Collegati con noi

Napoli

Poesia e impegno sociale, “l’Origano” regala un defibrillatore anche allo Zoo di Napoli

Pubblicato

del

L’ORigano cresce, spunta dappertutto, e porta con sé il profumo della solidarietà e dell’impegno sociale. L’iniziativa della giornalista e divulgatrice scientifica, Olga Fernandes, autrice del libro di poesie “l’ORigano”, il cui scopo è diffondere il più possibile l’utilizzo dei defibrillatori, preziosissimo strumento salva-vita, arriva allo Zoo di Napoli. La sensibilità del responsabile dello Zoo, Pasquale D’Alessandro, e di Claudio Ritondale, team manager di Cardiac Science Italia, ha fatto sì che gli addetti dello zoo da oggi saranno in grado di salvare delle vite. Gli operatori hanno partecipato a un corso di prima assistenza offerto appunto da Ritondale, e fortemente voluto da D’Alessandro. Ora anche lo Zoo ha a disposizione un defibrillatore. La speranza è che non debba mai servire, ma all’occorrenza c’è. Per i dipendenti dello Zoo e per i tanti visitatori
“Il dolore ci cambia”, dice la giornalista Olga Fernandes, che ha partecipato al corso, “cambia le nostre percezioni. Siamo anime divise in due, tra generosità e diffidenza. Bisogna trovare il coraggio di cambiare, di dedicarci ad aiutare il prossimo. Attraverso la mia campagna per i defibrillatori sto conoscendo persone straordinarie, pronte a impegnarsi per gli altri, per le quali dare, aiutare, sostenere è fonte di gioia. Ringrazio di cuore tutti quelli che hanno collaborato e stanno collaborando a questa campagna”.

Advertisement

Cronache

Sant’Antonio Abate, crolla balcone: quattro feriti, due gravi

Un balconcino di un’abitazione in ristrutturazione ha ceduto in via del Canneto a Sant’Antonio Abate. Feriti un padre di 67 anni, la figlia di 38, il figlio di 27 e la compagna di quest’ultimo, di 23. I due giovani sono i più gravi e sono stati trasportati in codice rosso all’Ospedale del Mare e al Cardarelli. Cause da accertare.

Pubblicato

del

Quattro persone sono rimaste ferite nel cedimento di un balconcino a Sant’Antonio Abate: le condizioni più gravi sono quelle di un ragazzo di 27 anni e della sua compagna di 23. I due sono stati trasportati in codice rosso all’Ospedale del Mare e al Cardarelli. Coinvolti anche il padre del giovane, di 67 anni, e la sorella, di 38.

Il crollo è avvenuto nel pomeriggio di oggi, 11 ottobre, in via del Canneto, in un’abitazione disabitata e in fase di ristrutturazione. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Sant’Antonio Abate.

Il cedimento al piano ammezzato

Secondo le prime informazioni, le quattro persone si trovavano sul balconcino dell’appartamento, situato al piano ammezzato, quando la struttura ha ceduto.

Tutti hanno riportato lesioni. I due giovani risultano i feriti più gravi; non sono disponibili ulteriori dettagli sulle condizioni del padre e della figlia.

La famiglia era nell’appartamento in ristrutturazione

Le persone coinvolte appartengono al nucleo familiare proprietario dell’immobile, insieme alla compagna del figlio.

È possibile che fossero passate per verificare lo stato dei lavori, ma il motivo della loro presenza resta da confermare. L’abitazione, al momento dell’episodio, non era occupata stabilmente.

Le cause del crollo sono da accertare

Restano da chiarire la dinamica del cedimento e le condizioni del balconcino.

Il fatto che nell’appartamento fossero in corso lavori non consente, da solo, di stabilire un collegamento con il crollo. Eventuali responsabilità dovranno essere accertate attraverso le verifiche.

 

Continua a leggere

Cronache

Morte di Domenico, confermata l’interdizione per Oppido

Il Tribunale del Riesame di Napoli ha confermato l’interdizione per un anno dalla professione medica per Guido Oppido e annullato quella per Emma Bergonzoni. I due sono indagati per falso nella documentazione clinica e, insieme ad altri cinque medici, per omicidio colposo nell’inchiesta sulla morte di Domenico Caliendo. Le decisioni cautelari non accertano definitivamente le responsabilità.

Pubblicato

del

Resta confermata l’interdizione per un anno dalla professione medica per il cardiochirurgo Guido Oppido, indagato nell’inchiesta sulla morte del piccolo Domenico Caliendo. Il Tribunale del Riesame di Napoli ha confermato la misura cautelare, mentre ha annullato quella nei confronti della collega Emma Bergonzoni, per il venir meno delle esigenze cautelari.

Le decisioni riguardano i provvedimenti interdittivi: non costituiscono una sentenza sulle responsabilità dei due medici.

