Collegati con noi

Sport

La Procura federale chiede un verdetto choc: “Parma e Chievo in serie B” per illeciti sportivi

Pubblicato

del

Sarà necessario aspettare ancora qualche giorno prima di sapere con certezza quali saranno le squadre a scendere in campo nel prossimo campionato di serie A. Entro fine settimana il Tribunale Federale, con le sentenze di primo grado, potrà definire la composizione della Serie A. In corso due processi nei confronti del Chievo e del Parma. La squadra clivense è accusata di plusvalenze fittizie mentre il Parma, neopromossa nella massima serie, per tentato illecito sportivo. Il Tribunale federale ha chiesto per entrambe delle penalizzazioni da applicare per la stagione appena conclusa.

Inibizione di 36 mesi per il Presidente Luca Campedelli e 15 punti di penalizzazione con la conseguenza della retrocessione in B. Queste le richieste della Procura della Figc che ritiene gonfiate le plusvalenze relative al tesseramento di 30 giocatori. Coinvolto anche il Cesena, nel frattempo fallito. Anche per la squadra romagnola sono stati chiesti 15 punti di penalità. L’esito di questo processo è atteso da Crotone (retrocesso in serie B) ed Entella (in C dopo i playout), ammesse come parti interessate.

Squalifica di quattro anni e 50mila euro di ammenda la richiesta di condanna per Emanuele Calaiò, attaccante del Parma accusato di illecito sportivo. La Procura federale ha mosso l’accusa basandosi sui messaggi WhatsApp che l’attaccante ex Napoli ha spedito all’ex compagno di squadra Filippo De Col prima di Spezia-Parma. Per il Parma, coinvolto per responsabilità oggettiva, invece, c’è una doppia ipotesi. Due punti di penalizzazione afflittiva sul campionato appena concluso, che comporterebbero di fatto la mancata promozione in Serie A e la permanenza in Serie B. In alternativa, sei punti di penalizzazione da scontare invece sul prossimo campionato senza andare a intaccare la promozione conquistata al termine dell’ultima stagione.

Advertisement

Sport

L’Atalanta demolisce il Liverpool a casa sua e vede le semifinali di Europa League

Pubblicato

del

La notte magica di Anfield ha visto l’Atalanta sorprendere il Liverpool con una vittoria 3-0, firmando una prestazione epica che li avvicina alle semifinali di Europa League. Gian Piero Gasperini ha orchestrato una lezione di calcio, superando Jurgen Klopp in una partita che resterà nella storia del club bergamasco.

L’Atalanta è scesa in campo con determinazione, sfruttando al massimo il talento dei suoi giocatori e l’ispirazione tattica del proprio allenatore. La doppietta di Scamacca e il gol di Pasalic hanno fatto la differenza, mentre Musso si è dimostrato un baluardo nella porta bergamasca.

La partita ha visto entrambe le squadre creare occasioni da gol, ma è stata l’Atalanta a capitalizzare al meglio le proprie opportunità. Klopp ha cercato di rispondere con cambi tattici e l’inserimento dei suoi titolari, ma l’Atalanta è rimasta solida in difesa e pericolosa in attacco.

Gasperini, pur soddisfatto del risultato, mantiene la concentrazione e la determinazione, consapevole che la qualificazione alle semifinali non è ancora un dato certo. L’allenatore bergamasco rimarca l’importanza di restare concentrati e di non sottovalutare l’avversario, soprattutto considerando la capacità del Liverpool di segnare in qualsiasi momento.

L’entusiasmo per la vittoria è palpabile tra i giocatori e i tifosi dell’Atalanta, emozionato anche il presidente Percassi, ma Gasperini e il suo team sanno che c’è ancora lavoro da fare per raggiungere i propri obiettivi stagionali. La determinazione e l’umiltà saranno fondamentali per affrontare la sfida del ritorno a Bergamo e per continuare a scrivere la storia di questo club.

 

Continua a leggere

Sport

Lotito: il problema è che alla Lazio vizio i giocatori

Pubblicato

del

Passato, presente e futuro. Claudio Lotito, presidente della Lazio, analizza il momento della sua squadra partendo dall’episodio più recente, lo sfottò di Gianluca Mancini che, sotto la Curva Sud, alla fine del derby vinto dalla Roma proprio grazie a un suo gol, ha sventolato una bandiera biancoceleste con un topo al centro.

Un gesto costato 5.000 euro di multa al calciatore e che, secondo il numero 1 laziale, nessun giocatore della Lazio “avrebbe mai fatto. Il comportamento dei nostri giocatori è completamente diverso da quello delle altre squadre”, chiedendosi, poi, in merito alla sanzione, se questa “rispetta i valori dello sport? Ognuno di noi è in grado di giudicare. Noi non possiamo che attenerci a quello che il giudice ha deciso”. Se il passato è ormai alle spalle, però, è il presente a interessare Lotito. In particolare quello della squadra, che sta offrendo un rendimento nettamente inferiore rispetto all’anno passato.

