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Nuova svolta Di Maio, arrivano i team coordinatori e c’è una apertura alle liste civiche

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Dodici “facilitatori” che, in un altra forza politica, potrebbero anche chiamarsi membri della segreteria di partito. Dopo una lunga attesa arriva la riorganizzazione del M5S, annunciata in un post in cui Luigi Di Maio, ammettendo le defaillance registrate nel coordinamento tra membri del governo, Movimento e territori, lancia il “Team del futuro” che, assieme all’apertura alle liste civiche per le elezioni locali, costituira’ la principale novita’ pentastellata del prossimo autunno. E non si tratta di novita’ da poco. Ad essere scardinati, infatti, sono due pilastri delle origini: la fluidita’ del Movimento e il suo voler correre, in qualsiasi tornata elettorale, rigorosamente da solo. Nelle prossime settimane, invece, arrivera’ il team dei facilitatori: ad ognuno di loro sara’ affidata una specifica materia – dall’economia all’ambiente, dagli esteri alla scuola, dalla sanita’ alla giustizia – e un mandato di tre anni, con “Recall” per un’eventuale conferma dopo un anno e mezzo.

“Tanta gente ci cerca, tante persone hanno bisogno di aiuto ed e’ arrivato il momento di coordinarci. Non possiamo piu’ trovarci in situazioni in cui la mano destra non sa piu’ che cosa fa quella quella sinistra”, spiega Di Maio. Si trattera’ di cariche elette sulla piattaforma di Rousseau e, novita’ dell’ultim’ora, vi potranno accedere anche personalita’ esperte “esterne” al Movimento, per le quali sono riservati cinque posti. Chi, tra i portavoce (che potranno essere anche locali), vorra’ entrare nella squadra dei facilitatori non puo’ avere ruoli di governo o altri ruoli dirimenti come quello di presidente di una commissione parlamentare.

Ed è qui che si inserisce il rebus del futuro di Alessandro Di Battista, dato nelle scorse settimane come possibile membro della nuova organizzazione: con una destinazione che, tradizionalmente, non potrebbe non piacere al “Dibba”, quella degli Esteri.

Resta da vedere se le cariche saranno a titolo gratuito o meno e quando il M5S potra’ ufficializzare il nuovo team. Nelle prossime settimane, dopo la presentazione delle candidature, sara’ indetto il voto su Rousseau.

La deadline per il compimento della “rivoluzione” organizzativa del Movimento e’ comunque sostanzialmente una: la festa Italia 5 Stelle prevista il 12 ottobre a Napoli. Giorni in cui la campagna elettorale per le Regionali in Emilia-Romagna, Umbria e Calabria sara’ gia’ iniziata. Ed e’ in vista di questi tre voti che Di Maio, oggi, certifica la seconda svolta del Movimento: l’apertura “a movimenti, i comitati, i gruppi civici con cui abbiamo lavorato in questi anni sui territori”, spiega il vicepremier, ormai convintosi del fatto che, correndo da solo, il M5S e’ schiacciato dall’ascesa della Lega e dal Pd. Certo, l’apertura alle liste civiche gia’ nelle settimane scorse ha seminato piu’ di un mugugno tra i “puristi” ma alla fine la realpolitik ha prevalso. Non prevarra’, almeno per ora, sul vincolo dei due mandati. “Stiamo discutendo solo di un mandato zero per i consiglieri comunali”, spiega Di Maio che, in serata, vede a Roma gli attivisti del Movimento laziale e romano. Riunione alla quale potrebbe partecipare anche la sindaca Virginia Raggi.

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Arrestato con l’accusa di concussione il sindaco di Praiano Giovanni De Martino

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Preso con  le mani nel sacco. Questo è quel che riferiscono gli inquirenti. Con l’accusa di concussione è stato arrestato Giovanni Di Martino, sindaco di Praiano, splendida località della costiera amalfitana. È accusato di concussione ai danni di un libero professionista. Gli agenti della squadra mobile di Salerno lo hanno fermato nei pressi di un bar del delizioso centro della costiera “dopo aver intascato la dazione di danaro richiesta”. Una cifra che si aggirerebbe sui 250 euro. Insomma, pochi soldi che gli sono valsi l’arresto.  Il sindaco, 46 anni, terminate le formalità di rito è sottoposto agli arresti domiciliari presso la sua abitazione. Avrà tutto il tempo per difendersi e per scardinare assieme al suo legale di fiducia questa accusa che l’ha fatto precipitare in un incubo.

