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Morra e la giravolta sui costi della politica degli ex grillini: ora vogliono incassare fino all’ultimo centesimo

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Nicola Morra, il presidente della commissione Antimafia, grillino duro e puro espulso dal Movimento perchè non ha voluto digerire il Governo Draghi, si è posto un interrogativo e l’ha risolto a modo suo. Il 22 ottobre, come presidente della Commissione Antimafia,  ha scritto una bella lettera alla presidente del Senato, Elisabetta Alberti Casellati. Oggetto? Ha scritto alla signora Casellati che fino al termine della legislatura vuole l’indennità di carica, ovvero  1.300 euro netti al mese, alla quale aveva rinunciato quand’era un grillino battagliero che combatteva la guerra contro i costi della politica. Ora che non è più grillino intende non fare il grillino e allora vuole questi 1.300 euro al mese in più. Ma non basta. Morra ha chiesti alla presidente del Senato,  che dovrà rispondere attraverso i suoi uffici, se è possibile recuperare i mesi arretrati, quelli che aveva espressamente rinunciato. Ovviamente importi comprensivi di tutte le indennità non percepite da quando siede alla presidenza dell’Antimafia (oltre 50 mila euro).

Insomma: Morra si è pentito di essere stato un grillino rivoluzionario che combatteva contro i costi eccessivi della politica e vuole passare all’incasso. Ora, senza gettare la croce a vanvera contro la stagione grillina, già che molti italiani si sono sentiti traditi dai grillini traditori, tocca dire che molti parlamentari entrati in parlamento come incendiari, sono diventati pompieri. Da acerrimi nemici di politici politicanti ora sembramo cacciatori di poltrone,  aggrappati alle poltrone. Ve lo ricordate il limite del “doppio mandato”, poi del mandato zero etc etc ? Bene, l’hanno dimenticato. Si candiderà chi sarà più vicino o sarà più fedele a Conte o a chi ancora comanda nel M5s. Le auto blu, simbolo della casta? I ras del M5s viaggiano mediamente sprofondati sui sedili in pelle di Audi e Bmw, nascosti dietro i vetri azzurrati, dentro cortei rombanti che quando arrivano tu pensi a chissà quale sultano, e invece no, poi è solo un ministro o presidente di commissione. Come gli altri. Omologati. Non tutti, ma troppi. Ora che si chiamino grillini o che siano di Alternativa o siano transitati in altri partiti, hanno dimenticato che nel marzo nel 2018 gli italiani li votarono (non loro, il M5s) perchè propugnavano esattamente l’opposto di quello che oggi fanno.

Morra è solo uno dei tanto grillini pentiti e le sue scelte, per quanto criticabili sotto il profilo dell’etica politica, hanno una logica. Il senatore Morra come tanto altri come lui, adesso ha un problema concreto: a 58 anni, alle prossime elezioni, rischia seriamente di dover tornare a fare l’insegnante di Filosofia al liceo classico Bernardino Telesio di Cosenza. Il suo rifiuto di votare la fiducia al governo di Mario Draghi scatenò infatti l’ira dell’allora reggente del Movimento Vito Crimi, che lo costrinse a traslocare nel gruppo Misto. Dove la possibilità di una nuova candidatura appare, oggettivamente, del tutto remota.

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Urso, tre collegati a manovra, dallo spazio a blue economy e AI

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“Realizzeremo nei prossimi giorni tre collegati alla manovra economica già previsti perché questo governo ha una ben chiara politica produttiva industriale condivisa da tutto il governo per accelerare la capacità di investire sull’innovazione”. Lo ha annunciato il ministro delle Imprese e del made in Italy Adolfo Urso, all’inaugurazione di Vinitaly 2024 a Veronafiere. Il primo collegato, ha precisato il ministro Urso, “è sulle tecnologie abilitanti, cioè sull’intelligenza artificiale e metaverso, la realtà virtuale, la meccanica quantistica. Perché noi dobbiamo trasferire presto queste tecnologie alle nostre imprese. Il secondo collegato è sullo ‘space control’ perché è uno dei comparti di sviluppo. Nel menu del futuro c’è proprio l’economia dello spazio su cui noi siamo un grande attore globale. Mentre il terzo collegato è sulla Blue Economy perché la colonizzazione dello spazio e degli oceani e dei beni sottomarini è il futuro del made in Italy. E domani celebriamo tutto questo, con Vinitaly a far da anteprima per evidenziare che l’alimentazione è stato il veicolo principale per portare nel mondo le specificità italiane”.

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Salvini, avevo invitato Bossi, suoi insulti aiutano a migliorare

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“Io sono in Lega da 30 anni e sono abituato alle telefonate notturne e diurne di insulto e di polemica di Umberto Bossi, quindi mi servono per capire e migliorare. Ringrazio Maroni per il tanto che mi ha insegnato. Per quello che mi riguarda per la Lega e per l’Italia il bello deve ancora venire”. Così il leader della Lega Matteo Salvini parlando a margine della festa del Carroccio a Varese. “Bossi lo avevo invitato oggi – ha aggiunto replicando a chi chiedeva se lo aveva sentito – ha fatto altre scelte, ma va bene così. Bossi può dire quello che vuole, per me sono sempre consigli utili”. Stesso discorso per le parole del Senatur su Giancarlo Giorgetti: “A Bossi, visto che ha costruito tutto, tutto è permesso”. E a chi chiedeva perché ieri non è andato a Gemonio, ha risposto che “ero al G7 dei Trasporti. Faccio con orgoglio il segretario della Lega, ma faccio anche il vicepremier e il ministro dei Trasporti”.

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Meloni convoca il G7 per discutere dell’attacco dell’Iran

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A seguito dell’attacco iraniano contro Israele, il Presidente del consiglio Giorgia Meloni, a quanto si apprende, ha annullato alcuni impegni previsti in agenda, compresa la visita al Vinitaly di Verona di domani lunedì 15 aprile.

La Presidenza italiana del G7 ha convocato per il primo pomeriggio di oggi una videoconferenza a livello leader, per discutere dell’attacco iraniano contro Israele. Lo si apprende da fonti di Palazzo Chigi.

Come ufficializzato da una nota di Palazzo Chigi, “la Presidenza italiana del G7 ha convocato, per il primo pomeriggio di oggi, una conferenza in collegamento a livello leader per discutere dell’attacco iraniano contro Israele”.

“La presidente del consiglio Giorgia Meloni ha convocato la conferenza dei leader del G7 che si svolgerà questo pomeriggio per prendere iniseme una posizione al fine di frenare la escalation e di individuare a giungere a una soluzione diplomatica e quindi politica di questo conflitto che dobbiamo assolutamente arginare”. Così, dopo l’attacco iraniano a Israele di stanotte, il ministro delle Imprese e del made in Italy Adolfo Urso, all’ingresso di Vinitaly 2024 che si apre oggi a Veronafiere, spiega anche l’assenza della Meloni. “L’Italia è in campo – ha precisato Urso – sia a livello bilaterale con intervento che abbiamo fatto nei giorni scorsi con tutti gli attori e sia come paese guida a presidenza del G7, appunto convocando il vertice per questo pomeriggio”.

 

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