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Cronache

Quartieri Spagnoli di Napoli, i killer sparano ogni notte e prima o poi scorrerà il sangue

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A notte fonda hanno sparato ancora. Nove colpi di pistola esplosi sempre in piazzetta Concordia, nei quartieri Spagnoli di Napoli. I bossoli sono stati rinvenuti a terra dalla polizia intorno alle 5. Sul posto sono giunte diverse pattuglie e gli uomini della scientifica per accertare se i colpi siano stati esplosi da diverse pistole. Ierii mattina, esattamente nella stessa zona, sono stati trovati a terra ben 26 bossoli. Ventisei colpi di arma da fuoco esplosi intorno alle 4,30 nel cuore dei vicoli a ridosso di via Toledo: siamo alla confluenza tra vico Colonne a Cariati e vico Concordia. Nel cuore dei Quartieri Spagnoli. Chi spara? Anzi, contro chi si spara? Sono agguati falliti o bande paramilitari della camorra che impongono il coprifuoco o obbligano taluni a rinchiudersi in casa e a non uscire più? Per gli inquirenti nel mirino ci sarebbero i Mariano, un tempo boss di camorra temuto, riverito e rispettato. Dopo tanti anni in cella, ora è a casa sua. Là dove sparano c’è l’abitazione di Ciro Mariano. Che cosa sta succedendo in quella zona di Napoli?

Negli ultimi sei-otto mesi tra i vicoli di Montecalvario sembra essere invece riesplosa una guerra sotterranea tra i nuovi Mariano e il binomio Ricci Saltalamacchia, nuovo consolidato gruppo mafioso. Se questa è la lettura e se i nuovi clan sono arrivati ad un livello di sfida militare, significa che non c’è un rischio faida di camorra ma una certezza che in questi vicoli della Napoli antica tornerà a scorrere il sangue.

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Lavoratore 21enne morto a Scafati in un incidente

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Lavorava in nero il 21enne Alessandro Panariello, che ieri è morto in un incidente avvenuto a Scafati, in provincia di Salerno, mentre lavorava in un palazzo in pieno centro. A denunciarlo sono gli avvocati Gennaro Caracciolo e Agostino Russo dello Studio Forensis, che assistono la famiglia del giovane lavoratore. Secondo le prime ricostruzioni Panariello è rimasto ucciso da una lastra d’acciaio caduta dalla carrucola che stava sollevando. “L’unica cosa della dinamica che abbiamo saputo – spiegano i legali – è che Panariello era giù e un altro lavoratore era su quando gli è caduta addosso la lastra, e che era ancora vivo mentre lo portavano in ospedale”.

“Siamo morti insieme al nostro Alessandro – fanno sapere tramite gli avvocati la madre Flora, il compagno di quest’ultima (il papà di Alessandro è morto da anni) e la fidanzata del 21enne, Annachiara – ma faremo di tutto affinché giustizia venga fatta; sporgeremo querela contro il datore di lavoro, anche perché il povero Alessandro non era regolare, nonostante avesse sempre chiesto di avere un contratto di lavoro. Ora la nostra vita è cambiata per sempre. Saremo destinati ad andare avanti con la morte nel cuore perché niente e nessuno potrà restuirci il nostro Alessandro”. Il 21enne aiutava economicamente, nonostante la sua giovane età, l’intera famiglia.

“Queste morti – dice l’avvocato Caracciolo – accadono perché non c’è la giusta cultura sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro, non c’è la giusta cultura nelle aziende e non si provvede all’adozione dei giusti modelli di gestione e controllo delle procedure aziendali e quindi del modo di lavorare. Dunque non si fa nulla per prevenire tali situazioni; si tratta di un problema soprattutto culturale che nel sud Italia è ancora più pesante”.

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Cronache

Turista Usa denunciata a Capri per furto con destrezza

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Dopo aver acquistato un articolo, ha misurato un bracciale in ottone del valore di 500 euro e, approfittando della distrazione della commessa, lo ha fatto scivolare all’interno della sua borsa, per poi allontanarsi. E’ successo nei giorni scorsi in una boutique di Capri. La donna – una turista statunitense – è stata però identificata perchè, avendo effettuato il pagamento col sistema “tax free”, ha consegnato il suo documento all’esercente commerciale. Questo ha consentito agli agenti del locale commissariato di identificarla e, poco dopo, di rintracciarla in una struttura ricettiva dell’isola, dove è stata trovata in possesso del bracciale rubato. La turista è stata denunciata all’autorità giudiziaria per furto con destrezza.

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Nappi, il Comune si preoccupi del degrado della Galleria Umberto

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“È assurdo e paradossale che davanti al degrado totale che attanaglia la Galleria Umberto I, ci si preoccupi prima di tutto di smantellare il salottino allestito per l’inaugurazione dello store Mondadori. Le irregolarità vanno sempre combattute e sanzionate, ma allo stesso modo mi chiedo: il Comune perché non interviene anche per riportare il decoro in uno dei luoghi simbolo della città? Perché continua a non vedere la sporcizia che interessa ogni angolo della struttura storica, l’accampamento di clochard, le facciate dei palazzi dai colori diversi, i vetri rotti e tutto ciò che mortifica e arreca danno all’immagine di Napoli  e dei napoletani?”. Lo afferma Severino Nappi, capogruppo della Lega nel Consiglio regionale della Campania.

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