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La carica dei 39 sottosegretari, hanno giurato a Palazzo Chigi

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Trentanove ‘Lo giuro’, 39 inchini e altrettante firme. E subito dopo un applauso per ciascuno. Piu’ quello finale, a cui Mario Draghi aggiunge un “Bene grazie” pronunciato con le mani alzate e intrecciate, suo personalissimo e scarno incoraggiamento. La squadra del governo con una delle piu’ ampie maggioranze e’ ora al completo. Il giuramento dei 39 sottosegretari conclude l’iter formale e mette in moto la macchina. Nella sala dei Galeoni di Palazzo Chigi e’ il codice anti Covid a dettare le regole. Come era stato al Quirinale, il 13 gennaio al giuramento dei ministri. Anche ora l’immancabile tampone fatto all’entrata e la mascherina sul viso (per lo piu’ la Ffp2 bianca, tranne qualche eccezione e la chirurgica di Pierpaolo Sileri, sottosegretario alla Salute). Ma l’emozione traspare molto meno. E anche le gaffe spariscono, senza formula di rito da recitare: la legge per tutti all’inizio il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Roberto Garofoli e gli altri rispondono ‘Lo giuro’. Per firmare il verbale niente stilografiche, ma penne a sfera cambiate ogni volta per sanificarle. Assenti pure stampa e fotografi (se non quelli ufficiali del Palazzo) e perfino le sedie. I neorappresentanti del governo restano stavolta in piedi, distanziati tra loro. Essendo piu’ numerosi dei 23 ministri, occupano la sala in tre tranche, da 8, 17 e 14. Davanti a loro, le ‘pedine’ quasi statuarie del premier e dei due ‘testimoni’, Garofoli e il segretario generale Roberto Chieppa. Ad aprire le danze e’ Vincenzo Amendola che ha la delega agli Affari europei. Come tutti non stringe la mano a Draghi e si limita a un inchino come saluto. Nel dress code vincono i toni scuri, a cominciare dal completo nero di Draghi che ‘osa’ con la cravatta blu. Poche le eccezioni di colore: scelgono il bianco la viceministra agli Esteri, Marina Sereni e la sottosegretaria al Lavoro Rossella Accoto, oltre al tailleur glicine di Lucia Borgonzoni che torna alla Cultura. Vania Gava, che approda al nuovo ministero della Transizione ecologica, preferisce un completo grigio a righe, molte optano per il filo di perle e Teresa Bellanova, ora viceministra alle Infrastrutture, non abbandona i colori e sfoggia una casacca color tortora e fiori azzurri. Tra gli uomini poche varianti come le cravatte rosse di Carlo Sibilia, per la terza volta sottosegretario all’Interno e del collega pentastellato Giancarlo Cancelleri, o quella bianco-nera del renziano Ivano Scalfarotto, adesso sottosegretario al Viminale. Un altro 5 Stelle, Manlio Di Stefano, si distingue con un completo grigio a righe e la pochette nel taschino. Elegantissimo e dall’aria sicura l’ex capo della polizia Franco Gabrielli che ora assume la delega alla sicurezza. Spigliato pure Gian Marco Centinaio, sottosegretario all’Agricoltura: in attesa del verbale azzarda un occhiolino a qualcuno e poi firma mostrando un braccialetto con la scritta Pavia, sua citta’ d’origine. Dopo 27 minuti la cerimonia e’ finita, il governo e’ pronto.

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Urso, tre collegati a manovra, dallo spazio a blue economy e AI

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“Realizzeremo nei prossimi giorni tre collegati alla manovra economica già previsti perché questo governo ha una ben chiara politica produttiva industriale condivisa da tutto il governo per accelerare la capacità di investire sull’innovazione”. Lo ha annunciato il ministro delle Imprese e del made in Italy Adolfo Urso, all’inaugurazione di Vinitaly 2024 a Veronafiere. Il primo collegato, ha precisato il ministro Urso, “è sulle tecnologie abilitanti, cioè sull’intelligenza artificiale e metaverso, la realtà virtuale, la meccanica quantistica. Perché noi dobbiamo trasferire presto queste tecnologie alle nostre imprese. Il secondo collegato è sullo ‘space control’ perché è uno dei comparti di sviluppo. Nel menu del futuro c’è proprio l’economia dello spazio su cui noi siamo un grande attore globale. Mentre il terzo collegato è sulla Blue Economy perché la colonizzazione dello spazio e degli oceani e dei beni sottomarini è il futuro del made in Italy. E domani celebriamo tutto questo, con Vinitaly a far da anteprima per evidenziare che l’alimentazione è stato il veicolo principale per portare nel mondo le specificità italiane”.

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Salvini, avevo invitato Bossi, suoi insulti aiutano a migliorare

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“Io sono in Lega da 30 anni e sono abituato alle telefonate notturne e diurne di insulto e di polemica di Umberto Bossi, quindi mi servono per capire e migliorare. Ringrazio Maroni per il tanto che mi ha insegnato. Per quello che mi riguarda per la Lega e per l’Italia il bello deve ancora venire”. Così il leader della Lega Matteo Salvini parlando a margine della festa del Carroccio a Varese. “Bossi lo avevo invitato oggi – ha aggiunto replicando a chi chiedeva se lo aveva sentito – ha fatto altre scelte, ma va bene così. Bossi può dire quello che vuole, per me sono sempre consigli utili”. Stesso discorso per le parole del Senatur su Giancarlo Giorgetti: “A Bossi, visto che ha costruito tutto, tutto è permesso”. E a chi chiedeva perché ieri non è andato a Gemonio, ha risposto che “ero al G7 dei Trasporti. Faccio con orgoglio il segretario della Lega, ma faccio anche il vicepremier e il ministro dei Trasporti”.

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Meloni convoca il G7 per discutere dell’attacco dell’Iran

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A seguito dell’attacco iraniano contro Israele, il Presidente del consiglio Giorgia Meloni, a quanto si apprende, ha annullato alcuni impegni previsti in agenda, compresa la visita al Vinitaly di Verona di domani lunedì 15 aprile.

La Presidenza italiana del G7 ha convocato per il primo pomeriggio di oggi una videoconferenza a livello leader, per discutere dell’attacco iraniano contro Israele. Lo si apprende da fonti di Palazzo Chigi.

Come ufficializzato da una nota di Palazzo Chigi, “la Presidenza italiana del G7 ha convocato, per il primo pomeriggio di oggi, una conferenza in collegamento a livello leader per discutere dell’attacco iraniano contro Israele”.

“La presidente del consiglio Giorgia Meloni ha convocato la conferenza dei leader del G7 che si svolgerà questo pomeriggio per prendere iniseme una posizione al fine di frenare la escalation e di individuare a giungere a una soluzione diplomatica e quindi politica di questo conflitto che dobbiamo assolutamente arginare”. Così, dopo l’attacco iraniano a Israele di stanotte, il ministro delle Imprese e del made in Italy Adolfo Urso, all’ingresso di Vinitaly 2024 che si apre oggi a Veronafiere, spiega anche l’assenza della Meloni. “L’Italia è in campo – ha precisato Urso – sia a livello bilaterale con intervento che abbiamo fatto nei giorni scorsi con tutti gli attori e sia come paese guida a presidenza del G7, appunto convocando il vertice per questo pomeriggio”.

 

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