La Chiesa ha celebrato la quarta Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato istituita da Papa Francesco nel 2015. Del Creato siamo custodi non proprietari, si posso abbracciare altre religioni o non aver alcuna fede, la Terra è però patrimonio da difendere. L’uomo non può usarla, sfruttarla, devastarla, depauperarla al punto da portarla verso una progressi distruzione. Con linguaggio semplice, diretto, accessibile a tutti, condivisibile da tutti, a prescindere dalle fedi religiose, il Papa “arrivato dall’altra parte del mondo” dedicò al Creato, alla Natura la sua prima enciclica.
Papa Francesco. La Chiesa celebra la giornata del Creato
Laudato Sì è un anno all’amore per il Creato. Su questo il Papa vuole concentrare la sua attenzione, anche su questi temi è importante la evangelizzazione. La Sala Stampa vaticana nel corso di questa quarta giornata ha diffuso il Messaggio del Pontefice che quest’anno ha per tema “L’acqua, particolarmente in due aspetti: il rispetto dell’acqua come elemento prezioso e l’accesso all’ acqua come diritto umano”. L’ impegno alla tutela del creato è stato al centro anche dell’udienza del Papa a un centinaio di imprenditori partecipanti a un incontro sulla “Laudato sì”. «Ognuno di noi – ha detto Francesco – ha una responsabilità per gli altri e per il futuro del nostro pianeta. In modo simile l’economia deve servire all’uomo, non sfruttarlo e derubarlo delle sue risorse».
Questo il messaggio per la Giornata.
Cari fratelli e sorelle!
In questa Giornata di Preghiera desidero anzitutto ringraziare il Signore per il dono della casa comune e per tutti gli uomini di buona volontà che si impegnano a custodirla.
Sono grato anche per i numerosi progetti volti a promuovere lo studio e la tutela degli ecosistemi, per gli sforzi orientati allo sviluppo di un’agricoltura più sostenibile e di un’ alimentazione più responsabile, per le varie iniziative educative, spirituali e liturgiche che coinvolgono nella cura del creato tanti cristiani in tutto il mondo.
Dobbiamo riconoscerlo: non abbiamo saputo custodire il creato con responsabilità. La situazione ambientale, a livello globale così come in molti luoghi specifici, non si può considerare soddisfacente. A ragione è emersa la necessità di una rinnovata e sana relazione tra l’umanità e il creato, la convinzione che solo una visione dell’ uomo autentica e integrale ci permetterà di prenderci meglio cura del nostro pianeta a beneficio della presente e delle future generazioni, perché «non c’ è ecologia senza un’ adeguata antropologia » (Lett. enc. Laudato si’, 118).
In questa Giornata Mondiale di Preghiera per la cura del creato, che la Chiesa Cattolica da alcuni anni celebra in unione con i fratelli e le sorelle ortodossi, e con l’ adesione di altre Chiese e Comunità cristiane, desidero richiamare l’ attenzione sulla questione dell’ acqua, elemento tanto semplice e prezioso, a cui purtroppo poter accedere è per molti difficile se non impossibile.
Eppure, «l’accesso all’acqua potabile e sicura è un diritto umano essenziale, fondamentale e universale, perché determina la sopravvivenza delle persone, e per questo è condizione per l’ esercizio degli altri diritti umani. Questo mondo ha un grave debito sociale verso i poveri che non hanno accesso all’ acqua potabile, perché ciò significa negare ad essi il diritto alla vita radicato nella loro inalienabile dignità» ( ibid., 30).
L’ acqua ci invita a riflettere sulle nostre origini. Il corpo umano è composto per la maggior parte di acqua; e molte civiltà, nella storia, sono sorte in prossimità di grandi corsi d’ acqua che ne hanno segnato l’identità. È suggestiva l’immagine usata all’ inizio del Libro della Genesi, dove si dice che alle origini lo spirito del Creatore «aleggiava sulle acque» (1,2). Pensando al suo ruolo fondamentale nel creato e nello sviluppo umano, sento il bisogno di rendere grazie a Dio per “sorella acqua”, semplice e utile come nient’ altro per la vita sul pianeta. Proprio per questo, prendersi cura delle fonti e dei bacini idrici è un imperativo urgente. Oggi più che mai si richiede uno sguardo che vada oltre l’immediato (cfr Laudato si’, 36), al di là di «un criterio utilitarista di efficienza e produttività per il profitto individuale » ( ibid., 159). Urgono progetti condivisi e gesti concreti, tenendo conto che ogni privatizzazione del bene naturale dell’ acqua che vada a scapito del diritto umano di potervi accedere è inaccettabile.
