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Parla mister Ancelotti: vittoria bella, non abbiamo concesso nulla ai Reds

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Liverpool domato all’ultimo secondo. Il primato nel girone di Champions League che assume tutto un altro sapore per il Napoli: “Questa vittoria ci rende più liberi mentalmente – ha commentato Ancelotti -, abbiamo fatto la partita che mi aspettavo e in fase difensiva non abbiamo concesso nemmeno un contropiede. Siamo sempre stati attenti e segnato al momento giusto”. Per Carlo Ancelotti “è stata serata di forti emozioni”. Soddisfatto di tutti i suoi calciatori perchè “era una partita molto impegnativa e tutti l’hanno interpretata bene dal primo all’ultimo minuto. Al Liverpool non è stato mai permesso di sviluppare il potenziale offensivo eccellente che hanno perché il Napoli – spiega Ancelotti – ha fatto un lavoro eccellente sia in difesa che in costruzione. Nessuno si è risparmiato”. L’arbitraggio? “Va bene così, oramai è andata e non  intendo fare polemiche”. “È stata la partita che mi aspettavo, vedo questa squadra tutti i giorni e conosco bene la qualità che c’è – ha continuato Ancelotti a fine partita£”. “Abbiamo difeso a 4 come sempre, è cambiata solo la costruzione da dietro. Ho messo tre centrali, con i due centrocampisti e Mario Rui molto largo per gestire meglio l’inizio del gioco ed evitare la forte pressione loro. Non volevo che ci levassero palla  inizio azione. Ieri abbiamo provato tanto riscontrando qualche difficoltà, ma abbiamo insistito e alla fine siamo stati premiati”.

 

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Gol Arnautovic, all’Inter il primo round con l’Atletico

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Il primo round dice Inter, nel segno di Marko Arnautovic. I nerazzurri battono l’Atletico Madrid nell’andata degli ottavi di finale di Champions League grazie ad una rete dell’austriaco nella ripresa, in una gara spigolosa in cui tra l’altro Simone Inzaghi perde anche Marcus Thuram per un problema muscolare. Una partita intensa e combattuta, ma che lascia ben sperare in vista del ritorno fissato al Wanda Metropolitano il prossimo 13 marzo, non solo per il risultato (seppur di misura) ma anche per la prestazione positiva di Lautaro e compagni. L’Inter in avvio parte convinta sulla spinta dei 73mila del Meazza, ma l’Atletico fin dall’inizio dimostra di non volere solo limitarsi a difendere. Non a caso, dopo uno stop mancato di Thuram in area, dall’altra parte Lino calcia a lato col destro in area.

I nerazzurri chiedono un calcio di rigore per un tocco di mano in area di Molina ma sia l’arbitro che il Var lasciano correre. Il problema degli uomini di Inzaghi è la poca lucidità, causata anche dalla grande pressione dei colchoneros che inducono Calhanoglu e compagni a una serie di errori banali. Soprattutto sulla trequarti offensiva, con tanti palloni sprecati malamente tra passaggi e stop sbagliati. Quando tutto fila liscio, però l’Inter si riesce a rendere pericolosa. Il primo squillo è un colpo di testa di Lautaro che Oblak para senza difficoltà. La migliore occasione capita ancora allo stesso argentino: Thuram recupera palla, lancia il capitano che da solo davanti a Oblak calcia male e viene rimontato.

Nel finale di tempo tutto San Siro trema, ma non di gioia, perché Thuram si ferma per un problema muscolare. Il francese poi rientra in campo ma esce all’intervallo per una “contrattura all’adduttore destro da valutare nei prossimi giorni”, un infortunio che rischia di pesare molto anche per le prossime gare. Al suo posto entra Arnautovic, che diventa protagonista nel male e nel bene. Nel male perché spreca tutto il possibile, in un misto tra sfortuna ed errori banali che fanno mugugnare e non poco tutto San Siro. E così la spinta del Meazza un pochino si affievolisce, anche perché Simeone si gioca la carta Morata, fischiatissimo da tutti i 73mila presenti per i suoi trascorsi juventini.

Un ingresso che galvanizza gli ospiti, che non a caso creano la migliore occasione: Lino dopo uno scambio con De Paul si presenta da solo davanti a Sommer ma calcia fuori. Lo stesso De Paul lancia poi Llorente, ma De Vrij all’ultimo riesce a salvare tutto in scivolata. Nel momento in cui l’Atletico prende coraggio, l’Inter con personalità e con il gioco la fa tremare di nuovo, spedendola trenta metri indietro: Lautaro manda in porta Arnautovic, che a tu per tu con Oblak a cinque metri dalla porta calcia incredibilmente alto. E ancora l’austriaco poi chiude troppo leggero su un cross basso di Dumfries. San Siro torna a bollire, Lautaro di testa impegna di nuovo Oblak.

Gli spagnoli vanno in affanno e l’Inter stavolta ne approfitta: Reinildo e De Paul perdono ingenuamente palla, Lautaro si invola ma trova ancora Oblak sulla sua strada, a porta vuota però Arnautovic non sbaglia e porta avanti i nerazzurri. L’Atletico però non ci sta, anzi reagisce subito di carattere, prima con Lino che di destro sfiora il pareggio dal limite, poi con un colpo di testa di Morata di poco a lato. È l’ultimo brivido per Sommer, il primo round verso i quarti è interista.