“Alcuni calciatori lo scorso anno hanno fatto delle prestazioni incredibili, quest’anno ne fanno altre. Molti ex mi dicono che vizio troppo i giocatori. Prendo atto che forse è proprio questo il problema. Se un giocatore lo scorso anno fa cose strabilianti e quest’anno ne fa altre non può essere la campagna acquisti il problema, perché noi abbiamo perso un giocatore che ha deciso di andare via, Milinkovic-Savic, ma abbiamo rafforzato la squadra”.

Una presa di posizione che ricorda a Tudor, il nuovo allenatore, il proprio compito, che è quello di “dare una scossa e rimettere in condizioni alcuni giocatori di esprimere le loro potenzialità”. Il futuro, invece, è rappresentato dal capitolo stadio con Lotito a sottolineare come “io faccio le cose che sono giuste fare, sicuramente lo stadio serve. Ora mi sono dedicato totalmente al centro sportivo e stiamo iniziando anche con l’Academy con altri sei campi a Formello, più chiesa e scuola, che servono per rendere più appetibile il club”, prosegue. Proiettando, infine, lo sguardo a quella che per ora è solo una suggestione, quel Miroslav Klose allenatore biancoceleste su cui “oggi non c’è alcuna programmazione”, ma per il quale, nella vita, “mai direi mai”.

Continua a leggere

Sport

Champions spettacolo, Real Madrid e City tra gol e show: finisce 3-3

Pubblicato

del

Spettacolo, gol e rimonte al Bernabeu nella sfida di Champions tra Real Madrid e Manchester City dei quarti di finale, ma che per tutti equivale ad una finalissima dell’Europa che conta. Alla fine non la spunta nessuno per un 3-3 show che rimanda il discorso qualificazione alla partita di ritorno. Parte forte la squadra inglese che va in vantaggio subito con Bernartdo Silva, poi in soli 2′ le merengues la ribaltano su autogol di Rubend Dias e rete di Rodrygo. Nella ripresa i campioni d’Europa rialzano la testa pareggiando con Foden e firmando il controsorpasso con Gvardiol. Quando ormai la vittoria sembra nelle mani di Guardiola arriva il pari di Valverde nel finale a chiudere una contesa dai mille volti. Il Real Madrid conferma le previsioni della vigilia: non c’è Modrić, Tchouaméni al centro della difesa al posto di Nacho.

Vinícius Júnior e Rodry giocano in attacco, Bellingham sarà il falso nove. Guardiola si affida a Haaland che non ha ancora segnato al Real. Gioca Ortega in porta, Kovacic vince il ballottaggio con De Bruyne. Avvio targato City che va immediatamente in vantaggio con Bernardo Silva che su punizione sorprende Lunin sul primo palo. Lieve sbandamento poi il Real si riprende e in soli due minuti ribalta il risultato: Camavinga converge tra le linee dalla corsia di destra, evita la pressione di Grealish e calcia col sinistro, la deviazione di Rúben Dias è decisiva e spiazza Ortega e il Real Madrid pareggia. Pochi secondi e arriva il 2-1 per le merengues: Vinícius Júnior disegna un lancio illuminante per lo scatto in profondità di Rodrygo alle spalle di Akanji: il numero 11 dei Blancos entra in area e calcia col piatto dopo aver evitato il rientro del difensore del City, la cui deviazione beffa Ortega e fa carambolare la sfera in rete. Nella ripresa il match resta bellissimo e aperto.

Dopo una serie di super occasioni arriva il pari del City: premiata la grande pazienza degli inglesi nel trovare uno dei pochi varchi concessi dal Real, la palla filtra per Foden che si coordina al limite, conclusione di sinistro e palla all’incrocio dei pali. Solo cinque minuti e il City val sul 3-2: Grealish punta Carvajal sulla corsia e trova al limite Gvardiol, il difensore croato traccia uno splendido destro a giro che termina la sua corsa nell’angolo alla sinistra di Lunin. Di nuovo sotto il Real non demorde e ritrova il pari con Valverde nel finale: Modrić gestisce l’azione dei padroni di casa servendo Vinícius Júnior, che crossa verso il lato opposto dell’area di rigore: Valverde si coordina per una conclusione al volo col destro potente e precisa, che non lascia scampo a Ortega. 3-3 tra Real Madrid e City e tutto rimandato a al ritorno di Manchester per scoprire chi volerà in semifinale.

Continua a leggere

In rilievo

error: Contenuto Protetto