Hollywood torna a guardare ai grandi classici della letteratura come a un serbatoio inesauribile di storie, miti, personaggi e conflitti universali. L’arrivo dell’Odissea di Christopher Nolan, uno dei film più attesi dell’estate, previsto per il 16 luglio, apre una nuova stagione di progetti che intrecciano cinema e letteratura.
È un rapporto antico quanto la settima arte. Dai capolavori alle riletture più scolastiche, dagli adattamenti fedeli alle interpretazioni più libere, il cinema ha sempre trovato nei libri una materia viva da trasformare in immagini. A volte con risultati memorabili, altre volte con tradimenti discutibili o semplificazioni pesanti.
Nolan riparte da Omero
La scelta di Nolan di confrontarsi con Omero ha un valore simbolico. L’Odissea non è soltanto uno dei testi fondativi della cultura occidentale, ma anche una delle grandi narrazioni del viaggio, dell’identità, della nostalgia e del ritorno.
Portarla al cinema oggi significa misurarsi con un mito che parla ancora al presente: l’eroe smarrito, la guerra alle spalle, il mare come spazio di pericolo e conoscenza, la casa come promessa e ossessione. Una materia perfetta per un autore abituato a lavorare su tempo, memoria, destino e percezione.
Ridley Scott e il ritorno dell’Isola del tesoro
Tra i progetti più ambiziosi c’è anche la nuova versione de L’isola del tesoro di Robert Louis Stevenson, affidata a Ridley Scott, appena annunciato come futuro Oscar alla carriera.
Il film avrà Hugh Jackman nei panni del pirata Long John Silver, una delle figure più celebri dell’immaginario d’avventura. Anche in questo caso Hollywood torna a un classico capace di parlare a generazioni diverse, tra formazione, tradimento, avidità e fascino del mare.
Greta Gerwig porta Narnia su Netflix
Si annuncia imponente anche Narnia: Il nipote del mago, diretto da Greta Gerwig per Netflix e tratto dal romanzo di C.S. Lewis. Il film, con un cast che comprende David McKenna, Beatrice Campbell, Carey Mulligan, Daniel Craig e Meryl Streep, dovrebbe arrivare nei cinema il 12 febbraio 2027 per poi debuttare in piattaforma il 2 aprile.
Il progetto conferma la strategia delle piattaforme di investire su grandi proprietà letterarie, capaci di unire pubblico familiare, nostalgia, fantasy e ambizione produttiva.
Virginia Woolf rinasce a Lagos
All’ultimo Festival di Cannes ha debuttato con successo Clarissa, nuova trasposizione de La signora Dalloway di Virginia Woolf, firmata dai fratelli Arie e Chuko Esiri.
La scelta di ambientare la storia nella Nigeria contemporanea, a Lagos, sposta il romanzo in un contesto radicalmente diverso, ma conserva il nucleo più profondo dell’opera: una donna borghese, una giornata decisiva, il passato che torna, la memoria che incrina l’apparenza sociale.
Il titolo, concentrato sul nome della protagonista e non sul cognome matrimoniale, rivendica una lettura più libera e personale di Clarissa, sottraendola all’identità di “moglie di qualcuno”.
Dune, Austen e Wharton tra epica e società
Dopo il successo di Dune Parte Uno e Dune Parte Due, Denis Villeneuve chiuderà la trilogia tratta da Frank Herbert con Dune Parte Tre, ispirata a Messia di Dune, in arrivo a dicembre. È la conferma di come la fantascienza letteraria sia ormai pienamente entrata nel grande cinema d’autore e spettacolare.
Torna anche Ragione e sentimento di Jane Austen, a 31 anni dalla versione di Ang Lee con Emma Thompson e Kate Winslet. La nuova trasposizione sarà diretta da Georgia Oakley, con Daisy Edgar-Jones, Esmé Creed-Miles, Caitríona Balfe, Frank Dillane e Fiona Shaw.
Sidney Sweeney, invece, sarà protagonista di The custom of the country, adattamento da Edith Wharton diretto da Josie Rourke. Interpreterà Undine Spragg, giovane del Midwest decisa a conquistare l’élite della New York d’inizio Novecento.
Kazuo Ishiguro, il Nobel sempre più cinematografico
Si conferma forte il legame tra cinema e Kazuo Ishiguro. Dopo le trasposizioni di Quel che resta del giorno, Non lasciarmi e Un pallido orizzonte di colline, sono in arrivo altri due adattamenti.
A ottobre uscirà Klara and the Sun di Taika Waititi, con Jenna Ortega nei panni di Klara, androide creata come “amica artificiale”, acquistata da una madre interpretata da Amy Adams per fare compagnia alla figlia malata.
Guillermo del Toro sta invece lavorando per Netflix a un film animato in stop-motion tratto da Il gigante sepolto, fantasy ambientato in un Medioevo inglese segnato dall’impossibilità di conservare ricordi a lungo termine.
Billie Eilish debutta con Sylvia Plath
Tra i progetti più sorprendenti c’è il debutto cinematografico di Billie Eilish in The Bell Jar, adattamento di Sarah Polley dal romanzo semiautobiografico di Sylvia Plath.
La storia di Esther Greenwood, giovane donna che dopo uno stage editoriale a New York affronta la depressione, porta sullo schermo un classico doloroso e ancora attualissimo della letteratura del Novecento.
Il cinema cerca nei classici una nuova profondità
Nel lungo elenco dei progetti figura anche Rogue Male, con Benedict Cumberbatch coproduttore e protagonista, tratto da L’uomo che non doveva vivere di Geoffrey Household, classico britannico considerato tra le fonti d’ispirazione per Ian Fleming e il personaggio di James Bond.
La nuova ondata di adattamenti dimostra che i classici non sono un rifugio nostalgico, ma un terreno di confronto con il presente. Hollywood e le piattaforme li cercano perché offrono mondi riconoscibili, personaggi già radicati nell’immaginario e temi capaci di superare epoche e confini.
La sfida resta la stessa di sempre: non limitarsi a illustrare i libri, ma trovare una forma cinematografica capace di farli vivere di nuovo.