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Morgan buttato fuori anche da X Factor

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Morgan fuori da X Factor con effetto immediato, per ”ripetuti comportamenti incompatibili e inappropriati”. ”L’editto satellitare è stato emanato”, replica lui a caldo, e poi annullato l’appuntamento di domani di presentazione di un nuovo singolo ”Sì, certo l’amore”, che anticipa l’uscita dell’album. E quindi, insomma ossia, convoca una fluviale conferenza stampa su whattsapp. Così oggi il nuovo capitolo di polemica che riguarda l’artista, non certo nuovo alle esclusioni, l’ultima da Sanremo per ”defezione” dal palco quando nel 2020 era in gara con Bugo. L’ultima goccia a X Factor le parole dure contro Fedez e la litigata fuori onda con Ambra, così Sky Italia e Fremantle Italia hanno deciso, di comune accordo, di interrompere il rapporto di collaborazione con Morgan e la sua presenza a X Factor come giudice.

”La musica e il talento – spiegavano in una nota – sono sempre stati e devono continuare a essere il motore fondamentale di X Factor, ed è prioritario che tutto si svolga in un ambiente di lavoro professionale e che il confronto, per quanto acceso, si esprima sempre nel rispetto reciproco. La decisione è presa in considerazione dei valori di cui Sky, Fremantle e X Factor sono portatori, nel rispetto tutte le persone coinvolte e del pubblico, e avrà effetto immediato”.

Gli Astromare restano in gara e stanno lavorando con la direzione musicale di X Factor e il direttore creativo sulla prossima puntata. Quindi il gruppo, unico concorrente che era ancora affidato alle cure di Morgan, continua anche dopo la sua esclusione. Non sarà sostituito, quindi dietro al tavolo rimangono ora, per le prossime tre puntate, Ambra Angiolini, Fedez e Dargen D’Amico. ”Io lì ero uno contro tutti, e sono tutti in torto marcio. Ha molti tratti di ingiustizia, di scorrettezza e illegittimità. E’ un licenziamento illegittimo”, sostiene Morgan che spiega di aver appreso la notizia ”dai social”. ”Ci sarebbero gli estremi per fare una causa del lavoro ma il problema è ma chi c’ha voglia di fare causa? Io devo scrivere un libro sulla nona di Beethoven ma per favore…”.

”Sono venuti a cercarmi per coinvolgermi con insistenza assordante perché io non avevo la minima intenzione di fare X Factor”, dice ancora nella sua conferenza fiume in modalità chat. ”Mi hanno lusingato con “promesse da marinai””. E ancora: ”Mi hanno corteggiato a tal punto che mi hanno detto di chiedere qualsiasi cosa volessi: non ho chiesto denaro, ma garanzie di qualità e di rispetto”. E aggiunge: ”Ho chiesto: protezione mediatica. Libero arbitrio nelle scelte dei brani. La possibilità di fare un evento estivo di musica in televisione prodotto da loro in collaborazione con Rai. Nulla hanno mantenuto”.

A chi gli chiede se qualcuno in particolare si è opposto risponde: ”Che non è un nome e cognome che si è opposto ma è un intero sistema”. Per lui ”lì ero solo”. Poi spiega dell’ultimo episodio: ”Quello che ho detto a Fedez è stata una cosa ironica, autoironica. Poi chiedendogli subito scusa via messaggio nonostante lui è stato molto violento dicendo cose terribili davanti alle telecamere dopo la puntata. Poi nel camerino, ero con la figlia di tre anni, bestemmiava perchè bestemmiava urlando ‘o lui o io dovete cacciarlo’ e mia figlia che mi chiedeva ‘papà perchè hai paura’. Questa è la scena. Io nonostante tutto reagisco a questa cattiveria umana senza diventare come loro”.

Poi aggiunge: ”Allora Fedez non è un mio nemico, ha fatto la scenata, una scenata pazzesca, incredibile, ma chissenefrega. Il problema non è la scenata di Fedez” che invece, dice Morgan ”pare ora che abbia denunciato. Sono diversi caratteri. Ma in ultima istanza trionfa la virtù”. E conclude: ”Io non do fuori di matto ma faccio della televisione, tutti hanno scritto sui social che io sono andato a dare senso a quella cosa. Questa è la realtà”. Ora secondo lui questo licenziamento ”non fa che accelerare i tempi di ritorno in Rai perchè lì si respira un’aria completamente diversa”.

