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Madri dei soldati russi lanciano petizione contro la guerra

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Un gruppo di madri di soldati russi si è unito ad un gruppo di attiviste per chiedere il ritiro delle truppe di Mosca dall’Ucraina, lanciando domenica una petizione online. lo riporta la Cnn. La campagna, organizzata dal gruppo russo Resistenza femminista contro la guerra, coincide con la festa della mamma che si celebra oggi in Russia. La petizione è pubblicata su Change.org e indirizzata ai parlamentari delle commissioni competenti della Duma e del Consiglio della Federazione. La petizione aveva oltre 1.800 firme alle 16.30 italiane. “Da nove mesi va avanti la cosiddetta ‘operazione militare speciale’, che porta distruzione, dolore, sangue e lacrime”, si legge nella petizione. “Tutto ciò che accade in Ucraina e in Russia preoccupa i nostri cuori. Indipendentemente da nazionalità, religione o stato sociale, noi – le madri della Russia – siamo unite da un desiderio: vivere in pace e armonia, crescere i nostri figli in un ambiente pacifico e non aver paura per il loro futuro”. “In molte regioni le famiglie dei mobilitati hanno dovuto provvedere autonomamente alla raccolta dell’equipaggiamento per i propri uomini da mandare a morire, comprando tutto a proprie spese, anche i giubbotti antiproiettile. Chi provvederà alle famiglie che hanno perso i loro capifamiglia? Conosciamo la risposta. Tutte queste difficoltà saranno un peso aggiuntivo sulle spalle già sovraccariche delle madri!”, continua la petizione. L’iniziativa descrive le madri dei coscritti e dei soldati mobilitati come “costrette a bussare alle soglie delle amministrazioni cittadine” per tentare di riportare a casa i loro uomini. Organizzano sit-in, scrivono appelli collettivi, depositano petizioni, ma “nessuno le ascolta”. “Siamo contrarie alla partecipazione dei nostri figli, fratelli, mariti, padri. Il vostro dovere è proteggere i diritti e le libertà delle madri e dei bambini, non dovresti chiudere un occhio davanti a tutto questo”, si legge nella petizione.

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Terremoto in Turchia e Siria, almeno 1000 vittime, partiti gli aiuti da tutta Europa

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Sono almeno 900 nella sola Turchia secondo il presidente Erdogan, a queste si sommano le vittime, tante, in Siria: una tragedia di proporzioni enormi quella provocata dal grave sisma che ha colpito il sud della Turchia e il nord della Siria, ovunque c’è distruzione e continuano i crolli. Molti i danni a monumenti, a Gaziantep il castello storico è un ammasso di macerie, gravi danni anche alla moschea storica. I feriti, ha detto il presidente Erdogan, sono migliaia.

Dopo le due violente scosse di terremoto che hanno colpito la Turchia nella notte, è stata registrata un’esplosione a un gasdotto nella provincia meridionale di Hatay. Secondo Ihlas, agenzia di stampa turca sarebbero già stati sospesi i flussi di gas verso alcune province.

A far comprendere la violenza del sisma, le dichiarazioni di Carlo Doglioni, presidente dell’INGV, al Corriere della Sera. La placca araba, ha psiegato Doglioni si sarebbe mossa di circa 3 metri, al confine con la placca anatolica in una manciata di secondi e questo avrebbe fatto irradiare le forti scosse..

Da quasi tutta Europa sono già partiti i primi soccorsi, come hanno spiegato i vertici UE, soldiarietà, mezzi e offerte di personale e di aiuto dall’Italia, dalla Germania e da molti altri Paesi: una situazione tragica, da Medici senza Frontiere fanno sapere che sono tantissimi i feriti da curare mentre ancora si scava.

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Terremoto in Turchia, revocata allerta tsunami in Italia ma aumenta ancora il bilancio delle vittime

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È appena stata revocata l’allerta maremoto in Italia, l’allarme dopo le forti scosse di terremoto che hanno colpito il sud della Turchia e il nord della Siria: lo ha reso noto la Protezione Civile ed è ripresa la circolazione dei treni inSicilia, Calabria e Puglia dove era ea stata sospesa a scopo precauzionale. Ma il bilancio delle vittime sale ancora: sono almeno 237  i morti nella sola Siria, come hannoappena reso noto le autorità siriane.

La ong di protezione civile siriana White Helmets (Caschi Bianchi) ha dichiarato lo stato di emergenza nel nord-est del Paese e ha lanciato un appello alle organizzazioni umanitarie internazionali affinché intervengano con aiuti in tempi rapidi: la scossa ha provocato centinaia id morti e di feriti, numerosi edifici sono crollati e il bilancio, prurtroppo sembra tragicamente dtsinato a alsire ancora.

Terremoto in Turchia e Siria, sale ancora il bilancio delle vittime, permane allarme tsunami

Terremoto in Turchia, la Protezione civile: allerta tsunami su Italia, allontanarsi da zone costiere

 

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Terremoto in Turchia e Siria, sale ancora il bilancio delle vittime, permane allarme tsunami

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Sale ancora il bilancio del sisma che ha colpito la Turchia e la Siria: finora sono più di 200 le vittime accertate, 111 nella sola Siria, nel Nord del paese, al confine con la Turchia ma è un bilancio tragicamente destinato a salire ancora. quasi 500 i feriti finora accertati. Numerosi i danni ma è presto per una conta di quanto accaduto. La scossa più violenta alle 3:17, 7,8 della scala Richter , ma poi ce ne sono state ancora, e molto alte e si ritiene che ce ne potrebbero ancora essere altre. Il sisma è stato avvertito anche in Iraq, Libano, Israele e Territori palestinesi occupati.

Non cessa l’allarme tsunami anche se l’altezza di onda anomala misurata in Turchia dopo il violento terremot0 è molto più piccola del previsto. Però c’è il rischio di onde successive  causate da altre scosse, come dicono i dati elaborati dal Cat, il Centro allerta Tsunami.

 

Terremoto in Turchia, la Protezione civile: allerta tsunami su Italia, allontanarsi da zone costiere

 

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