La contestazione sulla cartella clinica

La Procura di Napoli contesta a Oppido di avere falsificato la cartella clinica del bambino, sottoposto a un trapianto di cuore fallito all’ospedale Monaldi il 23 dicembre 2025.

Anche Bergonzoni è indagata per falso nell’ambito dello stesso procedimento. La decisione del Riesame mantiene per Oppido l’interdizione della durata di dodici mesi.

Il cardiochirurgo è assistito dagli avvocati Vittorio Manes e Alfredo Sorge.

Il trapianto e la morte del bambino

Domenico Caliendo, di quasi due anni e mezzo, è morto il 21 febbraio 2026 nella terapia intensiva del Monaldi, dove era rimasto ricoverato dopo l’intervento.

Gli accertamenti riguardano la ricostruzione dei fatti e le eventuali responsabilità nella vicenda sanitaria.

L’inchiesta è coordinata dal procuratore aggiunto Antonio Ricci e dal sostituto procuratore Giuseppe Tittaferrante.

Sette medici indagati per omicidio colposo

A Oppido e Bergonzoni, insieme ad altri cinque medici, viene contestato anche l’omicidio colposo.

Le ipotesi formulate dalla Procura restano da accertare nel procedimento. Per tutti gli indagati vale la presunzione d’innocenza.

La conferma dell’interdizione per Oppido non equivale a una condanna. Allo stesso modo, l’annullamento della misura per Bergonzoni riguarda le esigenze cautelari e non costituisce un’assoluzione dalle contestazioni.

Continua a leggere

Cultura

Napoli, il MiC acquisisce la Conocchia: futuro culturale per l’ex Pontano

Il Ministero della Cultura ha esercitato il diritto di prelazione sulla Conocchia, ex convitto Pontano di Napoli, acquisendola al prezzo dell’aggiudicazione all’asta. Il ministro Giuli indica un futuro di fruizione pubblica, con finalità culturali, sociali ed educative. Un’intesa con Comune e Regione dovrà definire destinazioni d’uso e percorso di restauro.

Pubblicato

del

La Conocchia, ex convitto Pontano di Napoli, entra nel patrimonio pubblico: il Ministero della Cultura ha esercitato il diritto di prelazione sul complesso monumentale, aggiudicato a una società privata attraverso un’asta giudiziaria. L’acquisizione apre un percorso di restauro e valorizzazione, con l’obiettivo di destinare gli spazi ad attività culturali, sociali ed educative.

Le funzioni concrete dell’edificio restano da definire attraverso un’intesa con le istituzioni del territorio.

Il decreto e il diritto di prelazione

Il provvedimento è stato adottato con decreto del Direttore generale Archeologia, belle arti e paesaggio, sulla base dell’istruttoria della Soprintendenza per il Comune di Napoli.

Il complesso è sottoposto a vincolo dal 22 aprile 1995, quando ne è stato riconosciuto l’interesse storico-artistico particolarmente importante.

La vendita del bene vincolato ha consentito al MiC di esercitare la prelazione prevista dal Codice dei beni culturali e del paesaggio, acquisendolo al medesimo prezzo di aggiudicazione.

Giuli: «Sarà restituito alla collettività»

«Questa acquisizione testimonia la presenza dello Stato nella tutela della storia e dell’identità dei territori», ha dichiarato il ministro della Cultura Alessandro Giuli.

Per il ministro, assicurare la Conocchia al patrimonio pubblico era una priorità, considerato il rilievo architettonico e storico del complesso.

«L’immobile, che ha segnato la vita della città prima come luogo di cura e poi come centro di formazione per i giovani, sarà restituito alla collettività come uno spazio aperto», ha aggiunto.

Restauro e nuove funzioni da definire

L’obiettivo indicato dal ministero è rigenerare il complesso per rispondere ai bisogni della comunità, affiancando alla conservazione una prospettiva di utilizzo.

«Il restauro si accompagnerà a una riflessione sulle funzioni che il monumento potrà accogliere», ha spiegato Giuli.

Non sono quindi ancora annunciate destinazioni definitive né date di apertura: le scelte dovranno essere compatibili con il valore storico-artistico dell’edificio e orientare i futuri interventi.

Il confronto con Comune e Regione

È in corso la definizione di un’intesa tra Ministero della Cultura, Comune di Napoli e Regione Campania per individuare destinazioni d’uso condivise e impostare i progetti di recupero.

Giuli ha indicato un percorso di gestione che coinvolga istituzioni pubbliche locali e soggetti privati, unendo la valorizzazione del patrimonio alle esigenze dei cittadini.

Il riferimento è al modello di collaborazione istituzionale già sperimentato nel recupero del Real Albergo dei Poveri. Per la Conocchia, l’acquisizione rappresenta il primo passaggio: restauro, funzioni e gestione dovranno ora tradurre l’obiettivo della fruizione pubblica in un progetto concreto.

Continua a leggere
errore: Contenuto Protetto