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Italiani in farmacia per consigli su pelle, solari e trucco

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Perché ritenuti meno aggressivi sulla pelle e adatti alle pelli più delicate, perché contengono ingredienti naturali e anche perché eco-sostenibili. Così gli italiani giudicano i prodotti di bellezza venduti nelle farmacie che scelgono soprattutto perché si fidano del ‘camice bianco’ del farmacista, ritenuto preparato e competente quando ci si deve orientare nella scelta. Le scelte beauty, i giudizi e le abitudini d’acquisto dei prodotti di bellezza di chi varca la soglia delle farmacie della penisola sono state approfondite da Cosmetica Italia – Associazione nazionale imprese cosmetiche, durante il Cosmetic Summit format sul settore beauty all’interno di Cosmofarma Exhibition, la manifestazione dedicata al mondo delle farmacie in corso alla fiera di Bologna.

“La fiducia nel sistema combinato tra camice bianco e brand specializzati è elevata, gli italiani scelgono le farmacie per i cosmetici di qualità e per l’assistenza del personale formato e competente nel campo, – spiega Gian Andrea Positano, responsabile del centro studi di Cosmetica Italia. – La funzionalità dei prodotti è il primo motivo di scelta, insieme alla capacità dei farmacisti di dare consigli”. Dall’indagine risulta che per lo shopping beauty si va in farmacia per motivi precisi e diversi rispetto agli acquisti fatti in altri canali di vendita.

Gli italiani coinvolti nell’indagine hanno dichiarato che nelle farmacie si aspettano prodotti di bellezza poco aggressivi, per pelli delicate e per problemi specifici, perché ci si fida, per gli ingredienti naturali e per i prodotti eco-sostenibili. Inoltre per i consigli dei farmacisti e degli assistenti preparati e competenti, perché si interagisce con il personale e perché i prodotti beauty danno ottimi risultati e perché scelti con i consigli del farmacista che aiuta a scegliere quelli più giusti per sé e per la famiglia. Camice bianco e prodotti di qualità hanno fatto scegliere le farmacie soprattutto per i cosmetici per la cura della pelle del viso (+10,7%) e per i protettori solari (+10,9%), secondo i rilevamenti di Cosmetica Italia che segnala, tra i settori più dinamici, anche i prodotti da trucco venduti in farmacia che sono cresciuti del 13% nell’ultimo anno.

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Ribadito il no alla Russia per cerimonia anniversario Hiroshima

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Per il terzo anno consecutivo, la Russia e la Bielorussia non saranno invitate alla commemorazione dell’anniversario della bomba atomica che si terrà il 6 agosto nella città di Hiroshima, mentre l’invito sarà esteso a Israele. Lo anticipa il giornale online Asahi Shimbun, che cita fonti a conoscenza del dossier, spiegando che i rappresentanti di Russia e Bielorussia saranno considerate “persone non grate” alla cerimonia annuale al Memoriale della Pace, a causa del conflitto in corso in Ucraina .

“La situazione non è cambiata rispetto all’anno scorso, e per questo motivo attueremo le stesse decisioni , ha dichiarato all’Asahi un funzionario dell’amministrazione cittadina, con il governo centrale che è stato già informato della decisione. Hiroshima ha tuttavia intenzione di invitare un rappresentante di Israele – che da ottobre è impegnato in una guerra contro il gruppo militante islamico Hamas da ottobre, riferisce l’Asahi.

“Non c’è in questo momento un’opinione condivisa nei Paesi del mondo sul conflitto in corso in Medio Oriente. Per questo motivo vogliamo trasmettere un messaggio di pace invitando Israele”, affermano le fonti. Nel 2023, per il 78/esimo anniversario del bombardamento atomico, Hiroshima aveva richiesto la presenza dei leader e degli ambasciatori di 167 Paesi. La mattina del 6 agosto del 1945 un ordigno atomico venne sganciato dal bombardiere B29 statunitense ‘Enola Gay’, causando la morte di circa 140.000 residenti. Una seconda bomba venne utilizzata su Nagasaki il 9 agosto, con un bilancio di 74.000 vittima, decretando di fatto la fine della Seconda guerra mondiale pochi giorni dopo, con la resa incondizionata del Giappone.

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Esteri

Somalia rifiuta dialogo con l’Etiopia su accordo col Somaliland

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Il Governo federale somalo ha dichiarato con fermezza che non avvierà alcun dialogo con l’Etiopia in merito agli accordi tra Addis Abeba e l’autoproclamata regione del Somaliland. La decisione, come riporta il sito Shabelle Media, è stata annunciata in risposta a un comunicato del G7 che esprimeva preoccupazione per l’accordo tra Etiopia e Somaliland, che la Somalia considera una violazione della propria sovranità e integrità territoriale.

La Somalia ha manifestato un forte impegno a mantenere la pace e la stabilità regionale e ha espresso la volontà di collaborare con il G7 e altri partner internazionali. Il Somaliland non è riconosciuto a livello internazionale come Paese indipendente, sebbene gestisca le proprie forze armate e la propria banca centrale e tenga regolari elezioni dal 1991, anno in cui ha rivendicato l’indipendenza dalla Somalia, pochi mesi dopo la caduta del Paese nella guerra civile.

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