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Salute

L’industria della bellezza produce ricchezza e lavoro, il mercato asiatico fattura 126 miliardi di euro ed è in crescita

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Entro il 2020 raggiungerà un valore di 126,8 miliardi di euro, con una crescita media annua di oltre il 4%: il mercato cosmetico della regione Asia-Pacific diventa sempre più protagonista a livello globale. Motivi della crescita: la maggior attenzione alla cura della persona e l’aumentata disponibilità economica dei consumatori. Un’occasione importante anche per le aziende italiane del settore (molte sono impegnate a Napoli al Salone di Aestetica) che l’anno scorso, secondo i dati di Cosmetica Italia, hanno venduto in Asia prodotti per un valore di 841 milioni di euro, il 14% in più rispetto all’anno precedente, un valore che pone l’area al secondo posto come mercato di sbocco del made in Italy con una quota del 18% sull’export totale, dopo l’Europa (66%). 
A trainare le vendite Hong Kong con 199 milioni (+27,1%), primo importatore al mondo di prodotti per il corpo italiani (99 milioni) e terzo, dopo Germania e Stati Uniti, per quanto riguarda la profumeria alcolica (76 milioni). Seguono Giappone (61 milioni, +3,9%), Singapore (57,5 milioni, 9,3%), Sud Corea (55,3 milioni, +7,7%) e Cina che con 53,1 milioni compie un balzo del 45,6% e Taiwan (29,2 milioni, +3,2%).
Fra i prodotti, con oltre 125 milioni di euro, la profumeria alcolica è la principale categoria esportata; i prodotti per la cura del corpo arrivano secondi grazie al peso della Cina che concentra 21 dei 63 milioni totali di questa famiglia; terzi i prodotti per capelli (40 milioni). 
E proprio la linea dedicata ai parrucchieri professionali di Specchiasol, azienda di produzione di prodotti fitoderivati e cosmetici, sarà protagonista a Cosmoprof Asia, la manifestazione b2b per l’ industria cosmetica nella regione Asia-Pacific, che si svolgerà a Hong Kong dal 14 al 16 novembre affiancata da Cosmopack Asia dal 13 al 15 novembre.

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In Evidenza

Ricerca, Neuromed: una PET portabile in collaborazione con l’Università di Huazhong

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Una PET portabile nata dalla collaborazione internazionale tra l’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli (IS) e la Huazhong University of Science and Technology, in Cina: si tratta   di un innovativo strumento PET (Tomografia a Emissione di Positroni) per lo studio delle patologie neurologiche. Questo strumento si distingue per la sua portabilità e per la possibilità di eseguire scansioni con il paziente in varie posizioni (in piedi, seduto, sdraiato), offrendo quindi maggiore flessibilità e comfort.

 

Il processo di sviluppo e i risultati della valutazione di efficacia del nuovo “elmetto PET” sono stati pubblicati sulla rivista scientifica IEEE Transactions on Radiation and Plasma Medical Sciences. Nel lavoro scientifico vengono esaminati gli aspetti innovativi della progettazione e vengono riportati i dati degli esperimenti condotti su esseri umani, un dato fondamentale per la rapida implementazione di questo dispositivo nella pratica clinica, soprattutto nel campo della diagnosi precoce delle patologie neurodegenerative, come la malattia di Alzheimer.

“Il design emisferico dei rivelatori – dice Nicola D’Ascenzo, Responsabile del Dipartimento di Innovazione in Fisica ed Ingegneria del Neuromed – unito all’uso della tecnologia Multi Voltage Threshold (MVT) ci consente di ottenere immagini di alta qualità e di elevata precisione, cruciali per la diagnosi precoce di malattie come l’Alzheimer. Tra i vantaggi rilevanti dobbiamo evidenziare la possibilità di utilizzare dosi di radiofarmaco più basse e la riduzione dei tempi di scansione, fattori importanti in un quadro di attenzione al benessere del paziente.

Nicola D’Ascenzo

Un risultato reso possibile dalla sinergia tra esperti nel campo della neurologia, radiologia e ingegneria medica, impegnati nella realizzazione di quello che rappresenta un notevole avanzamento nella diagnosi e nel monitoraggio delle malattie neurodegenerative. E la collaborazione prosegue, come sottolinea D’Ascenzo: “Siamo ora impegnati nel validare ulteriormente le prestazioni di imaging dell’elmetto PET, utilizzando nuovi traccianti e un maggior numero di casi clinici. Al tempo stesso stiamo progettando nuovi avanzamenti tecnologici per ottenere un contrasto d’immagine, una risoluzione e una copertura geometrica ancora migliori”.

