti, ha pensato bene che far sentire in sicurezza la donna alla guida, restano a bordo del mezzo per alcune fermate. Non risulta sia in corso una indagine ufficiale sul grave episodio, ma non è escluso si arrivi all’identificazione dei protagonisti del gesto vergognoso, per segnalarli alle autorità. Tra la società Mom e le forze dell’ordine c’è un dialogo continuo. Pattuglie dei vigili urbani, e Carabinieri controllano le tratte e le fermate più ‘calde’.

Mom ha aggiunto anche un gruppo di 7 vigilantes privati che verificano la situazione sui mezzi, a tutela degli autisti e dei passeggeri. Alla giovane autista sarebbe stato offerto di cambiare turni di lavoro, su linee meno frequentate da bulli e baby gang. Ma lei ha rifiutato, preferendo continuare a fare il suo normale servizio. Non è la prima volta comunque che episodi di micro-criminalità e intemperanze verbali vedono protagonisti gruppi di ragazzi sulle corriere del servizio pubblico nella provincia della Marca. Mom copre le tratte extraurbane con 350 autobus, su tutta la pedemontana, da Vittorio Veneto e Bassano del Grappa. Il presidente della società, Giacomo Colladon, ha informato del problema Questore e Prefetto di Treviso.

“Il nostro personale – ha spiegato – fa il possibile perché sia garantito l’ordine pubblico e la tranquillità per i passeggeri, e le forze dell’ordine sono spesso presenti”. Per Colladon, tuttavia, molto si spiega “con una larghissima parte di genitori che non fanno più i genitori”. “Ho una certa età – ha aggiunto – e se avessi commesso una cosa simile mio padre mi avrebbe preso a calci nel sedere prima ancora di informarsi sui dettagli dell’accaduto. Invece qui siamo di fronte a famiglie assenti che non insegnano il rispetto per il prossimo, quando il prossimo è anche il conducente dell’autobus sul quale stai viaggiando o il controllore che ti chiede di esibire il biglietto”.

Anche i sindacati denunciano la gravità della situazione: “la violenza, verbale o fisica contro i lavoratori è sempre grave, ma quando va a colpire una donna con ingiurie sessiste è inaccettabile” afferma Stefano Bergamin, vicesegretario della Fit Cisl Belluno Treviso, e alla guida della Rsu di Mom. Le donne che conducono i bus di Mom sono il 10% del totale degli autisti della società. “Lo scorso – ricorda Bergamin – all’avvio della tratta estiva Treviso-Jesolo, un’altra autista era stata pesantemente insultata sempre con offese a sfondo sessista. Nel mirino sono spesso finite anche le agenti accertatrici durante i controlli di routine all’interno dei mezzi”.

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‘Ndrangheta stragista, ‘convergenza interessi mafie-politica’

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“Altro esito indubbio che il presente giudizio ha consegnato è costituito dagli accertati intrecci che negli anni si sono dipanati tra organizzazioni criminali e ambienti massonici e politici, in una evidente convergenza e commistione di interessi che mirava al comune intento di destabilizzare lo Stato e sostituire la vecchia classe dirigente che, agli occhi dei predetti, non aveva soddisfatto i loro ‘desiderata’”. È quanto c’è scritto nelle 1.400 pagine della sentenza “‘Ndrangheta stragista” depositata dalla Corte d’assise d’appello di Reggio Calabria che, nel marzo 2023, ha confermato l’ergastolo per Giuseppe Graviano e Rocco Santo Filippone accusati dell’attentato in cui il 18 gennaio 1994 morirono i carabinieri Antonino Fava e Vincenzo Garofalo.

Quello contestato al boss di Brancaccio e all’esponente della cosca Piromalli è un agguato rientrante nelle cosiddette “stragi continentali” che hanno insanguinato l’Italia all’inizio degli anni Novanta. A proposito di politica, nella sentenza c’è scritto pure che “con tutta evidenza Cosa Nostra e la ‘Ndrangheta si interessarono al nuovo partito di Forza Italia, per come dichiarato da numerosi collaboratori. Emerge come Cosa Nostra avesse deciso di creare un movimento autonomista, al pari di quanto accadeva nel resto del Sud Italia, ma che in seguito tale progetto era stato abbandonato in favore dell’appoggio al nascente partito di Forza Italia, con alcuni dei cui esponenti i siciliani avevano avviato contatti, tant’è che le stragi cessarono nel corso dell’anno 1994, sussistendo l’aspettativa che il nuovo soggetto politico avrebbe ‘aiutato’ le organizzazioni criminali che l’avevano elettoralmente sostenuto”.

La sentenza della Corte d’assise d’appello ha confermato le richieste della Dda di Reggio Calabria, guidata dal procuratore Giovanni Bombardieri e, in particolare, le risultanze dell’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe Lombardo che, insieme all’aggiunto Walter Ignazitto, ha rappresentato l’accusa anche nel processo di secondo grado.

