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Cronache

Motoscafo in fiamme nel Porto di Ischia affondato a largo perchè non ci sono mezzi antincendio

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Il motoscafo era ormeggiato nel porto d’Ischia. Una struttura che versa sempre più in un pietoso stato di abbandono. Senza controlli e senza presidi di sicurezza. Le fiamme sviluppatesi a bordo dello yacht per motivi che dovranno essere accertati da una inchiesta, solo grazie al pronto intervento della Guardia Costiera non si sono propagate alle imbarcazioni vicine e chissà, anche ai ristoranti della Riva Destra, in questi giorni affollati ancora di turisti.

Il fuoco è comparso all’improvviso, così come una densa e asfissiante ondata di fumo nero che ha invaso l’area intorno al Porto e oltre. Un odore acre che creava fastidì alle vie respiratorie è stato avvertito per qualche ora in tutta l’area intorno al porto. Il cabinato era ormeggiato assieme ad altre decine di imbarcazioni, lungo i pontili galleggianti del porto di Ischia. La Guardia Costiera ha compreso la gravità della situazione e siccome non c’è nulla di decente in quel porto per spegnere un incendio importante, i militari hanno fatto subito la scelta migliore:  trainare lo scafo in fiamme fuori dal porto d’Ischia, per evitare che il rogo si propagasse alle altre imbarcazioni presenti in zona e succedesse un disastro di proporzioni immani. Inquietante sapere davanti ad un incendio serio che in un Porto importante non c’è una motobarca pompa. Meglio non osare immaginare che cosa potrebbe succedere in casi di incidenti più seri. I danni ammontano a circa 1 milione di euro: questo il costo del motoscafo. Non ci sono feriti, non ci sono danni importanti alle strutture portuali solo grazie ai militari della Capitaneria. Ora tocca capire che cosa dicono le compagnie di assicurazioni, sperando che non ci vada di mezzo il Comune di Ischia. L’incendio ha comunque causato problemi seri alla navigazione commerciale e ad aliscafi e traghetti passeggeri in entrata ed in uscita dal porto. In molti casi e fino a sera si sono accumulati ritardi in arrivo e in partenza mostruosi.

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Cronache

Al via da martedì per 71mila i nuovi test di accesso a Medicina

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Sono 71.508 i candidati che da martedì 28 maggio tenteranno il test di accesso a Medicina e Odontoiatria e il giorno seguente quello di Veterinaria. I posti sono oltre 20 mila. La seconda sessione si svolgerà martedì 30 luglio e per Medicina veterinaria, mercoledì 31 luglio. I candidati potranno partecipare ad entrambe le date per ciascuna sessione. Dopo le polemiche create dai Tolc Med, questa nuova prova prevede lo svolgimento in presenza, a partire dalle ore 13, con l’erogazione della prova in formato cartaceo, composta da sessanta domande, estratte da un’apposita banca dati pubblica composta da almeno 7.000 quesiti, 3500 ora 3500 a luglio. Gli studenti possono eseguire simulazioni dei test in forma anonima; l’esito è valutato da un applicativo di intelligenza artificiale. Le prove di ammissione, per il cui svolgimento sarà assegnato un tempo di 100 minuti, consisteranno nella soluzione di 60 quesiti che presenteranno 5 opzioni di risposta, tra cui il candidato deve individuarne una soltanto, su argomenti riguardanti le competenze di lettura e conoscenze acquisite negli studi, ragionamento logico e problemi, biologia, chimica, fisica e matematica. (

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Cronache

Ucciso a Palermo il marito dell’eurodeputata Donato

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Un architetto, Angelo Onorato, titolare di un negozio di arredamenti, marito dell’eurodeputata della Democrazia Cristiana Francesca Donato, è stato ucciso a Palermo con colpi di pistola. La vittima è stata trovata morta nella propria auto nella zona di via Ugo La Malfa

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Cronache

Una bimba di 11 anni molestata all’uscita di scuola

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“Un bacio al nonno”. Così, l’uomo di 72 anni della provincia Barletta-Andria-Trani arrestato in flagranza dalla polizia con l’accusa di violenza sessuale ai danni di minore, sarebbe stato solito dire alla bambina di 11 anni che ogni mattina gli passava accanto.

Lei, zaino in spalla e grembiule, è solita comprare qualcosa per la merenda scolastica prima di entrare in classe. E per farlo, raggiunge un panificio, passando proprio davanti a quel signore seduto alla panchina che non è lontana dalla scuola elementare frequentata dalla piccola. E così, quella richiesta apparentemente innocente non le è sembrata qualcosa di scabroso. Qualcosa poi, è cambiato: il 72enne l’avrebbe molestata. E lei, spaventata, è corsa via per rifugiarsi nel negozio dove compra panini, focacce e dolcetti. Sono stati i titolari dell’attività a comporre il 113 e ad allertare i poliziotti. Che ci hanno messo un attimo a raggiungerli.

E lì, nel profumo del pane appena sfornato, hanno trovato la bimba ancora in lacrime ed hanno arrestato l’anziano. I poliziotti hanno tranquillizzato l’undicenne e hanno subito avviato gli accertamenti coordinati dalla Procura di Trani. Hanno raccolto quanto era possibile cercare lì dove la piccola ha riferito di essere stata molestata. Gli agenti hanno guardato i filmati registrati dalle telecamere di videosorveglianza della zona e ascoltato chi aveva accolto la paura e le lacrime della bimba.

Nei racconti di chi era in quel negozio, si parla di una bambina impaurita, inquieta e agitata da quel “nonno” che avrebbe chiesto un bacino per poi allungare le mani. Chi per primo ha provato a calmarla, ha vissuto l’impotenza di riuscire a tranquillizzarla. Dopo poco, anche il papà della bambina ha raggiunto il panificio e ha stretto a sé la sua piccolina. Che nelle ore successive, è stata ascoltata in commissariato.

Agenti specializzati nell’affrontare reati a sfondo sessuale, le hanno posto domande discrete e gentili, e lei ha dettagliato quanto le era successo descrivendo chi era il presunto responsabile. L’uomo è comparso dinanzi al gip del tribunale di Trani, Domenico Zeno, che dopo l’interrogatorio di garanzia ha convalidato l’arresto (rigettando la richiesta dei domiciliari avanzata dal pm) ed ha disposto per l’indagato l’obbligo di dimora con il divieto di uscire da casa prima delle 14.30.

“La misura cautelare decisa dal giudice conferma che la versione fornita dalla presunta vittima e da chi era con lei non è esattamente corrispondente alla realtà”, commenta il legale del pensionato che parla di “un uomo che forse, ha potuto dare uno scappellotto alla bambina perché era in ritardo rispetto all’avvio delle lezioni. Nessuna molestia”. “Non ci sono altre presunte vittime del mio assistito che è una persona perbene”, conclude l’avvocato.

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