Per noi cristiani, l’ acqua rappresenta un elemento essenziale di purificazione e di vita. Il pensiero va subito al Battesimo, sacramento della nostra rinascita. L’ acqua santificata dallo Spirito è la materia per mezzo della quale Dio ci ha vivificati e rinnovati, è la fonte benedetta di una vita che più non muore. Il Battesimo rappresenta anche, per i cristiani di diverse confessioni, il punto di partenza reale e irrinunciabile per vivere una fraternità sempre più autentica lungo il cammino verso la piena unità. Gesù, nel corso della sua missione, ha promesso un’ acqua in grado di placare per sempre la sete dell’ uomo (cfr Gv 4,14) e ha profetizzato: «Se qualcuno ha sete, venga a me, e beva» ( Gv 7,37). Andare a Gesù, abbeverarsi di Lui significa incontrarlo personalmente come Signore, attingendo dalla sua Parola il senso della vita. Vibrino in noi con forza quelle parole che Egli pronunciò sulla croce: «Ho sete» ( Gv 19,28). Il Signore chiede ancora di essere dissetato, ha sete di amore. Ci chiede di dargli da bere nei tanti assetati di oggi, per dirci poi: «Ho avuto sete e mi avete dato da bere» ( Mt 25,35). Dare da bere, nel villaggio globale, non comporta solo gesti personali di carità, ma scelte concrete e impegno costante per garantire a tutti il bene primario dell’ acqua.
Vorrei toccare anche la questione dei mari e degli oceani. È doveroso ringraziare il Creatore per l’ imponente e meraviglioso dono delle grandi acque e di quanto contengono (cfr Gen 1,20-21; Sal 146,6), e lodarlo per aver rivestito la terra con gli oceani (cfr Sal 104,6). Orientare i nostri pensieri verso le immense distese marine, in continuo movimento, rappresenta, in un certo senso, anche un’ opportunità per pensare a Dio che costantemente accompagna la sua creazione facendola andare avanti, mantenendola nell’ esistenza (cfr S. Giovanni Paolo II, Catechesi, 7 maggio 1986).
Custodire ogni giorno questo bene inestimabile rappresenta oggi una responsabilità ineludibile, una vera e propria sfida: occorre fattiva cooperazione tra gli uomini di buona volontà per collaborare all’ opera continua del Creatore. Tanti sforzi, purtroppo, svaniscono per la mancanza di regolamentazione e di controlli effettivi, specialmente per quanto riguarda la protezione delle aree marine al di là dei confini nazionali (cfr Laudato si’, 174). Non possiamo permettere che i mari e gli oceani si riempiano di distese inerti di plastica galleggiante. Anche per questa emergenza siamo chiamati a impegnarci, con mentalità attiva, pregando come se tutto dipendesse dalla Provvidenza divina e operando come se tutto dipendesse da noi.
Preghiamo affinché le acque non siano segno di separazione tra i popoli, ma di incontro per la comunità umana. Preghiamo perché sia salvaguardato chi rischia la vita sulle onde in cerca di un futuro migliore. Chiediamo al Signore e a chi svolge l’ alto servizio della politica che le questioni più delicate della nostra epoca, come quelle legate alle migrazioni, ai cambiamenti climatici, al diritto per tutti di fruire dei beni primari, siano affrontate con responsabilità, con lungimiranza guardando al domani, con generosità e in spirito di collaborazione, soprattutto tra i Paesi che hanno maggiori disponibilità. Preghiamo per quanti si dedicano all’ apostolato del mare, per chi aiuta a riflettere sui problemi in cui versano gli ecosistemi marittimi, per chi contribuisce all’ elaborazione e all’ applicazione di normative internazionali concernenti i mari che possano tutelare le persone, i Paesi, i beni, le risorse naturali – penso ad esempio alla fauna e alla flora ittica, così come alle barriere coralline (cfr ibid., 41) o ai fondali marini – e garantire uno sviluppo integrale nella prospettiva del bene comune dell’ intera famiglia umana e non di interessi particolari. Ricordiamo anche quanti si adoperano per la custodia delle zone marittime, per la tutela degli oceani e della loro biodiversità, affinché svolgano questo compito responsabilmente e onestamente.