“Non pare certamente frutto di una casualità – si legge nella sentenza scritta dal presidente Bruno Muscolo e dal giudice a latere Giuliana Campagna – la coincidenza nella scelta degli obiettivi da colpire, individuati sia in Calabria che a Roma negli appartenenti all’Arma dei carabinieri, uomini evidentemente simbolo della difesa dello Stato, che dovevano essere attaccati in momenti pressoché contestuali in punti geografici distanti tra loro, ma con un’unica finalità, ossia ‘piegare’ lo Stato alle richieste di attenuazione e/o eliminazione del carcere duro per mafiosi e ‘ndranghetisti ed alla revisione della legislazione sui collaboratori di giustizia, che rappresentavano entrambi aspetti di particolare rigore per i criminali interessati, impeditivi della realizzazione dei propri interessi”.

“Ritiene la Corte che il copioso materiale probatorio non consenta una fondata ricostruzione alternativa rispetto a quella operata dall’organo di accusa” scrivono ancora i giudici, secondo i quali non c’è “nessun dubbio che, su iniziativa di Totò Riina, Cosa Nostra decise di avviare tra il 1991 ed il 1992 una strategia stragista al fine di sferrare un attacco contro lo Stato, che sarebbe poi dovuto culminare con la strage dei carabinieri allo stadio Olimpico di Roma all’inizio del 1994”.

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Agenti a Pisa si autoidentificano, tensione per i cortei

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Torna il rischio tensioni per i cortei previsti domani a Pisa e a Firenze, intanto i poliziotti che il 23 febbraio erano in servizio in divisa e casco nella città della Torre Pendente si sono auto-identificati. Un gesto per farsi individuare e la questura ha trasmesso gli atti all’autorità giudiziaria che indaga sugli incidenti di piazza. Al momento il fascicolo di Pisa, così come anche quello analogo di Firenze per i disordini davanti al consolato Usa lo stesso giorno, è senza indagati e proseguono gli accertamenti in base a video, relazioni di servizio e prime informative. Sono arrivate inoltre alle due procure le denunce da parte delle questure per resistenza a pubblico ufficiale contro quattro manifestanti a Pisa e cinque a Firenze.

Non è detto che tali denunce confluiscano nei rispettivi fascicoli aperti sulle cariche del 23 febbraio, ma potrebbero dare luogo a inchieste parallele. Domani pomeriggio gli studenti e lavoratori scendono di nuovo in piazza a Pisa e Firenze, cortei ai quali hanno aderito i centri sociali e gruppi antagonisti. Le due manifestazioni toscane saranno per la Palestina, ma anche per criticare l’operato delle forze dell’ordine: le cariche hanno scatenato polemiche che non si placano e sono tuttora in corso. Alla questura di Pisa è arrivato oggi il preavviso da parte del Coordinamento degli studenti Medi.

Sono attesi migliaia di partecipanti. Collettivi studenteschi e antagonisti ribadiranno la richiesta di “dimissioni del questore dopo i fatti di venerdì scorso” quando gli agenti hanno sgomberato la strada con una carica e colpi di sfollagente ai manifestanti. La comunicazione formale mandata alla questura indica il percorso attraverso il centro. Partenza dalle ore 14 in piazza Vittorio Emanuele, itinerario fino a piazza dei Cavalieri, davanti alla Normale. L’accesso a questa piazza di arrivo fu negato sette giorni fa, la polizia caricò i manifestanti che ci volevano andare perché, è stato detto in mezzo alle polemiche, c’erano obiettivi sensibili della comunità ebraica da non avvicinare. Aderisce anche il sindacato dei docenti Gilda.

Domani anche a Firenze si rasenterà un altro obiettivo sensibile con la nuova manifestazione per la Palestina – partenza ore 18, con l’oscurità -, preavvisata da giorni alla questura dai Cobas: il Consolato degli Stati Uniti in lungarno Amerigo Vespucci. Secondo il programma, concentramento dei manifestanti e partenza saranno da lungarno Vespucci, nei pressi del consolato Usa. Poi il corteo sfilerà sullo stesso lato in lungarno Corsini, supererà Ponte Santa Trinita, dunque piazza Frescobaldi, via Maggio, via Michelozzi e piazza Santo Spirito. Altre manifestazioni per Gaza, inoltre, a Roma, Milano e Torino.

E nella capitale tornano a riunirsi anche i trattori. A Bologna oggi da un corteo di 400 studenti è stata lanciata della vernice rossa contro i muri della prefettura e ha colpito anche un dirigente della Digos. Era una manifestazione che oltre a solidarizzare con la Palestina, voleva dare sostegno agli studenti di Pisa. E i dati parlano di un aumento del 40% delle manifestazioni nei primi due mesi del 2024 rispetto allo stesso periodo del 2023: quest’anno tra gennaio e febbraio ci sono state 2.822 manifestazioni di spiccato interesse per l’ordine pubblico, contro le 1.994 dello scorso anno. Le manifestazioni che hanno registrato criticità quest’anno sono state l’1,6%, in netto calo rispetto al 3,5% nel 2023.

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