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Elezioni Regionali, Conte annuncia: si faranno al massimo entro metà settembre

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“Le elezioni regionali vanno svolte entro la meta’ di settembre, cosi’ da consentire sia una normale ripresa dell’anno scolastico che il rispetto di una importante scadenza elettorale. Entrambi gli appuntamenti sono molto sentiti dai cittadini, perche’ si tratta del futuro sia dei ragazzi che del governo dei loro territori”. Lo hanno sottolineato in una lettera indirizzata al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e ai ministri competenti, il presidente e il vicepresidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini e Giovanni Toti.

“Siamo consapevoli – evidenziano Bonaccini e Toti – della assoluta impraticabilita’ di un rinvio dell’apertura delle scuole e della assoluta necessita’ di consentire una normale ripresa delle attivita’ scolastiche. Per troppo tempo ormai abbiamo interrotto sia il normale corso democratico che il processo educativo dei nostri ragazzi”. Bonaccini e Toti hanno fatto anche riferimento alla ripresa del dibattito parlamentare sul disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 26 recante “Disposizioni urgenti in materia di consultazioni elettorali per l’anno 2020” e alla posizione delle Regioni, piu’ volte rappresentata al Governo, in merito alla data delle prossime consultazioni elettorali regionali.

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Cronache

Sigilli al tesoretto dei clan a Marano: tra i beni dei Simeoli anche una scuola

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C’è pure una scuola, una delle più accorsate della zona, fra i beni sequestrati dai carabinieri ad Antonio Simeoli e ai suoi figli Luigi e Benedetto, già destinatari nel 2013  arrestati perché ritenuti responsabili per i reati di partecipazione ad associazione camorristica denominata clan Polverino, falsità ideologica in concorso, abuso di ufficio e trasferimento fraudolento di valori; condotte per le quali riportavano condanne irrevocabili.
I beni sequestrati nella zona di Marano di Napoli, per un valore di 10 milioni di euro: si tratta due ville da dodici vani complessivi, due garages ed un magazzino-deposito alla via Marano Quarto, sei locali commerciali ubicati alla via San Rocco, un magazzino deposito ubicato alla via della Recca, tre appezzamenti di terreno delle dimensioni complessive di mq 39.220, un immobile adibito a scuola alla via Caracciolo.
I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Napoli hanno eseguito un decreto di sequestro, emesso, su richiesta della Procura della Repubblica di Napoli – Direzione Distrettuale Antimafia, dal Tribunale di Napoli – Sezione per l’applicazione delle misure di prevenzione nei confronti dei proprietari degli immobili, Antonio, Luigi e Benedetto Simeoli. Questo provvedimento arriva dopo una complessa attività investigativa, coordinata dalla DDA di Napoli, che hapermesso di individuare Simeoli padre e poi anche i suoi due figli, dall’inizio degli anni novanta e sino al 2009 allorquando il sodalizio si interrompeva per divergenze di natura economica, tra gli imprenditori di maggior rilievo del clan Polverino.
A seguito di un vero e proprio patto societario occulto, il capo del clan, Giuseppe Polverino, finanziava le imprese dei Simeoli e partecipava al 50% dei relativi introiti, costituendo il reimpiego degli ingenti profitti delle attività criminali (soprattutto di quelli conseguenti all’importazione di stupefacenti) nelle loro iniziative imprenditoriali. Il reimpiego era funzionale non soltanto al personale arricchimento del capo clan ma anche ad alimentare l’ulteriore capitalizzazione dei traffici di droga ed a finanziare le attività illecite del gruppo criminale nelle cui casse venivano versate, a titolo di contributo, somme fisse per ciascun appartamento costruito e tale denaro veniva poi impiegato per il pagamento degli stipendi e per sostenere le spese dell’organizzazione criminale.
Le medesime acquisizioni investigative, intercettazioni ed approfonditi accertamenti patrimoniali, corroborate dalle dichiarazioni precise e concordanti dei collaboratori di giustizia, si estendevano anche ai beni di proprietà della società Garden City Cooperativa Edilizia S.p.a., la quale risultava – secondo gliinvestigatori- di fatto gestita anch’essa dai Simeoli.

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