Zhou, F., D’Ascenzo, N., Zhang, B., Antonecchia, E., Fang, L., Ba, L., … & Xie, Q. (2024). Development and Evaluation of a Portable MVT-Based All-Digital Helmet PET Scanner. IEEE Transactions on Radiation and Plasma Medical Sciences.
DOI: https://doi.org/10.1109/TRPMS.2024.3357571

L’IRCCS Neuromed
L’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) Neuromed di Pozzilli (IS) rappresenta un punto di riferimento a livello italiano ed internazionale per la ricerca e la terapia nel campo delle malattie che colpiscono il sistema nervoso e quello vascolare. Un centro in cui i medici, i ricercatori, il personale e gli stessi pazienti formano un’alleanza rivolta a garantire il miglior livello di assistenza possibile e cure all’avanguardia, guidate dagli sviluppi scientifici più avanzati.

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In Evidenza

In Brasile 113 morti per dengue e oltre 650mila casi

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Il Brasile ha raggiunto la soglia di 113 morti confermati per dengue nelle prime sette settimane del 2024, mentre 438 decessi sono ancora sotto indagine, secondo i dati diffusi dal ministero della Salute. Fino ad ora il Paese ha registrato 653.656 casi ritenuti probabili, con un aumento del 294% rispetto allo stesso periodo del 2023: un picco mai raggiunto in un lasso di tempo così breve. Il ministero stima che entro la fine dell’anno il bilancio dei contagi possa elevarsi a 4,2 milioni.

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Politica

Metà delle regioni non garantisce i Lea, Veneto al top

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Più della metà delle regioni italiane non garantisce le cure sanitarie essenziali: solo 9 su 21 riescono a farlo mentre 12 presentano valori sotto la soglia in almeno una delle tre macroaree prese in esame. E la situazione sembra segnare un peggioramento rispetto all’anno precedente, se verranno confermati i dati preliminari del Ministero della Salute, relativi al 2022 e pubblicati sul sito Quotidiano Sanità, che sono stati presentati in una audizione al Senato. Secondo un’analisi per ora parziale, è infatti aumentato il numero delle regioni, se confrontate con il 2021, che hanno prestazioni insufficienti: sono appunto 12 – mentre erano 8 l’anno precedente (compresa la provincia autonoma di Bolzano) – quelle che non raggiungono la soglia nei tre indicatori considerati, ovvero Area prevenzione, area distrettuale e Area ospedaliera.

Il Veneto è la Regione con i risultati migliori, seguito dall’Emilia Romagna e dalla Toscana. Bene anche la Lombardia e la provincia autonoma di Trento. Al contrario la Valle d’Aosta è la regione con i dati peggiori: è l’unica che presenta valori sotto la soglia in tutte e tre la macroaree. Le regioni che hanno numeri sotto la sufficienza in uno degli indicatori sono Bolzano, Liguria, Lazio, Abruzzo, Molise, tutte nella ‘Prevenzione’. Sono invece carenti in due settori il Piemonte (Distrettuale e Ospedaliera), la Campania (Prevenzione, Distrettuale), la Basilicata (Distrettuale, Ospedaliera), la Calabria (Prevenzione e Distrettuale), la Sicilia (Prevenzione e Distrettuale) e la Sardegna (Prevenzione, Distrettuale). Risultati sotto la soglia invece per la Valle d’Aosta in tutti e tre gli indicatori. “Secondo i primi dati, ancora non definitivi, il Veneto primeggia ancora nella capacità di erogare ai cittadini i Livelli essenziali di assistenza che sono da tutti dovuti sulla base della Costituzione.- afferma il presidente della Regione Luca Zaia – Una valutazione che ci rende orgogliosi e che dedico a tutti i lavoratori della sanità, che combattono ogni giorno per tenere alto il livello delle prestazioni nonostante i mille problemi di questo periodo, a cominciare dalla carenza nazionale di personale”.

“Rispettare la Costituzione, che i Lea li prevede – aggiunge Zaia – è un risultato molto significativo, anche se purtroppo aumentano le aree d’Italia che non riescono a farlo. Si dovrà valutare a fondo tale situazione, principalmente a livello nazionale, anche in relazione al cammino dell’autonomia differenziata che chiamerà tutti a più responsabilità e maggiore attenzione all’utilizzo corretto delle risorse pubbliche, a cominciare da quelle della Sanità”. “Sicuramente è una soddisfazione che il Friuli Venezia Giulia si piazzi ai primi posti in Italia nel rapporto sui Lea, dati che smentiscono molte cassandre che ogni giorno siamo costretti ad ascoltare. – commenta l’assessore alla Salute della Regione Friuli Riccardo Riccardi – “Questo non significa che tutto va bene, ma che noi dobbiamo continuare a lavorare sugli indicatori. Siamo una delle poche regioni italiane che garantiscono ancora i Lea. Questo non significa stare seduti perché se vediamo gli indicatori, ci portano a una situazione che supera l’esame, ma evidenziano delle performance che si riducono negli anni. In alcuni passaggi sulla prevenzione noi aumentiamo, però la parte distrettuale fa fatica, si riduce”.

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