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Cronache

Professoressa accoltellata, alunno arrestato e inchiesta sulla tragedia evitata

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Un atto premeditato ha scosso la quiete di una comunità scolastica, quando uno studente 17enne ha attaccato la professoressa Sara Campiglio con tre fendenti alla schiena all’ingresso dell’istituto professionale Enaip, alle 8 di ieri mattina. La motivazione dietro questo violento gesto è al centro di un’inchiesta della Procura dei minori, che cerca di comprendere se l’aggressore agì da solo per vendicarsi o se fu influenzato da coetanei.

L’incidente ha generato un riserbo esasperato, lasciando intendere che ci siano molti altri dettagli ancora sconosciuti. Le indagini della squadra mobile non si sono fermate con il trasferimento del ragazzo in custodia, e ora si concentrano sull’analisi dei suoi profili social e delle chat di gruppo. Il ragazzo, privo di precedenti penali ma con problemi di salute mentale che risalgono all’infanzia, sembra essere stato coinvolto in un contesto familiare problematico.

Secondo la ricostruzione della polizia, l’obiettivo dell’aggressione era la stessa Campiglio. Tuttavia, il ragazzo si fermò prima di infliggere il colpo fatale, e fu interrotto dall’arrivo della polizia nel cortile della scuola. Ora le autorità cercano di determinare se il coltello fosse di proprietà del ragazzo o se gli fosse stato fornito dai compagni, aprendo la possibilità di una complicità nell’attacco.

Le reazioni alla tragedia sono varie: l’avvocata dell’aggressore sottolinea il suo stato mentale provato, mentre i genitori mostrano disperazione per la situazione. Gli istituti educativi locali hanno ribadito il loro impegno nel seguire gli studenti, ma si sta valutando se ci siano state mancanze nella segnalazione e nell’intervento degli specialisti medici.

In un quartiere già segnato da tensioni tra una popolazione studentesca multietnica, questo evento ha sollevato interrogativi sulla sicurezza e sul sostegno psicologico fornito agli studenti. Mentre la comunità cerca di elaborare questo tragico evento, l’attenzione si concentra sulle lezioni da trarre per prevenire futuri episodi simili e garantire un ambiente scolastico sicuro per tutti.

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Cronache

Editoria: Fieg, si aggrava la crisi, forte preoccupazione

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“Le imprese editoriali attendono interventi che tardano ad arrivare, mentre si mantengono ingenti finanziamenti verso settori non strategici per la democrazia, come lo è invece la stampa. E, questo, mentre la tenuta del settore suscita già particolari preoccupazioni all’indomani di una legge di bilancio che ha tagliato risorse al comparto”. Si è così espresso il Presidente della Fieg, Andrea Riffeser Monti, intervenendo sugli ultimi dati relativi all’andamento economico del settore editoriale.

“Nei primi mesi del 2024 – ha sottolineato Riffeser – il fatturato pubblicitario della stampa ha subito un calo del 13,7% e, dopo la decisione di eliminare l’obbligo della pubblicazione dei bandi degli appalti sui giornali, la pubblicità legale dei quotidiani è diminuita del 53,6%. Rivolgo, quindi, un serio invito al governo e a tutte le forze politiche, affinché siano coese nella volontà di contrastare la cattiva informazione, garantendo una informazione di qualità, fondamentale tanto più in un periodo di confronto elettorale”.

“A tale fine – ha concluso il Presidente della Fieg – è indispensabile e urgente incrementare in maniera adeguata le risorse di sostegno al settore, così da favorire gli investimenti tecnologici necessari in un periodo in cui l’intelligenza artificiale rischia di essere un treno ad altissima velocità che potrà compromettere il pluralismo dell’informazione se restasse appannaggio di chi ha incalcolabili risorse fuori dai nostri confini nazionali”.

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Michel Ivo, l’italiano ‘clandestino’ arrivato dalla Guinea

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E’ entrato da migrante ‘clandestino’ in Italia pur essendo italiano a tutti gli effetti. E’ la storia di Michel Ivo Ceresoli, un ragazzo di 34 anni, nato nella Repubblica di Guinea Conakry da padre italiano e mamma guineana raccontata dal bisettimanale il Crotonese in edicola oggi. “Sono un italiano – ha detto Michel Ivo – che per raggiungere il suo Paese ha dovuto farlo come clandestino”. Il ragazzo nato nel 1990 nel paese africano è stato legalmente riconosciuto dal papà italiano che si trovava in Guinea per conto di una multinazionale che stava costruendo strade. Quindi era un italiano a tutti gli effetti. “Mio padre – racconta Michel Ivo – che è originario del modenese, è stato in Guinea dal 1990 al 1996, poi è partito per il Burundi e l’Uganda e non l’abbiamo più visto”. Laureato in diritto internazionale, il ragazzo avrebbe voluto partite legalmente, ma per 20 anni, dal 1998 al 2018, l’ambasciata in Guinea è stata chiusa e lui non è riuscito ad ottenere il visto dal consolato.

“Era così atroce e duro questo trattamento” ha aggiunto parlando anche del razzismo che ha dovuto subire da parte dei guineani per il suo essere mezzo italiano. “Subivamo umiliazioni su umiliazioni. In Guinea era meglio morire che restare un giorno in più. Così ho deciso di prendere il mare”. Affidandosi ai trafficanti, parte dalla Guinea nel febbraio del 2023 , riesce ad imbarcarsi da Sfax in Tunisia per Lampedusa dove è approdato il 4 luglio 2023. Sul suolo italiano ha detto alla polizia di essere italiano. Nessuno, però, gli ha creduto. Il 6 luglio è stato trasferito al Cara di Isola Capo Rizzuto dove ha trovato finalmente ascolto. La prefettura di Crotone ha svolto le verifiche e il 22 febbraio del 2024 il Comune di Isola Capo Rizzuto gli ha rilasciato la carta d’identità. Sul documento c’è scritto: ‘cittadinanza italiana’.

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Ex marito sperpera soldi per amante, da Cassazione ok a tutore legale

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Si può sperperare il proprio patrimonio ma non al punto da non potere garantire l’assegno di mantenimento per la ex. E’ quanto stabilisce una sentenza della Cassazione, di cui scrive oggi il Messaggero, che ha dato ragione ad una donna di Ferrara che dopo la separazione consensuale dal marito aveva chiesto al giudice un intervento per metterlo sotto tutela alla luce del fatto che stesse dilapidando un patrimonio di circa 500 mila euro con l’amante.

I giudici di primo grado avevano accolto le richieste dell’ex moglie ma il verdetto era stato ribaltato dai giudici di appello. La Suprema Corte ha però annullato la sentenza di secondo grado dando quindi nuovamente ragione alla donna. Nella sentenza gli ermellini affermano che “se una persona è libera di disporre del proprio patrimonio, anche in misura larga e ampia, assottigliando ciò di cui legittimamente dispone, non può però ridursi nelle condizioni in cui, non solo non sia più in grado di assicurare i doveri di solidarietà già posti a suo carico (l’aiuto all’ex coniuge), ma finanche – scrivono – quelli in favore della propria persona, altrimenti costretta a far ricorso agli strumenti di aiuto pubblico da richiedersi a dispetto delle proprie capacità di vita dignitosa”.

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