Infine, abbiamo a cuore le giovani generazioni e per esse preghiamo, perché crescano nella conoscenza e nel rispetto della casa comune e col desiderio di prendersi cura del bene essenziale dell’ acqua a vantaggio di tutti. Il mio auspicio è che le comunità cristiane contribuiscano sempre di più e sempre più concretamente affinché tutti possano fruire di questa risorsa indispensabile, nella custodia rispettosa dei doni ricevuti dal Creatore, in particolare dei corsi d’ acqua, dei mari e degli oceani.
Si amplia il catalogo dei reati ambientali rilevanti ai fini della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni, anche prive di personalità giuridica. È quanto prevede il decreto legislativo approvato in esame preliminare dal Consiglio dei ministri, che dà attuazione alla direttiva Ue 2024 sulla tutela penale dell’ambiente.
Secondo il comunicato diffuso da Palazzo Chigi, l’intervento normativo mira a rafforzare la prevenzione e il contrasto dei reati ambientali, tenendo conto dell’accresciuta rilevanza dei fenomeni di degrado ambientale, della perdita di biodiversità, degli effetti dei cambiamenti climatici e della dimensione transfrontaliera della criminalità ambientale.
Eco-delitti e sanzioni: cosa cambia nel Codice penale
Il provvedimento introduce modifiche al Codice penale, aggiornando e integrando la disciplina degli eco-delitti, con particolare riferimento:
all’inquinamento ambientale;
alle nuove ipotesi di commercio di prodotti inquinanti;
alla produzione e al commercio di sostanze ozono-lesive;
ai gas a effetto serra.
Vengono inoltre rafforzate le circostanze aggravanti, precisata la nozione di condotta abusiva e adeguato il trattamento sanzionatorio, nel rispetto dei principi di proporzionalità ed effettività, in coerenza con le indicazioni europee.
Coordinamento nazionale contro la criminalità ambientale
Per assicurare una cooperazione più efficace e tempestiva tra le autorità competenti, il decreto istituisce presso la Procura generale presso la Corte di cassazione il Sistema di coordinamento nazionale per il contrasto alla criminalità ambientale. Ne faranno parte:
il Procuratore generale presso la Corte di cassazione;
i Procuratori generali presso le Corti d’appello;
il Procuratore nazionale antimafia.
Verso una Strategia nazionale entro il 2027
Il testo prevede infine che entro il 21 maggio 2027 il Parlamento elabori e pubblichi la Strategia nazionale di contrasto ai crimini ambientali: un documento programmatico, aggiornato ogni tre anni, chiamato a definire le priorità della politica nazionale, valutare le risorse necessarie e promuovere misure per innalzare la consapevolezza pubblica sulla tutela dell’ambiente.
Il decreto rappresenta un passaggio rilevante nell’allineamento dell’ordinamento italiano alle politiche ambientali dell’Unione europea, rafforzando strumenti repressivi e di coordinamento in un settore sempre più centrale per la sicurezza, la salute e l’economia.
Una forte tempesta solare ha iniziato a interessare la Terra dalla giornata di ieri, con possibili ripercussioni sulle reti elettriche, sui sistemi satellitari e sulle comunicazioni. Il fenomeno potrebbe anche generare aurore boreali di particolare intensità, visibili in aree dove normalmente non compaiono.
Livello di allerta geomagnetica
Secondo il Space Weather Prediction Center degli Stati Uniti, la tempesta ha raggiunto ieri un livello 4 su 5 nella scala delle tempeste geomagnetiche. L’intensità, secondo le previsioni, è destinata a diminuire nel corso della giornata.
Il confronto con il 2003
Si tratta dell’evento più intenso dal 2003, quando la cosiddetta “tempesta di Halloween” provocò blackout in vaste aree della Svezia e danni alle infrastrutture energetiche in Sudafrica. Fenomeni di questa portata sono rari e strettamente collegati ai cicli di attività del Sole.
Le cause: un’eruzione solare
L’attuale tempesta è stata innescata da una potente eruzione solare avvenuta domenica. Le particelle cariche espulse dal Sole, raggiungendo la Terra, perturbano il campo magnetico terrestre, dando origine alla tempesta geomagnetica.
