Esteri
Immagini hard e conversazioni hard del boss di Amazon Jeff Bezos intercettate dai sauditi e passate ai media
Il governo dell’Arabia Saudita avrebbe “intercettato” il telefono di Jeff Bezos, permettendo così che informazioni private e conversazioni piccanti finissero su alcuni tabloid: questa l’accusa lanciata dal principale consulente sulla sicurezza dell’amministratore delegato e patron di Amazon, Gavin de Becker. Quest’ultimo ha detto di aver indagato sulla pubblicazione di messaggi privati fra Bezos e l’ex anchor tv Lauren Sanchez sul National Enquirer. Bezos ha accusato American Media Inc. (AMI), che possiede il National Enquirer, di ‘ricatto ed estorsione’ per aver minacciato di pubblicare sue foto intime se De Becker non avesse concluso nelle sue indagini che le informazioni pubblicate dal tabloid non fossero motivate politicamente o frutto di illecite intercettazioni elettroniche.
In un articolo sul sito del Daily Beast, De Becker ha scritto: “La nostra indagine, oltre a vari esperti, sono giunti alla conclusione, con la massima fiducia, che i sauditi hanno avuto accesso al telefono di Bezos e ottenuto informazioni private”, aggiungendo che “non e’ ancora chiaro” se di queste informazioni fosse a conoscenza la AMI. Secondo De Becker, obiettivo di Riad sarebbe stato quello di colpire il Washington Post, di proprieta’ di Bezos. “Molti americani saranno sorpresi di apprendere che il governo saudita ha cercato di danneggiare Jeff Bezos dallo scorso ottobre, quando il Post ha iniziato il suo implacabile lavoro” sull’assassinio del giornalista saudita dissidente Jamal Khashoggi nel consolato saudita di Istanbul.
Esteri
Usa-Cuba, incontro a sorpresa all’Avana: pressing su riforme e offerta Starlink
Funzionari Usa all’Avana incontrano esponenti cubani: richieste di riforme, offerta Starlink e segnali di possibile riapertura diplomatica.
Funzionari del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti hanno incontrato all’Avana esponenti cubani, tra cui un familiare di Raúl Castro. L’incontro, riportato da Axios, rappresenta un passaggio significativo nei rapporti tra i due Paesi.
Si tratta infatti del primo atterraggio di un aereo governativo statunitense sull’isola dai tempi della visita di Barack Obamanel 2016, simbolo del tentativo di disgelo tra Washington e L’Avana.
Le richieste Usa: riforme e diritti
Nel corso dei colloqui, la delegazione americana ha sollecitato l’introduzione di riforme democratiche, invitando il governo cubano a compiere passi concreti sul piano politico ed economico.
Tra i punti indicati: il rilascio dei prigionieri politici, maggiori libertà civili e l’avvio, in prospettiva, di elezioni libere. È stato inoltre ribadito il tema del risarcimento per cittadini e aziende statunitensi i cui beni furono confiscati dopo la rivoluzione del 1959.
L’offerta tecnologica: Starlink per internet
Sul tavolo anche una proposta operativa: gli Stati Uniti hanno offerto supporto per migliorare l’accesso a internet attraverso i satelliti Starlink.
Un’iniziativa che potrebbe avere impatti rilevanti sulla connettività dell’isola, ma che si inserisce anche in un quadro più ampio di apertura e modernizzazione del sistema cubano.
Sicurezza e timori strategici
I funzionari americani hanno espresso preoccupazione per la presenza a Cuba di apparati stranieri, tra cui servizi di intelligence e gruppi militari, considerati potenzialmente rischiosi a pochi chilometri dal territorio statunitense.
Secondo fonti citate, Washington ha messo in guardia L’Avana sui rischi legati al mancato recepimento di queste indicazioni.
Diplomazia e pressione: la linea di Trump
L’amministrazione di Donald Trump punta a una soluzione diplomatica, ma mantiene una linea di fermezza. L’obiettivo dichiarato resta quello di evitare che Cuba possa diventare una minaccia per la sicurezza nazionale americana.
Il vertice dell’Avana apre così uno scenario nuovo, tra tentativi di dialogo e pressioni politiche, in un equilibrio ancora fragile tra apertura e confronto.
Esteri
Trump rilancia: “Vinceremo le midterm”. Attacco all’Europa e annuncio su Iran e dossier Ufo
Donald Trump a Phoenix rilancia sulle elezioni di metà mandato, attacca l’Europa e parla di Iran e pubblicazione dei documenti Ufo.
Esteri
Iran minaccia di chiudere Hormuz: “Non resterà aperto con il blocco Usa”
Teheran avverte: lo Stretto di Hormuz potrebbe essere chiuso se gli Stati Uniti continueranno il blocco dei porti iraniani. Cresce la tensione.