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Usa verso l’invio di missili a lungo raggio a Kiev

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All’indomani della sconfitta ucraina di Avdiivka, in un quadro di complessivo deterioramento della situazione militare, e con un Vladimir Putin che sbeffeggia gli avversari “fuggiti in massa dal fronte”, gli Stati Uniti si appresterebbero a un grande salto di qualità. Secondo la Nbc sarebbero infatti in procinto di inviare a Kiev la versione più potente di missili balistici Atacms, capaci di colpire un obiettivo a 300 chilometri, che metterebbero la Crimea e non solo nel mirino. Sul terreno, segnalano gli osservatori indipendenti, si registrano scontri e scaramucce tra manipoli di soldati. Le truppe russe sono impegnate nel consolidamento del fronte attorno ad Avdiivka e in tutto il Donetsk mentre premono sulle regioni di Kherson e Zaporizhzhia, lanciando attacchi per “capitalizzare” la vittoria, come ha spiegato lo stesso Putin.

Sul fronte opposto, le forze di Kiev ripiegate di alcuni chilometri rafforzano le difese e respingono gli assalti. Il comandante militare nell’area di Avdiivka, Oleksandr Tarnavskyi, riferisce che i suoi soldati sono stati attaccati 42 volte da piccoli gruppi di russi, supportati da un diluvio di artiglieria, oltre mille i colpi sparati in una zona di operazioni non particolarmente estesa. Gli ucraini, a causa della scarsità di munizioni, sono costretti a centellinarle, a prendere di mira concentrazioni di avversari per poter causare più danni. In molti casi è impossibile contrattaccare l’artiglieria nemica, “costa troppe munizioni” lamentano diversi ufficiali. Kiev torna poi a denunciare con forze le esecuzioni sommarie di soldati catturati dai russi, da ultimo vicino a Robotyny, nella regione di Zaporizhzhia. Tre i militari disarmati barbaramente uccisi, come mostra l’ennesimo video dell’orrore in due anni di guerra. Mosca intanto – rivela il think tank americano Institute for the Study of War – ha lanciato una massiccia operazione di hacking contro diversi siti di informazione ucraini per diffondere e rendere concreta l’idea di una fuga di massa dell’esercito di Kiev da Avdiivka.

Tesi rilanciata oggi da Putin in persona: “Il comando ucraino ha emesso l’ordine di ritirare le sue truppe quando queste erano già in fuga”, ha detto sbeffeggiando gli avversari e invitando le forze armate ucraine “nei territori liberati ad arrendersi”. La “vittoria va consolidata”, ha incalzato, annunciando in pompa magna la conquista del villaggio di Krynki nella regione di Kherson. Si tratta di una testa di ponte ucraina sul lato del fiume Dnipro occupato da Mosca: il ministro della Difesa, Serghei Shoigu, ha enfatizzato che nel corso della battaglia i russi “per la prima volta nella storia hanno ricevuto i rifornimenti grazie a potenti droni”. In questo quadro sempre più preoccupante, e dopo mesi di richieste da parte di Kiev, l’amministrazione Biden starebbe lavorando per fornire all’Ucraina i nuovi potenti missili balistici Atacms. Non quelli a medio raggio consegnati fino ad ora, ma quelli con una gittata da 300 chilometri. Tutto, ha sottolineato la Nbc che ha rivelato l’informazione, dipende dall’approvazione da parte del Congresso Usa del disegno di legge che prevede 95 miliardi di aiuti a Ucraina, Israele e Taiwan.

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Telecamera in testa all’arbitro: così vedremo la partita con la visuale del direttore di gara

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Vedere la partita con gli occhi dell’arbitro. Un desiderio per molti tifosi che finalmente sta diventando realtà. E proprio in Italia. La Serie C e Sky Sport hanno annunciato un accordo grazie al quale, per la prima volta in una lega calcistica europea, domenica prossima sarà possibile vedere le immagini live riprese da una telecamera indossata dall’arbitro. Si tratta di un svolta storica, una sperimentazione che potrà poi estendersi anche alle altre leghe. La partita è quella in programma tra Cesena e Pineto (girone B), per la quale l’arbitro Claudio Allegretta, oltre a fischiare, attraverso la microcamera mostrerà ai telespettatori il campo dalla sua posizione in tempo reale. E’ un primo esperimento ma la Referee-Cam sarà utilizzata anche in una partita di ogni turno playoff di Serie C. Sarà interessante anche vedere le reazioni dei tifosi che spesso criticano gli arbitri per “non aver visto un fallo”: anche loro potranno capire cosa significa seguire l’incontro su un campo di calcio.

L’entusiasmo ha contagiato anche la Lega Pro, orgogliosa per tale innovazione. “Questo è un giorno speciale per tutti i tifosi della Serie C. Siamo la prima Lega che si apre a un simile cambiamento e ci confermiamo ancora una volta il principale laboratorio d’innovazione per tutto il mondo del calcio – ha commentato il presidente della Lega Pro, Matteo Marani -. Da sempre la C è la casa delle sperimentazioni. Riuscire a fornire al pubblico la visuale dell’arbitro, ciò che da decenni tutti gli appassionati sognano di vedere, rappresenta un successo incredibile, rafforzando ancor più il legame tra calcio e tifoseria”. Marani si dice “certo che saremo i primi di una esperienza destinata ad allargarsi” ed ha ringraziato per il “lavoro sinergico la Figc e l’Aia”.

Soddisfazione condivisa da Sky Sport. “Abbiamo accolto con entusiasmo e sostenuto con convinzione la proposta di Lega Pro di introdurre una innovazione così affascinante al prodotto televisivo legato alla Serie C – ha sottolineato l’executive vice president sport di Sky, Marzio Perrelli -. Se Lega Pro ha individuato in Sky un partner all’altezza di questa sfida è perché la ricerca della modernizzazione tecnologica rappresenta uno dei pilastri fondamentali della nostra Casa dello sport”. Perrelli ha rimarcato “l’ideazione di contenuti in costante evoluzione” per “offrire agli abbonati un punto di vista così rivoluzionario per le partite di calcio”

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