Effetti possibili
Oltre alle aurore, le conseguenze possono includere interferenze nelle comunicazioni ad alta frequenza, problemi operativi ai satelliti e sbalzi di tensione nelle reti elettriche. Le aurore associate all’evento potrebbero essere osservabili anche in zone insolite, come alcune aree degli Stati Uniti, ampliando notevolmente la fascia geografica interessata dal fenomeno.
Rifiuti e veleni, la finta buona notizia: la Campania paga “solo” 20mila euro al giorno di multa
La sanzione Ue per la gestione dei rifiuti in Campania è scesa a 20mila euro al giorno. Un passo avanti formale che non cancella dieci anni di infrazione e costi pubblici.
I dati vanno ricostruiti con precisione. La sanzione inflitta dall’Unione europea alla Regione Campania per la cattiva gestione dei rifiuti oggi è pari a 20mila euro al giorno, non a 100mila. Nel 2015 la condanna prevedeva 120mila euro al giorno più 20 milioni una tantum. Nel 2022, con l’attivazione dell’impianto di trattamento delle ecoballe di Caivano, la multa scese a 80mila euro. Nelle ultime ore, a seguito di ulteriori avanzamenti infrastrutturali, è arrivata l’ulteriore riduzione a 20mila euro ogni 24 ore.
La sanzione complessiva ha già superato 300 milioni di euro di esborso pubblico.
Riduzione certificata, ma non un successo
La riduzione è reale e formalmente riconosciuta dalla Commissione europea. Ma presentarla come un successo politico è una forzatura. Pagare “solo” 20mila euro al giorno resta un’anomalia grave: significa che la Campania è ancora in procedura d’infrazione dopo dieci anni, e che il ciclo dei rifiuti non è considerato pienamente conforme alle direttive europee.
Il dato economico migliora, ma il giudizio strutturale resta negativo.
Perché la multa è scesa
Bruxelles ha riconosciuto:
l’avanzamento del piano di 12 impianti di compostaggio (investimento da 250 milioni di euro), con tre strutture già operative a Tufino, Marigliano e Pomigliano;
la realizzazione del nuovo impianto per la rimozione delle ecoballe a Giugliano.
Resta però una quota di sanzione legata a una scelta precisa: la mancata realizzazione di nuove discariche, che l’Ue continua a considerare un deficit di capacità di smaltimento.
La linea politica della Regione
La trattativa con Bruxelles è stata condotta nel 2025 dall’allora vicepresidente con delega all’Ambiente Fulvio Bonavitacola, sotto la giunta guidata da Vincenzo De Luca. La Regione ha rivendicato la scelta di non puntare sulle discariche, sostenendo una linea coerente con una gestione moderna dei rifiuti.
Una posizione politicamente legittima, ma che non ha ancora convinto del tutto l’Unione europea, come dimostra il residuo della sanzione.
Le reazioni politiche
Secondo l’eurodeputato Pd Lello Topo, oggi “ci sono le condizioni per chiudere definitivamente la procedura d’infrazione”, liberando risorse per transizione ecologica e servizi locali. Dall’opposizione, Fulvio Martusciello riconosce il lavoro svolto ma chiede di completare il ciclo dei rifiuti e azzerare la sanzione, non solo ridurla.
Ambiente e salute: il punto rimosso
Il dato più rimosso dal dibattito resta quello ambientale e sanitario. In aree come la Terra dei Fuochi, l’hinterland napoletano e quello casertano, l’emergenza non è archiviata: roghi, suoli contaminati e falde compromesse continuano a pesare sulla qualità della vita.
La riduzione della multa non restituisce ciò che i cittadini hanno perso in termini di salute, ambiente e risorse pubbliche.
Il caso Acerra
Nelle stesse ore, la giunta comunale di Acerra ha chiesto l’esecuzione immediata di una sentenza del Tar che impone alla Regione la bonifica di siti inquinati. Il sindaco Tito d’Errico ha ricordato che le sentenze vanno rispettate e che le responsabilità non possono restare senza seguito.
La vera notizia che manca
La vera notizia non è la multa scesa a 20mila euro al giorno. La vera notizia sarà solo una: zero euro di sanzione, procedura d’infrazione chiusa, ciclo dei rifiuti autosufficiente, ambiente tutelato.
Fino ad allora, parlare di successo resta fuorviante. La riduzione è un passo, non un traguardo.